giovedì 27 novembre 2014

gianni tirelli LA STORIA E’ FINITA


gianni tirelli

21:26 (53 minuti fa)

LA STORIA E’ FINITA
 Nello straordinario film “La storia infinita” del 1984, diretto da Wolfgang Petersen ispirato al romanzo omonimo di Michael Ende (un capolavoro sotto il profilo didattico, allegorico e metaforico), il regno di fantàsia sta per soccombere difronte all’avanzata dl “Nulla” che oramai è dappertutto. Il motivo, la causa che ha innescato un tale meccanismo, va addotta all’incapacità dell’uomo di quest’epoca dissennata, di sperare, di sognare, di immaginare una realtà diversa e contraria da quella che solitamente vive, e di credere in un’entità superiore, come irrinunciabile atto d’amore universale.
E’ la parabola discendente delle nostre moderne società occidentali, che stanno sprofondando dentro le sdabbie mobili di un materialismo relativista perverso e diabolico e per il quale hanno sacrificato ogni spiritualità, magia e visione trascendente. Una tale inedita circostanza ha dato origine a individui monchi, amputati di ogni loro motivo e scopo di esistenza; disabili a tutti gli effetti, riversi esclusivamente su miserabili opportunismi e tesi alla soddisfazione (in tempo reale) di bisogni effemeri, di dipendenze strutturali e debolezze patologiche – effetto ultimo di un materialismo cinico che interpreta la vita fine a se stessa, negando così ogni futuro premio e castigo - effetto conseguente dei nostri comportamenti e azioni, per dare libero sfogo ai nostri peggiori istinti, disancorati da ogni senso di colpa e timore di Dio; in breve, un’arsura nevrotica che si prefigge di placare i morsi di un disagio esistenziale insostenibile, attraverso il consumo sistematico e metodico di tutta quella infinita lista di falsi e letali bisogni indotti dalla Bestia Sistema.
Un piano di matrice satanica dunque, che intende spezzare la tensione salvifica presente nell’atto di fede, per la pulsione necrofila negazionista volta a distruggere e annientare qualsiasi riferimento che possa in qualche modo essere correlato e collegato all’esistenza di Dio.

L’immagine di Dio, come la speranza, oggi rischia di essere spazzata via da un ateismo dilagante (il Nulla) che si espande a macchia d’olio in tutto il mondo occidentale. Ergo, Dio esiste proporzionalmente alla nostra capacità di credere che esista (la fede). Del resto, anche il mondo in cui crediamo di vivere, la natura, il cielo e le stelle, sono la materializzazione di un atto di fede. Noi stessi, tutti noi lo siamo. Diversamente ci sarbbe negata la vita, in qualsiasi forma e dimensione, per essere relegati nell’oscurità del Nulla, dentro la profonda solitudine dell’Io incosciente.

Vaccinazioni pediatriche: dire no è un diritto



Vaccinazioni pediatriche: dire no è un dirittoA cura dell’avvocato Luca Ventaloro - articolo pubblicato per gentile concessione di Scienza e Conoscenza n. 50
Rifiutare la vaccinazione per i propri figli è un diritto dei genitori, che deve essere esercitato tramite l'Obiezione Attiva e il Dissenso Informato: l'avvocato Ventaloro ci spiega come fare.
In Italia, le vaccinazioni obbligatorie per l’infanzia (pediatriche), sono quattro: antipoliomielitica (Legge n. 51/1966), antidifterica (L.891/1939), antitetanica (L. 292/1963), antiepatite-b (L. 165/1991). Esse dovrebbero essere somministrate una alla volta, a distanza di tempo, e a un’età giusta onde non fare correre rischi al minore.
Invece vengono somministrate in forma esavalente o eptavalente, ovvero in un gruppo di sei vaccinazioni. Ciò vale a dire che unitamente alle quattro obbligatorie, oggi le varie ASL inseriscono altre due o tre vaccinazioni, generalmente Pertosse, Haemophilus, Antimeningococco.
Di fatto, con questa inclusione, il minore assume sei o sette vaccinazioni e un carico ‘tossico’ corrispondente.
Il genitore però, sempre nel supremo esercizio dei diritti di potestà genitoriale (ora divenuta ‘responsabilità genitoriale’ - art. 316 e segg. c.c.), ha il diritto di potere chiedere l’effettuazione di una vaccinazione alla volta, limitandosi alle sole quattro obbligatorie, e anche distanziate nel tempo.
Nessuno può essere obbligato a subire le vaccinazioni ‘facoltative’ che, per tale definizione, possono ben  essere rifiutate. Generalmente le Asl ‘spingono’ molto anche per l’effettuazione delle altre vaccinazioni non-obbligatorie, quali l’antinfluenzale, la vaccinazione MPR (morbillo, rosolia, parotite) e altre.
Va detto che sovente gli avvisi delle Asl in merito alle vaccinazioni facoltative sono piuttosto ambigui, non risultando con chiarezza che tali vaccinazioni non sono obbligatorie.
Ciò dovrebbe invece essere comunicato in maniera manifesta e ben comprensibile, onde non indurre in errore il cittadino.
Stante l’insorgere di problematiche, sin dalla loro introduzione, legate al potenziale danno, le vaccinazioni oggi sono argomento molto dibattuto.
Oggetto di leggi e di interventi ora sempre più frequenti e tutelanti da parte della Magistratura, lo stesso Stato italiano ha preso atto, già da tempo, del fattore di rischio, e ha promulgato norme di grande modernità relativamente alla cautela vaccinale.
Vediamole sommariamente:
- la L. 210/1992 che unitamente alla L. 229/2005, stabilisce un indennizzo per i danni da vaccinazione;
- il D.M. 12.12.2003, cosiddetta ‘Vaccinovigilanza’ o ‘Farmacovigilanza’, ovvero una procedura obbligatoria per le ASL di avviso agli utenti, di raccolta dati e di segnalazione, in merito ad ogni reazione avversa alla vaccinazione:
- il D.P.R. n. 355/1999 che ha sancito la libera frequenza scolastica ai soggetti non vaccinati.
Norma questa estesa in via analogica a tutte le comunità infantili (nido, materne, asili), sia pubbliche che private.
Il rifiuto alla vaccinazione: l'Obiezione AttivaParallelamente alla grande attenzione sulla questione vaccinale, sia da parte dei cittadini che da parte del mondo scientifico e normativo-giudiziario, nel corso dell’ultimo ventennio si è consolidata una diffusa procedura di rifiuto alla vaccinazione, procedura consentita e tutelata dall’Ordinamento.
Questa è l’Obiezione Attiva. L’Obiezione Attiva consente il rifiuto della prassi vaccinale obbligatoria, senza incorrere nella commissione di un illecito.
È stata codificata in numerose norme regionali che l’hanno disciplinata.
Le Regioni in questione sono: Veneto, Lombardia, Provincia di Trento, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Toscana. Abruzzo, Sardegna.
Di fatto la procedura è comunque estesa a tutte le Regioni attraverso circolari regionali; oppure lo è per estensione analogica detta in bonam partem.
È una procedura molto importante, addirittura fondamentale, di moderna ispirazione etico-giuridica.
Vediamo in cosa consiste.
Per praticare l'Obiezione Attiva è necessario:
1) prendere posizione sulla prassi vaccinale formalmente con l’Asl a mezzo di raccomandata a.r.;
2) presentarsi sempre ai colloqui convocati dall’asl;
3) firmare il modello di Dissenso Informato, o modificandolo nella parte in cui si viene definiti ‘debitamente informati’, oppure firmarlo senza alcuna modifica, qualora ci si ritenga sufficientemente informati dall’asl.
Dal punto di vista del diritto genitoriale, è assolutamente sconsigliato nascondersi o ignorare gli inviti e le missive dell'Asl. Non sarebbe obiezione, ma semplice fuga o inerzia e rappresenterebbe un rischio per la potestà (responsabilità genitoriale).
L'obiezione di coscienza, nella forma dell’Obiezione Attiva, è un comportamento 'attivo' dal punto di vista etico e civico, serve a manifestare regolarità genitoriale (altrimenti si potrebbe sostenere che i genitori 'se ne fregano' della salute dei figli, nonchè delle Istituzioni), e a diffondere una buona cultura sanitaria.
È importante praticare correttamente l’Obiezione Attiva, poiché recentemente alcuni Tribunali per i Minorenni hanno riattivato procedure sulla potestà, proprio nei confronti degli obiettori silenti e inattivi, ovvero coloro che non avevano praticato Obiezione Attiva.
Inoltre praticare l'Obiezione Attiva serve a dare all'Asl la dimensione del dissenso sul territorio, altrimenti sovente si è sentito dire che "l'obiezione non esiste!".
Che cos'è il Dissenso InformatoVale la pena di esaminare la procedura di Dissenso Informato, che è parte integrante dell’Obiezione Attiva.
La procedura di Dissenso Informato, istituita dalla Conferenza di Oviedo del 4 aprile 1997 (partecipazione e adesione consapevole e formale dei cittadini europei alle procedure sanitarie che li riguardano), non prevede alcun obbligo di forma, né obbligo di modulistica.
Prevede che l’adesione consapevole del cittadino europeo alla procedura sanitaria sia manifestata in maniera personale, libera, cosiddetta 'di scienza'.
Tale volontà dei genitori quali cittadini europei, non è subordinabile a nulla, né coercibile o richiedibile come conforme a modulistica, a prestampati, o contenuti già preparati (come vorrebbero le Asl).
Secondo la normativa uscita dalla Conferenza di Oviedo e secondo tutta la normativa italiana che ne ha dovuto recepire i contenuti, la procedura di Dissenso Informato tutela la consapevole partecipazione del cittadino all'iter sanitario, non certo il 'banale' rispetto della modulistica.
In ossequio a ciò, come è ovvio, il genitore dichiara ciò che vuole e nella forma che vuole.
Poiché il Dissenso Informato proposto dall’Asl è un modulo ministeriale "di comodo", si suggerisce per fare accettare meglio le eventuali aggiunte (così come indicate nell’Obiezione Attiva) senza che nascano controversie inutili, e prima di redigere un modello ex novo, di utilizzare quello dell'Asl, opportunamente modificato, se lo si ritiene necessario.
L’Asl è obbligata ad accettare tutto ciò che viene dai dichiaranti, liberi e identificati come cittadini, e non può subordinare nulla al rispetto della modulistica: sono successi casi di denunce e cause già risolte in favore dei dichiaranti.
Qualora l’Asl non accetti la dichiarazione o le modifiche dei genitori, allora il Dissenso Informato lo si può inviare modificato, inviandolo con spedizione raccomandata a/r. o consegnandolo all'Ufficio Protocollo dell'Asl.
Non partecipare all'iter del dissenso rappresenta un addebito genitoriale (fuga e menefreghismo).
Le vaccinazioni sportiveAltra questione di grande importanza è quella delle vaccinazioni sportive, in relazione, generalmente, alla richiesta vaccinazione antitetanica
Le vaccinazioni cosiddette "sportive" sono un retaggio di norme vecchie, obsolete e paradossali.
La Costituzione ha l'assoluta preminenza in base a un semplice e doveroso rapporto di gerarchia di norme. Infatti in ogni caso, in ossequio alla nostra Costituzione, non è possibile subordinare la pratica sportiva all'effettuazione delle vaccinazioni, soprattutto quando questa sia rifiutata con serie motivazioni.
Il diritto alla libera determinazione dei cittadini nelle forme ritenute congrue (sport, associazionismo, ecc.) è preminente rispetto alla norma vetusta che impone le vaccinazioni sportive. E poi c’è l’invalicabile diritto alla salute (art. 32 Cost), di fronte al quale ogni norma deve arretrare.
Quindi sussiste il pieno diritto alla frequenza sportiva anche senza le vaccinazioni.
In tal senso è sovente risultato risolutivo e perfettamente in linea con la normativa, fare un dosaggio anticorpale antitetanico (semplice esame del sangue) e verificare la presenza di anticorpi del tetano. Generalmente tale dosaggio è in misura più che sufficiente, cosa che rende assolutamente superflua la vaccinazione.
In ultima istanza si potrà proporre al centro sportivo una liberatoria con assunzione di responsabilità dei genitori quanto alla mancata pratica vaccinale.
Se tutto questo non bastasse, allora bisogna intervenire legalmente. Le stesse considerazioni valgono per le cosidette "vaccinazioni lavorative".
Articolo pubblicato per Gentile concessione di Scienza e Conoscenza n. 50
Scritto da Luca VentaloroAvvocato Cassasionista, esperto di Diritto Familiare-Minorile, Diritto Penale, Diritto Sanitario. Docente di Diritto di famiglia e sanitario presso l'ISSPOS, Membro dell'Ufficio del Garante per l'Infanzia della Regione Emilia Romagna, Esperto Giuridico AUSL di Rimini U.O. Tutela dei Minori. Relatore a convegni universitari e giuridici di Diritto minorile e familiare, Docente in Corsi di Formazione per Servizi Sociali, Avvocati e Giuristi autore di articoli su riviste specializzate di Diritto di Famiglia, autore di pubblicazioni giuridiche di diritto minorile.
Fa parte del Consiglio direttivo del Comilva, il Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà delle Vaccinazioni.
Per info: ventaloro.avv@libero.it

Capitalismo de-genere

Capitalismo de-genere

27 Novembre 2014
violenza de genere
In merito alla terribile e attualissima questione della violenza di genere, ci preme intervenire nel dibattito proponendo una riflessione che parta da presupposti materialisti, storici e comunisti.

Il nostro manifestare e mobilitarci contro la violenza sulle donne parte da un punto di vista classista, poiché riteniamo che il genere e la classe non siano categorie necessariamente escludenti. E' ben chiaro che la violenza di genere si esprime in modo generalizzato e univoco dagli uomini verso le donne, ma l'origine di questa vessazione non si risolve ricercando una natura psicologica (e meno che mai “patologica”) di un presunto comportamento maschile astratto e non storicizzato. Tale violenza permea tanto i quasi impercettibili aspetti della nostra esistenza quotidiana, manifestandosi come disparità nei rapporti familiari o discriminazione nel mondo del lavoro e nella sfera della salute (il banalissimo esempio della libera costruzione della propria sessualità, dell'accesso agli anticoncezionali o all'aborto sono solo la punta dell'iceberg), fino ad arrivare a espressioni più estreme e crude come lo stupro, la violenza domestica e l'omicidio.

La storia dei rapporti tra i generi si intreccia in modo indissolubile con lo sviluppo della divisione sociale del lavoro e dunque con la costruzione delle sovrastrutture sociali che la nostra storia come umanità ha conosciuto. Per questo la violenza di genere è una costante attraverso diverse epoche, perché la storia umana è la storia di società divise in classi in cui una parte della società ne opprime un'altra e non in virtù di categorie non storiche che si pretenderebbero insite in astratte "nature" maschili o femminili. Il patriarcato è un abito che molteplici forme di organizzazione sociale hanno indossato con comodità e piacere (ma non per questo è universale), compresa la società attuale del capitalismo, proprio perché nato in legame con la divisione in classi della nostra società. Una riflessione sulla violenza di genere dunque non può prescindere da una analisi storica e critica della famiglia e di tutte le strutture sociali in generale (Chiesa e altre istituzioni religiose, Stato, ma anche la scuola, partiti ecc.).
Nella nostra prospettiva il principio della violenza, tanto di genere quanto di classe, risiede nella proprietà privata ed è principalmente da essa che scaturisce. In questo senso, se la donna è proprietà dell'uomo, se è dunque un suo "oggetto", egli cercherà di disporne come vuole, con tutte le conseguenze che ci sono ben evidenti oggi. La violenza di genere non si risolve dunque "mettendoci la faccia" o chiedendo agli uomini di essere genericamente "migliori" ma includendo l'analisi femminista ad una prospettiva comunista di trasformazione strutturale e radicale della società. La società capitalista è una società di violenza istituzionalizzata in cui una minoranza esigua della popolazione espropria la maggioranza giorno dopo giorno costruendo su questo abuso la propria ideologia e morale. Questo tipo di società non è in grado di riformarsi in nessuno dei suoi aspetti, perché è costruita sulle fondamenta essenziali del profitto e della proprietà privata. E' di conseguenza del tutto inconciliabile con la liberazione dall'oppressione di genere, perché le sue radici affondano in quella divisione sociale del lavoro che ha origine anche nella nascita storica della famiglia e nella divisione di genere dei compiti sociali.

Solo la conciliazione di una prospettiva femminista di liberazione della donna e delle minoranze di genere oppresse con la prospettiva generale della sollevazione degli sfruttati, degli espropriati, del mondo del lavoro contro la classe padronale può creare i presupposti reali della costruzione di una società senza divisione di classi, senza oppressioni, diseguaglianze e discriminazioni, e nell'alveo di questo processo storico, costruire nuovi rapporti sociali, che sono innanzitutto nuovi rapporti umani.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI SEZ. PISA

Caso Ferguson: Russia, e' una dimostrazione dei gravi problemi Usa nel settore "diritti umani"

Caso Ferguson: Russia, e' una dimostrazione dei gravi problemi Usa nel settore "diritti umani"

Caso Ferguson: Russia, e' una dimostrazione dei gravi problemi Usa nel settore "diritti umani"
MOSCA (FARS) – A seguito dell'intensificazione delle proteste nella città di Ferguson, negli Stati Uniti, il governo russo ha diffuso un comunicato ricordando che l'attuale crisi dimostra quanto siano acuti i problemi interni americani nel settore dei diritti umani.
Nel comunicato diffuso dal Cremlino si ricorda che i fatti di Ferguson sono un segnale chiaro al governo americano che dimostra che e' giunto il momento che i "grandi problemi americani nel settore dei diritti umani" vengano risolti.




PER DIRLA TUTTA, ZIO SAM SI STA DANDO LA ZAPPA SUI PIEDI. NON HA AVUTO GUERRE NEGLI ULTIMI ANNI IN CASA. ORA L' AVRA' E' SEMPLICE , ANALIZZIAMO LA POLITICA ESTERA E LA POLITICA INTERNA , METTIAMOLE IN UNA BILANCIA VI ACCORGERETE CHE PER LA TROPPA CONVINZIONE DI ESSERE BEN PROTETTI I NAZI-USA HANNO TRALASCIATO LA POLITICA ATTIVA SUL TERRITORIO. BUSH INIZIO' E OBAMA CONTINUA IMPERTERRITO A CERCARE VOTI E PROVOCARE GUERRE. E il popolo Americano?......NON NE PUO' PIU' E NON SOLO PER FERGUSON . LA CARITAS E AL FALLIMENTO , MA I MEDIA NON LO DICONO, LO DICIAMO NOI CHE IN ALCUNI CASI NON SIAMO CREDIBILI PERCHE' TROPPO LUSSO CIO' CHE CI ARRIVA DAI MEDIA , MACCHINE GRATTACIELI, CIBO, TUTTO LUCCICANTE ADESSO CHE ARRIVA NATALE POI........A proposito buon Natale NAZI-USA

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Lo scandalo degli ex Cgil contro lo Statuto

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“L’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea per l’abuso di contratti a tempo determinato nella Scuola. Ma bisogna essere chiari con i lavoratori - avverte Cristiano Fiorentini,...Leggi tutto

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Il regime nazionalista e russofobo installatosi a Kiev con il golpe di febbraio continua la sua opera di revisione della storia dell'Ucraina cancellando feste e celebrazioni ereditate dall'epoca sovietica...Leggi tutto
  

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INDOVINATE CHI ADESSO NON RIESCE A FINANZIARSI SUI MERCATI DI EURO?

[Alcune considerazioni su...]

INDOVINATE CHI ADESSO NON RIESCE A FINANZIARSI SUI MERCATI DI EURO?

Come è noto, l’invenzione dell’euro ha distrutto le monete nazionali, che ogni Paese creava da solo e dal nulla, e ora tutte le nazioni dell’Eurozona devono finanziarsi sui Mercati di Capitali privati per avere moneta (l’euro) per la spesa pubblica. Quindi emettono titoli di Stato per il valore di cui necessitano per la spesa, e sperano che i mercati glieli comprino tutti.
Sappiamo come sono andate le cose per anni: i Mercati non si fidavano più dei Paesi Eurozona più indebitati come Italia o Spagna o Grecia, perché appunto avevano PERDUTO LA LORO ABILITA’ DI STAMPARE LA LORO MONETA E DI RIPAGARE I DEBITI SEMPRE E COMUNQUE (con fa il Giappone col debito più alto del mondo). Ok. E allora i Mercati pretendevano come precauzione da Italia Spagna ecc… tassi d’interesse molto alti prima di comprargli i titoli di Stato. Brutto affare. E andavano a comprare invece i titoli di Stato tedeschi perché ritenevano che la Germania avesse i soldi per ripagare sempre, nonostante avesse perduto anch’essa la moneta sovrana, il marco. Li aveva perché esportava da pazzi, quindi soldi in cassa c’erano. Ok.
Poi cosa è successo? Che Draghi e la BCE hanno visto che l’euro stava distruggendo mezza Europa, poi tre quarti d’Europa, poi tutta, eh sì, perché capitò che anche la grande Germania iniziò a esportare meno e a perdere enormi pezzi d’economia, a causa proprio del fatto che il resto d’Europa, impoverito dalle stesse dementi regole dell’euro, le Austerità, aveva smesso di comprare prodotti tedeschi, e poi era venuta la crisi della Cina, e dei Paesi Emergenti, e così anche Berlino stava e sta andando sotto. Ok. Allora la BCE decide di stampare somme colossali in euro e di intervenire sui Mercati per… (il perché lo sappiano noi segugi, ed è per ingrassare gli speculatori di Borsa, punto) per fingere di voler risollevare l’economia della UE.
La faccio breve. I Mercati hanno comprato talmente tanti titoli di Stato tedeschi (anche coi sopraccitati soldi stampati dalla BCE),che ora ne hanno la nausea, per due motivi: primo perché speravano che la BCE si mettesse a comprare in massa anche i titoli di Stato (più se ne comprano più aumentano di valore per chi li possiede) e invece la BCE non lo fa e non lo farà. Secondo perché dopo aver comprato camionate di titoli tedeschi, gli interessi che i Mercati guadagnano su quei titoli è crollato a ZERO (più titoli si comprano meno rendono in interessi). Oggi il Bund tedesco a 10 anni ti rende lo 0,74%, meno che un investimento in banane. Risultato?.......
Indovinate chi oggi non riesce a finanziarsi appieno sui Mercati? Cioè a vendere la quantità di titoli di Stato che gli serve per avere gli euro? MA LA GERMANIA!! Che, e questo i cari TG o giornali non ve lo dicono, è la DECIMA volta che non ce la fa a vendere tutti i titoli di cui ha bisogno. Ops! La Germania che fallisce le aste di titoli è come pensare che nessuno compri i biglietti per il derby Milan Inter… C’è qualcosa di un po’ drammatico che tocca, no?
Ma i prafi teteski non erano kosì prafi? Ma l’euro non è un successo?

WARREN MOSLER A MIO SOSTEGNO. GRAZIE.

[Alcune considerazioni su...]

WARREN MOSLER A MIO SOSTEGNO. GRAZIE.

Warren Mosler sa cosa provo. Lui ha inventato, pensato, costruito tutto quello che oggi centinaia di accademici mondiali e masse di persone conoscono come la Modern Money Theory. Ma allora perché questa eccezionale teoria economica salva vite e salva nazione si chiama Modern Money Theory e non Mosler Theory? Esattamente per quello che accade a me qui in Italia.
Tutti hanno rubato il genio di Mosler, quasi nessuno, o nessuno, gliene attribuisce la paternità. (a parte Paolo Barnardche si è inventato infatti il nome di Mosler Economics-MMT)
E allora ecco che Mosler stesso è stato informato di quanti 'esperti' in Italia mi stanno oggi rubando il lavoro e i metodi d’insegnamento, e mi ha spedito questo meraviglioso commento sulla mia pagina fans di Facebook:
L'atto di "attribuzione" (in questo caso di un'idea) e' il valore centrale per scienziati ed accademici. Fa parte del loro codice di condotta. Nel momento in cui un accademico non fornisce questo atto di attribuzione (la fonte) ha violato questo codice di condotta e commesso un illecito contro la sua professione.”

Le strutture occulte del terrorismo della NATO in Medio Oriente

Le strutture occulte del terrorismo della NATO in Medio Oriente

by sitoaurora
Christof Lehmann Nsnbc 25/11/2014
Gli Emirati Arabi Uniti denunciano numerose organizzazioni, soprattutto i Fratelli musulmani ed altre, della rete sovversiva mondiale di USA/NATO, assieme a CAIR e CANVAS.isis-650x330Il 15 novembre il governo degli Emirati Arabi Uniti (EAU) ha stilato un elenco di 83 organizzazioni definite terroristiche. Il governo degli Emirati Arabi Uniti rileva che la lista non è completa, implicando che altre potrebbero esservi aggiunte e sottolineando che le organizzazioni sulla lista possono chiedere di esserne rimosse. Gli Emirati Arabi Uniti sottolineano la necessità di designare tali organizzazioni come terroristiche, per proteggere la sicurezza degli emirati. L'elenco comprende organizzazioni che operano legalmente in 7 Paesi europei e almeno 2 negli Stati Uniti. Tra chi opera negli Stati Uniti vi sono il Council on American-Islamic, CAIR e la Muslim American Society. CAIR è comunemente percepita come organizzazione nata dalle associazioni tra Fratelli musulmani e Hamas come WAMY o l'Istituto sul pensiero islamico, la cui leadership ha collegamenti diretti con la Casa Bianca, ma che furono messe fuorilegge quando il loro coinvolgimento nel terrorismo divenne pubblico. E' interessante notare che molti dei membri più importanti del Consiglio nazionale di transizione siriano, che si riunì per la prima volta in Turchia ed è sostenuto da Stati Uniti ed altri membri della NATO, aveva collegamenti diretti con il CAIR. La leadership dell'organizzazione è nota avere stretti legami con, tra gli altri, il consigliere per la sicurezza degli Stati Uniti e "Grande Architetto" delle attuali strategie militar-politiche della NATO Zbigniev Brzezinski. O, in altre parole, con il soldi dei Rockefeller. Il portavoce del dipartimento di Stato Jeff Rathke ha commentato la lista antiterrorismo degli Emirati Arabi Uniti, dicendo: "Abbiamo esaminato l'elenco delle organizzazioni classificate come gruppi terroristici pubblicato dagli Emirati Arabi Uniti pochi giorni fa, e sappiamo che due delle organizzazioni sulla lista sono negli Stati Uniti. Cerchiamo informazioni sui motivi per tale decisione". Sono esclusi dalla lista degli Emirati Arabi Uniti Hezbollah e Hamas. Mentre alcuni analisti statunitensi interpretano questa esclusione a "disaccordi tra Stati del CCG" o che "pregiudicherebbe le relazioni con l'Iran", vi sono altri che affermano che Hezbollah è rappresentato nel Parlamento libanese e opera legalmente in Libano, e che Hamas fa parte del governo di unità palestinese. A parte Hamas, tale esclusione mirerebbe alle "fazioni di Hamas", coinvolte in attività terroristiche nel Sinai, in Egitto.
CIA-CAIR-408x420L'inclusione di CANVAS nell'elenco è ampiamente percepita come uno schiaffo agli ideatori delle operazioni segrete di NATO, dipartimento di Stato degli Stati Uniti e CIA. CANVAS, o DEMOZ, è implicata nelle sovversioni sostenute dagli Stati Uniti in Jugoslavia, Egitto e Ucraina. Nel dicembre 2013 la National Security Agency del Quwayt pubblicò un video sui social media che spiegava come CANVAS promuovesse il dissenso in Quwayt. È interessante notare che i volantini di CANVAS/DEMOZ, che istruiscono su come prepararsi a violenti scontri con le autorità statali, siano stati distribuiti sia nei sit-in delle piazze Raba al-Adwaya e Nadah in Egitto, che durante il colpo di Stato ucraino di febbraio 2014. Le organizzazioni nei seguenti Paesi sono interessate dalla lista dell'UEA: Afghanistan, Algeria, Belgio, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, India, Iraq, Italia, Libano, Libia, Mali, Norvegia, Palestina, Pakistan, Filippine, Federazione Russa, Arabia Saudita, Svezia, Somalia, Siria, Tunisia, Regno Unito, Stati Uniti, Uzbekistan e Yemen. Regioni interessate: GCC, UE, AL, AU.
L'elenco delle organizzazioni che il governo degli Emirati Arabi Uniti indica come terroristiche:
1. Fratellanza Musulmana UAE
2. Al-Islah (o Dawat al-Islah)
3. Fatah al-Islam (Libano)
4. Fatah al-Islam (Associazione dei musulmani italiani)
5. Qalaya al-Jihad al-Emirati (Cellula jihadista negli Emirati)
6. Usbat al-Ansar (Lega dei seguaci) in Libano.
7. Associazione islamica finlandese (Suomen Islam-seurakunta)
8. organizzazione al-Qarama
9. al-Qaida nel Maghreb islamico (AQIM o Tanzim al-Qaidah fi Bilad al-Maghrib al-Islami)
10. Associazione musulmana della Svezia (Sveriges muslimska Förbund, SMF)
11. Hizb al-Ummah (Partito Ummah o Partito della Nazione), nel Golfo e penisola arabica
12. Ansar al-Sharia in Libia (ASL, Partigiani della legge islamica)
13. Det Islamske Forbundet i Norge (Associazione islamica in Norvegia)
14. al-Qaida
15. Ansar al-Sharia in Tunisia (AST, Partigiani della Sharia)
16. Islamic Relief UK
17. Daash (SIIL)
18. Haraqat al-Shabab al-Mujahidin (HSM) in Somalia (Movimento Giovanile dei Mujahidin)
19. Fondazione Cordoba (TCF) in Gran Bretagna
20. al-Qaida nella Penisola Arabica (AQAP)
21. Boko Haram (Jamatu Ahlis Sunna Lidda'Awati Wal-Jihad) in Nigeria
22. Islamic Relief Worldwide (IRW) dei Fratelli musulmani globali
23. Jamat Ansar al-Sharia (Partigiani della Sharia) in Yemen
24. gruppo al-Murabitun (la Sentinella) in Mali
25. Tehrik-i-Taliban Pakistan (Movimento taliban del Pakistan)
26. Fratellanza Musulmana (MB), organizzazione e gruppi
27. movimento Ansar al-Din (difensori della fede) in Mali
28. battaglione Abu Dhar al-Ghifari in Siria
29. Jamah Islamya in Egitto (o Giamat al-Islamiya, Gruppo islamico, IG)
30. Rete Haqqani in Pakistan
31. brigate al-Tawhid (Brigata dell'unità, o del monoteismo) in Siria
32. Ansar Bayt al-Maqdis (ABM, sostenitori della Santa Casa e Gerusalemme), ora ribattezzati Wilayat Sinai (Provincia o Stato del Sinai)
33. Lashkar-e-Taiba (Soldati, o Esercito dei puri, o dei Giusti)
34. qatibat al-Tawhid wal-Eman (battaglione dell'Unità, o Monoteismo, e della Fede) in Siria
35. gruppo Ajnad Misr (Soldati d'Egitto)
36. Movimento islamico del Turkestan orientale in Pakistan (ETIM), o Partito Islamico del Turkestan (TIP), Movimento islamico del Turkestan (TIM)
37. qatibat al-Qadra in Siria (battaglione verde)
38. Majlis Shura al-Mujahidiin fi Aqnaf Bayt al-Maqdis (Consiglio della Shura dei Mujahidin di Gerusalemme, o MSC)
39. Jaish-e-Mohammed (Esercito di Maometto)
40. brigata Abu Baqr al-Siddiq in Siria
41. movimento Huthi in Yemen
42. Jaish-e-Mohammed (Esercito di Maometto), in Pakistan e India
43. compagnia Talha Ibn Ubaid-Allah in Siria.
44. Hezbollah al-Hijaz in Arabia Saudita
45. Mujahidin al-Honud in Kashmor/India (Mujahidin indiani, IM)
46. brigata Sarim al-Battar in Siria
47. Hezbollah nel Consiglio di cooperazione del Golfo
48. Emirato islamico del Caucaso (Emirato del Caucaso, jihadisti ceceni)
49. brigata Abdullah bin Mubaraq in Siria
50. al-Qaida in Iran
51. Movimento islamico dell'Uzbekistan (IMU)
52. Qawafil al-Shuhada (Carovana dei Martiri)
53. organizzazione Badr in Iraq
54. organizzazione Abu Sayaf nelle Filippine
55. brigata Abu Omar in Siria
56. Asaib Ahl al-Haq in Iraq (Lega dei Giusti)
57. Consiglio per le Relazioni Americano-Islamiche (CAIR)
58. brigata Ahrar Shamar in Siria (Brigata degli uomini liberi della tribù Shamar)
59. brigate Hezbollah in Iraq
60. organizzazione CANVAS di Belgrado, Serbia (o DEMOZ)
61. brigata Sarya al-Jabal in Siria
62. brigata Abu al-Fadl al-Abas in Siria
63. Muslim American Society (MAS)
64. brigata al-Shahba in Siria
65. brigata Yum al-Mawud in Iraq (Brigata del Giorno del Giudizio).
66. Unione internazionale degli Ulama (IUSM).
67. brigata al-Qaqa in Siria
68. brigata Amar bin Yasir
69. Ansar al-Islam in Iraq
70. Federazione delle organizzazioni islamiche in Europa
71. brigata Sufyan al-Thawri
72. gruppo Ansar al-Islam in Iraq (Partigiani dell'Islam)
73. Unione delle organizzazioni islamiche di Francia (L’Union des Organisztions Islamiques de France, UOIF)
74. brigata Ibad al-Rahman (Brigata dei Soldati di Dio) in Siria
75. Jabhat al-Nusra (Fronte della vittoria) in Siria
76. Muslim Association of Britain (MAB)
77. battaglione Umar Ibn al-Qatab in Siria
78. Haraqat Ahrar al-Sham al-Islami (Movimento islamico degli uomini liberi del Levante)
79. Società islamica della Germania (Islamische Gemeinschaft Deutschland).
80. battaglione al-Shayma in Siria
81. Jaysh al-Islam in Palestina (Esercito dell'Islam in Palestina)
82. Società islamica della Danimarca (Det Islamiske Trossamfund, DIT)
83. qatiba al-Haq (Brigata dei Giusti)
84. brigate Abdullah Azam
85. Lega dei musulmani del Belgio (Ligue des Musulmans de Belgique, LMB)
Alcune eccezioni degne di nota dalla lista degli Emirati Arabi Uniti sono Liwa al-Islam, coinvolta nell'attacco chimico nel Ghuta orientale, presso Damasco in Siria, e il cui capo supremo Zahran al-Lush ha collaborato strettamente con l'intelligence saudita dagli anni '80, e Harkat-ul-Jihad-al-Islam (HuJI) in Bangladesh, noto per operare anche in Myanmar. Un'altra esclusione degna di nota è la società di soccorso turca IHH, coinvolta nel contrabbando di armi ai "ribelli" in Siria con il pretesto dei "convogli di aiuti". L'IHH è designata organizzazione terroristica nei Paesi Bassi. Infine, da notare che il Gruppo combattente islamico libico, LIFG, non rientra nella lista. Il LIFG fu determinante nel rovesciamento del governo libico nel 2011, e il cui capo supremo Abdalhaqim Belhadj è a capo del consiglio militare di Tripoli. Il suo secondo, Mahdi al-Harati, nel 2012 guidò una brigata di 20000 libici in due grandi attacchi contro la Siria dalla Giordania.baghdadi-ciaTraduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora
sitoaurora | novembre 27, 2014 alle 10:53 | Etichette: agente d'influenzaagenti d'influenzaAl-QaedaAl-Qaeda Organization in the Islamic MaghrebArabia SauditaAsia del sud-ovestblack operationCentral Intelligence AgencyCIAcolonialismoconsiglio degli stati del golfocovert operationCovert OperationsDefense Intelligence AgencyDipartimento di Stato USAEgitto,EmiratiEmirati arabi unitiFalse flagfratellanza mussulmanafratellanza musulmanaFratelli mussulmaniFratelli musulmaniGladio-BGolfo Persicoguerra a bassa intensitàguerra asimmetricaguerra d'influenzaguerra d'intelligenceguerra di 4.ta generazioneguerra per procuraguerra psicologicaguerra settariaHamasImperialismoinfiltrazioneintegralismo,integralistiintelligenceIrakIraqislamismoislamistiislamo-atlantismoislamo-imperialismo,islamo-sionismoKuwaitlegione islamistaLibiaLibyan Islamic Fighting Groupmass mediaMedio orientemediorienteMediterraneomissioni segreteMuslim American SocietyNATOONG,Operation Gladiooperazioni coperteoperazioni occulteoperazioni psicologicheoperazioni specialiorganizzazioni terroristichePentagonopetroemiratipolitica occultaPropagandapsy-op,psy-opspsy-warpsyoppsyopspsywarrivoluzione colorataservizi di sicurezzaservizi segreti,settarismosfera d'influenzaSiriasocietà occultesocietà segretesovversionesovversivismo,spionaggioStati UnitistrategiataqfirismoterrorismoTerrorist OrganizationsterroristiUSA,vicino orientewahhabismoWashington DC | Categorie: Covert OperationImperialismo | URL:http://wp.me/p1qi5U-3oB