
La verità renderà liberi gli USA: spezzare la presa d’Israele sulla politica estera statunitense
Maidhc Ó Cathail 27 Settembre 2010 Countercurrents.org
Se la morsa d’Israele sulla politica estera degli Stati Uniti dovesse essere rotta, gli statunitensi sarebbero informati sui danni che il sostegno incondizionato di Washington allo stato ebraico sta facendo agli interessi statunitensi, dicono gli analisti delle relazioni USA-Israele.
Secondo John J. Mearsheimer, co-autore de ‘La Lobby israeliana e la politica estera degli Stati Uniti’: “L’unico modo plausibile per indebolire l’influenza della lobby sulla politica estera degli Stati Uniti, è che politici e opinion-maker importanti parlino apertamente del danno che il rapporto speciale sta facendo all’interesse nazionale americano“.
“Un sacco di persone negli Stati Uniti, in particolare all’interno della Beltway, sa che Israele è un albatros che svolazza attorno al collo dell’America“, spiega Mearsheimer, R. Wendell Harrison Distinguished Service e Professore di Scienze Politiche presso l’Università di Chicago. “Ma hanno paura di alzarsi e dirlo per il timore che la lobby li attacchi e ne danneggi le carriere.” “Speriamo che alcuni di loro possano sviluppare una spina dorsale“, aggiunge.
Philip Giraldi, direttore esecutivo del Consiglio per l’Interesse Nazionale, ritiene che la morsa di Tel Aviv su Washington può essere spezzata “solo sfidando direttamente il potere della lobby israeliana e il racconto fasullo su come esso sia un vantaggio per gli Stati Uniti“.
Giraldi, un editorialista de The American Conservative, dice che “deve essere fatto dal basso verso l’alto, poichè Israele non può essere messo in discussione nei media mainstream, al Congresso, e alla Casa Bianca”. “Il popolo americano deve sapere che Israele è ed è sempre stato, una responsabilità strategica che ha fatto un danno immenso agli Stati Uniti e ai suoi interessi in tutto il mondo“, conclude l’ex agente della CIA. SEGUE SU:http://sitoaurora.xoom.it/wordpress/
Secondo John J. Mearsheimer, co-autore de ‘La Lobby israeliana e la politica estera degli Stati Uniti’: “L’unico modo plausibile per indebolire l’influenza della lobby sulla politica estera degli Stati Uniti, è che politici e opinion-maker importanti parlino apertamente del danno che il rapporto speciale sta facendo all’interesse nazionale americano“.
“Un sacco di persone negli Stati Uniti, in particolare all’interno della Beltway, sa che Israele è un albatros che svolazza attorno al collo dell’America“, spiega Mearsheimer, R. Wendell Harrison Distinguished Service e Professore di Scienze Politiche presso l’Università di Chicago. “Ma hanno paura di alzarsi e dirlo per il timore che la lobby li attacchi e ne danneggi le carriere.” “Speriamo che alcuni di loro possano sviluppare una spina dorsale“, aggiunge.
Philip Giraldi, direttore esecutivo del Consiglio per l’Interesse Nazionale, ritiene che la morsa di Tel Aviv su Washington può essere spezzata “solo sfidando direttamente il potere della lobby israeliana e il racconto fasullo su come esso sia un vantaggio per gli Stati Uniti“.
Giraldi, un editorialista de The American Conservative, dice che “deve essere fatto dal basso verso l’alto, poichè Israele non può essere messo in discussione nei media mainstream, al Congresso, e alla Casa Bianca”. “Il popolo americano deve sapere che Israele è ed è sempre stato, una responsabilità strategica che ha fatto un danno immenso agli Stati Uniti e ai suoi interessi in tutto il mondo“, conclude l’ex agente della CIA. SEGUE SU:http://sitoaurora.xoom.it/wordpress/
Ieri, mentre falliva il golpe in Ecuador, il presidente Obama chiedeva scusa al Guatemala per esperimenti condotti tra il 1946 e il 1948 in quel paese, in cui centinaia di ignari cittadini di quel paese venivano deliberatamente infettati con malattie veneree. SEGUE SU: http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php
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