UN INTERO PAESE DA BONIFICARE
La cosa che mi sconcerta di questa marmaglia
di politici (per la sua facilità di applicazione), è la serenità con la quale
delinquono, si vendono, mentono all’evidenza con il candore di chi si appresta
a ottemperare ad un diritto. Una moderna e speciale prerogativa (segno dei
nostri tempi) che nell’atteggiamento arrogante e sprezzante, intende
scopiazzare la figura intimidatoria del mafioso tutto d’un pezzo.
Gente che per la loro attività incassa cifre
da capogiro, oltre a beneficiare di una tale lista di privilegi, che neppure i
Principi di un tempo avrebbero mai potuto concedersi per un senso di decenza
verso i loro cortigiani e sudditi.
Perché allora, data una tale condizione di
agiatezza, non si prodigano per il bene del paese, spinti (non dico dal dovere)
ma almeno dal piacere di onorare i bisogni e i diritti della cittadinanza? È
questa la domanda da un milione di euro alla quale nessuno sa o vuole
rispondere!
Per questi banditi al governo del nostro
paese, non è sufficiente rubare, truffare, colludere, raggirare, ricattare e
inquinare, ma vorrebbero che tutto ciò fosse sancito da un diritto
costituzionale.
Ci vuole pertanto –priorità assoluta- una
legge che vieti tassativamente ad imprenditori, maneggioni e intrallazzatori
(di qualsiasi razza e specie) di entrare in politica.
Ci toglieremmo così per sempre dalle palle,
tutta quella corte di servi e ruffiani scodinzolanti al seguito, che
delegittimano il nostro parlamento e screditano la sacralità della nostra
costituzione. Basta dunque, con gli squallidi personaggi del sottobosco
culturale, oggi assurti al rango di “grandi diseducatori! Basta, con i
commercianti della comunicazione, che dispensano alle società, ignoranza,
volgarità, qualunquismo e miseria morale!
Dobbiamo scoraggiare dunque questi soggetti,
ad avventurarsi nel cuore del nostro parlamento come cercatori d’oro sulle
tracce dell’El Dorado, ma promuovere la passione per il bene comune, l’orgoglio
per uno stato di diritto reale, e dare ristoro agli assetati di verità, libertà
e di giustizia.
Tutta questa brutta faccenda va risolta con
pragmatismo e lucidità mentale, senza permettere a chicchessia di intralciare
il cammino verso una vera democrazia partecipata, liberando il percorso da ogni
condizionamento, paletto ideologico e interesse particolare.
È giunto il tempo di chiudere i rubinetti del
privilegio e della sopraffazione che alimentano gli stomaci senza fondo di
questi singolari esemplari umani, senza principi e morale!
In Italia, se parli di patrimoniale, di
tassare rendite e transazioni finanziarie, nonché di restituire dignità e
decoro ai cittadini, da oltre un ventennio ingannati, tartassati, abbandonati e
rassegnati al loro destino da una gang di politici corrotti, mafiosi e
incompetenti, vieni tacciato di essere un nemico pubblico.
Se diversamente, sei inquisito o condannato
in via definitiva, colluso o concusso, ladro e cialtrone, hai tutti i numeri
(da liberale, liberista e libertario che sei) per potere accedere ai più alti
vertici del potere. Insomma, hai tutte le carte in regola!
Del resto, nelle moderne democrazie, il
potere si raggiunge per demeriti!
Se poi, oltre a tutto, sei incompetente,
ignorante e ricattabile (e non vedi l’ora di esserlo!) hai una marcia in più
rispetto agli altri competitors e avrai la strada spianata a qualsivoglia
ambizione e malsano desiderio di sorta.
Pertanto, se intendiamo davvero sostenere
questo povero e sgangherato paese alla deriva e riportarlo alla normalità,
dobbiamo prima bonificarlo dai politici corrotti, servi, banchieri,
imprenditori senza scrupoli e mafie, responsabili a tutti gli effetti
dell’attuale drammatica situazione socio/politica. Diversamente,
significherebbe ancora una volta, concedere una ulteriore amnistia a questa
gang di parassiti della società che persisterebbero nel loro progetto di
delegittimazione e di degrado etico, culturale, sociale e ambientale.
Ogni altra opzione diversa da questa, non
sarà che un ennesimo atto di masochismo che ci trascinerà dentro un baratro
senza fine!
Gianni Tirelli
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