UNA SISTEMATICA PRESA PER IL
CULO!
“Oggi il destino del paese è nelle nostre mani e se non
tiriamo fuori gli attributi, adesso, in questo momento, dimentichiamoci il
significato di futuro”
Se in questo paese, ragionevolezza, decoro, senso dello
stato e onesta intellettuale,
fossero i criteri di giudizio necessari, indispensabili e ineludibili
per concorrere alla carriera politica e conseguente investitura istituzionale,
bene, per questa gente sarebbe giunto il momento di fare le valige e sparire
per sempre dalla nostra vita.
Credere che l’appartenenza politica possa ancora fungere
da spartiacque fra ciò che è giusto e iniquo, fra la verità e la menzogna, la
libertà e la licenza e fra il diritto e l’abuso, non è che uno squallido
esercizio di illusionismo.
Gli uomini vanno giudicati per le loro azioni e per
l’esempio sulla società.
Gli uomini di potere, che siano politici, banchieri o
imprenditori, rappresentano, non solo la parte più marcia della società, ma i
canoni estetici di una bruttezza rivoltante e inquietante, espressione di una
ingordigia fuori controllo e di un narcisismo patologico.
Stipendi stratosferici e tutti quei privilegi e vantaggi,
che alla faccia della miseria, la politica nostrana distribuisce ai suoi
rappresentanti, sono il terreno di coltura che, per un intrinseco automatismo,
seleziona i peggiori elementi della società trasfigurando il parlamento da un
cenacolo di etica e di diritto, in un mercato delle vacche dove si prostituisce
la dignità a fronte di interesse particolare e impunità.
Mai come in questi ultimi due decenni, una tale “presa
per il culo” aveva raggiunto questi livelli di guardia.
Qui necessita un moto d’orgoglio, uno scatto di nervi per
ripristinare il giusto livello di equità sociale o non ne usciremo vivi.
Questi illustri signori che da lungo tempo, sono al
comando della politica, della finanza e dell’imprenditoria, hanno fatto della
propria carica una copertura per espletare al meglio e senza intralci di sorta,
i loro sporchi e loschi affari. E questo è inaccettabile!
Adesso, ci hanno davvero rotto il cazzo! Tutti quanti,
nessuno escluso! Altro che buona educazione!
Se a questi loschi figuri non facciamo capire una buona
volta per tutte, che siamo veramente incazzati, a tal punto da vedere a rischio
la loro incolumità fisica, persisteranno nei loro comportamenti criminogeni,
certi come sempre, che il branco plebeo (coniglio per definizione) si adeguerà
chinando il capo, alle loro decisioni.
Ci siamo rotti il cazzo di sentire ancora parlare di
“resistenze pazzesche” da parte delle lobby dei farmacisti, dei taxisti e di
tutte le corporazioni e consorterie che hanno ingessato e messo sotto scacco la
nazione! Siamo stanchi di assistere inermi all’atteggiamento irresponsabile dei
grandi detentori di patrimoni che pur strafogando nella ricchezza, mettono veti
sulla patrimoniale, sulle transazioni e speculazioni finanziarie. Stanchi di
questa burocrazia labirintica e sempre da interpretare che fa gioco ai
furbetti, ai corruttori e agli evasori – stanchi di leggi e decreti, promulgate
e formulate ad hoc, con il solo scopo di affermare l’inedito sistema delle
cose, di ribaltare l’ordine precostituito e di eludere ogni regola civile.
I cittadini sono “in braghe di tela” - col culo per terra
- e pertanto, se di sacrifici si tratta, il governo Monti li chieda ai ricchi
evasori, ai banchieri speculatori, ai ladri e corruttori e ai faccendieri, che
per decenni, come vampiri, hanno succhiato il sangue alla parte più debole e
più numerosa della società, oggi alla flebo.
Dobbiamo assolutamente delegare la guida del paese a
persone comuni, ragionevoli e integerrime per evitare che il ricco ignorante al
potere, emani leggi contro la cultura, che l’imprenditore legiferi contro
l’ambiente, lo xenofobo contro il diverso, che il corruttore accusi i giudici
di uso politico della giustizia, che l’erotomane candidi puttane al parlamento,
il pervertito condoni le pene ai pedofili e che l’assassino, reintegri il delitto d’onore del codice Rocco,
per motivi passionali.
Questi signori vanno messi di fronte alla realtà dei
fatti contingenti, evitando, se è il caso, di declinare le loro responsabilità
individuali su empiriche cospirazioni e complotti, messi in atto da un
ipotetico “nuovo ordine mondiale”. In questo modo, non facciamo che il loro
sporco gioco, esimendoli così da ogni oggettiva colpa e onere.
Oggi il destino del paese è nelle nostre mani e se non
tiriamo fuori gli attributi, adesso, in questo momento, dimentichiamoci il
significato di “futuro”.
Siamo noi oggi, deputati a dettare le regole e progettare
il domani, delle generazioni a venire, ma a condizione di avere la capacità e
il buon senso di rinunciare alle divisioni ideologiche e a quell’amor proprio
che troppo spesso abbiamo anteposto alla verità delle cose.
Ci hanno sempre considerato e trattato alla stregua di
bestie ammaestrate che ubbidiscono ad ogni ordine e subdolo desiderio del
padrone, per evitare una punizione più gravosa e umiliante.
Questo succede perché siamo divisi, l’uno contro l’altro,
in questa guerra fra poveri stupidi, contro altri stupidi che vorrebbero
arricchirsi.
Dobbiamo spalancare le finestre ad un nuovo giorno e fare
circolare l’aria, per cominciare a respirare le ragioni di un’esistenza più
salubre, sotto ogni aspetto, dove ogni soggetto della comunità abbia pari
diritto e tutela, e possa sperare in quella giusta dose di felicità e di
sicurezza materiale per potere guardare al futuro con serenità e fiducia.
Gianni Tirelli
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