UNA IRREVERSIBILE ALTERAZIONE TRAUMATICA DELLA COSCIENZA
Oggetto: il gene Myh16, definito
responsabile della mutazione genetica dell’uomo.
Signori scienziati e ricercatori, inizio
col dire che io non so nulla del gene Myh16 (questione di mandibola), la provocatoria
ipotesi, avanzata da un team di biologi e chirurghi plastici dell’Università di
Pennsylvania e del Centro pediatrico di Filadelfia che, secondo le ultime
teorie, sarebbe la causa della mutazione genetica che ha determinato la
separazione tra uomo e scimmia. Anche perché non credo siano questi gli
strumenti, i riferimenti, per la comprensione della verità e della conoscenza.
I miei, sono l’osservazione, l’intuizione, la filosofia applicata e il pensiero
libero. Un modello logico, applicato al buon senso, e che definirei,
ragionevole.
Per tanto, la supposta proteina Myh16 (o
chi per lei), non ha alcuna rilevanza sullo sviluppo del cervello nell’uomo,
non essendone la causa ma l’effetto indotto da un’alterazione della coscienza.
Nei fatti non esiste scienza senza l’intervento della “coscienza” ma solo,
violazione e profanazione, che si attestano come errore primitivo di base,
compromettendo, dall’origine, ogni supposta ricerca, teoria e ipotesi.
Le teorie scientifiche non possono in
nessun modo provare o affermare la verità, ma mortificarla nella sua sostanza e
interezza. Le controindicazioni e gli effetti collaterali gravi, relativi alle
scoperte di questi ultimi cinquant’anni, sono la dimostrazione inequivocabile
di una scienza miope e autoreferenziale che ha anteposto, alla verità oggettiva
e al limite etico, la vanità, l’interesse particolare e la sudditanza verso il
Sistema Liberista Relativista . Il sapere non è della scienza ma della
filosofia e, per tale e semplice motivo, non può essere oggetto di
mercificazione. Parlare di certezza scientifica, è un ossimoro; un grottesco
inganno, intrinseco alla locuzione medesima. Dall’origine dell’uomo ai giorni
nostri, è tutta una lunga lista, di strampalate teorie e ipotesi, la sommatoria
delle quali, ha prodotto quella che oggi è la nostra realtà; un’immensa cloaca
asfittica e maleodorante che ha compromesso ogni vera gioia, felicità e
futuro.
Se voi scienziati (tornando all’oggetto in
questione), foste più attenti e meno presi dalle vostre stravaganti ambizioni,
ma soprattutto dall’arsura nevrotica di dare frettolosamente una spiegazione
scientifica ad ogni cosa, capireste che l’anomalo, innaturale aumento del
cervello nell’uomo, non è dipeso dell’azione del gene Myh16, ma da
un’alterazione della coscienza e della consapevolezza. E’ la coscienza che
alimenta il cervello, ma la sua degenerazione, può innescare una “infezione”
così grave (iperplasia o ipertrofia), da indurre l’individuo,
all’autodistruzione. Questo è ciò che accade oggi all’uomo delle società
moderne. Questo processo ha avuto inizio sicuramente qualche milione di anni
fa, milione più, milione meno.
E’ possibile che l’uomo dei primordi
(scimmia o non scimmia che fosse), abbia subito un trauma devastante, a tal
punto inimmaginabile, da destabilizzarne e alterarne la sua coscienza di base,
che utilizzava semplicemente per soddisfare le sue necessità e interagire
socialmente. Tutto questo, potrebbe essere imputato all’impatto di un meteorite
di grosse dimensioni con la crosta terrestre – a una pioggia radioattiva – ad
uno spavento oltre ogni capacità di comprensione; insomma, la visione
sensoriale e traumatica di un fatto, talmente apocalittico da compromettere per
sempre la capacità di codifica del cervello - di contemplare e quindi di assorbire
un tale straordinario evento e, in seguito, di poterlo rimuovere. Il solo modo
a disposizione dell’uomo “per incassare il colpo”, è stato di alterare la sua
coscienza di base in un’altra di natura relativistica. Prova ne è che, negli
ultimi decenni, fra guerre, olocausti, visioni apocalittiche di ogni genere,
notizie raggelanti sullo stato dell’ambiente, i vari accadimenti hanno, in
brevissimo tempo, modificato le nostre coscienze in coscienze malate. Il
cammino comincia da molto lontano e, oggi, siamo all’apice di una sorta di
iperplasia degli avvenimenti.
E’ una coscienza sana che nutre in maniera
funzionale il cervello ma, una coscienza malata, lo distrugge e lo fa
implodere. E poi, chi ci dice che, all’aumento di volume del cervello
corrisponda, necessariamente, un aumento della scatola cranica? In una logica
evolutiva naturale, questo è sicuramente possibile, ma nell’ipotesi di
un’anomalia, di una alterazione provocata da un trauma spaventoso, questo non
lo è più. Chi ha vissuto l’orrore dell’olocausto e la prigionia nei campi, di
concentramento nazisti ha, inevitabilmente, modificato la propria coscienza in
una coscienza ipertrofica, che ha prodotto una tale infinità di pensieri
schizofrenici e di domande vane, da costringere il proprio cervello ad una
inevitabile pressione contro le pareti della scatola cranica. La scatola
cranica come reagirà? Quanti suicidi ci sono stati dopo la liberazione dei
deportati, e quanti soldati al ritorno dal Vietnam hanno fatto la stessa fine?
L’uomo ha rinunciato alla terra per le macchine e questo, è segno di pura
necrofilia, risultato di una coscienza frustrata e squilibrata.
Io sono convinto che la verità sia figlia
della bellezza, e l’orrenda visione del mondo tecnologico che é sotto i nostri
occhi, non può che condurci ad una inevitabile conclusione.
E’ dall’analisi del presente, dell’attuale,
e da una oggettiva e leale comprensione del passato, non pregiudiziale, che
possiamo fissare i termini di una vera conoscenza e di bellezza. La vera
tragedia si evince dal fatto che gli uomini, non riescono a vedere, considerare
una realtà diversa da quella che sono soliti vivere. Questo è il vero dramma!
Scienziati, ricercatori, studiosi e affini, si sforzano in ogni modo e sempre,
a volere ricondurre tutto a qualcosa di tangibile e determinabile
scientificamente. Questo errore di base, condiziona per sempre il processo di
verità, dando origine, in seguito, a scoperte monche e illusorie che, nelle
loro controindicazioni, attestano la loro inefficacia e dannosità.
E’ la coscienza che controlla e determina
ogni cosa. Il gene Myh16 ( e vorrei tanto sapere, come siete arrivati a
partorire questa sigla), non è, che un miserabile strumento - un servo al
comando della coscienza. Per tanto, è falso affermare che a un grande cervello
(e parlo di dimensioni), corrisponde una viva intelligenza. Mi sembra una
conclusione infantile e riduttiva. E’ un grande pensiero o un’infinita
moltitudine di pensieri che possono determinare l’aumento del volume del
cervello, e di conseguenza, in ultima ipotisi, della scatola cranica. Questo è
il vero casino! Sono ormai decenni che state lavorando al contrario, e i
risultati si vedono.
La conoscenza illumina. Come ne usciremo?
Con un suicidio di gruppo? Perché è questo, oggi, il fine ultimo di una tale coscienza.
Così, non è una proteina (come stupidamente
affermate) la causa della depressione - No! E’ questo mondo insensato, il solo
responsabile di questo male oscuro. Lo stesso, valga per gli attacchi di
panico, l’ansia, le infinite turbe nevrotiche, e per quell’istinto di
autodistruzione, oramai geneticamente prolifico nel cervello degli uomini. Come
del resto, è del tutto fantasiosa la “leggenda” che vi vuole (scienziati e
ricercatori), depositari delle verità e della conoscenza. Balle spaziali!! I veri
asini, siete proprio voi, assoldati dal potere economico in cambio di
privilegi, visibilità e perversione; narcisi e vanesi per definizione e
naturali responsabili della catastrofe umana, ambientale e di valori, in cui
avete trasformato le nostre “moderne” società.
Ogni quarto d’ora, nel mondo, c’è una nuova
scoperta, e ogni quarto d’ora sul pianeta si estingue una specie animale o
vegetale. Come vi sembra l’equazione? Non vi fa un po’ riflettere, e
rabbrividire al tempo stesso?
Combattere il cancro con, la cobalto, la
chemio e la radioterapia, è come volere guarire il paziente da una pericolosa
indigestione, prescrivendogli una dieta a base di funghi velenosi e topi morti.
Una macabra e disgustosa barzelletta! Avete rastrellato per 50 anni danaro
pubblico in nome della ricerca, speculando sulla buona fede della gente, sul
loro dolore e senso di responsabilità, tradendo ogni loro speranza e illusione.
Questo del ‘cancro” è l’affare degli affari, e ve ne guardate bene (oltre a non
esserne in grado) dal trovare una risolutiva cura. A sti prezzi!! “In verità vi
dico” che il vero cancro delle nostre “moderne” società, siete proprio voi.
Il cancro è si una potenzialità reale del
nostro organismo, ma latente e remota, se noi non lo svegliamo dal suo torpore.
Le sue origini sono di varia natura, le sue cause innumerevoli che vanno da una
cattiva alimentazione, ad una qualità della vita inadeguata, innaturale, non
sostenibile dalla nostra struttura psicofisica - praticamente la realtà che ci
circonda! Nel passato, salvo le solite eccezioni, con il cancro ci si poteva
convivere tranquillamente: una sorta di simbiosi, di scambio mutualistico, fino
al nostro ultimo giorno. E’ lo stile di vita la causa scatenante dell’insorgere
di questa vergognosa patologia. Tutto questo mette in attività quel complesso
meccanismo che porta all’iperplasia e all’ipertrofia dei nostri organi.
Anche la sua rimozione, attraverso interventi invasivi, chirurgici, può
innescare l’esplodere della sua potenza distruttiva. Per tale motivo: “Non svegliare
“cancr” che dorme.”
Inviterei tutti a ricominciare da zero,
consigliandovi, se mi é permesso, di partire dall’anima, dal cuore, dallo
spirito e dalla coscienza di base. Allora si, che farete passi da gigante, voi
che, oggi, non siete altro che dei piccoli puffi, senza coscienza.
Tanto vi dovevo. Gianni Tirelli
Nessun commento:
Posta un commento