martedì 1 maggio 2012

L’APPIATTIMENTO DELLA COSCIENZA INDIVIDUALE di G.Tirelli


L’APPIATTIMENTO DELLA COSCIENZA INDIVIDUALE  di G.Tirelli

Oltre al momentaneo e illusorio vantaggio particolare, non definirei il divorzio e l'aborto conquiste, ma dei veri e propri "escamotage" di una società che ha trasformato la licenza in libertà, la verità in contraffazione, e ha definito “progresso” la devastazione ambientale. La società va migliorata al suo interno per essere definita civile- Non è nel trionfo del meno peggio, che daremo un futuro ai nostri figli!

Le società moderne relativiste e opportuniste, giocano sulla diaspora del nucleo familiare, per meglio controllare, schiavizzare e far consumare. Noi dobbiamo ribellarci a questo gioco sporco. Il solo modo per uscire da questa merda, è rimanere uniti: in primis all'interno del nucleo famigliare, e solidali nel contrastare la barbarie morale e mentale del liberismo pagano. Io combatto e combatterò per una società di famiglie unite, con tanti figli e nipoti cresciuti sotto il sole di valori imperituri (la religione non c'entra un cazzo), nello spirito della solidarietà, e dell'etica (sperando che qualcuno, ne conosca ancora il suo significato).
Io sono un uomo moderno, il più moderno e, proprio in virtù di questo motivo, non racconterò mai ai miei figli che il divorzio e l'aborto sono state conquiste di civiltà. Il mio ideale politico si rifà a quei valori di uguaglianza e libertà dove nessuna "idea dominante" avrebbe mai potuto speculare sulle debolezze e fare leva sui lati peggiore degli individui per essere, in seguito, mistificata e spacciata come un diritto.
Quando presto, lo stupro, sarà pratica comune, arriverà un Pannella del cazzo con la solita idea brillante: legalizziamolo!!!
" Tirelli mette lo stupro sullo stesso piano dell'aborto!!"
Si, esattamente sullo stesso piano come farei per la catastrofe ambientale e il trapianto d'organi. Io ho la mia di testa e nessun caprone omologato potrà minimamente scalfire le mie certezze. Si, io ho certezze, e grazie a Dio, io penso al di fuori del Sistema, ritenendolo un elemento destabilizzante e parametro di stampo relativista, opportunista e nazifascista.
La società che ci circonda è lo schifo prodotto anche da queste che ci ostiniamo a chiamare conquiste, e diritti. Nessun divorzio o aborto, stupro o droghe, trapianto di organi e inquinamento, saranno in grado di migliorare la condizione dell'uomo monco moderno ne, tantomeno, attenuare il suo disagio esistenziale e la frustrazione relativa all'incapacità di confrontarsi con solidi punti di riferimento. L'uomo moderno non conosce la felicità e il suo dolore sarà sempre più profondo e pungente. La causa di tutto questo è la nostra conclamata cazzonaggine.

Questa mia, che è una evidente provocazione, ha lo scopo di scuotere le coscienze dall'accettazione preventiva e incondizionata di pratiche relative a temi così sensibili - il rischio di assuefazione è già in atto.
Non credo nel modo più assoluto che il concetto di civiltà, libertà e dritto, coincidano con queste "conquiste", ne tanto meno, che il mondo, prima di allora, fosse avvolto da un totale oscurantismo. E' vero l'esatto contrario come del resto, l'immagine raccapricciante della nostra realtà, conferma in maniera inconfutabile.
Gli esempi, di scempi, di aberrazioni, di vizi e perversioni, carta di identità del nostro quotidiano vivere, farebbero impallidire qualsiasi passato.
La verità è che siamo tutti a tal punto dipendenti da questa stramba realtà, che ci è negata la capacità di immaginarne un'altra, diversa e conforme alla vera natura umana.
Il divorzio,l'aborto, gli anticoncezionali e affini, non sono che dei palliativi, e quelli che vengono definiti, diritti, degli escamotage - del tutto leciti, ma sempre escamotage, che risolvono si il problema dal punto di vista tecnico ma ben lontani dal produrre gli anticorpi necessari a contrastare la degenerazione e l'appiattimento della coscienza individuale. Dobbiamo recuperare le ragioni per un mondo giusto, ritenendo quelle che definiamo conquiste di civiltà, una estrema forma di sopravvivenza agli attacchi mortali di una società licenziosa e senza futuro.

Gianni Tirelli

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