venerdì 1 febbraio 2013

IL BERLUSCONISMO - UNA PATOLOGIA DEGENERATIVA DELLA DIGNITA’ UMANA


IL BERLUSCONISMO - UNA PATOLOGIA DEGENERATIVA DELLA DIGNITA’ UMANA
premessa
“Ai tempi "gloriosi" della Democrazia Cristiana, la feccia strisciante della politica italiana, era spalmata, in maniera omogenea e trasversale, all’interno di un cospicuo numero di partiti, grandi e piccoli, e questo, evitava forme di degenerazione - Oggi, con il bipolarismo, i confini che relegavano la feccia all’interno di piccole aree, depotenziate da un potere reale, non esistono più (sono stati superati), e tutte le varie correnti sono convogliate in una sola casa (o solo popolo), dando origine al grande Partito della Feccia Unita”
L’antiberluconismo non esiste, e mai é esistito! E’ un concetto bislacco, astratto e surreale! Un clamoroso falso storico! In verità, quello che strumentalmente e comunemente viene definito “antiberlusconismo”, non è la contrapposizione ideologica o il legittimo scontro politico fra due diverse visioni della realtà, ma un atto dovuto di difesa sociale e civile, contro un “comitato d’affari” escrementizio, fanatico, populista, impostore e cialtrone.
L’antiberlusconismo è un dentifricio anti carie, un siero anti vipera, un farmaco anti cancro, un trattamento delle infestazioni da zecche, un prodotto contro la rogna. Un intervento di derattizzazione, volto a contrastare e combattere una delle piaghe sociali più profonde e virulente, seconda solo alla peste bubbonica. Ma la popolazione di topi e ratti, non viene mai di fatto azzerata poiché, di fatto non è possibile raggiungere tutte le nicchie in cui l’infestazione può avere inizio o si può conservare. Nella pianificazione degli interventi si devono considerare numerose variabili che possono influenzare il risultato finale. Tra le varianti più importanti bisogna considerare che spesso questi soggetti (come topi e ratti) marcano trappole e esche per segnalarle ai propri simili rendendo di fatto nullo l’intervento di disinfestazione.
L’antiberlusconismo, in fine, è un argine eretto a difesa dei residui barlumi di dignità, ragionevolezza e di amor di patria. Il berlusconismo, e sia chiaro a tutti, non è mai stato un movimento politico ma un problema sociale e ambientale. E’ una storia di monnezza, di rifiuti pericolosi dispersi sull’epidermide della società che, come polvere d’amianto, si è insinuata nella coscienza degli italiani. Un intero paese da bonificare dopo vent’anni di imbarbarimento!!
Berlusconi e Bossi, sono l’esatta rappresentazione iconografica del peggio di questo paese, che ha calamitato al suo interno la parte più marcia dell’imprenditoria italiana, i reietti del sottobosco politico e la creme della peggiore feccia umana in circolazione. Un sottobosco culturale di quart’ordine, maestri di mistificazione, di contraffazione della realtà e di raggiro, che hanno adottato la menzogna a pratica consolidata, la licenza a baluardo di libertà, e della dignità hanno fatto mercimonio. Sembra però che queste "qualità" siano irrinunciabili per una gran parte del popolo padano, che ancora oggi, in prossimità delle elezioni politiche, è compatto nel sostenere i suoi carnefici, dentro un atto di masochismo autolesionista che certifica ancora una volta la sua ignoranza conclamata e coltivata, tradendo ogni altolocata discendenza, e confinandolo dentro i tuguri bui e maleodoranti dell’umana stupidità.
Il BERLUSCONISMO non ha niente a che vedere con la politica, intesa come passione, vocazione, programma, bene comune e stato di diritto. Non è che una banda di “infamoni” asserragliati in un fortilizio a difesa di un comitato d’affari che legifera “ad personam” per sottrarsi alla giustizia, per consolidare privilegi, impunità e interessi particolari. Omuncoli frustrati dai loro fallimenti umani che pur di rimanere a galla, stipulano patti con la criminalità organizzata e improvvisata, facendo precipitare l’Italia dentro una deriva etica, morale ed economica, senza precedenti.
Per tanto l’antiberlusconsmo, è un movimento di popolo, volto a contrastare un “Iperberlusconismo” d’assalto finalizzato alla conservazione del potere. I malati patologici di berlusconismo ad oltranza, sono coloro che, al sano pluralismo democratico di un partito (che si ritenga tale) e a un contraddittorio costruttivo e leale, hanno anteposto, la volontà, gli interessi e il narcisismo del Capo, mortificando la dignità personale, il decoro e la verità. Questa gente, oggi, rappresenta quella parte amorfa e marcia della società che non manifesta mai per i diritti umani e civili – che non si occupa e preoccupa di un disastro ambientale dai contorni apocalittici. Gente che non lotta, non partecipa, non solidarizza, non converge, non si dissocia, relegata dentro un limbo gelatinoso di qualunquismo e sottocultura, permeato da logiche di profitto, di potere e di fanatismo da stadio. Uno stuolo di figuri che si appellano al “garantismo”
Dunque, cos'é l'antiberlusconismo, se non un atto dovuto, democratico e necessario, di ferma indignazione, volto a contrastare una formazione pseudo politica senza vergogna, responsabile del degrado etico, morale e ambientale di questo paese?  Una vera società a delinquere che ha mortificato la sacralità del parlamento, trasformandolo in un distributore di privilegi, amnistie e cassaforte di profitti.
Oggi la destra italiana, tutela il crimine e la criminalità, essendone parte integrante, nella nuova veste di procacciatore di affari e cassaforte di profitti.
L’antiberlusconismo, quindi, è un irrinunciabile atto di ribellione sociale, etica e morale. Si dissocia, da ogni personalismo, rivendicazione o appartenenza culturale per elevarsi oltre la retorica e la bagarre. L’antiberlusconismo (come l’antifascismo) è una moderna forma di resistenza – un atto dovuto, un dovere civile dal quale, nessuno, si può (o si dovrebbe) sottrarre.
Gianni Tirelli

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