mercoledì 9 maggio 2012

I COMANDAMENTI DEL SISTEMA di G. Tirelli


I COMANDAMENTI DEL SISTEMA  di G. Tirelli

Che cosa pensare di un contadino dei primi del novecento, che decide di abbandonare i propri campi, gli strumenti da lavoro, incendiare il fienile, il granaio, macellare una ad una le proprie vacche, fino al giorno in cui, nessun animale, ne oche, ne capre, ne galline, ne conigli, sia più rimasto in vita?
Quel giorno, un tale uomo, sacrificherà l’ultimo dei suoi figli, e si disseterà con il sangue del suo cuore.
Questo oggi, é lo spaccato delle moderne società liberiste consumiste, che si sono consegnate, anima e corpo, nelle mani insanguinate del Sistema Bestia.
Così l’illegalità è assurta a regola, e gli organi preposti a contrastarla, sono così marci e corrotti, che definire le nostre società, civili, è un ossimoro.

Per la prima volta nella storia dell’universo, una forma di vita (l’uomo) mette in discussione l’impianto sociale e culturale da lui stesso assemblato nell’arco di un secolo. Per la prima volta, una forma di vita avvelena l’acqua con la quale si disseta e l’aria che respira. Per la prima volta, una forma di vita, cancella dal suo DNA ogni principio etico, morale e spirituale in nome di un piano diabolico che elargisce illusione, menzogna e immobilità.  
Per la prima volta nella storia dell’universo, una forma di vita si è ribellata al disegno celeste e per questo, la sua punizione sarà esemplare, perché mai più nessuno e niente, si frapponga fra Dio e le sue divine Cose.

E’ poi assolutamente necessario comprendere che i ricavi più sostanziosi dell’Impero Industriale che ci governa e che ci opprime, non provengono dalla costruzione, ma dalla distruzione dell’ambiente, dell’etica, della morale e del buon senso. 
La moderna tecnologia si pone oggi a paradigma di un infantilismo maniacale che, nel gioco perdurante e anestetizzante - espressione delle sollecitazioni e pressioni di un consumismo snaturato da regole e valori - realizza l’effimera visione di un mondo, dove il presente fagocita ogni più recondita speranza del domani.      

Gli individui inconsapevoli del mondo occidentale, guardano al passato come a qualcosa di inopportuno, superato e da non ripetere; un momento di espiazione catartica che si è resa necessaria per arrivare a quella che, oggi, è la nostra realtà. 
Se diversamente avessimo la profonda consapevolezza e la libertà d’animo, necessarie per fare un confronto oggettivo fra le due circostanze (prima della rivoluzione industriale e dopo), ci renderemmo conto di quanto miserabile, miserevole e infausta sia la nostra epoca moderna.

Ma quanti, oggi, hanno questa capacità di giudizio? Chi di noi è in grado di liberarsi e detergersi da pregiudizi, preconcetti, dipendenze e debolezze e, in veste di arbitro “super partes”, avvenire ad una tale e giusta sentenza?
Il nostro presente, in verità, è un’infame anomalia nella storia del mondo.
Da un passato industrioso, siamo passati ad un presente industriale; dalla libertà alla licenza, dall’intelligenza alla furbizia. Abbiamo confuso la democrazia con la civiltà, la televisione con l’informazione, la profanazione con la scienza, e chiamato diritto, la soddisfazione di ogni morbosità - verità la contraffazione, e progresso, la catastrofe ambientale – e tutto questo si traduce nell’incapacità di vedere una realtà diversa da quella che quotidianamente conduciamo – e questo è il vero dramma.

La portata di fuoco dell’azione di plagio e condizionamento del Sistema Liberista Relativista, è tale, da avere trasformato gli individui, in prigionieri consenzienti e ignari - sedotti ed ingannati dalle lusinghe di un effimero benessere e dall’illusione di ritenersi liberi. Una schiavitù senza catene (la peggiore) che, alle sbarre e alle recinzioni ad alta tensione, ha sostituito la paura, la dipendenza, e un relativismo demoniaco.
Gli individui che compongono le moderne società liberiste, sono dunque privi dei parametri imperituri di natura morale, etica e spirituale, indispensabili per una corretta comprensione degli eventi e avvenimenti. Questa nostra, è in realtà una consapevolezza teorica e approssimativa. La conoscenza è sterile e improduttiva, ridotta ad arido apprendimento scolastico e dibattito “culturale’; superficiale, priva di sbocchi e sradicata dal più elementare concetto di verità, consapevolezza, senso di giustizia e ragionevolezza.

Fare leva sugli istinti più bassi degli individui, è il primo comandamento del Sistema Liberista Relativista. Accondiscendere, poi, a ogni loro più turpe desiderio attraverso il mercimonio della coscienza, è il secondo.
Il terzo comandamento, è relativo all’opera di contraffazione della verità; renderla più appetibile e commerciabile, innescando dipendenza, assuefazione e crisi di astinenza. Quarto comandamento; indurli in perenne frustrazione, colpevolizzandoli di ogni responsabilità, relativa alla loro condizione.
Azzerare in loro, ogni concetto di principio etico, di valore, di buon senso e capacità di giudizio critico e, di qualsiasi forma di iniziativa individuale, rientrano nei sub comandamenti, indotti da quattro sopra citati.

Per tanto, l’attuale crisi che il mondo sta vivendo, non è transitoria, ma è l’inizio del crollo a caduta libera del Sistema. Soluzioni vere per contrastarla non esistono, se non palliativi di facciata, che renderebbero ancora più penosa la sua agonia, ritardando la sua necessaria e tragica fine.

Con il senno di poi, avremmo dovuto riconvertire l’industria e la ludica e invadente tecnologia, in fatica, manualità, tradizione artigianato e terra. In molti, hanno sposato una tale scelta e, per loro, una qualche possibilità di farcela, esiste ancora.
Oggi, una muraglia di oscurità, separa l’umanità dal futuro, che solo nel passato potrà ritrovare le sue vere ragioni.

Gianni Tirelli

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