QUEI
GIORNALISTI VENUTI DAL NULLA....di G.Tirelli
Viviamo in un
regime di ignoranza, di stupidità e approssimazione, dove la menzogna, il
pressappochismo, l’omertà e il più sfrenato servilismo, sono le autorevoli
credenziali in grado di fare la differenza, relegando gli uomini intelligenti,
sensibili e sinceri, in un angolo buio della società, al pari di pericolosi
criminali e rivoluzionari sanguinari..
Individui
affetti da stitichezza culturale e inettitudine morale, sono oggi i direttori
di testate giornalistiche rozze e minimaliste, dalle quali trasuda astio e
livore conditi da grotteschi complessi di inferiorità, che fanno presupporre
una totale mancanza di autostima e dei fondamentali principi e valori etici e
deontologici.
La coltivata
attitudine alla menzogna e alla delazione (che sono le basi del più bieco
pettegolezzo) sono il terreno di cultura sul quale, questi maestri di penna e
pensiero, coltivano le loro farneticanti considerazioni.
Belpietro,
direttore del quotidiano “LIBERO” (evidente il contrasto logico!), risulta
essere uno dei servi più schierati e fanatici del pensiero lineare del
Cavaliere nano.
Se l’ominide in
causa conoscesse minimamente il significato di libertà, dei suoi presupposti e
di quanto costi in termini di rinuncia e sacrificio il raggiungerla, non se ne
starebbe comodamente seduto, come un paggetto dell’ottocento, nei vari studi
televisivi, a sciorinare giudizi di nessun conto, tanto qualunquisti quanto
retorici,
con quell’aria
di finta supponenza di chi non sa un cazzo di niente, non conosce niente, e a
niente serve.
Queste testate giornalistiche, mi
riportano alla mente, alcune riviste di pettegolezzo degli anni 70, come “Ora,
Visto, Cronaca Vera” ed altri, che improntavano il loro bieco commercio, sui
titoloni altisonanti e improbabili scoup, fino ad apparire sempre più simili ad
una discarica metropolitana, dove i miasmi populistici e intimidatori, si
prefiggono di intorbidire sull’onda di una emozione indotta, una fetta di
cittadini assenti, predisposti e naturalmente inclini, al qualunquismo, alla
retorica e al piacere della contraffazione della realtà.
Belpietro, Feltri, Ferrara e Sallusti, sono tuttora al
soldo di uno dei personaggi più loschi, laidi, impostori e filibustieri che mai
un parlamento abbia ospitato in tempo di pace, in grado di produrre talmente
tanto materiale e scoup freschi di giornata, da potere contare su una copertura
editoriale lunga sette generazioni. Ma i servi fanno il loro sporco lavoro fino
in fondo, coerenti con la loro indole zotica, epurata da ogni concetto di
dignità, onore e morale.
Queste prestigiose firme dalla tagliente penna che in
maniera autoreferenziale, si immaginano “giornalisti di destra” (povero
Montanelli!), non sono che rotoli di carta “poco igienica” che il potere usa
per pulirsi il culo, per poi scaricare all’interno di uno scivolo sotterraneo
fino a quel luogo/non luogo (la fogna) da cui, all’origine, sono venuti, e in
seguito risaliti fino a noi, attraverso lo scarico del cesso!
Benché io possegga una memoria di ferro, non ricordo mai
di essere incappato – lungo il cammin della mia vita - in individui a tal punto
miserabili e ottusi, che sarebbe solo stato possibile incontrare fra i fetidi
miasmi di una cloaca, intenti a spalare merda.
Questa razza di “singolari” giornalisti, rappresentano
l’archetipo di quegli individui che, nel tempo, hanno contribuito alla nascita
di dittature come il fascismo e nazismo: gli irresponsabili ad oltranza!
La loro congenita predisposizione all’obbedienza poi, li
qualifica per quello che sono: “figure sbiadite, prive di qualsiasi potenziale
umano e culturale - esseri vuoti, vacui e senza contenuti, che solo nella
sudditanza, trovano uno spazio conforme alla loro indole opportunista, che
tracima di acredine e di rancore”. Gente che ogni giorno annaspa nella
spazzatura, e pratica l’impostura e la diffamazione per rendere più appetibile
la loro opera di mistificazione, e che hanno fatto della professione, un
disgustoso fatto personale, anteponendo infamità e menzogna, alla dignità e
alla verità.
Così appaiono sempre più simili ad una discarica
metropolitana, dove le flatulenze populistiche e intimidatorie, si prefiggono
di intorbidire sull’onda di una emozione indotta, una fetta di cittadini
assenti, predisposti e naturalmente inclini al qualunquismo, alla retorica e
alla contraffazione della realtà.
Il becero e infamante attacco mediatico sferrato contro
la figura di Gino Strada e di Roberto Saviano, ha sconfinato ben oltre i limiti
della decenza e della comprensione ideologica, per tracimare nell’infamia.
La
frustrazione, relativa alla loro pochezza intellettuale (risultato di
un’ottusità connaturata e coltivata nel tempo), li ha spinti ad asservire un
potere nel quale si riconoscono per elementi di grettezza, mistificazione,
ipocrisia e codardia. Solo nel servilismo trovano conforto al loro disagio
esistenziale.
L’intelligenza,
il buon senso, l’onestà intellettuale, l’equità, sono concetti che non
appartengono al loro “bigino” mentale. Li ritengono, di fatto, degli
impedimenti; veri e propri intralci, al perseguimento dei loro subdoli scopi.
Questi
signori, del resto, non sono mai stati dei giornalisti, e presto, l’oblio,
cancellerà di loro ogni traccia.
I
comportamenti di questa gente, ricadranno sui loro figli che mi auguro, siano
in grado di dare alla parola libertà’, il suo autentico significato e giudicare
autonomamente l’operato dei loro padri al servizio esclusivo di Silvio
Berlusconi.
C’è
ancora da sperare che da un padre ottuso nascano dei figli consapevoli e da un
farabutto, degli individui sani e rispettosi delle leggi.
La
libertà, deve fare i conti con la dignità; un valore che questa brutta gente,
considera un optional di nessun interesse pratico.
Gianni
Tirelli
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