venerdì 29 maggio 2015


VI SPIEGO IL PERCHE’ DEL “REDDITO DI CITTADINANZA”

VI SPIEGO IL PERCHE’ DEL “REDDITO DI CITTADINANZA”

La tecnologia e la tecnicizzazione hanno prodotto disoccupazione e immobilismo. Le macchine e la robotica hanno sostituito il lavoro manuale velocizzando i tempi di produzione e facendo risparmiare soldi all’imprenditore esonerandolo dal pagamento di ogni contributo assistenziale e pensionistico.
Ma è il cane che si morde la coda, e non è tutto oro quel che luccica!
La massa di disoccupati in crescita esponenziale del mondo industrializzato non potendo disporre di un salario, si trovano costretti a rinunciare all’acquisto dei beni prodotti dall’industria meccanizzata, e qualsiasi intervento statale a beneficio delle imprese in crisi e delle banche non produrrà alcuna ripresa, crescita e sviluppo. Sarebbe come spargere semi su uno strato di pietra lavica sperando che germoglino!
Per assumere nuovo personale e quindi creare occupazione, l’industria dovrebbe liberarsi delle macchine e della robotica, eliminare la catena di montaggio e la produzione in serie. Ma questo non accadrà mai, nonostante la logica e il buon senso lo imporrebbero come la sola condizione in grado di scongiurare l’imminente implosione del Sistema liberista. Quando solo una radicale riconversione alla Terra potrebbe compiere il miracolo!
Pertanto il capital/liberismo consumista può sopravvivere a se stesso solo a patto che lo stato garantisca un “reddito di cittadinanza” ad ogni cittadino senza lavoro, in cerca di lavoro e pensionato al minimo, pena il default del Sistema economico.
La drammatica condizione in cui versa la Grecia, diversamente dagli altri paesi europei, è l’effetto della mancanza di questo diritto alla sopravvivenza che nel “reddito di cittadinanza” trova la soluzione più congrua alla drammatica circostanza attuale.
Allo stesso modo e per gli stessi motivi, noi italiani faremmo la medesima fine.
Il “reddito di cittadinanza” è un dovere dello stato e un diritto per il cittadino – come lo è il diritto alla casa e l’accesso all’acqua.
Ergo, se lo Stato non è in grado di garantire un lavoro stabile ai soggetti della comunità e ottemperare ai loro bisogni primari, non può avanzare alcuna pretesa che siano tasse, interessi e more,  ma ha l’obbligo morale, etico e costituzionale di provvedere alla sua sopravvivenza nei limiti della dignità umana. Diversamente viene a decadere il concetto di “società civile”  per trasfigurare la democrazia in regime oligarchico, oppressivo e criminogeno.
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mercoledì 27 maggio 2015

Sostieni la campagna per l'uscita dell'Italia dalla NATO per un’Italia neutrale.

Portare l'Italia fuori dal sistema di guerra
Attuare l'articolo 11 della Costituzione

L’Italia, facendo parte della Nato, deve destinare alla spesa militare in media 52 milioni di euro al giorno secondo i dati ufficiali della stessa Nato, cifra in realtà superiore che l’Istituto Internazionale di Stoccolma per la Ricerca sulla Pace quantifica in 72 milioni di euro al giorno.
Secondo gli impegni assunti dal governo nel quadro dell’Alleanza, la spesa militare italiana dovrà essere portata a oltre 100 milioni di euro al giorno. 
È un colossale esborso di denaro pubblico, sottratto alle spese sociali, per un’alleanza la cui strategia non è difensiva, come essa proclama, ma offensiva.
Già il 7 novembre del 1991, subito dopo la prima guerra del Golfo (cui la NATO aveva partecipato non ufficialmente, ma con sue forze e strutture) il Consiglio Atlantico approvò il Nuovo Concetto Strategico, ribadito ed ufficializzato nel vertice dell’aprile 1999 a Washington, che impegna i paesi membri a condurre operazioni militari in “risposta alle crisi non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza”,  per ragioni di sicurezza globale, economica, energetica, e migratoria. Da alleanza  che impegna i paesi membri ad assistere anche con la forza armata il paese membro che sia attaccato nell’area nord-atlantica, la Nato viene trasformata in alleanza che prevede l’aggressione militare. 
La nuova strategia è stata messa in atto con le guerre in Jugoslavia (1994-1995 e 1999), in Afghanistan (2001-2015), in Libia (2011) e le azioni di destabilizzazione in Ucraina, in alleanza con forze fasciste locali, ed in Siria. Il Nuovo concetto strategico viola i principi della Carta delle Nazioni unite.
Uscendo dalla Nato, l’Italia si sgancerebbe da questa strategia di guerra permanente, che viola  la nostra Costituzione,  in particolare    l’articolo 11, e danneggia i nostri reali interessi nazionali.
L’appartenenza alla Nato priva la Repubblica italiana della capacità di effettuare scelte autonome di politica estera e militare, decise democraticamente dal Parlamento sulla base dei principi costituzionali.
La più alta carica militare della Nato, quella di Comandante supremo alleato in Europa, spetta sempre a un generale statunitense nominato dal presidente degli Stati uniti. E anche gli altri comandi chiave della Nato sono affidati ad alti ufficiali statunitensi. La Nato è perciò, di fatto, sotto il comando degli Stati uniti che la usano per i loro fini militari, politici ed economici.
L’appartenenza alla Nato rafforza quindi la sudditanza dell’Italia agli Stati Uniti, esemplificata dalla rete di basi militari Usa/Nato sul nostro territorio che ha trasformato il nostro paese in una sorta di portaerei statunitense nel Mediterraneo.
Particolarmente grave è il fatto che, in alcune di queste basi, vi sono bombe nucleari statunitensi e che anche piloti italiani vengono addestrati al loro uso. L’Italia viola in tal modo il Trattato di non-proliferazione nucleare, che ha sottoscritto e ratificato.
L’Italia, uscendo dalla Nato e diventando neutrale, riacquisterebbe una parte sostanziale della propria sovranità: sarebbe così in grado di svolgere la funzione di ponte di pace sia verso Sud che verso Est.
         Sostieni la campagna per l'uscita dell'Italia dalla Nato
                                  per un’Italia neutrale.
                          LA PACE HA BISOGNO ANCHE DI TE
24 febbraio, 18:58

Renzi da Hollande: “ Libia è la priorità per l’Europa intera”.

Renzi da Hollande: “ Libia è la priorità per l’Europa intera”.

24 febbraio, 18:58

Renzi da Hollande: “ Libia è la priorità per l’Europa intera”.

Renzi da Hollande: “ Libia è la priorità per l’Europa intera”.

Libia, Ucraina, temi economici al centro della bilaterale tra i due leader europei che ha visto una grande intesa politica ed economica.

Alla conferenza di chiusura del vertice italo francese di stamane, il presidente francese, Francois Hollande, ha dichiarato: "Abbiamo, io e Matteo Renzi, confermato la necessità del rispetto del cessate il fuoco in Ucraina senza deroghe e senza ritardi".

"La Francia sostiene tutti gli sforzi dell'Italia affinché al livello più elevato, vale a dire l'Onu, si possa trovare soluzione al caos e quindi al terrorismo in Libia, ove serve un accordo politico tra le diverse fazioni", ha detto ancora Hollande, sottolineando gli sforzi italiani nella crisi in Libia.

Renzi ha garantito al presidente francese Hollande il sostegno dell’Italia agli sforzi per arrivare a una nuova risoluzione delle Nazioni Unite che spiani la strada alla stabilizzazione della Libia.
Una linea che Renzi ha condiviso ieri anche con il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin. Secondo quest’ultimo in Libia la “situazione è grave”, occorre quindi “intervenire presto, ma qualsiasi intervento armato deve avvenire nel quadro del diritto internazionale”.
“Per la Libia non è all’ordine del giorno un intervento di peacekeeping”, ha ribadito Renzi alla conferenza stampa finale. “La pace in Libia la possono fare solo i libici, non possiamo farla noi per loro, sono solo le tribù che possono trovare un accordo. Ma è molto importante affermare che la Libia è una priorità per tutta l’Europa e che non potremo consentire alla comunità internazionale di girare la testa dall’altra parte: bisogna mettere pressione alle tribù e alle forze politiche dell’area. Il Mediterraneo non può essere un cimitero e non può essere una periferia del nostro continente. Il Mediterraneo è il cuore del continente”.

La Francia, per la prima volta, appoggia ufficialmente la richiesta italiana di rinforzare la missione Triton nelle acque del Mediterraneo che separano l'Italia e la Libia. "Sono i gruppi terroristici a fare questo traffico di esseri umani che comporta un aiuto ai terroristi. Abbiamo chiesto all'Europa di rafforzare Triton", ha detto il presidente francese.

Stamane il premier Matteo Renzi è arrivato all’Eliseo, accompagnato da gran parte del suo governo. Con lui i ministri dell'Interno Alfano, dell'Economia Padoan, delle Riforme Boschi, dello Sviluppo economico Guidi, dei trasporti Lupi, della Pubblica Amministrazione Madia, dell'istruzione Giannini oltre, al sottosegretario all'UE Gozi. Bilaterale per i due leader, mentre i ministri della delegazione hanno incontrato i loro omologhi francesi.
Nel corso del vertice all'Eliseo, Renzi e Hollande hanno messo a punto anche una dichiarazione finale su crescita in Europa e cooperazione bilaterale. Secondo quanto si apprende, tra gli altri accordi, oltre a quello integrativo sulla Torino-Lione, anche un'intesa Asi (Agenzia spaziale italiana) e una sull'Enea.

Per Renzi, “la politica economica dell’Europa ha cambiato direzione, ha cambiato verso: è un grande risultato per il quale esprimo gratitudine a François. Oggi la situazione è positiva: ha smesso di piovere, ancora non c’è il sole ma vediamo le prime luci dell’arcobaleno”. Il premier ha rivendicato il ruolo dell’Italia e della Francia: “Oggi grazie alla nostra azione la parola crescita è entrata nel vocabolario europeo: non è più una parolaccia, è anzi un obiettivo chiaro del vecchio continente”. Renzi ha aggiunto: “Lo scenario economico internazionale è profondamente interessante. Il rendimento dei titoli di Stato è ai minimi storici. Esiste un problema debito in Italia, un problema di deficit in altri Paesi, ma se diamo tempo alla crescita di dispiegare i suoi effetti, l’Europa può tornare a essere quello che deve essere: un faro di civiltà nel mondo”.
Sulla comunità di vedute tra Italia e Francia Renzi ha insistito molto: “Ci siamo resi conto della grandezza della sfida l’11 gennaio, quando ci siamo ritrovati a camminare con centinaia di migliaia di francesi e di europei per un messaggio chiaro: la nostra Europa non può avere paura del domani. Abbiamo dei valori più grandi che vengono dalla nostra storia. Potremmo discutere di riforme strutturali ma il mandato che Francia e Italia hanno è quello di impreziosire con la loro bellezza e la loro forza i valori che sono nel Dna del nostro continente”.
Per saperne di più: http://it.sputniknews.com/italian.ruvr.ru/2015_02_24/Renzi-da-Hollande-Libia-e-la-priorita-per-l-Europa-intera-2034/
Alla conferenza di chiusura del vertice italo francese di stamane, il presidente francese, Francois Hollande, ha dichiarato: "Abbiamo, io e Matteo Renzi, confermato la necessità del rispetto del cessate il fuoco in Ucraina senza deroghe e senza ritardi".

"La Francia sostiene tutti gli sforzi dell'Italia affinché al livello più elevato, vale a dire l'Onu, si possa trovare soluzione al caos e quindi al terrorismo in Libia, ove serve un accordo politico tra le diverse fazioni", ha detto ancora Hollande, sottolineando gli sforzi italiani nella crisi in Libia.

Renzi ha garantito al presidente francese Hollande il sostegno dell’Italia agli sforzi per arrivare a una nuova risoluzione delle Nazioni Unite che spiani la strada alla stabilizzazione della Libia.
Una linea che Renzi ha condiviso ieri anche con il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin. Secondo quest’ultimo in Libia la “situazione è grave”, occorre quindi “intervenire presto, ma qualsiasi intervento armato deve avvenire nel quadro del diritto internazionale”.
“Per la Libia non è all’ordine del giorno un intervento di peacekeeping”, ha ribadito Renzi alla conferenza stampa finale. “La pace in Libia la possono fare solo i libici, non possiamo farla noi per loro, sono solo le tribù che possono trovare un accordo. Ma è molto importante affermare che la Libia è una priorità per tutta l’Europa e che non potremo consentire alla comunità internazionale di girare la testa dall’altra parte: bisogna mettere pressione alle tribù e alle forze politiche dell’area. Il Mediterraneo non può essere un cimitero e non può essere una periferia del nostro continente. Il Mediterraneo è il cuore del continente”.

La Francia, per la prima volta, appoggia ufficialmente la richiesta italiana di rinforzare la missione Triton nelle acque del Mediterraneo che separano l'Italia e la Libia. "Sono i gruppi terroristici a fare questo traffico di esseri umani che comporta un aiuto ai terroristi. Abbiamo chiesto all'Europa di rafforzare Triton", ha detto il presidente francese.

Stamane il premier Matteo Renzi è arrivato all’Eliseo, accompagnato da gran parte del suo governo. Con lui i ministri dell'Interno Alfano, dell'Economia Padoan, delle Riforme Boschi, dello Sviluppo economico Guidi, dei trasporti Lupi, della Pubblica Amministrazione Madia, dell'istruzione Giannini oltre, al sottosegretario all'UE Gozi. Bilaterale per i due leader, mentre i ministri della delegazione hanno incontrato i loro omologhi francesi.
Nel corso del vertice all'Eliseo, Renzi e Hollande hanno messo a punto anche una dichiarazione finale su crescita in Europa e cooperazione bilaterale. Secondo quanto si apprende, tra gli altri accordi, oltre a quello integrativo sulla Torino-Lione, anche un'intesa Asi (Agenzia spaziale italiana) e una sull'Enea.

Per Renzi, “la politica economica dell’Europa ha cambiato direzione, ha cambiato verso: è un grande risultato per il quale esprimo gratitudine a François. Oggi la situazione è positiva: ha smesso di piovere, ancora non c’è il sole ma vediamo le prime luci dell’arcobaleno”. Il premier ha rivendicato il ruolo dell’Italia e della Francia: “Oggi grazie alla nostra azione la parola crescita è entrata nel vocabolario europeo: non è più una parolaccia, è anzi un obiettivo chiaro del vecchio continente”. Renzi ha aggiunto: “Lo scenario economico internazionale è profondamente interessante. Il rendimento dei titoli di Stato è ai minimi storici. Esiste un problema debito in Italia, un problema di deficit in altri Paesi, ma se diamo tempo alla crescita di dispiegare i suoi effetti, l’Europa può tornare a essere quello che deve essere: un faro di civiltà nel mondo”.
Sulla comunità di vedute tra Italia e Francia Renzi ha insistito molto: “Ci siamo resi conto della grandezza della sfida l’11 gennaio, quando ci siamo ritrovati a camminare con centinaia di migliaia di francesi e di europei per un messaggio chiaro: la nostra Europa non può avere paura del domani. Abbiamo dei valori più grandi che vengono dalla nostra storia. Potremmo discutere di riforme strutturali ma il mandato che Francia e Italia hanno è quello di impreziosire con la loro bellezza e la loro forza i valori che sono nel Dna del nostro continente”.
Per saperne di più: http://it.sputniknews.com/italian.ruvr.ru/2015_02_24/Renzi-da-Hollande-Libia-e-la-priorita-per-l-Europa-intera-2034/

Il leader inglese “supplica” Putin di risparmiare il Regno Unita in caso di guerra nucleare

by sitoaurora
What Does It Mean 26 maggio 2015imagePCHMYEXHIl Ministero della Difesa (MoD) riporta oggi che il Presidente Putin ha ordinato questa mattina una massiccia esercitazione delle Forze aeree e della Difesa aerea della Federazione russa, dopo aver ricevuto una telefonata "incoerente" dal primo ministro inglese David Cameron, che chiedeva scusa per l'"imminente guerra" e supplicava che il suo Paese non subisse ritorsioni nucleari. Nella telefonata di 30 minuti, questo rapporto del MoD afferma che il primo ministro Cameron ha riferito al Presidente Putin la "convinzione" che il Regno Unito sarebbe stato "spinto" nel conflitto dal regime di Obama, le cui "avventure" in Siria e Ucraina sono costate decine di migliaia di vite e continuano a destabilizzare il mondo. Le tensioni si aggravano tra la Federazione e l'occidente, continua il rapporto, dato che la telefonata del primo ministro Cameron arriva nel momento esatto in cui la NATO iniziava le proprie massicce esercitazioni aeree lungo le zone dell'Artico della Federazione, cui il Presidente Putin ha risposto con 12000 militari, 250 velivoli, 700 mezzi militari e l'incremento dei pattugliamenti aerei operativi lungo i confini della NATO.
Altrettanto preoccupante per la Federazione, secondo questo rapporto, le informazioni fornite questa settimana dall'ex-analista dell'intelligence della NSA ed ufficiale del controspionaggio dell'US Navy John Schindle, che ha dichiarato che gli è stato detto da un alto funzionario della NATO, "saremo probabilmente in guerra questa estate, e se siamo fortunati non sarà nucleare". Tra i sostenitori del regimi di Obama, l'oligarca miliardario George Soros, nota il rapporto, la scorsa settimana allo stesso modo avvertiva che la terza guerra mondiale tra USA, Russia e Cina "non è esagerata". Oltre a questi e molti altri "avvisi" sulle intenzioni occidentali d'iniziare la guerra mondiale contro la Federazione, gli esperti del MoD in questo rapporto notano la visita improvvisa del segretario di Stato degli USA John Kerry a Sochi, una quindicina di giorni fa, dove chiese una riunione di emergenza con il Presidente Putin, su questioni che comportano ulteriori instabilità nel rapporto tra Russia e USA dovuti ai così tanto epici fallimenti politici del regime di Obama, ed anche il più astuto osservatore può notare che la guerra totale ne sarebbe il risultato inevitabile. Va notato, continua il rapporto, che gravi preoccupazioni emergono in certe fazioni del regime di Obama, che si rendono conto quanto si sia vicino alla guerra mondiale, dopo esser state tradite dai sauditi su Siria e dall'Ucraina sulla Russia, la visita lampo del segretario Kerry al Presidente Putin era ritenuta vitale... come meglio descrive il pluripremiato analista geopolitico e consulente internazionale di rischio strategico F. William Engdahl, nel suo articolo Washington si suicida: "In breve, a John Kerry è stato detto d'ingoiare il rospo e volare a Sochi, cappello in mano, per offrire una sorta di Calumet della pace a Putin, dai circoli dominati e dagli oligarchi degli Stati Uniti che hanno realizzato che i loro aggressivi falchi neo-con, come Victoria “fottiti UE” Nuland del dipartimento di Stato o il segretario alla Difesa Ash Carter, favoriscono la creazione di una nuova struttura alternativa mondiale che potrebbe significare la rovina dell'intero sistema del dollaro post-Bretton Woods, dominato da Washington. Oops".
1094394 Come Ann Pettifor, direttrice Policy Research in Macroeconomics (PRIME) ha già avvertito, il mondo è sul punto di un altro tracollo finanziario, riecheggiando il Guardian di Londra che avverte di un crollo economico globale imminente; secondo questo rapporto, il "vero obiettivo" dell'imminente guerra è l'egemonia mondiale del dollaro... che Federazione e Cina sono determinate a distruggere. Contrariamente alla macchina propagandistica occidentale che illude massicciamente e continuamente i propri cittadini di essere "i migliori e più potenti del mondo", gli esperti del MoD in questo rapporto affermano il fatto che i Paesi allineati con la Russia controllano circa il 60% del PIL mondiale, hanno più dei due terzi della popolazione e coprono più di tre quarti della superficie terrestre... mentre il debito della Russia si attestava sui 600 miliardi di dollari, al 1° gennaio 2015. L'occidente, dall'altra parte, guidato dagli Stati Uniti che hanno un debito che oscilla verso i 60 trilioni di dollari (il più grande del mondo e più grande di quelli di Europa e Giappone combinati), questo rapporto avverte, ancora, di comprendere facilmente l'avvertimento di Soros sulla terza guerra mondiale e quello dell'ex-ufficiale dell'amministrazione economica di Reagan David Stockman, che sempre una quindicina di giorni fa ha dichiarato cupamente: "Entriamo nella fase terminale del sistema finanziario globale, che collasserà totalmente". E mentre la leadership cinese oggi ha avvertito il regime di Obama che "la guerra sarà inevitabile" se non pone termine alla sua ingerenza globale, l'alto consigliere di Putin, il Vicepremier Dmitrij Rogozin, similarmente e in modo agghiacciante ha avvertito la NATO che "i carri armati non hanno bisogno di passaporti", secondo questo rapporto, Federazione e Cina sono ormai unite nel combattere contro le rivoluzioni colorate e le sanzioni economiche occidentali che hanno distrutto molte nazioni e molti popoli. Data l'efficacia di Stati Uniti e alleati nel "diffondere la democrazia" dei loro oligarchi miliardari, i cui falchi neocon sono pronti anche adesso a combattere la Russia fino all'ultimo ucraino, secondo questo rapporto i cittadini dovrebbero essere almeno consapevoli delle loro azioni passate... e come forse meglio afferma il KyivPost: "Gli ultimi tentativi di politica estera muscolare degli USA dovrebbero spaventare tutti i comuni ucraini. Basta guardare all'Iraq. Sadam Husayn era un dittatore brutale, ma dodici anni dopo la liberazione con le truppe statunitensi, l'Iraq è un disastro. Mezzo milione di morti, milioni di sfollati nel Paese e di rifugiati all'estero, frantumazione politica e ascesa del SIIL sono il pesante tributo pagato dagli iracheni, e il conto aumenterà".
Solo quando la stampa di banconote di USA e UE si fermerà, si fermerà la loro follia.. altrimenti una guerra globale risolverà il problema come fecero Prima e Seconda guerra mondiale...
1092793Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora
sitoaurora | maggio 27, 2015 alle 11:13 | Etichette: atlantismo, Baghdad, Barack Obama, black operation, Blocco americanista occidentalista, Blocco antiegemonico, Blocco BAO, CIA, colonialismo, covert operation, Covert Operations, crimini contro l'umanità, egemonia, egemonismo, equilibrio mondiale, eurasia, Europa, False flag, forze armate USA, Francia, Geoeconomia, Geopolitica, Geostrategia, globalismo, globalizzazione, guerra asimmetrica, guerra d'influenza, guerra d'informazione, guerra d'intelligence, guerra di 4.ta generazione, guerra economica, guerra elettronica, guerra finanziaria, guerra informatica, guerra mediatica, guerra per procura, guerra psicologica, Imperialismo, intelligence, islamismo, islamisti, islamo-atlantismo, islamo-imperialismo, islamo-sionismo, legione islamista, mass media, Medio oriente, mondialismo, mondializzazione, NATO, neocon, neoconservatori, neoimperialismo, North Atlantic Treaty Organization, operazioni coperte, operazioni occulte, operazioni psicologiche, operazioni speciali, Pentagono, relazioni estere, relazioni internazionali, riforma militare, rivoluzione colorata, Stati Uniti, strategia, talassocrazia, UK, United States, United States European Command, US Army, USA, Washington, Washington Consensus, Washington DC, Zbigniew Brzezinski | Categorie: Covert Operation, Imperialismo | URL: http://wp.me/p1qi5U-4iH
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NOTIZIE    A.N.S.IA.........

Amnesty accusa Hamas di 'abusi orrendi'

Uccisioni sommarie nella Striscia e torture

(ANSA) - TEL AVIV, 27 MAG - Amnesty international ha accusato oggi Hamas di essersi macchiato di ''abusi orrendi'' la scorsa estate mentre a Gaza era in corso il conflitto con Israele. In un rapporto dal titolo: ''Rapimenti, torture e uccisioni sommarie'' la organizzazione accusa Hamas di aver ucciso almeno 23 palestinesi (in parte membri del partito rivale di al-Fatah) e di averne torturati decine di altri. Amnesty invoca dunque lo svolgimento di una indagine internazionale ed indipendente.

Piani di evacuazione del governo polacco: perché?

by sitoaurora
Konrad Stachnio New Eastern Outlook 27/05/2015
image_update_imgPer qualche motivo non specificato, il governo polacco recentemente esegue molti movimenti che suggeriscono stia preparandosi a qualcosa di grosso. Naturalmente, i media continuano a calmare la società perché, come sappiamo, la Polonia è ancora protetta dalla NATO e nulla potrà mai accaderci. Beh, se già qualcosa è veramente accaduto, allora si dovrà andare in guerra e noi (il governo) verremmo evacuati. Non va bene?
I parlamentari polacchi attivati in caso di guerra
A maggio, 50 deputati polacchi ebbero addestramento militare. A marzo Radoslaw Sikorski ne avviò i preparativi, mentre i deputati dovevano addestrarsi a sparare, esercitarsi e anche imparare il pronto soccorso. I rappresentanti dei vari gruppi parteciparono all'esercitazione. “Spero che la loro partecipazione segnalasse ai giovani che era il momento di essere pronti a difendere la Patria”, diceva al Parlamento polacco il maresciallo Radoslaw Sikorski. Nel marzo 2014 i media riferirono di presunti piani di difesa polacchi in caso di aggressione russa. I documenti provengono dalle riunioni dell'ufficio di sicurezza nazionale avvenute tra il 7 e l'11 marzo, quasi 860 pagine. Il documento intitolato "Eagle Guardian - Lift 11" è firmato e timbrato dal capo dell'ufficio della Sicurezza Nazionale generale Stanislaw Koziej (nome in codice "Shogun"), da cui apprendiamo come sarebbe l'evacuazione del governo in caso di guerra con la Russia. Secondo il documento, oggetto di vivace discussione nelle riunioni, è prevista l'evacuazione dei quattordici ministeri. Furono stilate le liste dei funzionari governativi da evacuare insieme ai familiari più stretti. A seconda del ministero l'elenco contiene da 98 persone (Ministero della Cultura) a 168 (ministero dell'Economia). Il Ministero della Difesa ha uno status speciale, in totale l'elenco contiene 3843 nomi, come si legge sul settimanale Nie.
La mobilitazione di riservisti
PX4355196POLAND-TA_3079370k Finora solo coloro con un passato servizio attivo sarebbero richiamati nell'esercito polacco. Ora, dopo la decisione della Prima ministra Ewa Kopacz il governo può mobilitare tutti coloro che possono svolgere servizio militare. Le esercitazioni militari obbligatorie nel 2015 videro 12 mila riservisti impiegare quattro ore per arrivare alle unità militari. La modalità apparentemente immediata significava che, dopo aver ricevuto la chiamata, ci si doveva recare al più presto possibile nel luogo indicato, l'esercito paga tutte le spese di viaggio. Per oltre un anno le strutture locali della Commissione militare hanno cercato di stabilire chi sia coscritto e chi no, e chi doveva partire in caso di conflitto. Come si legge sul sito web dell'Agenzia stampa polacca, per le attività del 2015, il capo dell'ufficio di sicurezza nazionale polacca prevede l'adozione della legge sul sistema di Difesa dello Stato in guerra, e le esercitazioni militari denominate "Country 2015" testeranno il sistema in caso di gestione della crisi del Paese. La dottrina si applica già ad azioni concrete, soldi, persone e strutture. “Questo è un molto specifico e dettagliato piano segreto di azione statale in caso di guerra", aveva detto il capo dell'ufficio di sicurezza nazionale polacco.
Come si legge sul sito del quotidiano "W polityce": “Un amico, il consigliere di Czestochowa Artur Sokolowski, mi ha detto che tutti i membri del Consiglio Comunale di sesso maschile hanno ricevuto la lettera del segretariato del Consiglio dei ministri che richiede in risposta di compilare i dati personali per il reclutamento militare. Il capo dell'ufficio di sicurezza nazionale polacco sostiene anche l'inclusione nel sistema nazionale di difesa di tutti i servizi e riconosce “la necessità dell'uso sapiente delle maggiori risorse civiche nella sicurezza sociale, come osservato negli ultimi anni”. A suo parere, le organizzazioni interessate alla difesa potrebbero essere incluse per formare la riserva da mobilitare. Di conseguenza, vi è un numero crescente di polacchi interessati alle esercitazioni paramilitari per ricevere addestramento di base e prepararsi alla difesa del Paese. La maggioranza dei volontari aderirebbe all'associazione dei fucilieri "Strzelec". Attualmente "Strzelec" collabora con il Ministero della Difesa, in particolare con l'Ufficio della Difesa, e in Polonia è una delle maggiori organizzazioni paramilitari non governative di carattere militare.
629054107I preparativi per la pace
La legge dell'aiuto fraterno. “Senza dubbio, questa legge limita la nostra sovranità. Non si riesce a immaginare una situazione in cui i partner occidentali nell'Unione europea permettano che ufficiali polacchi siano utilizzati per misure coercitive in Paesi stranieri od operare armati a Parigi o Berlino. Con l'entrata in vigore di questa legge, ufficiali stranieri potranno operare legalmente sulle strade polacche, anche utilizzando le armi. I raduni pubblici e le manifestazioni pubbliche interessati, a cui l'atto si riferisce, fanno ritenere soprattutto che il governo, temendo che i cittadini si riuniscano e manifestino in massa, voglia portare forze straniere qui. Se si utilizzasse tale legge per qualche giorno, secondo le possibilità date, diverrebbe un'arma estremamente pericolosa nelle mani del governo per combattere l'opposizione. Il governo ha chiaramente paura delle manifestazioni democratiche e delle riunioni pubbliche. Ha paura dei polacchi, ed è pronto a tenersi al potere importando forze straniere in Polonia e rinunciando alla sovranità dello Stato”, ha detto Jaroslaw Zielinski (PiS). Il noto sociologo polacco professor Janusz Czapinski, ribatte affermando sulle pagine di un quotidiano polacco, “Il radicalismo fondamentalista cresce nelle giovani generazioni polacche. Pregate che emigrino al più presto possibile, in modo da poter proteggere l'ordine”. Date la convergenza delle leggi sui raduni pubblici in Polonia e Ucraina, sono sicuro che i governi di Kiev e Varsavia condividono l'obiettivo comune articolato con chiarezza dal suddetto professore.
Le esercitazioni "Renegade-Privateer": Come il Comando operativo delle Forze Armate polacche ha riferito, l'esercitazione periodica "Renegade-Kaper" questa volta riguarda la possibilità di attacchi terroristici contro infrastrutture critiche, strutture marine e importanti strutture pubbliche utilizzando velivoli o veicoli. L'esercitazione in alcune regioni del Paese sarà un tentativo per controllare il sistema di allarme presso la popolazione. Il segnale modulato che indica un attacco aereo suonerà per tre minuti.
L'Operazione Country 2015, per valutare le prestazioni in crisi simili a quella dell'Ucraina, nel 2015 in Polonia 10000 soldati dell'alleanza prenderanno parte alle esercitazioni. Il capo del ministero della Difesa nazionale Tomasz Siemoniak ha annunciato che quest'anno l'esercito polacco si addestrerà assai intensamente. A sua volta, il Parlamento lituano il 19 marzo ha deciso di ripristinare con urgenza la coscrizione obbligatoria, che sostituirà l'addestramento militare di 3 mesi esistente. Il ripristino della coscrizione obbligatoria è valida per 5 anni. Sappiamo naturalmente che tutti i preparativi sono solo per divertimento, perché i nostri vicini in Ucraina sicuramente fanno di tutto per mantenere la pace. “L'Ucraina prega per voi e la vostra sopravvivenza. Ci riprenderemo Crimea, Stavropol e Taganrog (anche se i territori di Stavropol e Taganrog sono sempre appartenuti alla Russia). Abbiamo restituito fiducia e fede al popolo ucraino! Siamo in Oriente e non molleremo un solo metro. Ci potete scommettere”, ha detto il deputato della Verkhovna Rada dell'Ucraina e comandante del reggimento “Dnepr-1” Jurij Berjoza. Così, nonostante le attività militari del tutto casuali e indipendenti in Polonia, le manovre, che solo un sostenitore delle teorie cospirative ritene appropriate, per qualche motivo ignoto aumentano la psicosi di guerra, e non solo in Europa orientale ma in tutta Europa. L'ultima volta in cui cercai un posto dove poter vivere parlai con un ragazzo che vive in Islanda. Una delle prime cose che mi chiese fu, “Dove posso andare in caso di guerra? Che dire....?
Spero davvero profondamente che le persone fuggano da qui solo per il disastro economico della Polonia, dalla mentalità di una parte della società polacca, anche dalla stupidità e dal cinismo del governo polacco, ma non dalla guerra.russia-drill-ukraine-operation-.siKonrad Stachnio è un giornalista indipendente polacco, ha ospitato una serie di programmi radiofonici e televisivi per l'edizione polacca di Prison Planet, in esclusiva per la rivista online "New Eastern Outlook" .
Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora
sitoaurora | maggio 27, 2015 alle 15:51 | Etichette: atlantismo, Barack Obama, black operation, Blocco americanista occidentalista, Blocco BAO, Central Intelligence Agency, CIA, covert operation, Covert Operations, CSI, Dipartimento di Stato USA, Donetsk, esercito ucraino, eurasia, Europa, Europa Orientale, False flag, fascio-atlantismo, Federazione Russa, Forze speciali, guerra asimmetrica, guerra coperta, guerra d'influenza, guerra d'informazione, guerra di propaganda, Guerra Fredda, guerra occulta, guerra per procura, guerra psicologica, guerra settaria, Imperialismo, infiltrazione, intelligence, Junta di Kiev, Kiev, mass media, missioni segrete, NATO, neoconservatori, neoimperialismo, North Atlantic Treaty Organization, Novorossija, Novorussia, Nuovo ordine mondiale, operazioni belliche, operazioni coperte, operazioni occulte, operazioni psicologiche, operazioni speciali, Pentagono, Politica della difesa, politica della sicurezza, politica internazionale, politica occulta, politica regionale, Polonia, Propaganda, psico-guerra, rivoluzione colorata, sovranità, sovversione, sovversivismo, spionaggio, strategia, terrorismo, Ucraina, Unione Europea, USA, USAF, Varsavia, Washington Consensus, Washington DC | Categorie: Covert Operation, Imperialismo | URL: http://wp.me/p1qi5U-4iO
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