mercoledì 15 agosto 2012

a Taranto non c’è emergenza ambientale”. " Nichi Vendola" (quando si e' bastardi dentro...sx o dx, non si guarda in faccia nessuno !!!

Qui i veleni industriali inquinano aria, acqua, terra e cibo. Ogni giorno uccidono e fanno ammalare persone inermi, soprattutto i bambini. La prima denuncia risale al 1965, mentre, la prima manifestazione ambientalista è andata in onda 42 anni fa. La città nel 1995 è stata segnalata dall’Organizzazione mondiale per la sanità “area a elevato rischio ambientale”, insieme ad altri 11 siti italiani, tra cui Brindisi e Manfredonia in Puglia, a tutt’oggi non ancora bonificati. Il 23 aprile 1998 un decreto del Presidente della Repubblica ha dichiarato “Taranto città ad alto rischio ambientale”. Eppure il governatore Nichi Vendola ha avuto la faccia bronzea di dichiarare pubblicamente che a Taranto non c’è emergenza ambientale”.

Fior di prove - La ricerca più recente del Cnr a firma di Maria Angela Vigotti dell’università di Pisa attesta che a Taranto si muore indiscriminatamente di inquinamento almeno fin dal 1979. La mortalità generale in loco supera del 20 per cento quella regionale, già elevata. La prima condanna in tribunale per “getto di polveri” giunge nel 1982 (quindici giorni di reclusione per il direttore dell’allora Italsider, ad opera dell’attuale procuratore capo Franco Sebastio), la prima condanna per Emilio Riva arriva per i “parchi minerali” nel 2002, nel 2007 Emilio Riva e suo figlio Claudio furono anche interdetti dall’esercizio dell’attività industriale, e fu loro inibita la possibilità di contrattare con la pubblica amministrazione. Nel 2008 il pediatra Giuseppe Merico ha denunciato i risultati di alcune analisi su campioni di latte materno: i neonati succhiano latte con dosi di diossina 25 volte superiori ai limiti imposti a livello internazionale dall’Oms. Un altro studio che analizza il cancerogeno benzo(a)pirene ha scoperto che un bambino di Taranto inala senza volerlo 2 sigarette al giorno (39 pacchetti l’anno). Secondo i dati dell’Inventario nazionale delle emissioni e delle loro sorgenti, “il 92 per cento della diossina prodotta in Italia” fuoriesce dai camini dell’Ilva. Come tralasciare le immense discariche Italsider e poi Ilva dove è stato seppellito di tutto, grazie anche al contributo della Smarin di Giuseppe Grossi (già nel consiglio di amministrazione del San Raffaele del Monte Tabor?). Non è tutto.

Nel Mar Jonio l’Ilva scarica impunemente ingenti quantità di mercurio. Dulcis in fundo: l’inquinamento radioattivo del siderurgico non è stato mai analizzato, ma esiste.

Vogliamo discuterne con Svendola Puglia ora che si approssima la nuova campagna elettorale a livello nazionale?

E’ stato per caso Prodi a capo dell’Iri che invece di risanare l’ex Italsider ha venduto (si fa per dire) per un piatto di lenticchie ai Riva?

Davanti a questa realtà le Istituzioni non hanno saputo o forse voluto tutelare i cittadini, non hanno saputo o forse voluto imporre il rispetto della legalità e del diritto. Il governatore Nichi Vendola non ha saputo far di meglio che pavoneggiarsi nel novembre 2010 in un’intervista sul primo numero della rivista IL PONTE, edita dai padroni del siderurgico.

Ripetiamo la domanda già posta due anni fa, ma ancora senza risposta. Anche lei Vendola ha preso soldi dal clan Riva?  


Gianni Lannes



COMMENTI......



Non mi piace chi MANIPOLA l'INFORMAZIONE.

Le parole messe in bocca a Vendola sono in realtà di Ferrante, Presidente dell'ILVA:

"Bruno Ferrante ha ribadito la posizione dell’Ilva nei confronti del processo in corso. «Non riteniamo che oggi a Taranto ci sia un’emergenza ambientale e sanitaria tale da giustificare misure così drastiche da parte della magistratura. "

http://www.lavocedimanduria.it/wp/ilva-e-regione-allunisono-non-ce-emergenza-sanitaria.html

Non ho una grande simpatia per Nichi Vendola, ma ne ho ancor meno per le BUGIE!

Una persona onesta farebbe le dovute rettifiche.

Saluti.

CANELIBERONLINE....Risponde.....
Caro giosby, dovresti rivolgerti a GIANNI LANNES, di personale c'e' solo il titolo. Per mia esperienza personale, ho detto cio' che pensavo del purtroppo triste personaggio, con tanto di rispetto per chi lo segue e non si e' reso conto dell'evidente che è sotto gli occhi di tutti.
ciao giosby, grazie per aver partecipato alla discussione, a presto.


  1. Caro gestore del blog, io non so chi sia Gianni Lannes,né come rivolgermi lui...

    Penso tuttavia che gestire un blog significhi anche verificare l'attendibilità delle notizie postate dai tuoi collaboratori, di cui sei comunque tu responsabile.

    Detto questo, se convieni nell'osservare la MENZOGNA, tocca a te la RETTIFICA...
    Vedi tu...
    Dalle mie parti la chiamano serietà...
    RispondiElimina
  2. Ho riletto bene!
    Proprio il TITOLO è FALSO !!!

    Non voglio in alcun modo schierarmi pro o contro Vendola!
    Soltanto difendere il diritto di chiunque di non essere infangati con un FALSO !!!


    CANELIBERONLINE .....risponde.....

    Gianni Lannes

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Gianni Lannes (...) è un giornalista e fotografo italiano. Ha lavorato sia in Italia che
     all'estero, si è occupato di "controinformazione" con inchieste riguardanti traffico 
    d'armi (inchiesta su Ilaria Alpi e Miran Hrovatin), di esseri umani, di rifiuti tossici
    Collabora con La Stampa[3] e la RAI Radiotelevisione italiana. Ha lavorato nei
    In seguito all'apertura del suo giornale on line e alle sue scrupolose indagini
     ItaliaTerraNostra, in cui spesso vengono ad essere coinvolte delinquenza 
    organizzata e politica, il giornalista (e anche persone che fanno parte dell'organico 
    della redazione) subisce minacce e una serie di attentati da parte della mafia,[1]
     ma secondo lo stesso Lannes pare che vi siano implicati anche "servizi segreti 
    non deviati".[4] Sull'edizione de Il Fatto Quotidiano del 28 novembre 2009 si legge:
    « Gianni Lannes è un giornalista che fa nomi e cognomi. A giugno ha aperto un giornale online
     di informazione, con sede a Orta Nova, in provincia di Foggia.
     [Ha subito] minacce e tre attentati:
    il 29 giugno, a due settimane dall'apertura, la prima lettera di minacce. Poi, a inizio luglio,
    un'esplosione fa saltare in aria la sua automobile. Il 23 luglio vengono manomessi i freni della sua
    nuova auto
     [rischiando la vita] [...] I primi di novembre, ancora, un attentato incendiario gli distrugge
    l'ennesima automobile
     [...][5] »
    Dopo varie insistenze eluse per avere una scorta, "almeno per la sua famiglia",
     il giornalista a cominciare dalle ore 15 del 22 dicembre del 2009 ottiene
     l'assegnamento di una scorta della Polizia di Stato. Nel dicembre del 2009 risulta
     ancora legato da contratto con uno dei più importanti quotidiani italiani, 
    La Stampa di Torino, sebbene congelato (percepisce lo stipendio con l'obbligo 
    di non lavorare) in seguito a una sua inchiesta (autunno-inverno 2008) sulla mafia
     che vedeva implicato Renato Schifani come sponsor riguardo alla costruzione in 
    terra siciliana di una superstrada inutile, a dire di Lannes, la quale è riuscita solo a
     devastare un'area boschiva (Bosco della Ficuzza) ancora integra della Sicilia, 
    comprensiva di zona archeologica. Renato Schifani invitò Gianni Lannes a una
     festa a Roma, dove dopo una discussione riguardante le motivazioni dell'inchiesta
     consigliò al giornalista di non occuparsene più e "di andare in vacanza". 
    Un mese e mezzo dopo Schifani si presenta a La Stampa[3] di Torino e l'attività di
     giornalista di Lannes viene congelata senza nessuna motivazione.[6][1][7] 
    Per poter continuare a lavorare Lannes si vide così costretto, dopo il congelamento,
     a fondare un suo giornale online, Italia Terra Nostra[8]. In seguito alle sue
     inchieste sulla Barilla e l'amianto dei suoi stabilimenti di Melfi, dal 18 novembre 
    2010 il sito di Lannes risulta oscurato, non in conseguenza di regolare denuncia
     ascritta a "eventuale reato di diffamazione a mezzo stampa" presentata alla
     magistratura, ma dallo stesso provider Aruba che lo ospitava[9].

    Indice

      [nascondi

    Per il titolo, mio personale,aspetto che Niki Vendola si faccia vivo per spiegargli 
    il motivo. Facevo parte della dirigenza di Rifondazione Comunista, quando venne 
    a fare un comizio..........allora Monti, Bersani, etc,,,,,,se li sarebbe mangiati in un solo ,
    boccone........
    oggi, si fa in quattro per essere ammesso nel clan criminale di chi ci ha fatto perdere
    la SOVRANUTA' 
    POLICO-ECONOMICA. COSA DA POCO SECONDO I PUNTI DI VISTA!!!!!
    Da 12 anni circa, prima che Bertinotti si vendette per 30 danari, sono una persona 
    libera ed indipendente di estrazione Marxista-Leninista- Troskjista.
    Se tutto cio' non rientra nelle tue letture preferite, non sono io a doverti suggerire
    cosa fare. Ti ringrazio ancora per la partecipazione....e.....HASTA SIEMPRE!!!



    A Wikipedia e al copiaincolla ci arrive ache da solo, grazie.
    Sei liberissimo di criticare Vendola quanto ti pare e place, ma dire 
    BUGIE e' una cosa diversa!
    Le falsità non aiutano mai nessuna causa, neanche la migliore!
    Inaccettabile ! Degno del sistema che tanto vuoi combattere...

Nessun commento: