| Voglio raccontarvi una storia.
di kenoby il Sabato, 27 novembre @ 04:47:03 CST Tempo fa ero un piedipiatti. Si, perchè negli anni '90 era consuetudine da parte del governo italiano reclutare diciottenni e diciannovenni appena usciti dalle scuole superiori (poco piu che bambini) nei corpi di Polizia in sostituzione al servizio militare, allora obbligatorio. Questa strada, con il possesso dei requisiti psico-fisici idonei, non era neppure difficile da intraprendere (considerate che entrai senza raccomandazioni... cosa incredibile al giorno d'oggi!!!). Le opzioni quindi erano tre: obiezione di coscienza, ma se vi ricordate bene era molto discriminata all'epoca (i famosi 3 giorni li feci nel lontano 1992), servizio militare nell esercito, pagato 180 mila lire al mese e sicuramente lontano da casa, oppure in alternativa, arruolamento in un corpo di polizia con una mensilità pari un milione e mezzo di lire che al secondo anno divenivano duemilioni e rotti (un bel po' a metà degli anni 90) possibilmente vicino al luogo ove vivevo. Cosa avrebbe fatto la maggior parte della gente?? Quello che ho fatto io. In maniera utilitaristica cercare di non buttare completamente un anno al vento guadagnando qualcosa. Bene. Iniziò la mia tragedia di vita. Il primo giorno dopo le selezioni arrivai come allievo agente ausiliario, alla scuola di Polizia (ora non piu operativa) nel terzo reparto mobile (ex celere) di Milano per cominciare un addestramento tipo full metal jacket. Non sto scherzando, prendevano dei bambini e cominciavano a fare un lavaggio del cervello fatto di violenze (piu simboliche che reali ovviamente), di disciplina e punizioni. Un ottimo cocktalil per inculcare aggressività e spirito di corpo nella mente plasmabile di un ragazzotto ingenuo. Risultato: molti suicidi durante quegli anni (il primo si sparò in testa appena 3 giorni dopo l assegnazione al reparto definitivo, proprio come full metal jacket) e la creazione di uomini INCAPACI di pensare con il proprio cervello narcotizzato, o meglio sodomizzato, dal c.d. spirito di corpo e dal senso di appartenenza ad una schiera precisa (quella dell uniforme e quindi dei "difensori" dello stato indipendentemente da chi o cosa questo sia). Da allora fino a uscita dal corpo, ne ho vissute di tutti i colori (piu o meno per una dozzina di anni mentre studiavo all università per lasciare quel lavoro), ma ho imparato a comprendere molto bene ciò da cui cercavo di divincolarmi ed evidenzio una cosa: il 90% delle persone che esercita quei tipi di lavoro è senza speranza di comprensione della realtà. Cosa voglio dire? Intendo che se il borghese medio incollato di sera alla TV ha già una visione falsificata del mondo reale, un poliziotto, un soldato, un finanziere o carabiniere vive quasi in una realtà psico-sociale illusoria, quasi come drogato dalle convinzioni indotte dall arma o dal sistema che difende. E per tutelare le proprie convinzioni e tenere lontane eventuali contraddizioni o dubbi interiori che, per quanto siano la strada della crescita personale durante questa esistenza, sono sempre traumatiche, cosa è solito fare?? Buona parte di loro frequenta nel tempo libero i colleghi, vive in quartieri ove molti di questi si sono già insediati e spesso e volentieri si sposa e mette al mondo figli con qualcuno di loro. Insomma crea una propria realtà impermeabile alla vera realtà. Vi lascio immaginare la mia frustrazione in quegli anni in mezzo agli allora colleghi, con cui non era possibile (tolto mosche bianche come il sottoscritto) instaurare un discorso costruttivo, critico, o almeno interessante, durante ore ed ore di attesa di alcuni servizi di ordine pubblico. Il mondo per loro (per tutte le persone in uniforme, compresi addirittura i vigili urbani) è solo rosso/nero, buono/cattivo, nemico/alleato dipendentemente da come il sistema decide per loro (ecco perchè è possibile vedere barbarie perpetuate da soldati nei confronti di donne e bambini in palestina, oppure durante i conflitti bellici). Per concludere. Questa mentalità comune a tutte le persone in divisa ha la brillante conseguenza che, se non sei un "collega", un "commilitone", o i fascisti direbbero un "camerata", allora sei un nemico... ecco come volano le manganellate. Commento tratto da: http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php angie ha detto...Certo che è così (non è l'unica testimonianza: i suicidi nelle forze armate sono in aumento...) anche se non deve servire a giustificare! | |
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