giovedì 1 novembre 2012

QUEI GIORNALISTI VENUTI DAL NULLA....di G.Tirelli


QUEI GIORNALISTI VENUTI DAL NULLA....di G.Tirelli

Viviamo in un regime di ignoranza, di stupidità e approssimazione, dove la menzogna, il pressappochismo, l’omertà e il più sfrenato servilismo, sono le autorevoli credenziali in grado di fare la differenza, relegando gli uomini intelligenti, sensibili e sinceri, in un angolo buio della società, al pari di pericolosi criminali e rivoluzionari sanguinari..
Individui affetti da stitichezza culturale e inettitudine morale, sono oggi i direttori di testate giornalistiche rozze e minimaliste, dalle quali trasuda astio e livore conditi da grotteschi complessi di inferiorità, che fanno presupporre una totale mancanza di autostima e dei fondamentali principi e valori etici e deontologici.
La coltivata attitudine alla menzogna e alla delazione (che sono le basi del più bieco pettegolezzo) sono il terreno di cultura sul quale, questi maestri di penna e pensiero, coltivano le loro farneticanti considerazioni.
Belpietro, direttore del quotidiano “LIBERO” (evidente il contrasto logico!), risulta essere uno dei servi più schierati e fanatici del pensiero lineare del Cavaliere nano.
Se l’ominide in causa conoscesse minimamente il significato di libertà, dei suoi presupposti e di quanto costi in termini di rinuncia e sacrificio il raggiungerla, non se ne starebbe comodamente seduto, come un paggetto dell’ottocento, nei vari studi televisivi, a sciorinare giudizi di nessun conto, tanto qualunquisti quanto retorici,
con quell’aria di finta supponenza di chi non sa un cazzo di niente, non conosce niente, e a niente serve.
Queste testate giornalistiche, mi riportano alla mente, alcune riviste di pettegolezzo degli anni 70, come “Ora, Visto, Cronaca Vera” ed altri, che improntavano il loro bieco commercio, sui titoloni altisonanti e improbabili scoup, fino ad apparire sempre più simili ad una discarica metropolitana, dove i miasmi populistici e intimidatori, si prefiggono di intorbidire sull’onda di una emozione indotta, una fetta di cittadini assenti, predisposti e naturalmente inclini, al qualunquismo, alla retorica e al piacere della contraffazione della realtà.
Belpietro, Feltri, Ferrara e Sallusti, sono tuttora al soldo di uno dei personaggi più loschi, laidi, impostori e filibustieri che mai un parlamento abbia ospitato in tempo di pace, in grado di produrre talmente tanto materiale e scoup freschi di giornata, da potere contare su una copertura editoriale lunga sette generazioni. Ma i servi fanno il loro sporco lavoro fino in fondo, coerenti con la loro indole zotica, epurata da ogni concetto di dignità, onore e morale.
Queste prestigiose firme dalla tagliente penna che in maniera autoreferenziale, si immaginano “giornalisti di destra” (povero Montanelli!), non sono che rotoli di carta “poco igienica” che il potere usa per pulirsi il culo, per poi scaricare all’interno di uno scivolo sotterraneo fino a quel luogo/non luogo (la fogna) da cui, all’origine, sono venuti, e in seguito risaliti fino a noi, attraverso lo scarico del cesso! 
Benché io possegga una memoria di ferro, non ricordo mai di essere incappato – lungo il cammin della mia vita - in individui a tal punto miserabili e ottusi, che sarebbe solo stato possibile incontrare fra i fetidi miasmi di una cloaca, intenti a spalare merda.  
Questa razza di “singolari” giornalisti, rappresentano l’archetipo di quegli individui che, nel tempo, hanno contribuito alla nascita di dittature come il fascismo e nazismo: gli irresponsabili ad oltranza!
La loro congenita predisposizione all’obbedienza poi, li qualifica per quello che sono: “figure sbiadite, prive di qualsiasi potenziale umano e culturale - esseri vuoti, vacui e senza contenuti, che solo nella sudditanza, trovano uno spazio conforme alla loro indole opportunista, che tracima di acredine e di rancore”. Gente che ogni giorno annaspa nella spazzatura, e pratica l’impostura e la diffamazione per rendere più appetibile la loro opera di mistificazione, e che hanno fatto della professione, un disgustoso fatto personale, anteponendo infamità e menzogna, alla dignità e alla verità.
Così appaiono sempre più simili ad una discarica metropolitana, dove le flatulenze populistiche e intimidatorie, si prefiggono di intorbidire sull’onda di una emozione indotta, una fetta di cittadini assenti, predisposti e naturalmente inclini al qualunquismo, alla retorica e alla contraffazione della realtà.
Il becero e infamante attacco mediatico sferrato contro la figura di Gino Strada e di Roberto Saviano, ha sconfinato ben oltre i limiti della decenza e della comprensione ideologica, per tracimare nell’infamia.
La frustrazione, relativa alla loro pochezza intellettuale (risultato di un’ottusità connaturata e coltivata nel tempo), li ha spinti ad asservire un potere nel quale si riconoscono per elementi di grettezza, mistificazione, ipocrisia e codardia. Solo nel servilismo trovano conforto al loro disagio esistenziale.
L’intelligenza, il buon senso, l’onestà intellettuale, l’equità, sono concetti che non appartengono al loro “bigino” mentale. Li ritengono, di fatto, degli impedimenti; veri e propri intralci, al perseguimento dei loro subdoli scopi.
Questi signori, del resto, non sono mai stati dei giornalisti, e presto, l’oblio, cancellerà di loro ogni traccia.
I comportamenti di questa gente, ricadranno sui loro figli che mi auguro, siano in grado di dare alla parola libertà’, il suo autentico significato e giudicare autonomamente l’operato dei loro padri al servizio esclusivo di Silvio Berlusconi.
C’è ancora da sperare che da un padre ottuso nascano dei figli consapevoli e da un farabutto, degli individui sani e rispettosi delle leggi.
La libertà, deve fare i conti con la dignità; un valore che questa brutta gente, considera un optional di nessun interesse pratico.

Gianni Tirelli

Nessun commento: