venerdì 27 aprile 2012

L'ANTIFASCISMO DI CLASSE!


L'ANTIFASCISMO DI CLASSE!

(24 Aprile 2012)


Karl Radek scriveva che la dittatura fascista è paragonabile a: "cerchi di ferro con la quale la borghesia tenta 
di consolidare la botte sfasciata del capitalismo" e occorre sottolineare che la botte contrariamente a quanto si 
potrebbe ritenere non è stata sfasciata dall'azione rivoluzionaria della classe operaia; il fascismo non è 
la risposta della borghesia a un attacco al proletariato, ma piuttosto l'espressione della decadenza dell'economia 
capitalistica. La botte, insomma, si è sfasciata da sola.

Oggi più che mai assistiamo ad una ripresa politica delle organizzazioni di estrema destra. IL loro "risveglio"
 trova nella crisi e nella copertura dei vari governi (sino a poco tempo fa in carica, alcuni sostituiti) di centro
 destro o destra (Italia, Francia est Europa) dei patner importanti. Basti pensare a Casa Pound che trae linfa... 
dalla giunta Polverini (PDL).

IL dovere,  il primo compito di un' organizzazione rivoluzionaria come la nostra è quella di saper intercettare il 
malcontento presente nelle periferie e spiegare a tutti che il fascismo non è la soluzione. Dobbiamo parlare di
 cultura, la destra è portatrice di dogmi e false verità (Dio, Patria e famiglia), noi dobbiamo rispondere con la
 lotta di classe internazionalista allo sciovinismo piccoloborghese che la destra esprime. Le persone, questo 
dobbiamo spiegare in modo certosino, non si dividono per nazionalità, etnia o religione, ma tra sfruttati e
 sfruttatori....

L’antifascismo è stato nella storia essenzialmente prerogativa dei militanti comunisti, socialisti ed anarchici, 
i quali hanno pagato al fascismo il prezzo più alto in termini di repressione, mentre altri, come il Partito Popolare 
(antenato della DC), ha sostenuto l’avvento della dittatura fascista fino a far parte del primo governo Mussolini. 


Da alcuni anni assistitiamo a squallidi tentativi di “pacificazione”... tesi ad affermare il concetto che partigiani 
e repubblichini fascisti fossero tutti uguali, tutti egualmente italiani e patrioti ( in questi giorni a Roma è apparso
 tra le vie della città un manifesto atto a spiegare " l'onore" dei repubblichini di Salò).
Oggi, come ieri, bisogna dunque guardarci da chi tenta di cambiare la storia per affermare nel presente un 
nuovo autoritarismo fatto di razzismo e discriminazioni nei confronti di ogni “diversità", di negazione dei diritti
 dei lavoratori, di repressione poliziesca del dissenso, d’annientamento di ogni garanzia sociale.
E' necessario, anche, stare attenti anche a chi agita strumentalmente la bandiera dell’antifascismo per nobili
 calcoli elettorali: come in passato ha fatto il centrosinistra che ha tra le sue fila Luciano Violante che da 
Presidente della Camera dei Deputati nel 1996 sostenne, nel suo discorso di insediamento, che bisognava 
“capire le ragioni dei ragazzi di Salò”.

Se oggi c’è qualcosa da ricordare sono i 40.000 italiani che furono strappati dalle loro case dai militi della
 Repubblica Sociale o dalle truppe tedesche e deportati nei l

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