martedì 22 marzo 2011

NON A CASO.....VI PARE? Terremoti, Guerre con armi che lasciano distruzione e morte per generazioni! FANTASCIENZA?


La distruzione della natura è voluta
La scomparsa della natura è inevitabile, poiché voluta dal nuovo potere economico. Perché ?
Per 3 ragioni :
1 &endash; La scomparsa della natura e l'aumento dell'inquinamento renderanno gli individui ancora più dipendenti del sistema economico per la loro sopravvivenza, e permetteranno di generare nuovi profitti (tra i quali un consumo crescente di medicine e prestazioni medicali,…)
2 &endash; Tra l'altro, la natura è una referenza di un altro ordine, quello dell'Universo. La contemplazione della bellezza e della perfezione di quest'ordine è potenzialmente sovversiva: porta l'individuo a respingere la bruttezza degli ambienti urbani, e a mettere in dubbio l'ordine sociale che dovrebbe essere l'unica referenza. L'urbanizzazione dell'ambiente permette di collocare le popolazioni in uno spazio totalmente controllato, sorvegliato e dove l'individuo si trova immerso in una proiezione dell'ordine sociale.
3 &endash; Infine, la contemplazione della natura incita al sogno e intensifica la vita interiore degli individui, sviluppando la loro sensibilità e quindi il loro libero giudizio.
Smettono insomma di essere affascinati dalle merci, sviano dai programmi televisivi che dovrebbero guardare e che dovrebbero rimbecillirli e controllare il loro spirito. Sprigionati dalle loro catene, potrebbero incominciare a pensare che un'altra società è possibile, fondata su altri valori che non siano il profitto e il denaro.

Tutto quello che può portare un individuo a pensare e a vivere con la propria testa è potenzialmente sovversivo. Il più grande pericolo per l'ordine sociale è la spiritualità che porta l'individuo a rimettere in gioco il proprio sistema di valori e quindi il proprio atteggiamento, andando contro valori ed atteggiamenti inculcati dal condizionamento sociale.
Per l'equilibrio del "nuovo ordine sociale", tutto quello che permette un risveglio della spiritualità deve essere eliminato.


Le alternative dell'ultima speranza

Per non essere definitivamente esclusi dal gioco, le contro-organizzazioni del potere economico (sindacati, associazioni di consumatori, movimenti ecologici) devono rispondere piazzandosi allo stesso livello di organizzazione, quello mondiale e non più nazionale, unificandosi e sincronizzando le loro azioni, alla scala di gruppi di Stati avendo un peso sufficiente nei flussi economici mondiali.
Rimane poco tempo per agire, dato che tutti i mezzi di controllo necessari ad una dittatura mondiale sono già innescati.



2000 anni di storia

Durante i due ultimi millenni, l'umanità ha attraversato quattro ere successive marcate da quattro forme diverse di potere politico:
1 - L'era delle tribù
Potere esercitato a secondo della forza (e più raramente a secondo della saggezza o della conoscenza). Come per vari gruppi animali, il potere spetta al "maschio dominante".
 

2 - L'era degli imperi e dei reami
Potere ereditario. Appare la nozione dello stato.
 

3 - L'era degli stati-nazione
Ea lanciata dalla monarchia parlamentare in Gran Bretagna nel 1689, dalla rivoluzione francese nel 1789, e dalla fondazione degli Stati Uniti.
In uno stato-nazione, il potere non è più ereditario, ma esercitato da dirigenti che dovrebbero essere i rappresentanti del popolo, e scelti tramite delle elezioni (stato-nazione democratico), o tramite un sistema di voto nel seno di un partito unico (stato-nazione totalitario).
 

4 - L'era dei conglomerati economici
Era iniziata nel 1954 , messa in funzione negli anni '70 e '80, e completamente operazionale dagli anni 90.
Il potere non vi è più di tipo rappresentativo o elettivo, e non è più localizzato geograficamente (contrariamente alle tribù, i reami, e i stati-nazione).
E' esercitato direttamente da quelli che controllano il mercato finanziario e la produzione di merci. Gli strumenti di questo potere sono il controllo della tecnologia, dell'energia, del denaro, e dell'informazione.
Come ogni nuova forma di potere, si erige sostituendosi al potere precedente destinato a scomparire.
Infine questo nuovo potere è globale, planetario. Non ha quindi ne alternativa, ne scappatoia. Costituisce un nuovo livello di organizzazione della civilizzazione, una specie di super-organismo.

La risoluzione dei grandi problemi economici, sociali ed ecologici necessitano dell'avvenimento di una forma di potere globale. D'altronde l'unificazione del mondo per via dell'economia, e il declino degli stati-nazione sono stati in parte decisi per una nobile causa: rendere impossibile una nuova guerra mondiale che, all'era atomica, significherebbe la fine della civilizzazione.

Ma la questione è di sapere al servizio di quali obiettivi e di quali interessi è volto questo potere globale, da chi deve essere esercitato, e da quale contro-potere deve essere equilibrato e controllato.
La globalizzazione non è una cosa negativa in sé. Potenzialmente potrebbe permettere una forma di pace mondiale, durevole e una miglior gestione delle risorse. Ma se continua ad essere organizzata al beneficio di una minorità di persone e se conserva la sua attuale direzione neo-liberale, non tarderà ad instaurare una nuova specie di totalitarismo, il commercio integrale degli esseri viventi, la distruzione della natura, e una forma inedita di schiavitù.

Sylvain Timsit 
© Syti.Net 1998

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