sabato 25 agosto 2012

DAL FRONTE SARDO


Cacciare i dirigenti ALCOA, Occupare

 la fabbrica, Continuare la produzione 

sotto il controllo operaio

(23 Agosto 2012)
La fabbrica è dei lavoratori, non dei padroni. Loro hanno 
sfruttato gli impiant
i e gli operai ora se ne vogliono
 liberare lasciando migliaia di famiglie nella miseria.
Questo è inammissibile, bisogna subito occupare gli

 impianti e continuare 
la produzione sotto controllo operaio.
Sappiamo che quello che vi proponiamo sembra difficile 

e irrealizzabile, 
ma resta l’unica soluzione che possa
 garantire il mantenimento dei posti lavoro e la produzione
 dell’alluminio.
È chiaro che l’occupazione e il controllo operaio sulla 

produzione stanno a
 significare la rottura con il sistema
 nel quale viviamo, ma non è forse questa dittatura dei
 banchieri e degli
industriali che ci sta portando
 nel baratro? Quante fabbriche dovremmo vedere smantellate,
 quante 
aziende agricole e artigiane chiudere,
 quanti figli vedere emigrare per renderci conto che il capitalismo
 non ha
 più niente di progressivo per noi lavoratori?

Avete dimostrato in questi anni una radicalità e un coraggio 

nelle lotte che
 non si vedevano da tempo, 
siete guardati con attenzione da migliaia di operai in tutta Italia,
 potreste 
aprire la strada ad una rivolta 
sociale che infiammi l’Italia e contagi tutta l’Europa. Suggeriamo
 perciò di
 eleggere un comitato di fabbrica,
 che vada oltre le divisioni sindacali, contrattuali, tra ditta madre
 e appalti 
ed ogni suo membro deve essere
 revocabile in qualsiasi momento, occorre subito fare un appello 
alle altre
 fabbriche perché facciano altrettanto,
 tutti i comitati si debbono riunire in coordinamento che estenda
 la lotta
agli altri settori.
“Proletari di tutti i paesi unitevi
non avete che da perdere le vostre catene.” Karl Marx
PCL SARDO




Cagliari, scontri in porto tra operai Alcoa e polizia

Circa duecento lavoratori Alcoa, arrivati stamane nello scalo del capoluogo
 sardI 
cercano di
 bloccare lo sbarco di auto e passeggeri dalla nave Tirrenia. Quando uno 
dei cancelli 
è stato aperto, c'è stato un corpo a corpo tra operai e polizia. Un sindacalista
 è stato 
colpito da alcune manganellate. Alcuni operai si sono gettati in mare
 FOTO - VIDEO 1 - 2
Email
    ORE 12,28. Una quindicina di lavoratori 
    dell’Alcoa è 
    riuscita a salire, in accordo
     con
     le forze 
    dell’ordine,
     sul traghetto Toscana 
    della Tirrenia e
     all’ingresso del 
    portellone di accesso 
    per le auto hanno 
    srotolato uno
    striscione con la scritta «stabilimento
     Alcoa» al grido 
    di «lavoro, sviluppo e occupazione». I passeggeri si
     sono affacciati dal ponte e hanno applaudito a più 
    riprese gli operai mentre sistemavano lo striscione.
     Con l’ultimo blitz autorizzato, la manifestazione si è
     conclusa e i lavoratori
     hanno 
    abbandonato la banchina e a poco a poco stanno 
    liberando il porto di 
    Cagliari dopo circa
     tre ore di protesta.
    ORE 12,25. «Siamo solidali con la vostra manifestazione»,
     ha detto 
    il comandante della 
    nave Toscana della Tirrenia, ai lavoratori dell’Alcoa che
     hanno raggiunto
     la passerella
     del traghetto. All’indirizzo degli operai sono partiti 
    gli applausi dei 
    passeggeri della nave,
     ricambiati dai lavoratori che stanno per lasciare
     il porto, sempre sotto
     lo sguardo vigile 
    delle forze dell’ordine.
    ORE 12,15. Gli operai dell’Alcoa sono sotto la 
    Toscana della Tirrenia
     proveniente da
     Napoli che sta completando le operazioni di 
    ormeggio al molo Rinascita.
     L’obiettivo è 
    quello di un’azione dimostrativa per tenere alta
     l’attenzione sulla vertenza
     scegliendo
     i punti strategici in questi giorni di massimo afflusso
     turistico in Sardegna.
     «Lavoro
     subito!», urlano gli operai alternando anche l’inno
     dei Dimonios, gli "eroi"
     della
     Brigata Sassari, e l’immancabile ritmo scandito dai 
    caschetti che sbattono
     sull’asfalto.
     I passeggeri in attesa dello sbarco osservano l’insolita
     accoglienza dal
     ponte del traghetto.
     Un cordone di polizia tiene ad una decina di metri 
    di distanza i 
    manifestanti rispetto alla nave.
    ORE 11,50. Dopo quasi due ore di presidio davanti 
    ai cancelli del porto
     presidiati dalla
     polizia, i lavoratori Alcoa che da stamane manifestano
     davanti allo scalo
     marittimo di 
    Cagliari, sono riusciti a raggiungere il molo Sant’Agostino.
     Circa 300
     lavoratori attendono
     l’attracco della nave Tirrenia con bandiere e striscioni.
     «Non vogliamo
     creare disagi 
    a nessuno», ha detto Franco Bardi della Cgil, «vogliamo 
    che ci sia
     attenzione per la 
    nostra vertenza, permetteremo di sbarcare ai passeggeri 
    del traghetto
     appena possibile».
    ORE 11,05. Erano circa le 11 quando alcuni operai si
     sono allontanati 
    dal presidio dopo
     momenti di tensione con le forze dell’ordine che tentavano
     di respingere
     l’assalto in
     massa all’ingresso principale del molo Sant’Agostino.
     I lavoratori 
    denunciano di aver
     subito anche manganellate dalla polizia durante il

     tentativo di irruzione.
     Poi la decisione 

    fulminea di 5-6 operai di gettarsi in mare: si sono tolti
     i vestiti e, in 
    mutande, si sono 
    tuffati nelle acque del porto. Un altro gruppo di lavoratori, 
    sfruttando
     la confusione del
     momento, è riuscito a scavalcare la recinzione,
     controllato a vista 
    dalle forze 
    dell’ordine che, pacificamente, hanno impedito una 
    ulteriore avanzata
     dei manifestanti.
     Attualmente sono una decina gli operai al di là della
     recinzione:
     con striscioni, 
    bandiere e caschetto da lavoro in testa stanno
     presidiando la 
    zona seduti sull’asfalto.
    ORE 11. È esplosa la tensione al porto di Cagliari 
    dove stamane
     hanno effettuato 
    un blitz gli operai dell’Alcoa di Portovesme, con 
    un corpo a corpo
     tra lavoratori 
    e polizia appena si è aperto per pochi minuti il 
    cancello davanti al
     molo Sant’agostino.
     Rino Barca, segretario territoriale della Cisl è
     stato colpito da 
    alcune manganellate.
     Respinti dalla polizia, alcuni operai si sono 
    buttati in mare per 
    raggiungere a nuoto
     lo scalo dove sta attraccando la nave Tirrenia.
    ORE 10. Nuovo blitz degli operai Alcoa, dopo
     l’aeroporto di Elmas,
     questa volta 
    è stato preso di mira il porto di Cagliari. 
    I lavoratori, partiti 
    stamane da Portovesme, 
    hanno raggiunto gli ingressi del porto, con 
    l'obiettivo di bloccare
     lo sbarco di passeggeri
     e auto. Al momento, il molo Sant'Agostino 
    e quello Dogana del 
    porto di Cagliari sono
     bloccati dalla manifestazione di oltre duecento
     lavoratori. Di fronte 
    agli ingressi, gli 
    operai hanno trovato la polizia ad attenderli,
     ma alcuni pensano
     di aggirare il blocco
     buttandosi in mare e raggiungendo a nuoto
     la zona arrivi, dove
     si attende l'attracco
     del traghetto Tirrenia da Civitavecchia. L'intento
     è ritardare lo sbarco
     dei passeggeri.
     Disagi necessari, spiegano i lavoratori, per 
    richiamare l'attenzione
     sulla fermata quasi 
    certa degli impianti a partire dal 3 settembre.
    Due giorni fa gli operai, ai quali è stato annunciato
     il blocco dello 
    stabilimento del Sulcis 
    ai primi di settembre, avevano bloccato per ore
     l'ingresso dell'aeroporto
    di Cagliari Elmas.





    ail
    24 agosto 2012

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