sabato 24 dicembre 2011

UN NECESSARIO COLPO DI SPUGNA


                     

Batteri per la cultura


UN NECESSARIO COLPO DI SPUGNA

Di tutta l’inquietante faccenda politica di questi anni, la cosa davvero rivoltante non è tanto Silvio Berlusconi del quale il mondo intero conosce, vita, morte e miracoli, ma dei milioni di “lavoratori dipendenti e di pensionati” che lo hanno votato, sostenuto e acclamato condividendo virtualmente con lui, privilegi, miserie e sregolatezza sull’onda di un fanatismo autolesionista tipico dei regimi autoritari.

Oggi che il paese é con le pezze al culo e dopo averlo portato alla bancarotta, si avventano come iene contro le decisioni e il rigore di Mario Monti chiedendone la testa - Lui che non può fare altro che rimediare in tutta fretta ai disastri causati da un “signore” che ha anteposto i suoi fatti personali e privati al bene comune e allo stato di diritto. Un comportamento a dir poco grottesco ma che da un quadro esatto e inopinabile di quale “pasta” sia fatta questa gente.

“Chi è causa del proprio mal pianga se stesso” tanto più se ci si è resi responsabili e complici di un tale disastro! Ben gli sta, dunque, la mazzata sulle pensioni e tutto il resto!!! E che serva in futuro da lezione a tutti.

E’ del resto implicito, che altrettanti “lavoratori dipendenti e pensionati” che hanno sempre fatto la loro parte, vada tutto il mio sostegno e commossa comprensione pur non essendo tali valori di alcuna utilità pratica.
Dobbiamo però tenere ben presente che quando lotti, ti sacrifichi e dai la vita nel nome di un diritto, devi mettere nel conto che lo stai facendo per tutti, anche per coloro che non hanno mai mosso un dito per cambiare lo stato delle cose (i parassiti) e altri che ti hanno contrastato con forza e che, in seguito, approfitteranno di tali conquiste sociali pretendendole come il frutto di una loro personale battaglia politica. Ma questa è la vita!!!  

Adesso che Leghisti e Libertini non sono più al governo, fanno “i comunisti” e si ergono a cavalieri di giustizia e di equità sociale, confermando in toto la loro indole laida e cialtrona.
Quando sedevano in parlamento, con il culo ben saldo alle loro poltroncine, come patelle allo scoglio non hanno fatto nulla per riformare questo paese, e affermare uno stato di diritto che si possa definire tale.

Il leghismo bossiano è stata le peggiore sciagura che poteva capitare alla gente del Nord e che a tempo debito, la Storia, giudicherà in ragione delle sue implicazioni sulla società.
Un’idea ignorante che ha cavalcato il chiacchiericcio inconcludente e retorico da bar dello sport e da osteria, dando così fuoco alle polveri di una sub/cultura, da sempre emarginata e relegata (a ragione) nei bassifondi della società e dell’umanità.
Una tale inaspettata visibilità ha colto di sorpresa gli increduli “truzzi” che subito si sono attivati, organizzati al fine così di riscattare quello stato di ignavia e di analfabetismo esistenziale che da sempre aveva caratterizzato la loro poco virtuosa esistenza.

Il leghismo, di fatto, non è stato che una bieca speculazione che ha cavalcato un disagio fisiologico, agendo sugli istinti più bassi degli individui, a fronte di promesse di libertà, lavoro e indipendenza. Un opera di raggiro, bene organizzata e priva di qualsiasi fondamentale e ragionevolezza e che a breve (e già se ne vedono gli effetti) sarà travolta dall’evidenza di un fallimento annunciato e totale. Una messinscena carnevalesca che nonostante le tante eccezioni, i distinguo e le prese di distanza, ha conferito alle regioni del nord quel marchio d’infamia che le definisce razziste, xenofobe e secessioniste. “Tutti i nodi (prima o poi) vengono al pettine”.

“La democrazia è distrutta, altro che sospesa”, ribatte Calderoli alle parole di Napolitano, omettendo volutamente le responsabilità della Lega secessionista, in questa operazione di smantellamento delle regole civili e democratiche.
     
Silvio Berlusconi, definisce il nuovo governo in carica, un’anomalia!! Proprio lui, il padre di tutte le anomalia possibili, immaginabili e inimmaginabili – un concentrato di menzogna, incompetenza e demenza senile che non ha riscontri il tutta la storia repubblicana.

“Io non mollo, io non mollo, io non mollo!” tuonava tempo fa dal suo posto di comando! Sembrava l’ultimo disperato grido di un giovane partigiano braccato dai fascisti a difesa del suo appostamento che, in nome degli ideali di libertà e giustizia, mette a rischio la propria vita.!!!
Ma poi la storia si è fatta pesante, ingestibile anche per l’ometto di Arcore che nonostante la portata di fuoco populista su cui poteva contare, ha dovuto “mollare” definendo in seguito una tale scelta (con la spudoratezza chelo contraddistingue), “UN GRANDE ATTO DI RESPONSABILITA’” confondendola con la più congeniale ed evidente codardia e cialtroneria!  Lui, responsabile, integerrimo e sincero!! Una definizione di se, da fare accapponare la pelle anche al più disincantato farabutto!!

Raffaele Bonanni dal canto suo (un sindacalista buono per tutte le stagioni) oggi si ricicla nella nuova vesta di novello Che Guevara, pronto a sacrificare la vita pur di ristabilire quell’equità sociale messa sotto scacco dalla manovra del governo Monti. Fermo e risoluto, si schiera al fianco della Camusso, come paladino di libertà e di giustizia, dimentico della speciale cortigianeria riservata un tempo al Cavaliere nano.

Con questa gente, il paese non va da nessuna parte!! Solo un colpo di spugna può ricreare le condizioni favorevoli ad una ripresa del paese e ripristinarne decoro e dignità.

Gianni Tirelli

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