
Una lezione per il mondo
3 ottobre 2010 | Autore: Lino Bottaro
DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research
Di recente, i potentati non eletti della Commissione Europea, noti per essersi sempre opposti alla diffusione di organismi geneticamente modificati (OGM) nell’agricoltura dell’UE, hanno dimostrato un cambiamento di direzione. Ad approvare l’adozione degli OGM, al fianco del presidente della commissione europea, ci sarà il nuovo Commissario all’Ambiente, il revisore contabile maltese John Dalli. L’ex Commissario all’Ambiente, il greco Staros Dimas, era, invece, un feroce oppositore degli OGM. Anche il governo cinese ha comunicato che potrebbe approvare una varietà di riso OGM. Prima che le cose si evolvano troppo, farebbero bene a osservare più attentamente ciò che succede negli USA, dove le colture geneticamente modificate sono tutt’altro che positive, anzi.
Ciò che viene meticolosamente nascosto da Monsanto e da altre aziende operanti nell’agribusiness, che pubblicizzano colture modificate geneticamente come alternativa a quelle convenzionali, è il fatto che in tutto il mondo, fino ad oggi, le colture OGM sono state utilizzate e brevettate solo per due motivi, il primo dei quali è la tolleranza ai velenosissimi erbicidi chimici al glifosate, che Monsanto e altri costringono gli agricoltori a comprare, come condizione per poter utilizzare i loro semi OGM. La seconda ragione è la resistenza a dei particolari insetti. Contrariamente ai miti promossi dai giganti dell’agribusiness per soddisfare i loro interessi, non esiste un seme OGM in grado di assicurare un raccolto più ricco o che richieda meno erbicidi chimici tossici. Questo semplicemente perché non porterebbe alcun profitto.
Il disastro delle super erbacce
Come ha notato l’illustre biologa e oppositrice agli OGM, la Dott. ssa Mae-Wan Ho, dell’ Institute of Science di Londra, le aziende come Monsanto rendono i semi immuni agli erbicidi, grazie a un gene non sensibile al glifosate, che codifica l’enzima colpito dall’erbicida. L’enzima deriva da un batterio del suolo, l’Agrobacterium tumefaciens. L’immunità agli insetti è dovuta a una o più tossine derivanti dal batterio del suolo BT (Bacillus thuringiensis). Gli Stati Uniti hanno iniziato la coltivazione su larga scala di piante geneticamente modificate, soprattutto soia, grano e cotone, intorno al 1997. Oggi, le colture genericamente modificate occupano tra l’85% e il 91% delle aree coltivate con le tre colture principali degli USA, che sono appunto la soia, il grano e il cotone, per un totale di circa 70 milioni di ettari.
SEGUE SU STAMPA LIBERA.IT (interessante !)
Nessun commento:
Posta un commento