Fumata nera sugli impianti della Saras
Articolo pubblicato il 13 febbraio 2013

Nuovo blackout a Sarroch e nuova nube nera sui cieli della Saras. Verso le 16 un black out della rete elettrica di Terna ha causato il riversamento di combustibile sulle torce. Immediata la fumata nera, la seconda in un mese. Spavento e attimi di preoccupazione in paese e nelle zone vicine. Diversi i residenti che hanno chiamato i vigili per ottenere informazioni e rassicurazioni. Il 24 gennaio scorso, l’ultima fuoriuscita di fumo. Anche in quella occasione, il problema era stato causato da un blackout. L’interruzione dell’energia, secondo quanto riferito da alcuni residenti, è durata circa mezz’ora e ha interessato tutta l’area. Il fumo nero sopra gli stabilimenti,
invece, ha continuato a fuoriuscire per una quarantina di minuti circa. La foto che pubblichiamo è stata scattata oggi, durante la fumata, da un nostro lettore.
E, proprio questa mattina, Legambiente ha pubblicato un documento dove si chiede un tavolo tecnico che comprenda, oltre ai vertici della Saras, anche l’intervento degli amministratori locali per discutere dell’inquinamento acustico e di quello causato dalle polveri sottili .
“Gli ultimi casi di emissioni anomale in atmosfera, sia dalle torce che dal camino centralizzato, impongono, a nostro parere, una riflessione più generale sulla situazione di inquinamento diffuso nel polo industriale e nell’abitato del comune di Sarroch” si legge nella nota di Legambiente. “Anche l’inquinamento acustico è una questione ormai costante da circa vent’anni, e a più riprese nel tempo sono stati assunti impegni da parte di Saras per la sua riduzione”.
“Una parte dell’abitato di Sarroch si è sviluppata su terreni abbastanza vicini al perimetro dell’impianto industriale, in particolare all’area occupata dal complesso degli impianti IGCC. Data la vicinanza, questa parte dell’abitato è spesso interessata da un livello di rumorosità elevato. Questo effetto risulta particolarmente evidente durante alcune fasi della conduzione dell’impianto: avviamenti, fermate e, in generale, in tutte le situazioni di transitorio.
Per prevenire questo effetto negativo, nello studio di impatto condotto per la VIA era stata prevista la realizzazione di una robusta barriera verde che sarebbe stata capace di apportare una notevole riduzione della pressione sonora che agisce sul centro abitato. Tale progetto è stato avviato, ma non sembra che l’entità dell’intervento sia tale da procurare un drastico miglioramento della situazione nei periodi di funzionamento critico degli impianti. Ci pare quindi che sia necessario realizzare un intervento più incisivo”.
Per prevenire questo effetto negativo, nello studio di impatto condotto per la VIA era stata prevista la realizzazione di una robusta barriera verde che sarebbe stata capace di apportare una notevole riduzione della pressione sonora che agisce sul centro abitato. Tale progetto è stato avviato, ma non sembra che l’entità dell’intervento sia tale da procurare un drastico miglioramento della situazione nei periodi di funzionamento critico degli impianti. Ci pare quindi che sia necessario realizzare un intervento più incisivo”.
L’informazione muta e il politico-Taxi driver: “Ma dici a me?”
Articolo pubblicato il 13 febbraio 2013

Dare una notizia e scoprire le allarmanti dinamiche del sistema dell’informazione in una regione, in questo caso la Sardegna. La notizia è quella dell’attenzione della Corte dei conti per la flotta sarda. L’abbiamo pubblicata e – come si usa nei giornali on line – abbiamo riproposto accanto a essa una serie di articoli che, in questi mesi, avevamo dedicato a questo tema. Tra essi anche uno sulla stranissima vicenda della “laurea esotica” dell’assessore ai Trasporti Christian Solinas.
Una vicenda piccola piccola. Un esponente politico di rilievo che nel suo curriculum pubblico sostiene di essere laureato in sociologia e che, in realtà, ha ottenuto una pergamena priva di qualunque valore legale in Italia presso un’università dal nome altisonante (“Leibniz Business Institute”) situata a Santa Fè, nel New Messico (USA), che ha “laureato” personaggi del calibro di
Vosganian Varujan, accusato di aver collaborato con i servizi di sicurezza dell’ex dittatore Nicolae Ceausescu e di aver ricevuto denaro da controversi faccendieri, come il magnate dei media rumeno Sorin Ovidiu Vantu, attualmente sotto processo per riciclaggio e appropriazione indebita.
La notizia della laurea esotica dell’assessore era emersa tre mesi prima della nascita di Sardinia Post, cioè nel giugno dello scorso anno. La riprendemmo a ottobre ritenendo che fosse di rilevante interesse pubblico. Che un esponente politico si dica “laureato”, con tanto di qualifica di dott., sulla base di una laurea di quel genere ci pareva scandaloso. E forse doveva essere apparso tale allo stesso Solinas visto che, subito dopo che la vicenda era emersa, aveva fatto sparire dal suo curriculum pubblico ogni riferimento a quella laurea.
Dunque, riassumendo la tempistica nella notizia: emerge nel giugno del 2012, viene ripresa daSardinia Post nell’ottobre del 2012 e riproposta sempre da Sardinia Post ora. Per questo ci ha sorpreso constatare (esaminando i commenti dei lettori) che in tanti la ignoravano totalmente. E ne sono venuti a conoscenza solo attraverso la lettura dall’articolo pubblicato ieri.
E’ vero: da quando siamo nati il numero dei nostri lettori è cresciuto di molto: tanti dei nostri lettori attuali non lo erano tre mesi fa e perciò hanno perso la notizia nell’ottobre scorso (dopo averla persa anche a giugno). Il fatto è che l’hanno diciamo “persa”, cioè non l’hanno divugata, tutti i principali organi di informazione. Ed è questo il punto, è questo l’aspetto allarmante.
E’ infatti del tutto normale che una notizia di rilievo venga ripresa e divulgata. Quella dell’assessore Solinas, tra l’altro, circolava da mesi nel web. Tante altre notizie date da Sardinia Post vengono riprese (spesso senza citare la fonte) perché sono ritenute di interesse generale. E Sardinia Post rilancia tante notizie (sempre citando la fonte) date dall’Unione sarda, dalla Nuova Sardegna, o anche da altri siti di news.
Quella di Solinas no. E, in generale, mai o quasi mai le notizie che entrano nello specifico delle responsabilità, con nomi e cognomi. Come se la denuncia del mal
costume politico dovesse sempre fermarsi alle dichiarazioni di principio, senza mai andare a fondo. Come se l’andare a fondo, fare i nomi e i cognomi, non fosse l’ordinario esercizio del diritto di cronaca e di critica, l’ordinario modo di informare, ma invece una forma di accanimento personalistico. In effetti, quando diamo una notizia di questo genere, la reazione del diretto interessato ricorda la famosa scena di Taxi driver,con Rober De Niro che davanti allo specchio domanda “Ma dici a me?”.
La possibilità che il comportamento di un politico venga segnalato e denunciato perché semplicemente confligge con le regole non è presa in considerazione. E questo consente al politico in questione di non rispondere, di non dare spiegazioni. Di continuare a stare al suo posto come se niente fosse. Con la complicità di chi avrebbe il dovere di chiamarlo a rispondere davanti ai cittadini.

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