UNA SCIENZA AL SOLDO DEL SISTEMA POTERE di G. Tirelli
Se la risposta all’interrogativo
sull’origine dell’universo fosse, per l’umanità, una questione di vita o di
morte, le sole persone alle quali dovremmo opportunamente evitare di chiederlo,
sono gli scienziati e i ricercatori.
Questa categoria di moderni cialtroni e venditori
di fumo in camice bianco al soldo delle multinazionali, sono stati in grado nel
solo arco di mezzo secolo (e dobbiamo dargliene atto) di trasformare questo
pianeta, da sempre immacolato, in un super mercato dell’orrore surclassando
così, ogni primato in fatto di catastrofi indotte dall’azione dall’uomo.
Tutta quella infinita lista di minchionerie
che sono state codificate nel tempo come verità, scoperte, conoscenza, e punti
di riferimento storici e di progresso (partendo dalla preistoria a oggi), non
sono che l’effimera risultanza di una morbosa curiosità figlia di un
retaggio infantile, che non ha prodotto alcun vantaggio reale e concreto ne
agli individui, ne tanto meno all’ambiente.
Contrariamente alle supposte intenzioni,
tali scoperte si sono rivelate, nei fatti, drammaticamente nefaste,
mortificando l’essere umano nella sua dignità e, ancor più grave, azzerando in
lui ogni principio etico, valori morali e ragionevolezza. La perdita, poi, della
spiritualità e del timor di Dio, ha confinato l’uomo moderno dentro la logica
di un ateismo frustrante.
La “legge di conservazione della massa” di
Lavoisier, “la teoria della gravitazione universale” di Isaac Newton, “la
teoria della relatività” di Einstein (per fare tre esempi illuminanti), non
hanno contribuito in nessun modo a semplificare la vita degli individui.
All’opposto e, com’era prevedibile, tutto questo baraccone tecnologico si è
rivelato una bufala, trasformando la nostra quotidianità in un inferno caotico
e maleodorante e limitando la nostra libertà e l’autonomia. Questi sono i
motivi della nostra moderna infelicità, risultato di un persistente e pungente
disagio esistenziale e di un atto di suprema ingiustizia.
Del resto quali reali vantaggi sono
scaturiti dalla scoperta della forza di gravità?
Possiamo definirla una “scoperta”? Sono
forse una scoperta, l’aria, l’acqua o la luce del sole? Sarebbe come affermare
che è stata scoperta la vita e la morte, visto che in assenza di gravità, nulla
di tutto ciò potrebbe esistere.
La teoria della relatività (calderone di
congetture, ipotesi e di moderne alchimie), non ha prodotto alcun reale e
pratico vantaggio, in termini di quotidianità. Al contrario, ha vanificato le
già poche certezze degli uomini, e stimolato l’arsura di profanazione degli
emeriti colleghi dell’autorevole scienziato.
La bomba atomica - con i suoi effetti
devastanti – é il paradigma di come, la profanazione e la violazione siano,
oggi, sinonimo d’intelligenza e di consapevolezza dell’uomo relativo.
L’aforisma di Lavoisier “nulla si crea,
nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” non solo è una banalità, ma, in
parte, non corrisponde alla realtà. E mi spiego! Se fosse come dice il
simpatico Antoine, avremmo risolto il problema dei rifiuti industriali,
tossici, speciali, radioattivi, cancerogeni e per questo mortali.
Una tale altisonante affermazione, per
avere un senso e un riscontro, deve essere attinente con la realtà del presente
o, perlomeno, rientrare dentro uno spazio temporale, che chiamerei ragionevole.
Usare il tempo infinito come parametro delle proprie affermazioni, è un
maldestro sotterfugio. Chi potrebbe appurare, poi, che quanto affermato, sia
veramente accaduto?
All’infinito tutto è possibile, anche se
personalmente credo che, tanto del tutto, non si trasformi.
I rifiuti speciali, pericolosi e
radioattivi, diversamente, rimangono tali, dispersi a pioggia sul territorio
del nostro bel paese, o nelle profondità dei mari.
L’errore di base di questi tre grandi e
indiscussi geni della scienza, sta nell’avere voluto applicare la filosofia
alla sperimentazione pratica che, nel superamento dell’impianto etico, ha
degenerato in necrofilia.
E’ nella filosofia pura che l’essere umano
raggiunge le vette più alte della conoscenza e del sapere, ed è attraverso il
ricorso alla sperimentazione scientifica che ne infanga il suo fine ultimo: il
bene comune.
Che tipo di scienza è quella che definisce
conquiste le atrocità e, bombe intelligenti, le armi di distruzione di massa?
Una scienza che ha prodotto masse di poveri invasati e idolatri sottomessi ai
miti dell’intrattenimento, e operai dell’Ilva di Taranto che schiattano di
tumore per mille euro al mese, nella più totale indifferenza di tutti. Un
scienza dell’illusionismo che sa fare tutto, tranne ciò che serve veramente
all’uomo. Una scienza che, da cinquant’anni, chiede soldi ai cittadini per la
ricerca sul cancro, e ti ammazza ancora con il cobalto.
In un tale mondo, non c’é posto per la
giustizia, la libertà e la felicità poiché tutte, congiuntamente, possono solo
germogliare al sole di quelle società, epurate da ogni elemento scientifico e
tecnologico.
L’origine dell’universo è un segreto chiuso
in fondo al cuore di un bambino e, solo la forza dell’amore, lo potrà rendere
palese.
Gianni Tirelli
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