LA FINE - IL PREZZO DELLA PROFANAZIONE di G.Tirelli
Abbiamo profanato il mistero della vita per
scopiazzarne le sue logiche e i suoi imperscrutabili meccanismi, e in seguito
riprodurli in forma sintetica a scopo di mercificazione e profitto! Il
risultato finale, è lo scempio che abbiamo sotto gli occhi: estinzione
sistematica di specie animale e vegetale, deforestazione, patologie tumorali in
crescita esponenziale, inquinamento e contaminazione, effetto serra, deriva
etica e morale, gravi disturbi del sistema nervoso, e bruttezza dilagante.
Ma il Dio Creatore, sa che l'acqua é
composta da 2 atomi di idrogeno e 1 di ossigeno? Di fronte ad una tale
semplificazione, rimarrebbe lo Stesso interdetto! L’acqua scorre, ghiaccia, si
scioglie, rinfresca, purifica e disseta. L’acqua travolge e ti annega, bagna e
deterge, spegne e da vita. L’acqua è un’emozione, e come tutti i fenomeni
intrinseci alla creazione, non ha titolo ad essere codificata e riprodotta.
Ogni tentativo di schematizzazione, non la definisce, ma la mortifica. Dio sa
del bene e del male, dell’oggi e del domani, della colpa e della redenzione, e
di tutti gli infiniti ed eterni processi che dall’alba dei tempi regolano,
armonizzano e scandiscono lo scorrere del tempo. Credere per un solo istante
che possa convenire con le elucubrazioni tecnologiche prodotte nell’arco di
questo secolo dall’uomo moderno, è una pia illusione. Un’imperdonabile e
mostruosa ingenuità!
Niente si può frapporre fra la sua volontà,
e il suo piano divino e trascendente, e ogni atto di violazione che intervenga
a destabilizzarne le regole e gli scopi, è destinato all’estinzione. Questo è
il nocciolo della questione, in virtù del quale ci è facile dedurne gli effetti
apocalittici, prossimi, che ridurranno l’umanità ad un pugno di mosche. Un dato
matematico, inopinabile, che prescinde da ogni altra interpretazione.
Tutta quella montagna di spazzatura
tecnologica invalidante che sommerge la nostra quotidianità, non ha prodotto che omologazione,
distruzione e morte, ed è il risultato ultimo di quell’opera di profanazione
che contempla una punizione esemplare e senza sconti. La fine imminente
dell’umanità, è per tanto un atto dovuto, perché ogni cosa rientri nel suo
alveo naturale e tutto si ricomponga come all’origine.
E qui non centra la religione, ne tanto
meno le profezie funeste accreditate dalla storia passata, ma tutto fa capo a
quella logica, che definirei “del buon senso sovrano”, che a dispetto di ogni tentativo di
manipolazione e di contraffazione, tende ad imporsi nel tempo su tutto e tutti,
restituendo al Disegno primigenio la sua completa integrità.
Possiamo si comprendere il funzionamento
elementare di alcuni meccanismi biologici e tentare infantilmente di
duplicarli, ma in assenza di spirito, anima e coscienza - che sono i cardini di
ogni autentica scoperta - il risultato non sarà che una fotocopia sbiadita
dell’originale, che per quanto riguarda gli elementi della vita, è un processo
inimitabile soggetto a Copyright universale.
I motivi per cui la scienza moderna non ha
prodotto nulla di buono, sta in questa mia considerazione!!
“Non é dunque con la bilancia che peserete
l’ignoto, e non sondate con l’asta o lo scandaglio le vostre sapienti
profondità”. Gibran
La moderna scienza, miope e cialtrona, ha
voluto ridurre e tradurre ogni cosa animata e non, a mera formula chimica,
equazione algebrica e principio fisico, perché di fatto incapace di
compenetrare i misteri dell’anima, della coscienza e dello spirito, che ritiene
“fattori” inconciliabili e incompatibili con il suo progetto necrofilo di
omologazione di massa. Queste tre
entità del resto, sono sconosciute ai cervelloni della ricerca, che hanno
investito ogni loro risorsa, umana e materiale, nel sondare l’infinitesimale -
infinitesimale a sua volta.
E così ci si occupa di geni, di strutture
genetiche, di codici genetici, anfratti genetici, manipolazioni genetiche,
microscopiche entità visibili soltanto con l’ausilio di diabolici marchingegni
dai costi inimmaginabili, ma che “fino in fondo”, non potranno mai vedere ne
scorgere il più remoto barlume di verità.
La vita, ogni forma di vita, non è la
risultante della combinazione di geni, cromosomi e affini, ne l’effetto ultimo
di un fattore tecnico, ma si esprime dall’incontro di due anime, di due
spiriti, di due coscienze, in assenza delle quali nulla potrebbe mai esistere.
Per tanto, tutto l’investimento riversato
sulla bio/tecnologia si è rivelato un vero e colossale fallimento. Avremmo
dovuto occuparci dell’anima e dello spirito - delle autentiche ragioni
dell’uomo e dei motivi dell’esistenza: la sola scienza che avrebbe potuto e
saputo guarirci da ogni male e tormento psicologico aprendo le porte a quel
mondo che porta all’armonia, alla felicità e alla comprensione del Mistero.
Abbiamo guardato il dito evitando che il nostro
sguardo incrociasse il chiarore della luna, e così imboccato la via più breve e
più facile; quella strada a senso unico che porta dritti all’inferno.
Credere dunque che l’individuo umano sia la
logica conseguenza prodotta dall’incontro di due fattori meramente organici, è
una bestialità – un’idea malsana,
talmente minimalista e approssimativa, che ci da uno spaccato esaustivo
del livello di ignoranza e di incoscienza in cui versa oggi, il moderno sapere occidentale.
L’Incontro, non è che un tecnicismo (se pur necessario), ma se la vita non
incrocia una seconda vita che ne condivida il destino, nessuna scintilla potrà
mai esplodere.
Potremmo seminare buoni semi di grano fra
le sabbie del deserto o fra le nevi perenni della catena himalayana, ma nulla potrà
mai germogliare e crescere in una condizione inanimata. Potremmo seminare aghi
di pino fra le fertili pianure del Rajasthan alle pendici dei monti Aravalli
bagnate dalle acque pure e fresche del Chambal, che niente che assomigli alla
vita potrà mai generarsi, da un elemento di sterilità.
I caratteri somatici che definiscono il
nostro aspetto, occhi, capelli, denti, mani, unghie, piedi, i muscoli, lo
scheletro, ghiandole e organi, non sono che gli orpelli, i componenti
funzionali a un involucro precario e provvisorio che, in assenza di queste tre
entità trascendenti (anima coscienza e spirito) non sarebbe mai divenuto ne
potuto essere programmato e ne pensato.
I veri “Noi Stessi”, sono di un’altra sostanza, invisibile a qualsiasi
microscopio atomico, ma ben visibile al cuore cosciente di che sa vedere oltre
l’apparente e il razionale.
Lo spettacolo desolante di questo mondo
alla fine, le montagne di rifiuti e scorie tossiche che stanno seppellendo le
nostre esistenze, l’inquinamento dell’aria e la contaminazione delle acque, ci
danno un quadro chiaro di quanto la scienza moderna sia stata nefasta per
l’umanità tutta, e del cammino intrapreso.
Il nostro, è un pianeta abitato da oltre 7
miliardi di individui, una gran parte dei quali muore per denutrizione e a
causa di condizioni igieniche inimmaginabili – una seconda parte si alimenta di
guerre e distruzione – una terza, immaginando di vivere nel “paese dei
balocchi”, da sfogo alla sua ingordigia compulsiva consumando tutto ciò che di
più becero il Sistema produce, e tutti insieme che si domandano se “siamo soli
nell’universo”!!!
Si, siamo soli nell’universo; come solo è
l’universo fra gli infiniti universi – ma non saremmo così soli se non fossimo
così stupidi. A tal punto, che se per una remota ipotesi, si scoprisse una
diversa forma di vita nello spazio, c’è da giurare che cercheremmo in tutti i
modi di annientarla.
Preoccupiamoci piuttosto di smussare le
asperità e ridurre le frizioni che compromettono i rapporti con gli altri,
liberandoci dai pregiudizi e ideologie, e dall’inseguire le chimere di una
scienza effimera, così da sviluppare quella solidarietà salvifica e dopante,
che non solo ci farà sentire meno soli, ma tutti quanti insieme l’opera di uno
speciale progetto creativo dentro il quale, ogni domanda trova la sua risposta.
Gianni Tirelli
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