I COMANDAMENTI DEL SISTEMA di G. Tirelli
Che cosa pensare di un
contadino dei primi del novecento, che decide di abbandonare i propri campi,
gli strumenti da lavoro, incendiare il fienile, il granaio, macellare una ad
una le proprie vacche, fino al giorno in cui, nessun animale, ne oche, ne
capre, ne galline, ne conigli, sia più rimasto in vita?
Quel giorno, un tale uomo,
sacrificherà l’ultimo dei suoi figli, e si disseterà con il sangue del suo
cuore.
Questo oggi, é lo spaccato
delle moderne società liberiste consumiste, che si sono consegnate, anima e
corpo, nelle mani insanguinate del Sistema Bestia.
Così l’illegalità è assurta a regola, e gli
organi preposti a contrastarla, sono così marci e corrotti, che definire le
nostre società, civili, è un ossimoro.
Per la prima volta nella storia
dell’universo, una forma di vita (l’uomo) mette in discussione l’impianto
sociale e culturale da lui stesso assemblato nell’arco di un secolo. Per la
prima volta, una forma di vita avvelena l’acqua con la quale si disseta e
l’aria che respira. Per la prima volta, una forma di vita, cancella dal suo DNA
ogni principio etico, morale e spirituale in nome di un piano diabolico che
elargisce illusione, menzogna e immobilità.
Per la prima volta nella storia
dell’universo, una forma di vita si è ribellata al disegno celeste e per
questo, la sua punizione sarà esemplare, perché mai più nessuno e niente, si
frapponga fra Dio e le sue divine Cose.
E’ poi assolutamente necessario
comprendere che i ricavi più sostanziosi dell’Impero Industriale che ci governa
e che ci opprime, non provengono dalla costruzione, ma dalla distruzione
dell’ambiente, dell’etica, della morale e del buon senso.
La moderna tecnologia si pone oggi a
paradigma di un infantilismo maniacale che, nel gioco perdurante e anestetizzante
- espressione delle sollecitazioni e pressioni di un consumismo snaturato da
regole e valori - realizza l’effimera visione di un mondo, dove il presente
fagocita ogni più recondita speranza del domani.
Gli individui inconsapevoli del mondo
occidentale, guardano al passato come a qualcosa di inopportuno, superato e da
non ripetere; un momento di espiazione catartica che si è resa necessaria per
arrivare a quella che, oggi, è la nostra realtà.
Se diversamente avessimo la profonda
consapevolezza e la libertà d’animo, necessarie per fare un confronto oggettivo
fra le due circostanze (prima della rivoluzione industriale e dopo), ci
renderemmo conto di quanto miserabile, miserevole e infausta sia la nostra
epoca moderna.
Ma quanti, oggi, hanno questa capacità di
giudizio? Chi di noi è in grado di liberarsi e detergersi da pregiudizi,
preconcetti, dipendenze e debolezze e, in veste di arbitro “super partes”,
avvenire ad una tale e giusta sentenza?
Il nostro presente, in verità, è
un’infame anomalia nella storia del mondo.
Da un passato
industrioso, siamo passati ad un presente industriale; dalla libertà alla
licenza, dall’intelligenza alla furbizia. Abbiamo confuso la
democrazia con la civiltà, la televisione con l’informazione, la profanazione
con la scienza, e chiamato diritto, la soddisfazione di ogni morbosità - verità
la contraffazione, e progresso, la catastrofe ambientale – e tutto questo si
traduce nell’incapacità di vedere una
realtà diversa da quella che quotidianamente conduciamo – e questo è il vero
dramma.
La portata di fuoco dell’azione di plagio
e condizionamento del Sistema Liberista Relativista, è tale, da avere
trasformato gli individui, in prigionieri consenzienti e ignari - sedotti ed
ingannati dalle lusinghe di un effimero benessere e dall’illusione di ritenersi
liberi. Una schiavitù senza catene (la peggiore) che, alle sbarre e alle
recinzioni ad alta tensione, ha sostituito la paura, la dipendenza, e un
relativismo demoniaco.
Gli individui che
compongono le moderne società liberiste, sono dunque privi dei parametri
imperituri di natura morale, etica e spirituale, indispensabili per una
corretta comprensione degli eventi e avvenimenti. Questa nostra, è in realtà
una consapevolezza teorica e approssimativa. La conoscenza è sterile e
improduttiva, ridotta ad arido apprendimento scolastico e dibattito
“culturale’; superficiale, priva di sbocchi e sradicata dal più elementare
concetto di verità, consapevolezza, senso di giustizia e ragionevolezza.
Fare leva sugli istinti più bassi degli
individui, è il primo comandamento del Sistema Liberista Relativista.
Accondiscendere, poi, a ogni loro più turpe desiderio attraverso il mercimonio
della coscienza, è il secondo.
Il terzo comandamento, è relativo
all’opera di contraffazione della verità; renderla più appetibile e
commerciabile, innescando dipendenza, assuefazione e crisi di astinenza. Quarto
comandamento; indurli in perenne frustrazione, colpevolizzandoli di ogni
responsabilità, relativa alla loro condizione.
Azzerare in loro, ogni concetto di
principio etico, di valore, di buon senso e capacità di giudizio critico e, di
qualsiasi forma di iniziativa individuale, rientrano nei sub comandamenti,
indotti da quattro sopra citati.
Per tanto, l’attuale crisi che il mondo
sta vivendo, non è transitoria, ma è l’inizio del crollo a caduta libera del
Sistema. Soluzioni vere per contrastarla non esistono, se non palliativi di
facciata, che renderebbero ancora più penosa la sua agonia, ritardando la sua
necessaria e tragica fine.
Con il senno di poi, avremmo dovuto
riconvertire l’industria e la ludica e invadente tecnologia, in fatica,
manualità, tradizione artigianato e terra. In molti, hanno sposato una tale
scelta e, per loro, una qualche possibilità di farcela, esiste ancora.
Oggi, una muraglia di oscurità, separa
l’umanità dal futuro, che solo nel passato potrà ritrovare le sue vere ragioni.
Gianni Tirelli
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