martedì 26 marzo 2013

INDAGINE SOCIOANTROPOLOGICA DEL POPOLO DELLE LIBERTA'


INDAGINE SOCIOANTROPOLOGICA DEL POPOLO DELLE LIBERTA'
E non pensiate che gli elettori di Berlusconi siano persone abbienti! E’ un grande errore di valutazione, un falso storico, un’ingenuità imperdonabile.
Tranne alcune migliaia di servi con famigliari al seguito, di baldracche e di papponi, il restante numero si materializza in un’orda di poveracci senza patria, di accattoni alla canna del gas - un popolo di reietti (da sempre e a buon diritto) relegato ai margini della società. Il meccanismo poi che innesca un tale comportamento, è relativo ad una ipotetica serie di vantaggi economici e psicologici che, il “berluscones tipo”, nella sua grezza primordiale logica opportunista, si prefigge di conseguire a fronte del suo becero servilismo verso chi crede sia il rappresentante del suo disagio, non che il padre buono che, non solo lo assolve dai suoi comportamenti criminogeni, ma li giustifica, fino a legittimarli come necessari. Ergo, il nostro, oggi, è un paese con 9.000.000 di comparse che per manifestare in piazza a sostegno del NANO CIALTRONE, si vendono per 10 euro, oltre alle spese del viaggio. Lo stesso, a cifre diverse, accade durante le tornate elettorali. E' un dato allarmante, che registra inequivocabilmente la reale condizione di povertà in cui versa il paese, e sulla quale specula un NANO mafioso per salvare il suo culo flaccido dai processi che lo riguardano da vent’anni.
Quando la Santanché afferma (a ragione) che nove milioni di cittadini italiani hanno votato per il PDL, fa riferimento ai soggetti di questo popolo di AMORFI, che guardano alla legalità e al rispetto della legge, come una iattura. Gli italiani che votano Berlusconi, in gran parte appartengono ai ceti più poveri, con un livello culturale che rasenta l’analfabetismo. E non sono i soliti taxisti, farmacisti, benzinai, notai, avvocati, dentisti, e tutta quella categoria di professionisti parassiti e opportunisti che antepongono i loro vantaggi e privilegi di casta al bene comune, ma soprattutto milioni di pensionati rincoglioniti e lavoratori dipendenti con tessera sindacale, senza l’apporto dei quali, questo losco e laido individuo (sterco della società) dall’indole maligna e contraffatto come una puttana di quart’ordine, non sarebbe mai, e poi mai, approdato al parlamento italiano, svergognando e ridicolizzando l’Italia e gli italiani agli occhi del mondo. Si “lavoratori dipendenti e pensionati”, ripeto, venduti al nemico! Loro che prima lo hanno santificato e poi ridotto a martire - loro che ne hanno condiviso virtualmente i privilegi, la sregolatezza e il clamore, sull’onda di un fanatismo autolesionista tipico dei regimi autoritari. Il restante numero di tifosi (poche miglia), è relativo, all’oscura borghesia industriale confessionale che, attraverso la corruzione, la falsificazione, la collusione e l’intimidazione, ha raggiunto il suo perverso potere.
Il PDL accoglie tra le fila dei suoi sostenitori/elettori, i peggiori elementi della società civile – un mondo variegato di anime perdute, di anziani avvinazzati e viziosi, di giovani imbecilli allevati e cresciuti alla corte del Grande Fratello, orde di cornuti frustrati dal rancore, e schiere di parassiti, di imbroglioni, di incapaci, cialtroni e straccioni, delinquentelli e impostori di professione – donne riconoscibili dalle acconciature biondo platino o rosso Tiziano, ispirate al mito della dea forzista - cervelli obnubilati dalle infinite tinte e visi levigati dal botulino “fino alla soglia della cancellazione espressiva”. Vecchie befane ossigenate e cotonate, contraffate dal bisturi di un improbabile chirurgo di quart’ordine, inceronate come maschere di un perenne carnevale fuori stagione, e addobbate come alberi di natale di luccicanti bigiotterie di cattivo gusto - un’orgia di personaggi equivoci, tormentati da un represso bisogno di visibilità che, pur di apparire, sono pronti a prostituire la propria dignità al peggiore offerente.
E questo, è il lascito di quell’opera di imbarbarimento culturale, etico e morale, messa in atto da Silvio Berlusconi per un lungo ventennio. Un piano di falsificazione e di contraffazione della realtà, che si è reso operativo in virtù di tutti quei mezzi di comunicazione a Lui asserviti, per il raggiungimento di un tale scopo.
Un tempo, la feccia strisciante della politica italiana era spalmata in maniera omogenea e trasversale all’interno di un cospicuo numero di partiti, grandi e piccoli, e questo evitava forme di degenerazione. Oggi, con il bipolarismo, i confini che relegavano la feccia all’interno di piccole aree depotenziate da un potere reale, non esistono più (sono stati superati), e tutte le varie correnti sono convogliate in una sola casa (o solo popolo), dando origine al grande Partito della Feccia Unita: il PDL. Ed è nell’esercizio del potere che questa brutta cricca, intende riscattare la sua origine zotica e provinciale e, questo, é il motivo di tanto odio e di un’invidia mal celata, nei confronti degli uomini di cultura e della cultura nel suo significato più generale. L’onestà al potere, rappresenta per il “berluscones tipo” (ricco o povero che sia), l’applicazione della legge, la restaurazione della legalità e quindi, la fine di ogni privilegio, attenuante e scappatoia. Una tale supposta e remota possibilità, é vissuta come un ulteriore peggioramento della loro condizione; un ridimensionamento del già basso tenore di vita e un impoverimento, più in generale.
A questa, oggi sempre meno rara, specie umanoide, non pare vero che uno della loro risma di NANI abbia raggiunto un tale potere. Questa circostanza li esalta, dando loro una visibilità insperata e facendoli sentire finalmente sdoganati da quello stato di perenne emarginazione e di ignavia che, da sempre, aveva contraddistinto la loro miserevole condizione. Per conservare un tale privilegio, combatteranno con le unghie e con i denti, disertando ogni concetto di giustizia, di equità, di bene comune, di stato di diritto, di verità e buon senso.
Quando la buon anima di Giorgio Bocca affermava - fino a poco tempo fa - che in Italia non cambierà mai nulla, per via di una mentalità ideologica fascistoide e di un’ignoranza mai debellata, aveva ragione da vendere.
La fine di Berlusconi, coinciderà con il tracollo delle sue aziende che, come l’Eternit (ma a diversità di bersaglio), hanno devastato, per un quarto di secolo, le menti dei cittadini italiani. Quest’uomo è troppo stupido per uscire di scena con la dovuta dignità e il necessario decoro! La sua caduta sarà terribile, sotterrato dalle macerie del suo populismo e nanismo intellettuale.
Gianni Tirelli

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