VERSO LA FINE DI QUEST’EPOCA INSENSATA di G.Tirelli
Per ciò che la ragione ci può suggerire,
io credo che mai nella storia del mondo si sia prospettata l’eventualità di una
società che ha incentrato le sue ragioni e la sua stessa sopravvivenza, sul
consumo sistematico di beni inutili e superflui e per altro, inefficaci e
dannosi.
Oggi una gran parte della popolazione
versa in una condizione di indigenza, costretta a ridimensionare il suo stile
di vita astenendosi da ogni consumo che riguardi la sfera del voluttuario e
dell’effimero, per traghettare le scelte su beni essenziali, primari e
duraturi.
Il risultato di un tale responsabile atteggiamento, determina una
prima fase di stagnazione dell’economia e che in seguito, degenererà in un vero
e proprio fallimento del Sistema con tutti gli effetti immaginabili sulla
cittadinanza.
Se i cittadini di un qualsiasi paese
occidentale in virtù di un “risparmio ragionevole e doveroso”, si astenessero
dal consumare, tutta quell’infinita gamma di prodotti spazzatura, orientandosi
su quelli primari, durevoli e di prima necessità, il Sistema, che oggi ci
governa e che ci opprime, si squaglierebbe come neve al sole. Un paradosso a
tal punto madornale che si scontra con la più elementare logica, capacità di
comprensione e che, per il principio di causa/effetto, sancirà la fine di
quest’epoca insensata.
E’ questa la cruda e sconcertante realtà
– risultato di un liberismo tiranno e senza regole, che attraverso un
meccanismo perverso, improntato al consumo indotto e sistematico di falsi beni,
consolida il suo potere e guarda al risparmio dei cittadini, come ad una
sciagura planetaria e al pari di un’eresia.
Risparmiare, è un atteggiamento giusto,
sacrosanto e oserei dire, etico. Ma per chi non ha niente, non ha un lavoro,
non ha risorse, ne alcun tipo di entrata, il risparmio è solo una chimera.
Al risparmio dei cittadini poi,
corrisponde di contro, un automatico aumento dei prezzi e delle tariffe
energetiche, rendendo vana ogni strategia economica e parsimonia, e vanificando
ogni buon proposito.
Il Sistema andrebbe smantellato fino al suo ultimo
bullone, ribattino e saldatura, ridisegnato e ricostruito partendo dalla storia
pre/industriale.
Oggi la gente non ha soldi e di
conseguenza non consuma – e questo è un dato di fatto. Le risorse necessarie
per la ripresa sono chiuse nei forzieri e nei fortilizi bancari dei Grandi
Ricchi che hanno dissanguato le masse per decenni raggirandole e spremendole
sull’onda di promesse, speranze di benessere e felicità, sbandierate dalla
propaganda mediatica!
Lungi da me dal volere assolvere e scagionare i cittadini
dalle loro responsabilità, individuali e sociali, ma lo Stato, e il Potere più
in generale, hanno l’obbligo della tutela e il dovere dell’esempio. Pertanto,
sono questi signori, oggi, a doversi prendere carico della drammatica
situazione del paese, restituendo il mal tolto alla comunità.
Del resto noi
non possiamo spendere soldi che non abbiamo o indebitarci per cose non
indispensabili! Ma se il Sistema Bestia campa proprio in virtù dei nostri
comportamenti irrazionali, come possiamo uscire da questo labirinto e risolvere
un tale enigma?
Alla fine, come ci muoviamo, ci muoviamo,
il cetriolo è sempre in culo all’ortolano. Se lavori per conto di terzi o sotto
padrone, il concetto di risparmio te lo puoi scordare per sempre, tanto più di
questi tempi! Se dipendi dal Sistema (per un motivo o per un altro) ogni
briciola che avrai guadagnato, svendendo la tua vita e umiliando la tua
dignità, Lui se la riprenderà – e così la tua salute e la tua libertà.
Abbiamo per tanto appurato che oggi,
risparmiare, non solo è impossibile ma controproducente per la società - un
vero e proprio maleficio, un sortilegio che ci preclude ogni via d’uscita. Una
moderna schiavitù a piede libero che ci ha relegato nel limbo gelatinoso di una
vita apparente.
E’ questo il nocciolo della questione,
che può essere risolto solo in una condizione di autonomia e di
autosufficienza!
Per tutti questi motivi, “la disperazione
più grande che possa impadronirsi di una società, è il dubbio che vivere
onestamente sia inutile” - C. Alvaro
Gianni Tirelli
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