
LA FINE DEL MONDO IN DIRETTA TV – LE
RAGIONI DEI MAYA –
“Il pianeta soffre e gioisce, si rasserena
e si spaventa, perdona e grida vendetta” Come qualsiasi cellula pulsante,
reagisce agli attacchi esterni che intendono violare, profanare e
destabilizzare la sua natura, fino a riconoscere la causa per poi, in seguito,
sopprimerla”
Inciso
Ci vuole etica nei comportamenti, senza la
quale non può esistere la vita. La nostra esistenza è l’estensione
dell’impianto etico e non il contrario. Prima fu l’etica e poi, la vita che
conosciamo, in tutte le sue forme. La fine prossima e imminente delle società
moderne (e degli effetti apocalittici sugli individui), è il logico e
conseguente effetto innescato dalla scomparsa dei principi etici, regolatori e
sentinelle di quel sofisticato meccanismo di pesi e contrappesi che, da sempre,
armonizzava un TUTTO, con il resto dell’universo.
La perdita di punti di riferimento, il
disastro ambientale, la deriva morale, la contraffazione della realtà, la
violazione, la mistificazione, la paura e il tormento psichico, sono indice di
un’umanità svuotata dalla sua originaria natura e significato. Tutto ciò che è stato privato della sua vera essenza,
presto o tardi, si auto-estinguerà.
Davanti
ad un tale olocausto di valori e di principi, gli spiriti protettori di ogni
forma vivente hanno battuto in ritirata, lasciando l’uomo, solo per sempre.
Per
questi motivi, ogni capacità di giudizio, è stata definitivamente rimossa. Gli
uomini non sanno più distinguere il giusto dall’iniquo, la verità dalla
menzogna, l’ambrosia dal veleno.
Quella
che crediamo sia la nostra conoscenza (del tutto incapace di attingere ad una
realtà oggettiva e assoluta), è la risultante di un relativismo perverso le cui
metastasi hanno irrimediabilmente compromesso ogni più remota possibilità di
riscatto.
Lo spirito che dimora
dentro ogni cosa visibile e non, è l’espressione della fertilità e dell’energia
cosciente, in assenza delle quali, non c’é che illusione, follia e caos.
Lo
spirito dell’uomo, interagisce e, in genere, simpatizza con tutti gli altri
spiriti del creato, ma in modo particolare e costante, con gli spiriti della
terra, delle acque, degli alberi e delle erbe.
E’ una
vera e propria simbiosi; uno scambio mutualistico, attraverso il quale si
nutrono, si evolvono e si moltiplicano.
Quella
che, oggi, definiamo una “depressione”, in sintesi, non è altro che il
drammatico scollamento che, la “modernità”, ha prodotto fra l’uomo e la natura
e quindi, fra le varie e infinite entità spirituali.
Il
futuro dell’umanità, è stato divorato dalla voracità di un presente ipertrofico
che, come un buco nero, travolge nel suo vortice le nostre esistenze.
Proprio
in ragione di queste mie ultime considerazioni, posso affermare, con la
certezza e il disincanto di chi ancora sa interpretare i segnali del cielo,
ascoltare il tormento straziante degli spiriti della terra e le loro promesse
di vendetta, che la fine di questo mondo, come tale, è oramai prossima.
Le
ragioni dei maya.
Non so dire se esista un collegamento, un parallelo
o un’interazione fra la mia previsione e quella dei maya, ma è singolare e
straordinario che si determino e coincidano nello stesso spazio temporale e con
una precisione che è, a dir poco, disarmante.
Vorrei iniziare col dire che
il calendario Maya, redatto da sacerdoti in veste di astronomi, filosofi e
scienziati, è talmente preciso, che l'eclissi solare dell'11 agosto 1999 si è
verificata con 33 secondi di ritardo rispetto al tempo previsto dai Maya -
previsione fatta intorno al 3.000 a.C.!
Non è corretto parlare di
profezie Maya, ma delle previsioni, delle descrizioni di ciò che sta avvenendo,
e non di ciò che avverrà; è l'evoluzione (cammino, percorso) dell'uomo, che si
sviluppa e muta dentro un ciclo che inizia e che poi finisce, per dare l’avvio
a un nuovo ciclo che, in seguito, tramonterà. E’ il cadenzare armonioso e
perfetto delle logiche e delle regole imperiture e imperscrutabili che, fin
dall’alba dei tempi, immutabili, consacrano le ragioni, di quel Mistero
Infinito che, solo le menti superiori di un tempo remoto, congiunte a una
passione ascetica, erano in grado di codificare.
Secondo le previsioni maya, già dal 1992 l'umanità vive
nell'ultimo Katun (cioè gli ultimi 20 anni) - un tempo molto importante, perché
è il tempo della conclusione del ciclo – il termine dei famosi 25.625 anni, che
coincide con la fine di un’epoca e non con la fine del mondo. Questo ultimo
tempo di 20 anni, viene chiamato (dai Maya) "il tempo del non tempo"
– quello spazio crepuscolare in cui non è giorno e non é notte, ma é prima
dell'alba.
Nel calendario maya, ciascun ciclo del
Lungo computo temporale, corrisponde ad un'era del mondo; il passaggio da
un'era all'altra è segnato da catastrofi e distruzioni. Il ciclo, attualmente
in corso, ha avuto inizio il 6 settembre del 3114 avanti Cristo ed è
molto vicino al termine: il nuovo ciclo inizierà appunto il 22 dicembre del
2012. Sabato 21 dicembre sarà dunque,
l'ultimo giorno del vecchio ciclo, e questo il motivo e le ragioni, di tanta
preoccupazione e apprensione. Lo scopo principale del
calendario, non era quello di stabilire con precisione le date degli
avvenimenti (profezie), ma di raccordare le azioni degli uomini e dei capi
Maya, con tutto il movimento dell'universo. L'azione doveva fondersi e
armonizzare con l'equilibrio universale e le decisioni dei Re, sincronizzarsi
con i ritmi cosmici. L’equilibrio era alla base di ogni decisione e relativo ai
movimenti riportati nel calendario.
La nostra epoca moderna (partorita dai fumi necrofili e
necrotizzanti della rivoluzione industriale), momento storico, pervaso di odio,
di paura e di schiavitù (materiale e psicologica), terminerà quando finirà
l'ultimo Katun e, precisamente: sabato 22 dicembre 2012. Entro questa data
dobbiamo fare in modo di ritornare ad essere uomini pensanti e consapevoli.
L'uomo dovrà rivoluzionare se stesso, il proprio pensiero e riaccordarsi a quel
ritmo cosmico sincrono, per
mettersi a passo con l’armonia dell'universo. Dovrà comprendere che il
tutto è vivo e che egli, è parte del tutto, nonostante l’impresa (visti i
presupposti) appaia inattuabile e impraticabile.
Oggi, il nostro pianeta é simile a un
infinito campo minato, disseminato di bombe atomiche e centrali nucleari –armi
batteriologiche e chimiche - raggi laser e chissà quali altre migliaia di
diavolerie tecnologiche. La possibilità che questo luna park dell’orrore
(presto o tardi e per i motivi più stupidi e banali) possa esplodere, è una
circostanza reale. Sommata poi, a tutta quella montagna di nefandezze e
contaminazioni che, quotidianamente, minano la nostra esistenza, viene comprensibile
e ragionevole pensare come, questa “profezia”, o meglio, questo computo
temporale dei Maya, abbia così suggestionato e allarmato gli uomini di oggi. Se i maya, avessero anticipato di solo di cent’anni prima, le loro
previsioni (1912 -un batter di ciglia nella storia dell’universo), nessun uomo
del tempo, le avrebbe mai prese per attendibili, ritenendole farneticanti e
prive di qualsiasi fondamento. Ma
nell’arco di un solo secolo, i Fanatici della Rivoluzione Industriale, sono
stati in grado di produrre un tale scempio e orrore, da dovere interpretare
quella profezia in un atto dovuto; evento catartico, di purificazione e di
espiazione, auspicabile e necessario. I cicli, dunque, si devono chiudere, in
virtù di logiche e regole, che esulano dalla nostra capacità di comprensione e
portata, in netta antitesi con la visione egocentrica dell’uomo di questo
secolo, che ha tradito ogni buon senso e impulso creativo e rigeneratore. In
verità, ci siamo già, dentro la catastrofe, al centro di un’esplosione senza
precedenti che azzererà, per sempre, la storia/non storia, dell’era
tecnologica, atea e pagana. Tutti noi, oggi, in
virtù della tecnologia, potremo assistere alla totale distruzione del pianeta,
in tempo reale, standocene comodamente seduti nel salotto di casa, con un
cellulare nella mano destra, e una merendina velenosa nella sinistra.
LE CAUSE
L’Energia profonda che ci ostiniamo (contro ogni logica)
ad estrarre dal sottosuolo, è di natura maligna e quindi distruttiva. L’Energia
Alta, è di natura divina: creatrice e salvifica. I maya avevano
sviluppato la conoscenza pura,
attraverso le arti (ormai estinte) dell’osservazione didattica, della
contemplazione trascende e dell’intuizione profetica. Come tante altre,
illuminate civiltà passate, erano tesi all’espansione spirituale e universale
verso fuori, dalla quale attingevano forza, ingegno e la consapevolezza della
necessità della morte, come momento di congiunzione con l’infinito. L’inferno quotidiano che, oggi, sta
divorando i residui barlumi di felicità e di speranza di un’umanità smarrita
(defraudata da ogni principio etico e morale e avvolta dalle tenebre di una
persistente paura esistenziale), è l’ovvia conseguenza indotta dal superamento
dei ragionevoli limiti, oltre i quali, ogni felicità e conoscenza trasfigurano
in follia e paura. Questa subdola “modernità “ne è la conferma inopinabile – la
prova del nove che prescinde da ogni altra considerazione. Petrolio, gas,
carbone e minerali/materiali radioattivi che, come in preda ad un’arsura
nevrotica, abbiamo sottratto (senza sosta), al sottosuolo terrestre, sono la
rappresentazione iconografica della nostra Fine, in cambio della quale abbiamo
barattato la nostra anima e il futuro delle nuove generazioni.
Abbiamo
scoperchiato il “vaso di Pandora” e liberato quella maledetta energia che, la
Volontà creatrice aveva, da sempre, sotterrato e imprigionato sotto i nostri
piedi. Così ogni cosa è stata contaminata e violata; ogni acqua, ogni terra,
ogni aria e ogni filo d’erba. Il cuore dell’uomo si è incenerito sotto la luce
rovente della modernità e, le passioni, i sogni, i sentimenti, atmosfere ed
emozioni, si sono dissolte come fumo nel vento. Avremmo dovuto rivolgere il
nostro sguardo al cielo, sull’esempio delle grandi e profetiche civiltà del
passato, e seguirne il cammino intrapreso, con la necessaria umiltà, deferenza
e il dovuto timore.
La Rivoluzione Industriale, si è presto trasformata in una
rovente fucina dove, Satana in persona, a forgiato a sua immagine e
somiglianza, l’originaria natura umana, depotenziandola da ogni slancio
creativo e passionale.
I maya, che avevano elaborato sistemi
matematici piuttosto semplici ma realistici, (osservando l'universo,
interpretando i segnali della
terra, confrontandoli e comparandoli con i dati relativi al loro passato),
offrivano sicuri risultati profetici. Da una parte c'e "L'UOMO"
intento a manipolare e codificare a proprio piacimento cio' che lo circonda,
nel vano tentativo di sottomettere la natura terrestre, dall'altro ci sono
le leggi universali (per noi lettera morta) , ma che i Maya evidentemente
studiavano e, sicuramente, comprendevano.
I detrattori delle “teorie della Fine”,
sono gli stessi che la Fine l’hanno prodotta, sostenuti da una moltitudine di
allocchi, abbagliati dalle subdole lusinghe di una “modernità” che prometteva potere, denaro, vizio,
perversione e immortalità. Io che, da lungo tempo, interpreto i segnali
allarmanti e i sempre più ricorrenti scricchiolii del Sistema Bestia, non che il diramarsi di tutte le sue
metastasi sul tessuto connettivo sociale so, con la matematica certezza che é
propria della logica elementare, che siamo prossimi ad un evento catastrofico
di portata planetaria. Imputare tutto ciò a cause naturali, come, terremoti,
eruzioni vulcaniche, maremoti o inondazioni bibliche, sinceramente, non lo
posso sostenere. Ma se avessimo l’onestà, la consapevolezza e il rigore morale,
per riconoscere tutte le atrocità inferte dall’uomo moderno alla madre terra,
in questi due secoli, non ci sarebbe da stupirsi. Il pianeta è vivo; ha una sua
anima e un suo cuore – una coscienza e un suo onore da preservare. Il pianeta
soffre e gioisce, si rasserena e si spaventa, perdona e grida vendetta. Come
qualsiasi cellula pulsante, reagisce agli attacchi esterni che intendono
violare, profanare e destabilizzare la sua natura, fino a riconoscere la causa
per poi, in seguito, sopprimerla. Per tutto questo, l’ipotesi di un collasso
terrestre, è più che probabile. La terra e' un tutt’uno con l'universo
"visibile, ed invisibile e, ogni cosa, interagisce con il resto, secondo
il principio di “causa effetto”. Questo principio non si applica solo alle leggi
della fisica, ma anche alla sequenza di azioni e situazioni che costellano la
nostra vita. Per tanto, la nostra situazione attuale, dipende dalle cause
che abbiamo posto nel passato, così, come dalle cause che poniamo nel presente,
dipenderà la nostra situazione futura. Naturalmente, il risultato della nostra
attuale condizione non sarà solo relativo a ciò che noi abbiamo fatto in
passato, ma anche dipendente da ciò che altri hanno fatto. I comportamenti
degli altri, dunque, sono condizionati dai nostri – da quelli di tutti noi. In
breve, siamo il riflesso di ciò che siamo stati e, dal nostro presente,
dipenderà il nostro futuro. Se intendiamo riparare ad una azione negativa
del passato, dovremmo domandarci cosa possiamo fare ora, sia per correggere la
situazione creata, sia per migliorare le nostre azioni future. Il presente,
dunque, è il nostro terreno di coltura, dove mettere a dimora gli insegnamenti
del passato per poi raccogliere i frutti, del prossimo futuro. Modificando il
nostro pensiero, l’atteggiamento e, quindi, le nostre azioni, l’ambiente che ci
circonda, si adeguerà a sua volta.
Se proviamo ad immaginare la profezia dei
maya, attualizzandola, la prima cosa che viene in mente è il global warming:
innalzamento degli oceani. C'è chi crede che l'acqua
sommergerà il mondo, per via di quel nuovo quinto elemento sprigionato dagli
esperimenti del Large Hadron Collider che, guarda caso, stanno per
iniziare a Ginevra, e che saranno pienamente effettivi proprio intorno al 2012.
Sono in molti, oggi,
a non credere alla possibilità che, la terra stia per collassare.Una seconda
categoria di fanatici e cultori di profezie, al contrario, è convinta della
prossima fine del mondo (apocalisse). Quelli come me, un’estrema minoranza di
osservatori sereni e disincantati sanno, con matematica certezza che, presto,
il sistema Liberista Relativista imploderà su se stesso e dolore, follia e
morte, si spartiranno questa terra. Una quarta e affollata categoria, che
chiamerei, di androidi zombeggianti (diversamente da tutte le altre), vive la
realtà, come una sorta di moderno paradiso terrestre, condividendone ogni
mostruosità, e respirandone ogni fetore. Sono gli stessi che hanno prodotto la
fine.
Gianni Tirelli
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