mercoledì 8 agosto 2012

DELLA SERIE "ATTENZIONE AGLI ARTISTI"......


L'ipocrisia di Achinoam Nini, in arte Noa, continua a mistificare i crimini sionisti col benvenuto delle amministrazioni comunali

Ancora una volta le scelte politiche, da parte di soggetti che sul motto "il vento cambia" hanno basato la propria campagna elettorale, restano quella inclini al potere, che non rispettano in alcun modo l'elettorato che invece, ancora una volta, rimane deluso da una classe dirigente corrotta e venduta.
Nei giorni scorsi l'assessore alla cultura del comune di Milano Boeri ha presentato l'iniziativa “Voci dal mondo – Women for Expo” in cui parteciperà anche la cantante israeliana Noa, cui è stata dedicata la serata di chiusura.
«Io so che nel profondo del vostro cuore DESIDERATE la morte di questa bestia chiamata Hamas che vi ha terrorizzato e massacrato, che ha trasformato Gaza in un cumulo di spazzatura fatto di povertà, malattia e miseria. [...] Posso soltanto augurarvi che Israele faccia il lavoro che tutti noi sappiamo deve esser fatto, e VI LIBERI definitivamente da questo cancro, questo virus, questo mostro chiamato fanatismo, oggi chiamato Hamas». Queste le parole della cantante scritte nella "Lettera di Noa agli amici palestinesi" nel gennaio 2009, durante l'aggressione di Israele a Gaza*. In quei giorni di massacri, i bombardamenti provocarono oltre 1400 morti, di cui 400 bambini, oltre a 5.000 feriti e 6300 case distrutte, mettendo in ginocchio e riducendo in macerie l'intera Striscia e la sua popolazione. In quell'occasione, l'esercito sionista fece inoltre uso di civili palestinesi come scudi umani, mentre la "pacifista" Noa dichiarava che tale pratica era da da attribuirsi ad Hamas.
La pericolosità di soggetti come la cantante in questione, che spargono nel mondo la loro immagine di "persone di pace", è uno strumento estremamente potente ed altrettanto pericoloso: da un lato Israele ha bisogno di volti pubblici che si conquistino l'approvazione popolare nel segno della giustizia e del rispetto dei diritti umani, per poi mascherare le loro vili dichiarazioni razziste dietro una maschera ormai benevolmente riconosciuta a livello internazionale; dall'altra parte, però, tale strumento diventa efficace se amplificato dalle scelte di soggetti politici e di propaganda culturale che accolgono e spesso promuovono questi personaggi, plaudendo al loro finto senso di giustizia.
Non è ancora chiaro - si decide di essere ingenui - se anche associazioni note, di promozione sociale e quantomeno sulla carta sensibili alla causa palestinese, ignorino la vera natura di Noa o di chi per essa, oppure decidano di far parte di quella massa di finti pacifisti pronti ad indignarsi davanti alla violazione dei diritti umani ma che nei confronti di Israele decide di chiudere entrambi gli occhi. Forse, il fulcro di tale contraddizione sta proprio nel voler approcciare ad una "questione palestinese" invece di condannare l'unico vero artefice dell'attuale condizione in cui la popolazione palestinese è costretta. Va da sé che l'intero assetto geopolitico del Mediterraneo e del Medio Oriente è tenuto in scacco dagli stessi poteri che manovrano l'esercito di occupazione sul suolo palestinese.
Come ha scritto Ilan Pappe, «benché la storia della Palestina, dai suoi inizi fino a oggi, non sia stata altro che una storia di mero colonialismo ed espropriazione, il mondo la tratta invece come una storia "complessa", difficile da capire e impossibile da risolvere», questo è sia un effetto della potente arma in mano ad Israele, di cui Noa è uno strumento, sia una causa delle scelte ingiustificabili di chi organizza un evento "per far incontrare popoli e culture diverse" invitando una guerrafondaia concausa del massacro di un popolo a danno di un progetto politico.
Sicuramente la cantante, ecco altro strumento estremamente efficace e pericoloso, è stata invitata come pseudo pacifista ma anche come ebrea pacifista, in una dinamica per cui ad Israele si associa il popolo ebraico e viceversa. Lo stato sionista, nato da un progetto laico e disumano, non può che fomentare questo rapporto biunivoco, da cui trae i benefici di un'etichettatura vittimista che per nulla gli appartiene, che comprende la Shoah e le varie persecuzioni subite dagli ebrei. Questa connessione continua a saldarsi, grazie anche a scelte internazionali come quella fatta da molte istituzioni pronte a riconoscere Israele come "stato ebraico" tale per cui Israele diventa intoccabile perché terra degli ebrei.
Fortunatamente, ma anche inevitabilmente, il movimento degli "Ebrei contro il Sionismo" si sta ampliando, e sempre più seguaci dei Javé si indignano di fronte alle disumane violenze sioniste e se ne dissociano, che nulla hanno a che vedere con le Sacre Scritture.
Israele ha creato intorno a sé un potentissimo apparato mediatico, atto ad offuscare quotidianamente la verità di quanto accade in terra palestinese; le scelte come quelle di Pisapia e di Boeri (fatte con estrema lucidità e non per inconsapevolezza) non fanno altro che perpetrare il massacro a danno degli arabi, mostrando il volto di una Noa pacifista che, poco fa, ha benedetto le bombe che avrebbero massacrato i suoi vicini di casa.
Boicottiamo il concerto di Noa
l'11 agosto a Milano e tutti quelli futuri!
Redazione PalestinaRossa
 

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