sabato 25 aprile 2015

foto di Franc Tence.     BOICOTA ISRAELE.....DAI UN PO DI SPAZIO ALLA TUA COSCIENZA

giovedì 23 aprile 2015

 
E’ LA SALUTE CIO’ A CUI DOBBIAMO ASPIRARE
Oggi, che tutto è ribaltato e brancoliamo dentro il buio di un mondo al contrario fatto di contraddizioni, illusioni, debolezze e becere dipendenze, anche il famoso motto di Giovenale “mens sana in corpore sano” si scontra, in maniere stridente con la realtà di una società di individui squilibrati e smarriti, tale da capovolgerne il senso e il suo significato ultimo. Per tanto, la salute mentale, non è più la risultante di un corpo sano, ma l’esatto contrario: “Un corpo sano in una mente sana”.
Gli individui, delle “moderne” società occidentali consumiste, sono afflitti da una infinita serie di disturbi, malesseri e patologie di natura organica e psicologica che ne compromettono ogni più remoto barlume di benessere e di autentica felicità. E’ sulla base di un tale parametro che si misura il grado di civiltà e di progresso di un popolo, venendo a mancare il quale, tutto si riduce a mera illusione, isteria e dipendenza. Mal di testa, emicranie, bruciori di stomaco, dolori articolari, insonnia, eiaculazione precoce, sterilità, emorroidi, obesità, stanchezza cronica, stitichezza, calvizie, psoriasi, disfunzioni tiroidee, celiachia, allergie, spasmi muscolari e coliti, non sono che il prodotto di uno stile di vita in totale contrasto e contraddizione con i reali bisogni dell’organismo umano che, per millenni, aveva tratto le sue risorse dai frutti di una natura incontaminata e prodiga, dispensatrice di sostanze dopanti, rigeneranti e curative.
Lo stress, una delle patologie più invalidanti dell’individuo moderno era, un tempo, completamente sconosciuto. Con Sigmund Freud, Carl Gustav Jung e compagnia bella, che attraverso la psicoanalisi e l’introspezione forzata, si propone di individuare le cause dei disturbi neurologici (e conseguenti somatizzazioni) dell’uomo tecnologico partorito dalla rivoluzione industriale, si apre la strada all’industria dello psicofarmaco che, ha fronte di profitti stellari, ha debilitato ulteriormente lo stato di salute dei soggetti in cura, acuendone il disagio e innescando un processo di decadimento e di dipendenza.
Nell’uomo di questo secolo maligno si è estinta l’osservazione, la percezione e la capacità di discernimento, avendo noi delegato al Sistema Bestia, ogni responsabilità oggettiva, personalismo e giudizio critico.
Tutto ciò che in realtà acquistiamo e consumiamo meccanicamente al mercato del Grande Malfattore, non è che la contraffazione sistematica di qualcosa che assomiglia vagamente alla sua forma originaria, ma che nella sostanza è un concentrato di estrogeni, ormoni, fertilizzanti, antiparassitari, antibiotici, “migliorativi”, pesticidi, aromi sintetici, coloranti, conservanti e tossine concentrate. 
Così un pollo non è un vero pollo, ma una mina vagante pronta a fare saltare il nostro sistema nervoso e destabilizzare quello immunitario, perché incapaci di decifrare e codificare la reale natura dei nuovi intrusi e di reagire di conseguenza.  Un tale pollo, non ha vissuto felice razzolando nell’aia fra oche, anatre, cani, conigli e gatti, ma dietro le sbarre fredde e angoscianti di un loculo metallico, beccando pattume industriale alla luce accecante di una lampada alogena. Come pensiamo di potere essere belli, in forma e felici, ingurgitando tali diavolerie?
Ma l’esempio del pollo è estendibile a qualsiasi prodotto, che sia animale e vegetale. Tutti noi, in verità, siamo quel pollo! Tristi e apatici, indolenti e flaccidi, frustrati e repressi, costretti dentro un limbo gelatinoso brulicante di paranoie, ansie e ipocondrie. Una vita apparente scandita ad ogni ora del giorno da acciacchi e  malesseri di ogni tipo e genere.
Per tanto, tutta questa montagna di merda tossica che con inaudita crudeltà, il liberismo relativista (in sfregio ad ogni principio etico e deontologico), spaccia per  buone e fatte con “l’amore della nonna”, finiscono per accanirsi sulla nostra esistenza e quotidianità, acuendo il nostro disagio fisico, morale e psicologico. E’ a questo punto che il Sistema Bestia estrae il suo ennesimo coniglio dal cilindro delle illusioni, indicandoci il nuovo miracoloso farmaco a cui ricorrere, peggiorando ulteriormente  la nostra condizione patologica e inducendoci alla assuefazione.
Come può sentirsi appagata un società che si alimenta di cose morte e infelici per definizione? Un’alimentazione alla quale, negli ultimi trent’anni (passo dopo passo), è stato sottratto ogni principio nutritivo, dopante e tonificante: una vera pacchia per l’industria della chimica, che al pari della televisione e della tecnologia, sono in assoluto le più grandi tragedie della storia del mondo, prima ancora dell’evento apocalittico che ha causato la scomparsa dei dinosauri, del biblico diluvio universale e delle epidemie di peste bubbonica.
Quanto potranno reggere ancora la frustrazione, l’odio, il rancore e la repressa vendetta covata nell’animo di milioni di individui infelici, prima di esplodere in tutta la sua apocalittica violenza?
Noi occidentali, in quanto a bellezza, forma e prestanza fisica (se paragonati alle popolazioni dei “paesi del terzo mondo”), siamo gli ultimi della lista. Creme, cremine, botulino, chirurgia estetica, diete, tapis roulant, cyclette e diavolerie meccaniche in offerta sui vari canali televisivi che promettono miracolosi risultati in tempi scandalosamente brevi (previa rimborso), non  sono che gli estremi tentativi di una società “alla frutta”, connotata da una singolare bruttezza, risultato ultimo di una inattività invalidante e della somatizzazione di ansie, paure e di un congruo numero di disturbi del sistema nervoso; effetti collaterali di una alimentazione necrofila.
La profonda consapevolezza di ciò che ci circonda e la capacità di immaginare una realtà diversa e opposta da quella che siamo soliti vivere, è la sola opzione che ci consente di decifrare i fatti della nostra esistenza, di analizzarli nella loro oggettività, prenderne atto, e decidere per la giusta scelta.
E’ la salute, dunque, ciò a cui dobbiamo aspirare! Lei, il dono dei doni! Una condizione di totale appagamento fisico, spirituale e sensoriale, che prescinde da ogni status, cultura e spazio temporale. Si, la salute, dispensatrice di gioia e creatività, fonte di solidarietà e di pace, forza generatrice di un progresso compatibile con i bisogni della comunità, sinonimo di libertà e di tolleranza, di volontà e di speranza - intrinsecamente moderna nel suo significato più corretto, rivoluzionaria, liberatoria, ascetica e divinatoria. L’esatto contrario, delle nostre “moderne” società, malate e in cancrena, oppresse e frustrate da quella persistente sofferenza esistenziale e corporale che ci preclude ogni barlume  di vera felicità, alimentando l’odio, il rancore negli uomini e la loro sete di vendetta.

mercoledì 25 febbraio 2015

secondo i cubani.......



Un anno dopo il Maidan

guerra
Ci sono ancora questioni da risolvere: chi erano responsabili per gli attacchi contro i manifestanti e la polizia, hanno rispettato le promesse che i protestanti utilizzati per mobilitare l'opposizione?
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Grecia e altre tragedie europee

Tavola rotonda logo
La tavola rotonda spazio analizzare i negoziati tesi tra la Grecia e la troika europea, il pericolo di conflitto militare in Ucraina e altri argomenti di interesse Regione
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domenica 15 febbraio 2015

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ERAVAMO NATI PER COMBATTERE

[Alcune considerazioni su...]

ERAVAMO NATI PER COMBATTERE

Lo dico subito e in modo brutale. Chi pensa che le prossime righe siano autocommiserazione, può scoparsi la madre, o, se donna, succhiare l’uccello al padre. E se sono già morti, meglio.
Prendete Charles Baudelaire, strappategli dalle mani il manoscritto de I Fiori del Male dopo sedici anni di suo lavoro. Scribacchiate le ultime 10 righe e metteteci la vostra firma. Lo pubblicate e diventate celebri, poeti, sarete riconosciuti come padri della letteratura moderna. Cacciatelo nel dimenticatoio quel Baudelaire.
Poi andate da lui e ditegli: “Ma dai, cosa conta, non te la prendere, in fondo nella vita conta l’amore, l’amore è tutto, torna da tua moglie, dalla tua donna, dal tuo uomo, dai tuoi figli, da chiunque, e vivi d’amore…”. E se lui vi taglia la gola ha ragione.
L’amore che è tutto, tutto!, è una favola, e la possiamo raccontare a tanta brava gente per cui è vera, lo è. Ma sapete, c’è chi esce dalla vagina della propria madre con un elmo, una lancia e uno scudo, day one, primo respiro. Il suo destino è combattere, è nato per quello, inutile. Sì, ha un cuore e lo usa eccome, ma per combattere.
Ora, dopo una vita di fendenti, tagli, sangue, dolore, polvere, grida, rischio di morte, predete questo guerriero e spogliatelo di tutte le sue battaglie, rubategli ogni passo conquistato, le armi, il nome, e date ogni suo alloro a un altro, o ad altri, che si pareranno al Circo Massimo sulle bighe dai 10 cavalli e la folla che gli grida onori. Poi andate da quel guerriero abbandonato in ginocchio e ditegli “Ma dai, cosa conta, non te la prendere, in fondo nella vita conta l’amore, l’amore è tutto, torna da tua moglie, dalla tua donna, dal tuo uomo, dai tuoi figli, da chiunque, e vivi d’amore…”.
Sì, sì, eravamo guerrieri, eravamo. Prima dei ladri.

Paolo Barnard,

sabato 14 febbraio 2015

N........ O......... T.......... I ............ Z .......... I ........... E.......