INDAGINE SOCIOANTROPOLOGICA DEL POPOLO DELLE
LIBERTA'
E non pensiate che gli elettori di Berlusconi
siano persone abbienti! E’ un grande errore di valutazione, un falso storico,
un’ingenuità imperdonabile.
Tranne alcune migliaia di servi con
famigliari al seguito, di baldracche e di papponi, il restante numero si
materializza in un’orda di poveracci senza patria, di accattoni alla canna del
gas - un popolo di reietti (da sempre e a buon diritto) relegato ai margini
della società. Il meccanismo poi che innesca un tale comportamento, è relativo
ad una ipotetica serie di vantaggi economici e psicologici che, il “berluscones
tipo”, nella sua grezza primordiale logica opportunista, si prefigge di
conseguire a fronte del suo becero servilismo verso chi crede sia il
rappresentante del suo disagio, non che il padre buono che, non solo lo assolve
dai suoi comportamenti criminogeni, ma li giustifica, fino a legittimarli come
necessari. Ergo, il nostro, oggi, è un paese con 9.000.000 di comparse che per
manifestare in piazza a sostegno del NANO CIALTRONE, si vendono per 10 euro,
oltre alle spese del viaggio. Lo stesso, a cifre diverse, accade durante le
tornate elettorali. E' un dato allarmante, che registra inequivocabilmente la
reale condizione di povertà in cui versa il paese, e sulla quale specula un
NANO mafioso per salvare il suo culo flaccido dai processi che lo riguardano da
vent’anni.
Quando la Santanché afferma (a ragione) che
nove milioni di cittadini italiani hanno votato per il PDL, fa riferimento ai
soggetti di questo popolo di AMORFI, che guardano alla legalità e al rispetto
della legge, come una iattura. Gli italiani che votano Berlusconi, in gran
parte appartengono ai ceti più poveri, con un livello culturale che rasenta
l’analfabetismo. E non sono i soliti taxisti, farmacisti, benzinai, notai,
avvocati, dentisti, e tutta quella categoria di professionisti parassiti e
opportunisti che antepongono i loro vantaggi e privilegi di casta al bene
comune, ma soprattutto milioni di pensionati rincoglioniti e lavoratori
dipendenti con tessera sindacale, senza l’apporto dei quali, questo losco e
laido individuo (sterco della società) dall’indole maligna e contraffatto come
una puttana di quart’ordine, non sarebbe mai, e poi mai, approdato al
parlamento italiano, svergognando e ridicolizzando l’Italia e gli italiani agli
occhi del mondo. Si “lavoratori dipendenti e pensionati”, ripeto, venduti al
nemico! Loro che prima lo hanno santificato e poi ridotto a martire - loro che
ne hanno condiviso virtualmente i privilegi, la sregolatezza e il clamore,
sull’onda di un fanatismo autolesionista tipico dei regimi autoritari. Il
restante numero di tifosi (poche miglia), è relativo, all’oscura borghesia
industriale confessionale che, attraverso la corruzione, la falsificazione, la
collusione e l’intimidazione, ha raggiunto il suo perverso potere.
Il PDL accoglie tra le fila dei suoi
sostenitori/elettori, i peggiori elementi della società civile – un mondo
variegato di anime perdute, di anziani avvinazzati e viziosi, di giovani imbecilli
allevati e cresciuti alla corte del Grande Fratello, orde di cornuti frustrati
dal rancore, e schiere di parassiti, di imbroglioni, di incapaci, cialtroni e
straccioni, delinquentelli e impostori di professione – donne riconoscibili
dalle acconciature biondo platino o rosso Tiziano, ispirate al mito della dea
forzista - cervelli obnubilati dalle infinite tinte e visi levigati dal
botulino “fino alla soglia della cancellazione espressiva”. Vecchie befane
ossigenate e cotonate, contraffate dal bisturi di un improbabile chirurgo di
quart’ordine, inceronate come maschere di un perenne carnevale fuori stagione,
e addobbate come alberi di natale di luccicanti bigiotterie di cattivo gusto -
un’orgia di personaggi equivoci, tormentati da un represso bisogno di
visibilità che, pur di apparire, sono pronti a prostituire la propria dignità
al peggiore offerente.
E questo, è il lascito di quell’opera di
imbarbarimento culturale, etico e morale, messa in atto da Silvio Berlusconi
per un lungo ventennio. Un piano di falsificazione e di contraffazione della
realtà, che si è reso operativo in virtù di tutti quei mezzi di comunicazione a
Lui asserviti, per il raggiungimento di un tale scopo.
Un tempo, la feccia strisciante della
politica italiana era spalmata in maniera omogenea e trasversale all’interno di
un cospicuo numero di partiti, grandi e piccoli, e questo evitava forme di
degenerazione. Oggi, con il bipolarismo, i confini che relegavano la feccia
all’interno di piccole aree depotenziate da un potere reale, non esistono più
(sono stati superati), e tutte le varie correnti sono convogliate in una sola
casa (o solo popolo), dando origine al grande Partito della Feccia Unita: il
PDL. Ed è nell’esercizio del potere che questa brutta cricca, intende
riscattare la sua origine zotica e provinciale e, questo, é il motivo di tanto
odio e di un’invidia mal celata, nei confronti degli uomini di cultura e della
cultura nel suo significato più generale. L’onestà al potere, rappresenta per
il “berluscones tipo” (ricco o povero che sia), l’applicazione della legge, la
restaurazione della legalità e quindi, la fine di ogni privilegio, attenuante e
scappatoia. Una tale supposta e remota possibilità, é vissuta come un ulteriore
peggioramento della loro condizione; un ridimensionamento del già basso tenore
di vita e un impoverimento, più in generale.
A questa, oggi sempre meno rara, specie
umanoide, non pare vero che uno della loro risma di NANI abbia raggiunto un
tale potere. Questa circostanza li esalta, dando loro una visibilità insperata
e facendoli sentire finalmente sdoganati da quello stato di perenne
emarginazione e di ignavia che, da sempre, aveva contraddistinto la loro
miserevole condizione. Per conservare un tale privilegio, combatteranno con le
unghie e con i denti, disertando ogni concetto di giustizia, di equità, di bene
comune, di stato di diritto, di verità e buon senso.
Quando la buon anima di Giorgio Bocca
affermava - fino a poco tempo fa - che in Italia non cambierà mai nulla, per
via di una mentalità ideologica fascistoide e di un’ignoranza mai debellata,
aveva ragione da vendere.
La fine di Berlusconi, coinciderà con il
tracollo delle sue aziende che, come l’Eternit (ma a diversità di bersaglio),
hanno devastato, per un quarto di secolo, le menti dei cittadini italiani.
Quest’uomo è troppo stupido per uscire di scena con la dovuta dignità e il
necessario decoro! La sua caduta sarà terribile, sotterrato dalle macerie del
suo populismo e nanismo intellettuale.
Gianni Tirelli
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