TUTTI GLI UOMINI SONO
UGUALI PERCHE’ DIVERSI di G.Tirelli
Per gli individui nati in
Italia, è ovvio e logico (eccezioni a parte), accostarsi alla religione
cattolica, applicarne il credo e il programma liturgico.
Tale semplificazione,
connaturata nel rito e nella tradizione di qualsiasi popolo, rientra nelle
regole non scritte, che ne determinano la convivenza sociale.
Secoli e secoli fa, prima
di una massiccia campagna di appiattimento omologante, armata da certe
religioni confessionali (risultato di una poco ortodossa e spesso violenta
opera di proselitismo), il culto per il divino, si esprimeva in tutta libertà,
in ogni modo e forma.
Nessun credente può imporre
ad altri il proprio credo ne, tanto meno, ritenersi il depositario della verità
e detenere l’esclusiva dell’unico e solo vero Dio.
Le religioni, sono un
elemento caratteriale di un popolo o tribù che sia, come il colore della pelle,
la lingua, la cultura e la fisionomia. Per tanto, come è vero che tutti gli
uomini sono uguali fra loro, benché diversi così, ogni religione, è la
personalizzazione iconografica e metaforica di un credo universale.
Se si comprende questo
concetto elementare, e lo volessimo applicare ad ogni cosa, eviteremmo ogni
contrapposizione degenerativa e, quella tanto agognata e sbandierata pace fuori
e dentro di noi, si realizzerebbe come per incanto.
“Chi porta la sua moralità
come l’abito più bello, meglio sarebbe che se ne andasse nudo” – Gibran-
Per tanto, la verità non è il risultato di un’equazione
di prove, parole e numeri ma il desiderio, bisogno e passione, così forti,
disancorati da ogni pregiudizio e superstizione.
Il parametro che ci consente di ottenere questo processo,
è Dio o come volete chiamarlo.
Per questo motivo, l’ateismo, è un “vulnus”, all’interno
del sofisticato meccanismo che regola le logiche del pensiero (o concetto)
puro. In questo modo, le parole diventano dei numeri che si vanno a sostituire
alle percezioni cognitive, regolatori della realtà spirituale.
Privi di questo parametro che, metaforicamente ho
definito “di Dio”, sarebbe impossibile discernere il bene dal male e più
semplicemente, non avrebbe alcun senso esistere.
Ciò che affermo, e cioè, la mancanza di questo Assoluto
Parametro, è riscontrabile nella nostra realtà moderna, dove paure,
insicurezza, frustrazione e vuotezza di valori e principi, stanno facendo
precipitare le nostre società occidentali dentro un relativismo imperante.
Gianni Tirelli
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