IN
ATTESA DEL GRANDE SILENZIO
“..Poi arrivarono le fabbriche, e niente fu più come
prima. Rumori di ferraglia, di magli e di catene, profanarono quel silenzio
perfetto e tutti avevano qualcosa da dire. Così, un chiacchiericcio assordante
avvolse il mio piccolo paese, per sempre.
Il Nulla avanzava divorando e fagocitando ogni cosa!
Il mio infinito prato di viole scomparve sotto un grande centro commerciale, e
così il fossato e la fattoria. I canti crepuscolari delle donne furono messi a
tacere per sempre, mentre la televisione, imperturbabile, dettava le sue
condizioni.
Frigoriferi e lavatrici invasero le cucine, e mobili
di truciolato spodestarono i tavoli e le madie di castagno.
E con la TV arrivò la spazzatura, e poi le scorie
tossiche, i rifiuti speciali e la discarica, e mentre tutti avevano sempre
qualcosa da dire, la bruttezza sferrava il suo colpo finale pianificando e
approvando l’idea di un grande inceneritore. Così il mio piccolo paese era
sparito, devastato e stuprato dalla stupidità umana – sterminato di ogni sua
bellezza e magia, trasformato in un lugubre cimitero di zombi parlanti,
incapaci di amare, di pregare e di gioire”
Definire
il Liberismo un modello socio/economico, portatore di benessere e civiltà, è
una mostruosa menzogna. Il Liberismo, in verità, è un cancro maligno che si
alimenta sottraendo alla società, all’ambiente e alla terra, ogni risorsa, fino
al suo azzeramento. Quando a breve, il Sistema, non avrà più nulla di che
nutrirsi, stramazzerà al suolo morente dentro un boato sordo, travolgendo con
se ogni cosa e ogni vita, secondo il principio di causa effetto.
Quei
pochi sopravvissuti, che per motivi di opportunità si erano precedentemente
sganciati dalle dipendenze del Sistema, rendendosi autonomi, potranno in
seguito godere di un sorprendente e straordinario silenzio, che mai, prima di
allora, avevano mai ascoltato - All’alba di una nuova rinascita.
Il Sistema Liberista, non è il risultato
addebitabile a un errore di valutazione delle circostanze all’origine, ma è
l’espressione più evidente di un’operazione criminogena architettata ad arte
dal potere neo/capitalista, finalizzata all’omologazione e al più redditizio
sfruttamento dell’essere umano e dell’ambiente tutto. Pertanto, il volere
addurre attenuanti, scusanti a difesa di un tale scempio etico, morale,
materiale e ambientale, è una colossale opera di mistificazione e di
contraffazione della realtà dei fatti.
Il dolore
prodotto in questi uiltimi 100 anni di storia, in virtù di quell’aberrante e
grottesco contrasto logico che persistiamo a definire con il termine
“modernità”, non ha eguali nella storia del mondo. Un dolore acre, pungente,
indecifrabile, senza una causa prima, ma effettto della stridente interazione
di infinite variabili, avvolge oggi le nostre vite, facendoci precipitare in
uno stato di letaregia deresponsabilizzante, che ci consegnerà definitivamente
fra le grinfie del Sistema Bestia.
Il mito tanto sbandierato della “modernità”
foriero di speranze, di felicità e libertà, si è trasformato in breve tempo,
nelle peggiori delle schiavitù, trasfigurando i sogni in incubi e la passione,
in un esercizio compulsivo, volto alla soddisfazione sistematica di bisogni
indotti, dipendenze e perversioni. La paura, oggi, è il perno cancerogeno
intorno al quale ruota tutta la nostra vita, metastasi di un’esistenza epurata
da ogni valore, principio etico e necessario parametro di riferimento e di
comparazione.
Ogni residuo sentimento di solidarietà umana,
e di volontà, è stato cancellato dalla nostra anima, soppiantato dall’opportunismo,
dall’interesse particolare e da un’inettitudine fisica e morale che non ha
precedenti nella storia dell’uomo. Ansia, depressione, attacchi di panico e,
tutta quella lunga lista di disturbi legati al sistema nervoso che flagellano
senza sosta la nostra quotidianità condizionandone le scelte, sono gli effetti
collaterali gravi dell’assenza di passione.
Nessun farmaco al mondo, oggi, potrà mai
placare i morsi di un tale disagio esistenziale e restituirci quella gioia di
vivere e la necessaria serenità che, in passato, caratterizzavano lo spirito
vincente delle società contadine - fattori indispensabili per affrontare il
domani, con rinnovato entusiasmo. Erano gli strati sociali più poveri e meno
abbienti, un tempo, a godere di un tale privilegio, proprio in virtù di una
passione connaturata che si esprimeva in tutta la sua potenza in ogni azione,
che fosse creativa, pratica, o di natura filosofica, spirituale e sessuale.
Gianni Tirelli



La visione della moneta civilizzata (cioé MMT, o Modern Monetary Theory) ha precedenti storici:










