UNA LIBERTA’ A PAGAMENTO di g.Tirelli
L’Impero Industriale Pagano, ha capito che sarebbe stato
molto più impegnativo e molto meno produttivo sfruttare e omologare le masse
con le modalità tipiche e caratteriali di un regime. Così, pensa e ripensa, un
bel giorno inventò la parolina magica: “libertà”.
“L’uomo è libero – tuona il Sistema – ma, ogni sua libertà, dovrà essere
pagata – se vorrà avvelenarsi noi gli procureremo i veleni – importante è che
paghi – Se vorrà una casa, noi gli daremo una casa! E così una macchina,
l’amante, il cellulare, il computer e la soddisfazione di ogni follia, vizio e
perversione inclusi – ma il “prezzo” lo stabiliremo noi. Gli daremo la
pornografia, il grande fratello, il calcio minuto per minuto, la chirurgia
plastica, la violenza e l’interazione mediatica, così da renderlo protagonista
per quel porco, eroico e fatale minuto, che sancirà la sua schiavitù per il
resto della sua vita. Lo cloneremo, lo manipoleremo, lo plasmeremo a suo
piacere. Ogni suo effimero bisogno sarà soddisfatto e così, ogni sua debolezza
e dipendenza. Gli daremo la droga e se si lamenterà, lo colpevolizzeremo. Ma
più di ogni altra cosa gli daremo un Dio, che, per brevità, abbiamo inteso
chiamare, “televisore”.
La cosa importante e basilare è che consumi, ingurgiti
e paghi! Dove trovare il denaro, con quali mezzi e modalità, è affar suo!!
Prostituzione, illegalità e crimine? Ben vengano! L’Impero, non esprime giudizi
sui comportamenti altrui; é democratico, basta che non interferiscano con i
suoi interessi!”
E così il trionfo, della TV! Quel mostruoso soprammobile
che tutti ci unisce, che tutti ci divide. Quella lurida scatola, falso Dio
pagano, che parla a tutti nello stesso momento, vomitandoci addosso, orrende
tragedie ma che poi, come una mamma, ci avvolge sotto la sua calda ala e ci
sussurra: ”Dormi amore mio, non avere paura, ci sono io vicino a te”.
In alcune aree sociali, poi, dove lo stato di diritto è
del tutto assente, la criminalità
organizzata diventa, paradossalmente, motivo
di orgoglio. Nei territori industrializzati, al vuoto di valori e al disagio
esistenziale innescato da gravi patologie nevrotiche, i nostri giovani compensano
emulando certi comportamenti aberranti che, la televisione (e company),
propaganda a tambur battente, nel nome del dritto all’informazione. Il dilagare
dell’antisemitismo e dell’odio per il diverso, nelle democrazie occidentali
liberiste, è il frutto marcio proprio di un atteggiamento di questo tipo. Non è
così che si forgiano le coscienze, ed evitare che tutto ciò non accada mai più!
Siamo oramai privi di quella necessaria consapevolezza e dei parametri etici
indispensabili per discernere il giusto dall’iniquo e la libertà dalla licenza.
Ecco il vero volto dell Impero Industriale Pagano, più
subdolo, più velenoso, più miserabile di qualsiasi dittatura: quello dalle
mille facce e infinite personalità. L’Impero della licenza – la dittatura delle
“libertà”.
Gianni Tirelli
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