venerdì 1 giugno 2012


TUTTI GLI UOMINI SONO UGUALI PERCHE’ DIVERSI  di G.Tirelli

Per gli individui nati in Italia, è ovvio e logico (eccezioni a parte), accostarsi alla religione cattolica, applicarne il credo e il programma liturgico.
Tale semplificazione, connaturata nel rito e nella tradizione di qualsiasi popolo, rientra nelle regole non scritte, che ne determinano la convivenza sociale. 
Secoli e secoli fa, prima di una massiccia campagna di appiattimento omologante, armata da certe religioni confessionali (risultato di una poco ortodossa e spesso violenta opera di proselitismo), il culto per il divino, si esprimeva in tutta libertà, in ogni modo e forma.
Nessun credente può imporre ad altri il proprio credo ne, tanto meno, ritenersi il depositario della verità e detenere l’esclusiva dell’unico e solo vero Dio.
Le religioni, sono un elemento caratteriale di un popolo o tribù che sia, come il colore della pelle, la lingua, la cultura e la fisionomia. Per tanto, come è vero che tutti gli uomini sono uguali fra loro, benché diversi così, ogni religione, è la personalizzazione iconografica e metaforica di un credo universale.
Se si comprende questo concetto elementare, e lo volessimo applicare ad ogni cosa, eviteremmo ogni contrapposizione degenerativa e, quella tanto agognata e sbandierata pace fuori e dentro di noi, si realizzerebbe come per incanto.
“Chi porta la sua moralità come l’abito più bello, meglio sarebbe che se ne andasse nudo” – Gibran-

Per tanto, la verità non è il risultato di un’equazione di prove, parole e numeri ma il desiderio, bisogno e passione, così forti, disancorati da ogni pregiudizio e superstizione.
Il parametro che ci consente di ottenere questo processo, è Dio o come volete chiamarlo.
Per questo motivo, l’ateismo, è un “vulnus”, all’interno del sofisticato meccanismo che regola le logiche del pensiero (o concetto) puro. In questo modo, le parole diventano dei numeri che si vanno a sostituire alle percezioni cognitive, regolatori della realtà spirituale.
Privi di questo parametro che, metaforicamente ho definito “di Dio”, sarebbe impossibile discernere il bene dal male e più semplicemente, non avrebbe alcun senso esistere.
Ciò che affermo, e cioè, la mancanza di questo Assoluto Parametro, è riscontrabile nella nostra realtà moderna, dove paure, insicurezza, frustrazione e vuotezza di valori e principi, stanno facendo precipitare le nostre società occidentali dentro un relativismo imperante.

Gianni Tirelli

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