La distruzione della natura è volutaPer 3 ragioni : 1 &endash; La scomparsa della natura e l'aumento dell'inquinamento renderanno gli individui ancora più dipendenti del sistema economico per la loro sopravvivenza, e permetteranno di generare nuovi profitti (tra i quali un consumo crescente di medicine e prestazioni medicali,…) 2 &endash; Tra l'altro, la natura è una referenza di un altro ordine, quello dell'Universo. La contemplazione della bellezza e della perfezione di quest'ordine è potenzialmente sovversiva: porta l'individuo a respingere la bruttezza degli ambienti urbani, e a mettere in dubbio l'ordine sociale che dovrebbe essere l'unica referenza. L'urbanizzazione dell'ambiente permette di collocare le popolazioni in uno spazio totalmente controllato, sorvegliato e dove l'individuo si trova immerso in una proiezione dell'ordine sociale. 3 &endash; Infine, la contemplazione della natura incita al sogno e intensifica la vita interiore degli individui, sviluppando la loro sensibilità e quindi il loro libero giudizio. Smettono insomma di essere affascinati dalle merci, sviano dai programmi televisivi che dovrebbero guardare e che dovrebbero rimbecillirli e controllare il loro spirito. Sprigionati dalle loro catene, potrebbero incominciare a pensare che un'altra società è possibile, fondata su altri valori che non siano il profitto e il denaro. Tutto quello che può portare un individuo a pensare e a vivere con la propria testa è potenzialmente sovversivo. Il più grande pericolo per l'ordine sociale è la spiritualità che porta l'individuo a rimettere in gioco il proprio sistema di valori e quindi il proprio atteggiamento, andando contro valori ed atteggiamenti inculcati dal condizionamento sociale. Per l'equilibrio del "nuovo ordine sociale", tutto quello che permette un risveglio della spiritualità deve essere eliminato. |
Le alternative dell'ultima speranza
Per non essere definitivamente esclusi dal gioco, le contro-organizzazioni del potere economico (sindacati, associazioni di consumatori, movimenti ecologici) devono rispondere piazzandosi allo stesso livello di organizzazione, quello mondiale e non più nazionale, unificandosi e sincronizzando le loro azioni, alla scala di gruppi di Stati avendo un peso sufficiente nei flussi economici mondiali.
Rimane poco tempo per agire, dato che tutti i mezzi di controllo necessari ad una dittatura mondiale sono già innescati.
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2000 anni di storia
Durante i due ultimi millenni, l'umanità ha attraversato quattro ere successive marcate da quattro forme diverse di potere politico:
1 - L'era delle tribùPotere esercitato a secondo della forza (e più raramente a secondo della saggezza o della conoscenza). Come per vari gruppi animali, il potere spetta al "maschio dominante". 2 - L'era degli imperi e dei reami Potere ereditario. Appare la nozione dello stato. 3 - L'era degli stati-nazione Ea lanciata dalla monarchia parlamentare in Gran Bretagna nel 1689, dalla rivoluzione francese nel 1789, e dalla fondazione degli Stati Uniti. In uno stato-nazione, il potere non è più ereditario, ma esercitato da dirigenti che dovrebbero essere i rappresentanti del popolo, e scelti tramite delle elezioni (stato-nazione democratico), o tramite un sistema di voto nel seno di un partito unico (stato-nazione totalitario). 4 - L'era dei conglomerati economici Era iniziata nel 1954 , messa in funzione negli anni '70 e '80, e completamente operazionale dagli anni 90. Il potere non vi è più di tipo rappresentativo o elettivo, e non è più localizzato geograficamente (contrariamente alle tribù, i reami, e i stati-nazione). E' esercitato direttamente da quelli che controllano il mercato finanziario e la produzione di merci. Gli strumenti di questo potere sono il controllo della tecnologia, dell'energia, del denaro, e dell'informazione. Come ogni nuova forma di potere, si erige sostituendosi al potere precedente destinato a scomparire. Infine questo nuovo potere è globale, planetario. Non ha quindi ne alternativa, ne scappatoia. Costituisce un nuovo livello di organizzazione della civilizzazione, una specie di super-organismo. La risoluzione dei grandi problemi economici, sociali ed ecologici necessitano dell'avvenimento di una forma di potere globale. D'altronde l'unificazione del mondo per via dell'economia, e il declino degli stati-nazione sono stati in parte decisi per una nobile causa: rendere impossibile una nuova guerra mondiale che, all'era atomica, significherebbe la fine della civilizzazione. Ma la questione è di sapere al servizio di quali obiettivi e di quali interessi è volto questo potere globale, da chi deve essere esercitato, e da quale contro-potere deve essere equilibrato e controllato. La globalizzazione non è una cosa negativa in sé. Potenzialmente potrebbe permettere una forma di pace mondiale, durevole e una miglior gestione delle risorse. Ma se continua ad essere organizzata al beneficio di una minorità di persone e se conserva la sua attuale direzione neo-liberale, non tarderà ad instaurare una nuova specie di totalitarismo, il commercio integrale degli esseri viventi, la distruzione della natura, e una forma inedita di schiavitù.
Sylvain Timsit
© Syti.Net 1998 |


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