UN’UMANITA’
DA ROTTAMARE di G. Tirelli
Il
valore supremo e vivificante della “diversità” (che è l’essenza stessa delle
ragioni, della vita), è stato, di fatto, soppiantato e soppresso da un’opera di
omologazione mentale che non trova precedenti nella storia dell’umanità. Non
rendersi conto di questa realtà sostanziale e lapalissiana, (che ci uniforma in
una sorta di appiattimento verso il basso, alle tendenze dominanti,
propagandate e sdoganate, come opportune, dal Sistema Relativista), la dice
lunga sullo stato di narcolessia prodotto negli individui. Siamo, tutti quanti
l’effetto di un diabolico esperimento di clonazione di massa e di lavaggio del
cervello, risultato di una speciale e inedita forma di schiavitù che, per un
assurdo contrasto logico, ci porta a ritenerci liberi. L’omologazione dei
comportamenti e dei modi, in un unico pensiero dominante, tende a raggruppare
tutte le identità in una sola, rendendo superflue, nulle e dissonanti, tutte le
altre.
Un
tempo, la diversità, era Regina di creatività, di tradizione, di storia, di
cultura, di immaginazione e di sapere e, ogni essere umano rappresentava, per
unicità, una delle infinite tessere che andavano a comporre l’immagine
trascendente di quell’immenso e misterioso puzzle, icona del mistero infinito.
I
fabbri del passato, per capirci, modellavano e personalizzavano i loro
strumenti di lavoro (tenaglie, pinze, martelli, incudini, ecc) a seconda delle
loro necessità, della tecnica, della forza e della corporatura. Il prodotto
della loro fatica, era unico, benedetto e irrepetibile.
Sarti,
calzolai, tessitori, tintori, muratori, pittori e scultori, fino al più stupido
garzone di bottega, erano gli artefici di quel mondo magico e profumato che
risplendeva di diversità e dissetava i bisogni dell’anima. E’ del resto singolare
il fatto, che il Sistema Liberista, visto il contrasto logico (e diversamente
dai suoi obiettivi), sia stato in grado, più di ogni altro regime massimalista,
di concepire, pianificare e mettere in atto un’opera di omologazione e di
appiattimento culturale, unica nella storia dell’uomo.
Che
cosa è rimasto, oggi, di quel mondo che, con perfetto sincronismo, scandiva le pulsioni e le ragioni di ogni cuore, sospinto dall’armonia
danzante dello spirito divino?
L’uomo
di quest’epoca bastarda, non è che la ripetizione in serie, di una eccezionale
stupidità, assunta a regola comportamentale. E’ sempre più simile a tutta
quell’infinita varietà di tecnologie, ludiche e infantili, con le quali, in
forma psicotica, si rapporta con allarmante quotidianità, alimentandone la dipendenza, la tossicità e lo
spirito di emulazione.
Questo
processo di disumanizzazione e di snaturamento, ha avuto inizio alcuni decenni
dopo la rivoluzione industriale per attestarsi, in seguito (in un tempo
eccezionalmente breve e con un’accelerazione impressionante), in omologazione
meccanica. Mai, nella storia del mondo, si era prodotta una tale mutazione
degenerativa e, in un arco di tempo così corto.
Oggi,
la vita degli individui, non ha più alcun valore. Il loro livello, di comprensione,
apprendimento, di soluzione, la capacità mnemonica e organizzativa, sono tutte
variabili, infinitamente al di sotto delle normali funzioni delle macchine
tecnologiche. Quest’uomo, così com’è, non serve più a nulla - non è di alcuna
utilità, ne a questo mondo, ne a se stesso. Roba da rottamare!
Un
qualsiasi “server” è più prezioso della vita di un uomo! E’ dunque, questo, il
sogno di libertà e benessere, a cui tanto aspiravamo? Ci siamo ridotti al rango
di schiavi e servi della nostra cazzonaggine e inettitudine.
Abbiamo
innescato un processo (ormai alla fine), di omologazione globale, che ci
porterà dritti verso l’estinzione dell’umanità.
La
mia, non è una tesi pessimistica o un’ipotesi catastrofista, ma la proiezione
logica, consapevole e scientifica della somma di dati incontrovertibili e
inconfutabili, che ci confermano, drammaticamente, la fine di un’epoca.
Nel
frattempo, la solita banda di scienziati e ricercatori, al soldo del potere
economico, ci parlano di una cellula virtuale in grado di riprodursi, e di un
fantascientifico acceleratore di particelle capace di generare, in un
laboratorio (della lunghezza di 27 km alla profondità di cento metri e dai
costi incommensurabili), le cause relative all’origine dell’universo. L’oramai
famoso “bosone” in maniera irriverente e blasfema, viene confidenzialmente
chiamato, la “particella di Dio”. Un’opera di profanazione congiunta a un
livello di stupidità che non hanno eguali nella storia del mondo.
Al
metodo di insegnamento pedagogico, didattico e socio-culturale di Maria
Montessori che maturava
l’imprinting, deputato a
modellare, formare e plasmare, la personalità e il carattere delle nuove
generazioni, abbiamo sostituito il metodo Maria De Filippi.
Alle
passeggiate nei boschi e alle gioiose scorribande, la casa del Grande Fratello
- alle notti stellate, il chiuso malsano e maleodorante di discoteche intrise
di volgarità e ignoranza – all’azione, il voyeurismo – alla manualità, il
lassismo, e alle responsabilità individuali, un libretto di istruzioni edito
dal Sistema Relativista, al quale ci atteniamo con scrupolosa ipocrisia e
malafede.
Quale
futuro possiamo mai intravedere per i nostri giovani, quando una montagna di
menzogne, di paure e di vanità, sommerge e soffoca ogni loro speranza,
personalismo e capacità critica?
Se non
siamo i grado di percepire il mondo, al di fuori delle nostre esperienze
personali e convinzioni, liberandoci da filtri e pregiudizi, che ci precludono
una analisi oggettiva e disincantata del nostro presente e, più in generale, il
significato stesso della vita, non potremo mai misurarci ad armi pari con le
forze del male, ne intravedere l’ombra di un futuro.
Siamo
individui senza radici, destinati a soccombere, travolti dalla furia e dalla
collera di quel Dio che abbiamo voluto sfidare e ridicolizzare, profanando la
sua Opera e violando i confini del suo imperscrutabile disegno celeste.
Gianni
Tirelli
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