venerdì 21 giugno 2013

MARX E’ ALLE PORTE


MARX E’ ALLE PORTE

Lo spauracchio del comunismo, da sempre sbandierato e demonizzato dal capitalismo occidentale come fonte di tutti i mali, si pone, oggi, sorprendentemente, a sola via di uscita dalla tirannide fascio/iberista, e dalle conseguenze catastrofiche relative al suo imminente e inevitabile tracollo. Lo dovremo adottare in massa come unico e solo stile di vita, in grado di tutelare i diritti di tutti e soddisfare i bisogni primari dell’individuo. Il comunismo, oggi, è l’ideologia della speranza, tanto più in una condizione come l’attuale, dove la libertà, la giustizia e l’uguaglianza, sono state svuotate del loro autentico significato etimologico, per trasfigurare in licenza, impunità, e in privilegio.

Il comunismo è figlio dell’uomo, il Liberismo è figlio del Demonio: una degenerazione del Nazismo in forma ancora più perversa, virulenta, subdola e spietata, mascherato sotto le sembianze del Grande Fratello Protettore, che ha sottratto all’individuo ogni autonomia, capacità di un giudizio critico, autostima, e oggettiva responsabilità. In questo modo ha soggiogato la sua mente, espropriato il suo spirito, trasfigurando le sue funzioni in arido meccanismo.
In una tale condizione, l’uomo snatura ogni sua vocazione primigenia, e interrompe la sua spinta evolutiva verso i livelli di una realtà superiore, consegnando la sua anima nelle mani del Sistema di Satana. Così gli è negata ogni salvezza.
Passeranno mille e mille anni ancora, prima che il corpo dell’uomo (l’involucro) si decontamini da quello spesso strato di luridume liberista che ha soffocato in lui, ogni barlume di consapevolezza, sentimento di solidarietà, e più remota speranza.

A ogni essere umano di questa Terra, spetta, per diritto di nascita, un pezzo di terra da coltivare, un rifugio, e l’accesso all’acqua, come bene a tal punto inalienabile e inviolabile, da renderlo un esercizio di dovere.
Ed è da questi fondamentali che il pensiero comunista ha attinto le sue ragioni e speranze, ipotizzando una società di persone, dove la salute, il lavoro, la casa, e la felicita di tutti, si ergano a denominatore comune, imprescindibile dai concetti cardine di uguaglianza e di giustizia.
Senza questi presupposti di base, nessuna società si può ritenere tale, né tanto più, civile. 
Del resto, ahimè, siamo costretti a vivere in società organizzate, avendo noi perso ogni capacità di autosufficienza, di conoscenza del passato, di autentica libertà, e demandato ogni nostra responsabilità al Sistema Bestia.

Se intendiamo uscire vivi e sopravvivere all’imminente apocalisse del Liberismo, non ci resta che applicare al più presto il modello comunista, espropriando gli incommensurabili patrimoni privati, frutto di speculazioni finanziarie, di corruzione, e di ogni sorta crimini.
Lo Stato (cioè noi) si deve riprendere il mal tolto, l’acqua, la terra, la “SOSTANZA”, e quel potere che gli stati cato/democratici liberisti hanno mercificato con l’oscura borghesia industriale, in cambio di privilegi, sesso, denaro e perversione.
Non ci resta molto tempo e se oggi, non aiutiamo il Sistema Bestia a morire, in una sorta di benevola e cristiana eutanasia, ma passivamente prolunghiamo la sua agonia (e quindi la nostra) fino al suo naturale e ineluttabile spegnimento, avremo perso un’ulteriore e ultima occasione di pacificare le nostre coscienze e dare un senso alla nostra esistenza.
Certo, è una medicina molto amara, dagli effetti collaterali devastanti, ma è la sola di cui disponiamo. Il Sistema va resettato totalmente e solo dalle sue ceneri, potrà sorgere una nuova alba.
Dobbiamo recidere ogni canale di alimentazione che concorra al suo mantenimento e a rafforzarne il suo potere.
Combatterlo, è uno sforzo improduttivo – un inutile spreco di energie. Energia che dobbiamo conservare per ricostruire una nuova esistenza lontana da ogni subdola lusinga, illusoria comodità ed effimera dipendenza.

Ergo, che vi piaccia o meno, che lo capiate o no, volenti o nolenti, furbi o intelligenti che siate, sarà il comunismo (reale e pragmatico) il solo a poterci salvare da quel progetto di schiavitù di massa, di omologazione, piano di sterminio umano e ambientale pianificato dal Capital/Liberismo Relativista. Un piano diabolico, teso a speculare sui lati peggiori dell’individuo, sdoganandoli per leciti e auspicabili, a mero fine di profitto e di potere. Un sadico e morboso piacere, che nella sofferenza dell'altro e nella distruzione, si prefigge di provocare appagamento al proprio ego malato e a una autostima defunta.

Gianni Tirelli

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