MARX E’ ALLE PORTE
Lo spauracchio del comunismo, da sempre
sbandierato e demonizzato dal capitalismo occidentale come fonte di tutti i
mali, si pone, oggi, sorprendentemente, a sola via di uscita dalla tirannide
fascio/iberista, e dalle conseguenze catastrofiche relative al suo imminente e
inevitabile tracollo. Lo dovremo adottare in massa come unico e solo stile di
vita, in grado di tutelare i diritti di tutti e soddisfare i bisogni primari
dell’individuo. Il comunismo, oggi, è l’ideologia della speranza, tanto più in
una condizione come l’attuale, dove la libertà, la giustizia e l’uguaglianza,
sono state svuotate del loro autentico significato etimologico, per
trasfigurare in licenza, impunità, e in privilegio.
Il comunismo è figlio dell’uomo, il Liberismo
è figlio del Demonio: una degenerazione del Nazismo in forma ancora più
perversa, virulenta, subdola e spietata, mascherato sotto le sembianze del
Grande Fratello Protettore, che ha sottratto all’individuo ogni autonomia,
capacità di un giudizio critico, autostima, e oggettiva responsabilità. In
questo modo ha soggiogato la sua mente, espropriato il suo spirito,
trasfigurando le sue funzioni in arido meccanismo.
In una tale condizione, l’uomo snatura ogni
sua vocazione primigenia, e interrompe la sua spinta evolutiva verso i livelli
di una realtà superiore, consegnando la sua anima nelle mani del Sistema di
Satana. Così gli è negata ogni salvezza.
Passeranno mille e mille anni ancora, prima
che il corpo dell’uomo (l’involucro) si decontamini da quello spesso strato di
luridume liberista che ha soffocato in lui, ogni barlume di consapevolezza,
sentimento di solidarietà, e più remota speranza.
A ogni essere umano di questa Terra, spetta,
per diritto di nascita, un pezzo di terra da coltivare, un rifugio, e l’accesso
all’acqua, come bene a tal punto inalienabile e inviolabile, da renderlo un
esercizio di dovere.
Ed è da questi fondamentali che il pensiero
comunista ha attinto le sue ragioni e speranze, ipotizzando una società di
persone, dove la salute, il lavoro, la casa, e la felicita di tutti, si ergano
a denominatore comune, imprescindibile dai concetti cardine di uguaglianza e di
giustizia.
Senza questi presupposti di base, nessuna
società si può ritenere tale, né tanto più, civile.
Del resto, ahimè, siamo costretti a vivere in
società organizzate, avendo noi perso ogni capacità di autosufficienza, di
conoscenza del passato, di autentica libertà, e demandato ogni nostra
responsabilità al Sistema Bestia.
Se intendiamo uscire vivi e sopravvivere
all’imminente apocalisse del Liberismo, non ci resta che applicare al più
presto il modello comunista, espropriando gli incommensurabili patrimoni
privati, frutto di speculazioni finanziarie, di corruzione, e di ogni sorta
crimini.
Lo Stato (cioè noi) si deve riprendere il mal
tolto, l’acqua, la terra, la “SOSTANZA”, e quel potere che gli stati
cato/democratici liberisti hanno mercificato con l’oscura borghesia
industriale, in cambio di privilegi, sesso, denaro e perversione.
Non ci resta molto tempo e se oggi, non
aiutiamo il Sistema Bestia a morire, in una sorta di benevola e cristiana
eutanasia, ma passivamente prolunghiamo la sua agonia (e quindi la nostra) fino
al suo naturale e ineluttabile spegnimento, avremo perso un’ulteriore e ultima
occasione di pacificare le nostre coscienze e dare un senso alla nostra
esistenza.
Certo, è una medicina molto amara, dagli
effetti collaterali devastanti, ma è la sola di cui disponiamo. Il Sistema va
resettato totalmente e solo dalle sue ceneri, potrà sorgere una nuova alba.
Dobbiamo recidere ogni canale di
alimentazione che concorra al suo mantenimento e a rafforzarne il suo potere.
Combatterlo, è uno sforzo improduttivo – un
inutile spreco di energie. Energia che dobbiamo conservare per ricostruire una
nuova esistenza lontana da ogni subdola lusinga, illusoria comodità ed effimera
dipendenza.
Ergo, che vi piaccia o meno, che lo capiate o
no, volenti o nolenti, furbi o intelligenti che siate, sarà il comunismo (reale
e pragmatico) il solo a poterci salvare da quel progetto di schiavitù di massa,
di omologazione, piano di sterminio umano e ambientale pianificato dal
Capital/Liberismo Relativista. Un piano diabolico, teso a speculare sui lati
peggiori dell’individuo, sdoganandoli per leciti e auspicabili, a mero fine di profitto
e di potere. Un sadico e morboso piacere, che nella sofferenza dell'altro e
nella distruzione, si prefigge di provocare appagamento al proprio ego malato e
a una autostima defunta.
Gianni Tirelli
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