IL BERLUSCONISMO - UNA PATOLOGIA DEGENERATIVA DELLA
DIGNITA’ UMANA
premessa
“Ai tempi "gloriosi" della Democrazia
Cristiana, la feccia strisciante della politica italiana, era spalmata, in
maniera omogenea e trasversale, all’interno di un cospicuo numero di partiti,
grandi e piccoli, e questo, evitava forme di degenerazione - Oggi, con il
bipolarismo, i confini che relegavano la feccia all’interno di piccole aree,
depotenziate da un potere reale, non esistono più (sono stati superati), e
tutte le varie correnti sono convogliate in una sola casa (o solo popolo),
dando origine al grande Partito della Feccia Unita”
L’antiberluconismo non esiste, e mai é esistito! E’ un
concetto bislacco, astratto e surreale! Un clamoroso falso storico! In verità,
quello che strumentalmente e comunemente viene definito “antiberlusconismo”,
non è la contrapposizione ideologica o il legittimo scontro politico fra due
diverse visioni della realtà, ma un atto dovuto di difesa sociale e civile,
contro un “comitato d’affari” escrementizio, fanatico, populista, impostore e
cialtrone.
L’antiberlusconismo è un dentifricio anti carie, un siero
anti vipera, un farmaco anti cancro, un trattamento delle infestazioni da
zecche, un prodotto contro la rogna. Un intervento di derattizzazione, volto a
contrastare e combattere una delle piaghe sociali più profonde e virulente,
seconda solo alla peste bubbonica. Ma la popolazione di topi e ratti, non viene
mai di fatto azzerata poiché, di fatto non è possibile raggiungere tutte le
nicchie in cui l’infestazione può avere inizio o si può conservare. Nella
pianificazione degli interventi si devono considerare numerose variabili che
possono influenzare il risultato finale. Tra le varianti più importanti bisogna
considerare che spesso questi soggetti (come topi e ratti) marcano trappole e
esche per segnalarle ai propri simili rendendo di fatto nullo l’intervento di
disinfestazione.
L’antiberlusconismo, in fine, è un argine eretto a difesa
dei residui barlumi di dignità, ragionevolezza e di amor di patria. Il
berlusconismo, e sia chiaro a tutti, non è mai stato un movimento politico ma
un problema sociale e ambientale. E’ una storia di monnezza, di rifiuti
pericolosi dispersi sull’epidermide della società che, come polvere d’amianto,
si è insinuata nella coscienza degli italiani. Un intero paese da bonificare
dopo vent’anni di imbarbarimento!!
Berlusconi e Bossi, sono l’esatta
rappresentazione iconografica del peggio di questo paese, che ha calamitato al
suo interno la parte più marcia dell’imprenditoria italiana, i reietti del
sottobosco politico e la creme della peggiore feccia umana in circolazione. Un
sottobosco culturale di quart’ordine, maestri di mistificazione, di
contraffazione della realtà e di raggiro, che hanno adottato la menzogna a
pratica consolidata, la licenza a baluardo di libertà, e della dignità hanno
fatto mercimonio. Sembra però che queste "qualità" siano
irrinunciabili per una gran parte del popolo padano, che ancora oggi, in
prossimità delle elezioni politiche, è compatto nel sostenere i suoi carnefici,
dentro un atto di masochismo autolesionista che certifica ancora una volta la
sua ignoranza conclamata e coltivata, tradendo ogni altolocata discendenza, e
confinandolo dentro i tuguri bui e maleodoranti dell’umana stupidità.
Il BERLUSCONISMO non ha niente a che
vedere con la politica, intesa come passione, vocazione, programma, bene comune
e stato di diritto. Non è che una banda di “infamoni” asserragliati in un
fortilizio a difesa di un comitato d’affari che legifera “ad personam” per sottrarsi
alla giustizia, per consolidare privilegi, impunità e interessi particolari.
Omuncoli frustrati dai loro fallimenti umani che pur di rimanere a galla,
stipulano patti con la criminalità organizzata e improvvisata, facendo
precipitare l’Italia dentro una deriva etica, morale ed economica, senza
precedenti.
Per tanto l’antiberlusconsmo, è un movimento di popolo,
volto a contrastare un “Iperberlusconismo” d’assalto finalizzato alla
conservazione del potere. I malati patologici di berlusconismo ad oltranza,
sono coloro che, al sano pluralismo democratico di un partito (che si ritenga
tale) e a un contraddittorio costruttivo e leale, hanno anteposto, la volontà,
gli interessi e il narcisismo del Capo, mortificando la dignità personale, il
decoro e la verità. Questa gente, oggi, rappresenta quella parte amorfa e
marcia della società che non manifesta mai per i diritti umani e civili – che
non si occupa e preoccupa di un disastro ambientale dai contorni apocalittici.
Gente che non lotta, non partecipa, non solidarizza, non converge, non si
dissocia, relegata dentro un limbo gelatinoso di qualunquismo e sottocultura,
permeato da logiche di profitto, di potere e di fanatismo da stadio. Uno stuolo
di figuri che si appellano al “garantismo”
Dunque, cos'é l'antiberlusconismo, se non un atto dovuto,
democratico e necessario, di ferma indignazione, volto a contrastare una
formazione pseudo politica senza vergogna, responsabile del degrado etico,
morale e ambientale di questo paese?
Una vera società a delinquere che ha mortificato la sacralità del
parlamento, trasformandolo in un distributore di privilegi, amnistie e
cassaforte di profitti.
Oggi la destra italiana, tutela il crimine e la
criminalità, essendone parte integrante, nella nuova veste di procacciatore di
affari e cassaforte di profitti.
L’antiberlusconismo, quindi, è un irrinunciabile atto di
ribellione sociale, etica e morale. Si dissocia, da ogni personalismo,
rivendicazione o appartenenza culturale per elevarsi oltre la retorica e la
bagarre. L’antiberlusconismo (come l’antifascismo) è una moderna forma di
resistenza – un atto dovuto, un dovere civile dal quale, nessuno, si può (o si
dovrebbe) sottrarre.
Gianni Tirelli
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