lunedì 6 dicembre 2010

attore protagonista, regista e sceneggiatore,


IL BUGIARDO IMPENITENTE

L’esercizio sistematico e continuo, volto a giustificare e legittimare le proprie mancanze, debolezze e dipendenze, trasforma l’individuo in quell’essere ottuso, che ha convertito l’intelligenza in furbizia, la licenza in libertà e la verità in mistificazione.
Questa operazione di contraffazione dell’Io, prolungata nel tempo e mai messa in discussione, si attesta in seguito, come carattere dominante del soggetto (tara mentale). Un automatismo (riflesso condizionato) che, per sua natura, prescinde da ogni introspezione critica, analisi psicologica, ragionevolezza e buon senso, per sconfinare, a buon diritto, nella sfera delle patologie gravi e degenerative dello stato di coscienza.
Questi soggetti, oggi, sempre meno rari, sono in parte il prodotto di una sottocultura consumistica e deresponsabilizzante che, nella potenzialità degli individui a rischio, trova terreno di coltura, per attuare il suo progetto, di manipolazione mentale.
Le promesse di successo, di facili guadagni, di eterna bellezza, unicità e immortalità, intervengono sulle menti deboli in forma destabilizzante, alterandone l’oggettività, l’imparzialità e la consapevolezza, per essere assunte, in seguito, a parametri assoluti di riferimento. Valori morali e principi etici, vissuti come dei veri e propri ostacoli e incidenti di percorso (elementi dissonanti), sono stai rimossi e cancellati, per dare efficacia e sonorità alle lusinghe e agli inviti seducenti delle suadenti sirene del liberismo relativista. La forza di volontà, poi, che aveva la funzione, lo scopo e la potenza di produrre diversità e merito, è venuta meno, per trasfigurare in omologazione e supina accettazione; cause, a loro volta, di in un martirio incompreso, risultato estremo di un autolesionismo indotto.

Questo singolare individuo moderno, è il solo e unico attore protagonista, regista e sceneggiatore, di quel film dell’orrore, nel quale ha trasformato la sua vita.

Gianni Tirelli

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