martedì 17 aprile 2012

A UN PUNTO DI NON RITORNO di G.Tirelli


A UN PUNTO DI NON RITORNO di G.Tirelli
Oggi, il nostro pianeta é simile a un infinito campo minato, disseminato di bombe atomiche e centrali nucleari –armi batteriologiche e chimiche - raggi laser e campi elettromagnetici e chissà quali altre migliaia di diavolerie tecnologiche. La possibilità che questo luna park dell’orrore (presto o tardi e per i motivi più stupidi e banali) possa esplodere, è una circostanza reale. Sommata poi, a tutta quella montagna di nefandezze che quotidianamente minano la nostra esistenza, viene comprensibile e ragionevole pensare che questa “profezia” (o meglio, questo computo temporale dei Maya), abbia a giusta ragione, suggestionato e allarmato gli uomini di oggi. Se i maya avessero anticipato di solo di cent’anni prima le loro previsioni -1912 (un batter di ciglia nella storia dell’universo) - nessun uomo del tempo le avrebbe prese per attendibili, ritenendole farneticanti e prive di qualsiasi fondamento.
I cicli, dunque, si devono chiudere, in virtù di logiche e regole, che esulano dalla nostra capacità di comprensione e portata, in netta antitesi con la visione egocentrica dell’uomo di questo secolo, che ha tradito ogni buon senso e impulso creativo e rigeneratore. In verità, ci siamo già dentro la catastrofe, al centro di un’esplosione senza precedenti che azzererà, per sempre, la storia/non storia, dell’era tecnologica, atea e pagana.  
La terra e' un tutt’uno con l'universo "visibile, ed invisibile e, ogni cosa, interagisce con il resto, secondo il principio di “causa effetto”. Un tale principio non si applica solo alle leggi della fisica, ma anche alla sequenza di azioni e situazioni che costellano la nostra vita. Per tanto, la nostra situazione attuale, dipende dalle cause che abbiamo posto nel passato, così, come dalle cause che poniamo nel presente, dipenderà la nostra situazione futura. Naturalmente, il risultato della nostra attuale condizione non sarà solo relativo a ciò che noi abbiamo fatto in passato, ma anche dipendente da ciò che altri hanno fatto. I comportamenti degli altri, dunque, sono condizionati dai nostri – da quelli di tutti noi. In breve, siamo il riflesso di ciò che siamo stati e, dal nostro presente, dipenderà il nostro futuro.
I maya avevano sviluppato la conoscenza  pura, attraverso le arti (ormai estinte) dell’osservazione didattica, della contemplazione trascende e dell’intuizione profetica. Come tante altre, illuminate civiltà passate, erano tesi all’espansione spirituale e universale, dalla quale attingevano forza, ingegno e la consapevolezza della necessità della morte, come momento catartico e di congiunzione con l’infinito.
L’inferno quotidiano che, oggi, sta divorando i residui barlumi di felicità e di speranza di un’umanità smarrita (defraudata da ogni principio etico e morale e avvolta dalle tenebre di una persistente paura esistenziale), è l’ovvia conseguenza indotta dal superamento dei ragionevoli limiti, fuori dai quali, ogni felicità e conoscenza trasfigurano in orrore. Questa subdola “modernità “ne è la conferma inopinabile – la prova del nove che prescinde da ogni altra considerazione. Petrolio, gas, carbone e minerali/materiali radioattivi che, come in preda ad un’arsura nevrotica, abbiamo sottratto, senza sosta, al sottosuolo terrestre, sono la rappresentazione iconografica della nostra Fine, in cambio della quale abbiamo barattato la nostra anima e il futuro delle nuove generazioni.
Abbiamo scoperchiato il “vaso di Pandora” e liberato quella maledetta energia che, la Volontà creatrice aveva, da sempre, sotterrato e imprigionato sotto i nostri piedi. Così ogni cosa è stata contaminata e violata; ogni acqua, ogni terra e ogni aria. Il cuore dell’uomo si è incenerito sotto la luce rovente della modernità e, le passioni, i sogni, i sentimenti, atmosfere ed emozioni, si sono dissolte come fumo nel vento. Avremmo dovuto rivolgere il nostro sguardo al cielo, sull’esempio delle grandi e profetiche civiltà del passato, e seguirne il cammino intrapreso, con la necessaria umiltà, deferenza e il dovuto timore.
La Rivoluzione Industriale, si è presto trasformata in una rovente fucina dove, Satana in persona, a forgiato a sua immagine e somiglianza, l’originaria natura umana, depotenziandola da ogni slancio creativo e passionale.
I maya, che avevano elaborato sistemi matematici piuttosto semplici ma realistici, osservando l'universo e interpretando i segnali  della terra e confrontandoli e comparandoli con i dati relativi al loro passato, offrivano sicuri risultati profetici. Da una parte c'e "L'UOMO" intento a trasformare a proprio piacimento cio' che lo circonda nel vano tentativo di comandare e sottomettere la natura terrestre, dall'altro ci sono le leggi universali, che noi ancora non conosciamo, ma che i Maya evidentemente studiavano e, in un certo modo, comprendevano.
I detrattori delle “teorie della Fine”, sono gli stessi che la Fine l’hanno prodotta, sostenuti da una moltitudine di allocchi, abbagliati dalle subdole lusinghe di una “modernità”  che prometteva potere, denaro, vizio, perversione e immortalità. Io che, da lungo tempo, interpreto i segnali e gli allarmanti scricchiolii  del Sistema, e il diramarsi di tutte le sue metastasi sul tessuto connettivo sociale so, con certezza matematica, che siamo giunti a un punto di non ritorno.
Gianni Tirelli

Nessun commento: