FIDARSI E’ BENE, MA OGGI NON FIDARSI E’ UN DOVERE
Se qualcuno ti racconta “palle” per tutta una vita, quella rara volta che è
sincero, non viene creduto. E’ la classica storiella di “al lupo al lupo”.
Viviamo in un Sistema che ha basato la sua sopravvivenza sulla propaganda della
menzogna, assunta a pratica relazionale e sulla contraffazione della realtà;
che sia sociale, politica o mediatica.
Il cosi detto e definito “complottismo”, non è che la logica reazione e
conseguenza a un tale stato di cose dove, la verità, la somma eresia, è evitata
come un virus mortale per dare credito alla mistificazione epicentro di
profitto e di impunità.
Nel mondo tecnologico e globale, dove tutto può essere contraffatto,
manipolato e alterato, e dove tutto, del resto, è contraffatto, manipolato e
sistematicamente, alterato, il dubbio e la negazione dei fatti, rappresentano
un atto dovuto, civile e giuridico e di necessaria trasparenza.
La scienza mente, la chiesa mente, la politica mente,
l’industria mente. I padri mentono ai figli e, i figli, predicheranno ai propri
la menzogna ereditata.
L’inquinamento dell’acqua, dell’aria e del territorio,
sono alcune delle infinite conseguenze prodotte dalla menzogna globale.
Per quale motivo e con quale animo e disincanto, dovremmo
credere alla morte di Bin Laden o all’attentato delle torri gemelle di matrice
islamica? Che valore ha la parola di questa gente, se comparata e confrontata
con la realtà dei nostri giorni, con la qualità della nostra vita, e la vacuità
dei nostri diritti civili?
Perché mai dovremmo credere allo sbarco sulla luna
quando, da quel giorno in poi (dopo oltre 40 anni), tutto è rimasto lettera
morta?
Per questi millantatori senza scrupoli, avulsi da ogni
concetto di timor di Dio, la pratica della menzogna è solo un affare; l’affare
degli affari!
Che fiducia possiamo riporre in questa gente e quali
vantaggi pratici ne avremmo in cambio? La fiducia è una cosa seria e, “fidarsi
è bene ma oggi non fidarsi è un dovere”.
“Il dubbio o la fiducia che abbiamo nel prossimo, sono
strettamente connessi con i dubbi e la fiducia che abbiamo in noi stessi”. E’
questo il vero enigma! La totale mancanza di consapevolezza, l’assenza di
parametri e di una capacità critica, sono le parti scoperte dell’uomo “monco”
di questo secolo, immobile e senza radici che, alla mancanza di certezze ha
sostituito la paura. Una vera pacchia per il Sistema che, sulla paura ha
investito ogni sua risorsa e, in seguito brandita come la sua arma più potente
e micidiale per sottometterci al suo volere.
Ma la prova del nove che sbaraglia il campo da ogni
supposto o presunto dubbio sull’autenticità di certe affermazioni, la possiamo
ricavare, dalla mancanza di reali vantaggi per la comunità che, una presunta
fiducia, precedentemente accordata, produrrebbe.
Come possiamo fidarci di una classe politica, in perenne
conflitto di interessi, asservita alla finanza e all’industria, e avulsa da
ogni concetto di bene comune e stato di diritto?
Da che parte stanno i veri complottisti e gli impostori?
Non sono forse loro, rifiuti di consorterie, corporazioni, lobby e società
segrete, la parte più marcia della nostra società, supina alle lusinghe, alle
perversioni e al vizio del potere?
In un processo, civile o penale che sia, gli
avvocati delle due parti, si opporranno l’uno all’altro per dimostrare
l’attendibilità e la veridicità delle loro prove e dei testimoni, in un
confronto civile e regolato da leggi dello stato. Entrambi non possono, in
alcun caso, essere definiti dei complottisti, ma strumenti di giustizia
relativa, volti al restauro della verità.
Se questo nostro mondo, la cui
immagine raccapricciante è sotto gli occhi di noi tutti, nutre ancora la
speranza, di risvegliarsi da un coma che, agli occhi di molti, sembra oramai
irreversibile, lo dobbiamo, in primis, ai famigerati complottisti e al loro
caparbio desiderio di giustizia e di verità.
I grandi complottisti di un tempo,
come i fratelli John e Bob Kennedy, Luter King, e alcuni del nostro più recente
passato, come Pasolini, Falcone e Borsellino (per fare nomi altisonanti in
aiuto agli ignoranti) sono stati assassinati. Questi simboli e miti eterni, ai
quali i nostri figli devono fare riferimento, hanno pagato di persona, con la
vita, per avere complottato contro l’ingiustizia, la menzogna e la collusione
fra il potere politico ed economico.
Oggi siamo in tanti ad essere
complottisti.
Basta girare in rete, su face book e dentro gli infiniti siti
impegnati in un’opera di sensibilizzazione unica nel suo genere. Dobbiamo
risvegliare le coscienze, dalla letargia indotta dal Sistema Liberista Relativista
che, in virtù di una propaganda mediatica a “tambur battente”, attua il suo
perverso piano di omologazione e di schiavitù degli individui.
E oggi, la storia si ripete! La nostra, è una
moderna resistenza ma priva di connotazioni politiche che, come allora, lotta
per la libertà, la verità, il diritto ad esistere e l’autodeterminazione.
“E adesso uccideteci tutti”, recitava il
commovente striscione dei ragazzi di Locri contro la mafia.
Gianni Tirelli
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