Il Messaggero, 8 Settembre 2010

TEL AVIV - Possono leggere il testo di questo articolo mentre passa dal mio computer a quello del Messaggero. Possono ascoltare le conversazioni tra l’autore e il giornale. Basta una parola, come Urim – “luci” in ebraico – per mettere in guardia gli agenti che a turno vigilano su milioni di conversazioni e scambi di email alla ricerca di parole chiave. Nella Bibbia, gli urim, luci messe in sequenza, indicano per i sacerdoti la “via”.
Circondato dai campi di Kibbutz Urim, nel Negev occidentale, un ricercatore neozelandese ha scoperto una delle più importanti basi d’ascolto del mondo. Qui, le “luci”, una sfilza di trenta antenne e parabole satellitari di grandezze diverse, consentono all’Intelligence militare di Tel Aviv e al Mossad di ascoltare conversazioni telefoniche e leggere email di «governi, organizzazioni internazionali, società straniere, gruppi politici e individui». Leggi il resto di questo articolo »