ATENE. LA TROIKA UCCIDE, COI GAS
I gas lacrimogeni tossici usati dalla polizia greca contro i dimostranti hanno fatto una nuova vittima. Partecipazione record allo sciopero generale non solo ad Atene ma in tutta la Grecia.
Londra: domani grande corteo contro tagli governo
di Redazione Contropiano
Centinaia di migliaia di persone sono attese domani a Londra per la manifestazione contro i tagli del governo alla spesa pubblica indetta dal Trades Union Congress (TUC), l'organizzazione che raccoglie le sigle sindacali britanniche. La protesta sarà probabilmente la più partecipata degli ultimi mesi.
Il corteo marcerà per le strade della capitale al grido di 'A Future That Works', 'Un Futuro che Funzioni'. Manifestazioni con le stesse parole d'ordine sono previste anche a Belfast e Glasgow. "Le prove che l'austerità non sta funzionando sono sempre più numerose", ha detto il segretario della TUC Brendan Barber.
Nell'ultima manifestazione dei sindacati, nel marzo dell'anno passato, almeno 250mila persone si diedero appuntamento a Londra: la più grande protesta pubblica dai cortei anti guerra in Iraq del 2003. L'anno scorso la manifestazione fu in gran parte pacifica anche se alcuni gruppetti si staccarono dal corpo principale e si scontrarono con la polizia nel centro della capitale. "Non vogliamo che si verifichi di nuovo", ha detto un portavoce della confederazione dei sindacati, ma la rabbia sociale cresce nelle metropoli dove crisi e disoccupazione coinvolgono sempre più giovani e lavoratori.
Nell'ultima manifestazione dei sindacati, nel marzo dell'anno passato, almeno 250mila persone si diedero appuntamento a Londra: la più grande protesta pubblica dai cortei anti guerra in Iraq del 2003. L'anno scorso la manifestazione fu in gran parte pacifica anche se alcuni gruppetti si staccarono dal corpo principale e si scontrarono con la polizia nel centro della capitale. "Non vogliamo che si verifichi di nuovo", ha detto un portavoce della confederazione dei sindacati, ma la rabbia sociale cresce nelle metropoli dove crisi e disoccupazione coinvolgono sempre più giovani e lavoratori.
Bolivia: promulgata legge sulla 'madre terra'
di Redazione Contropiano
“Con questa normativa intendiamo promuovere il vivere in equilibrio e complementarietà con la Madre Terra, perché senza la natura non ci può essere la vita né l’umanità”. Così, in una cerimonia al palazzo del governo di La Paz, il presidente Evo Morales ha promulgato la ‘Legge della Madre Terra e dello sviluppo integrale per il buon vivere’, volta a garantire “lo sfruttamento delle risorse naturali, in particolare quelle non rinnovabili, nel rispetto dell’ambiente”.
Con la nuova legge, ha detto Morales, il governo si impegna ad assicurare “un reddito dignitoso” ai boliviani, “in modo che non sia più necessario accumulare ricchezza distruggendo la natura”. Il presidente ha quindi elencato quelli che secondo l’esecutivo sono al momento i principali problemi ambientali nel paese andino, all’origine anche di conflitti sociali che soprattutto di recente hanno messo in luce diverse contraddizioni nelle politiche di governo.
Nella parte occidentale della Bolivia, secondo Morales, esiste un problema di eccessivo sfruttamento delle terre, soprattutto quelle destinate all’allevamento, che vengono convertite alla produzione della quinoa, il cosiddetto ‘grano sacro degli Incas’, per approfittare dell’aumento dei prezzi del prodotto nei mercati internazionali. Nell’est, ha sottolineato il presidente, imperversa lo sfruttamento indiscriminato del legname: “Il mercante si presenta, offre agli indigeni cibo, alcol e qualche pesos e se ne va portando via i tronchi”.
Per l’applicazione della nuova legge, è prevista, tra l’altro, la creazione di un organismo indipendente in seno al ministero dell’Acqua e dell’Ambiente che sarà anche incaricato di sanzionare le violazioni.
Fonte: Misna
Con la nuova legge, ha detto Morales, il governo si impegna ad assicurare “un reddito dignitoso” ai boliviani, “in modo che non sia più necessario accumulare ricchezza distruggendo la natura”. Il presidente ha quindi elencato quelli che secondo l’esecutivo sono al momento i principali problemi ambientali nel paese andino, all’origine anche di conflitti sociali che soprattutto di recente hanno messo in luce diverse contraddizioni nelle politiche di governo.
Nella parte occidentale della Bolivia, secondo Morales, esiste un problema di eccessivo sfruttamento delle terre, soprattutto quelle destinate all’allevamento, che vengono convertite alla produzione della quinoa, il cosiddetto ‘grano sacro degli Incas’, per approfittare dell’aumento dei prezzi del prodotto nei mercati internazionali. Nell’est, ha sottolineato il presidente, imperversa lo sfruttamento indiscriminato del legname: “Il mercante si presenta, offre agli indigeni cibo, alcol e qualche pesos e se ne va portando via i tronchi”.
Per l’applicazione della nuova legge, è prevista, tra l’altro, la creazione di un organismo indipendente in seno al ministero dell’Acqua e dell’Ambiente che sarà anche incaricato di sanzionare le violazioni.
Fonte: Misna
Ott 2012
Intervento di Wasim Dahmash sul tema "Verso uno Stato unico nella Palestina storica"
ISM-Italia Corso di formazione e training per attivisti "in e per" la Palestina, Pistoia 13/14 ottobre 2012.
Un vivissimo ringraziamento a Wasim Dahmash e un ringraziamento a Vincenzo Tradardi che ne ha curato la videoregistrazione e il caricamento su youtube.
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Silenzio su Eurogendfor, la strana super-polizia europea
Scritto il 19/10/12 • nella Categoria: segnalazioni
Si chiama Eurogendfor: una sigla apparentemente innocua, per quella che in italiano diventa “Gendarmeria europea”. Circondata dallo strano silenzio della stampa, il nostro Parlamento ha ratificato l’oscuro Trattato di Velsen, che il 18 ottobre 2007 ha istituito questa strana gendarmeria: una forza militare sub-europea indipendente. Ne fanno parte i paesi dotati di polizia militare: Francia, Spagna, Portogallo, Olanda e Italia. Secondo il Trattato, Eurogendfor è una sorta di super-polizia sovranazionale a disposizione dell’Unione Europea, dell’Ocse, della Nato. Una task-force rapidamente schierabile, composta esclusivamente da elementi delle forze di polizia con status militare, per la gestione delle crisi e dell’ordine pubblico. In Italia è previsto che in futuro sparirà addirittura l’Arma dei carabinieri: in parte gli effettivi saranno assorbiti dalla polizia, in parte da Eurogendfor.
Sulla carta, l’euro-milizia gode di poteri pressoché illimitati: per i blogger, è “la strana polizia della Ue”, ovvero un apparato repressivo al servizio della
nuova “oligarchia totalitaria orwelliana”. La struttura non risponde a nessun Parlamento nazionale, né a quello di Strasburgo. Ha sede in Italia, a Vicenza. Domanda: a cosa serve? E soprattutto: perché tanto silenzio? Il blackout mediatico certo non aiuta: rare notizie apparse su varie testate parlano di “totale immunità giudiziaria”, per la nuova milizia, “a livello nazionale ed internazionale”. Non solo. L’articolo 21 del Trattato di Velsen prevede l’inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di Eurogendfor. L’articolo 22 immunizza le proprietà e i capitali della super-polizia da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei singoli Stati nazionali, e l’articolo 23 prevede che tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possano essere intercettate da nessuna autorità giudiziaria. Non solo. Sempre Velsen prevede che i paesi firmatari rinuncino a chiedere indennizzi per eventuali danni procurati dalla milizia, e l’articolo 29 mette al riparo gli uomini di Eurogendfor da qualsiasi procedimento giudiziario a loro carico.
nuova “oligarchia totalitaria orwelliana”. La struttura non risponde a nessun Parlamento nazionale, né a quello di Strasburgo. Ha sede in Italia, a Vicenza. Domanda: a cosa serve? E soprattutto: perché tanto silenzio? Il blackout mediatico certo non aiuta: rare notizie apparse su varie testate parlano di “totale immunità giudiziaria”, per la nuova milizia, “a livello nazionale ed internazionale”. Non solo. L’articolo 21 del Trattato di Velsen prevede l’inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di Eurogendfor. L’articolo 22 immunizza le proprietà e i capitali della super-polizia da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei singoli Stati nazionali, e l’articolo 23 prevede che tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possano essere intercettate da nessuna autorità giudiziaria. Non solo. Sempre Velsen prevede che i paesi firmatari rinuncino a chiedere indennizzi per eventuali danni procurati dalla milizia, e l’articolo 29 mette al riparo gli uomini di Eurogendfor da qualsiasi procedimento giudiziario a loro carico.
«Queste – scrive il blog “Altre Notizie” – sono le inquietanti protezioni di cui la struttura si è dotata». Ma che compiti avrebbe? Nel Trattato di Velsen c’è un’intera sezione intitolata “Missions and tasks”, in cui si apprende che Eurogendfor potrà operare “anche in sostituzione delle forze di polizia aventi status civile”, in tutte le fasi di gestione di una crisi. Vastissimi i compiti che il trattato affida a Eurogendfor: garantire la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico, svolgere attività di polizia giudiziaria (anche se non si
capisce per conto di quale autorità giudiziaria), nonché missioni di controllo e “supervisione” della polizia locale nelle indagini penali. Eurogendfor potrà dirigere la pubblica sorveglianza, operare come polizia di frontiera, acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence.
capisce per conto di quale autorità giudiziaria), nonché missioni di controllo e “supervisione” della polizia locale nelle indagini penali. Eurogendfor potrà dirigere la pubblica sorveglianza, operare come polizia di frontiera, acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence.
«Forse – aggiunge “Altre Notizie” – il vero scopo di Eurogendfor è proprio in quest’ultimo punto: con tutte le immunità e le protezioni di cui si è dotata, la struttura somiglia più a un servizio di spionaggio interno ed esterno, che ad uno di polizia». E’ stata progettata una sorta di struttura militare sovranazionale che potrà operare in qualsiasi parte del mondo, sostituirsi alle polizie locali e agire nella più totale libertà, rispondendo soltanto ai propri vertici operativi. Più che una polizia incaricata di proteggere i cittadini, aggiunge “Altre Notizie”, Eurogendfor ricorda il Kgb sovietico, la Stasi della Ddr, l’Ovra di Mussolini e la Gestapo di Hitler. Dai Parlamenti, nessun potere di controllo. «In pratica, è un altro pezzo di democrazia che va via», nel silenzio totale dell’opinione pubblica dato che «i mezzi d’informazione tacciono».
La UNESCO rivela che Cuba è tra i paesi che ha investito di più nell’educazione
Cuba si colloca al 16º posto nella lista elaborata dalla UNESCO, nella quale si valutano gli investimenti nell’educazione a livello globale e l’indice di sviluppo del settore. L’Isola si colloca al di sopra degli Stati Uniti, che occupano il 25º posto.
Herman van Hooff, direttore dell’ufficio di Educazione della UNESCO per l’America Latina ed i Caraibi, nel presentare il suo Rapporto sull’Educazione per Tutti, ha evidenziato che Cuba guida la classifica della regione su questo tema.
Il documento, citato da Prensa Latina, rivela che nella regione Cuba è seguita da Aruba, al 40º posto, e dall’Argentina, al 43º, mentre Venezuela e Bolivia, paesi che hanno ricevuto la collaborazione cubana nel settore, si collocano rispettivamente al 58º e 74º posto.
Il rapporto riferisce che la media della spesa pubblica nell’educazione in America Latina e nei Caraibi è del 4,1% del Prodotto Interno Lordo (PIL), tuttavia tale valore oscilla tra il 3% in Uruguay ed il 9,3% a Cuba, cifra che rispecchia i differenti livelli di sviluppo economico e i diversi gradi d’impegno con i programmi educativi.
La UNESCO denuncia l’esistenza di 61 milioni di bambini nel mondo senza educazione primaria, il 47% dei quali non la riceverà mai, assicura, ed espone la situazione estrema delle regioni dell’Africa Subsahariana e dell’Asia Meridionale.
Assicura che la povertà è la principale causa del deterioramento dell’educazione nel mondo, ed in tal senso segnala l’inadempimento dell’impegno di finanziamento assunto dai paesi sviluppati del mondo durante il Vertice del G-8 nel 2005, in Scozia, Regno Unito.
Questa decima edizione del rapporto della UNESCO enfatizza il bisogno di fornire alle nuove generazioni una formazione di base, trasferibile e tecnico-professionale, per poter affrontare il futuro.
Tale diritto assicurerebbe ai giovani la preparazione indispensabile per ottenere un impiego dignitoso e partecipare pienamente nella società del futuro, ha indicato van Hooff.
(Traduzione Granma Int.).
NOTIZIE DEL GIORNO
Guidata da Hezbollah govt accusato per l'omicidio di alto funzionario della sicurezza libanese
PM pronto a dimettersi dopo bombardamenti Beirut Mikati: relazione
Israele navy tavole Gaza-bound nave attivista: Militare
Sei polizia afghana avvelenati, colpito a morte: i funzionari
Donna yemenita condannato a morte per aver ucciso parente maschio che ha cercato di violentarla
Primo Ministro libanese Najib Mikati annuncerà le Sue dimissioni Sabato, vieni Lui non poteva sopportare le ripercussioni dell'attacco mortale Venerdì Che ha ucciso ONU Anziano ... Per saperNE DI PIU....
CIA chiede Drones Nonostante l'80% Tasso di mortalità civile
Report Video By RT
La CIA vuole espandere significativamente la propria flotta di droni. La notizia arriva appena un giorno dopo che il ministro degli Interni pakistano statistiche citate suggeriscono l'80 per cento di persone uccise in attacchi di droni statunitensi sono
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La CIA vuole espandere significativamente la propria flotta di droni. La notizia arriva appena un giorno dopo che il ministro degli Interni pakistano statistiche citate suggeriscono l'80 per cento di persone uccise in attacchi di droni statunitensi sono
stati civili.
Inviato 19 ottobre 2012
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CIA chiede Drones Nonostante l'80% Tasso di mortalità civile
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La CIA vuole espandere significativamente la propria flotta di droni. La notizia arriva appena un giorno dopo che il ministro degli Interni pakistano statistiche citate suggeriscono l'80 per cento di persone uccise in attacchi di droni statunitensi sono stati civili.
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La CIA vuole espandere significativamente la propria flotta di droni. La notizia arriva appena un giorno dopo che il ministro degli Interni pakistano statistiche citate suggeriscono l'80 per cento di persone uccise in attacchi di droni statunitensi sono stati civili.
Inviato 19 ottobre 2012
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11 Video di Bani Walid el: Aggressione e resistenza
* (FRA) Bani Walid déterminée à sé défendre contre les envahisseurs * (ITA) Bani Walid el difendersi dagli intrusi * (ESP) Luta contra legado de Gheddafi forze * Mercenary continuano a circondare la città di Bani Walid * Mercenaries ... Continua a leggere →
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Balcani Bio in TV
Giovanni Stefani per la rubrica di Rai 3 "EstOvest sguardo a Levante" ha dedicato un servizio all’agricoltura biologica nei Balcani, intervistando Matteo Vittuari curatore del libro edito da OBC "Balcani bio", Francesca Vanoni e Anna Brusarosco di OBC

Mustafa Canka | Ulcinj
19 ottobre 2012
19 ottobre 2012
La coalizione dell’ex premier Milo Đukanović ha vinto le elezioni parlamentari del Montenegro lo scorso 14 ottobre, ma non può governare da sola. Decisivo ora il ruolo dei partiti delle minoranze nazionali
- Risto Karajkov | 18 ottobre 2012
- Istanbul | Fazıla Mat | 18 ottobre 2012
- Marzia Bona | 17 ottobre 2012
- Nicola Falcinella | 17 ottobre 2012
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Il Papa, la Serbia e l'Editto di Costantino

Il Programma di cooperazione decentrata SeeNet II, promosso dalla Regione Toscana e co-finanziato dal Ministero Affari Esteri italiano, coinvolge 6 Regioni, la Provincia Autonoma di Trento, la società civile italiana e 47 autorità locali nel sud-est Europa. Osservatorio Balcani e Caucaso è il partner per l'attività di informazione e approfondimento
DALLE REGIONI
Il 25 ottobre si tiene a Roma, su organizzazione dell'Ong Intersos, l'incontro pubblico dal titolo'Il ruolo delle Ong nei conflitti armati: la prevenzione e il caso Bosnia'. Interverrà Hasan Muratovic, ministro per le...
Numerosi i master, i corsi e le summer school che offrono percorsi di approfondimento di tematiche connesse alla cooperazione internazionale. Ne segnaliamo alcuni, in scadenza da settembre 2012
Europa: Istanbul la città più trafficata Da una recente ricerca sulla mobilità in Europa, la città di Istanbul risulta essere la più congestionata. Ne parla Alberto Tetta, corrispondente di Obc, in diretta ai microfoni di Radio Rai 2 - trasmissione Caterpillar (12 ottobre 2012)
Il sale pestato - Ivo Danchev engUn viaggio a Kratovo, Macedonia, alla scoperta dell'antico rituale del sale pestato: quando i profumi di montagna incontrano il Mar Egeo. Le fotografie di Ivo Danchev e il testo di Francesco Martino
La strada del ritorno Il reportage di Osservatorio sulla Bosnia Erzegovina a 20 anni dall'inizio della guerra. I dati sui ritorni di rifugiati e sfollati, il nuovo quadro demografico del Paese, le conseguenze della pulizia etnica
Unione europea
Una boccata di ottimismo per la Macedonia, che vede ricomparire nel rapporto della Commissione europea l'aggettivo “macedone” e soprattutto, la proposta di avvio dei negoziati d'accesso prima della soluzione della disputa sul nome
La Repubblica di Cipro è in forte recessione economica, e cerca aiuto. La "troika" (UE-BCE-FMI) ha chiesto misure di austerità, tagli e maggiore gettito fiscale. Il governo di Nicosia ha annunciato controproposte, che però tardano ad arrivare e non disdegna il possibile sostegno da parte di Mosca. I tempi stringono, e il rischio di non ottenere aiuti entro la fine dell'anno è reale
leggi tutto sul tema Unione europea
Armenia
19 ottobre 2012
"Tutti parlano della Siria, ma nessuno fa niente. Possibile che il mondo intero, vedendo le frustate che riceviamo, si sia messo a contarle invece che fermarle?", Ibrahim ha vent'anni, vive a Damasco e vuole una Siria diversa. L'ultima puntata del reportage "Dal Caucaso a Beirut", un intenso viaggio alla scoperta della diaspora armena mediorientale
10 ottobre 2012
Migliaia di armeni hanno abbandonato le città siriane per rifugiarsi in Armenia. La maggior parte di loro confida in un rapido ritorno in Siria, ma il protrarsi del conflitto rende sempre più incerto il loro futuro. Il sostegno ai profughi da parte del governo armeno e della diaspora, il punto di vista dell'UNHCR a Yerevan
Serbia
16 ottobre 2012
E' tra i pochi ad aver previsto la crisi finanziaria globale. E' l'economista e premio Nobel Paul Krugman, che ad inizi ottobre era a Belgrado. Con una proposta shock: il dinaro andrebbe ulteriormente deprezzato. Ma in pochi, in Serbia, sono convinti di quanto proposto
4 ottobre 2012
Da qualche mese a Belgrado è attivo il sistema BusPlus, che avrebbe dovuto rivoluzionare il trasporto pubblico cittadino. Ma le novità tecnologiche hanno solo mascherato il cattivo stato dei mezzi pubblici e i disservizi. E poi sono sempre più frequenti le vessazioni e i casi di maltrattamento contro chi non paga il biglietto
opertine

di Matteo Ferrazzi e Matteo Tacconi
casa editrice: Infinito edizioni
anno di pubblicazione: 2012
collana: Orienti
pagine: 122
prezzo: 10,90 euro
casa editrice: Infinito edizioni
anno di pubblicazione: 2012
collana: Orienti
pagine: 122
prezzo: 10,90 euro
Dossier

[2012] Riforma dell'impianto normativo, sua implementazione, verifiche sul campo dei gruppi vulnerabili. E poi decentramento amministrativo, percorso verso l'Unione europea e superamento delle pesanti eredità lasciate da guerra e transizioni violente. 4 paesi dei Balcani e lo stato dei loro servizi sociali. Vai al dossier
Pubblicazioni OBC

L’agricoltura biologica nei Balcani è agli inizi ma fornisce già uno stimolo fondamentale per lo sviluppo rurale sostenibile nella regione. Con un’analisi comparata del bio nei Paesi del sud-est Europa il volume propone una prospettiva originale sul processo di ULTIM'ORA
- Iran, Mehman parast: senza dubbio Israele tragga maggiori benefici dall'attentato di Beirut
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AGENZIA STAMPA INFORMAZIONE PALESTINA, TERRITORI PALESTINESI OCCUPATI, STRISCIA DI GAZA
Rapporto: Israele ha arrestato 20 bambini in sole due settimane

Ramallah-InfoPal. Una relazione ufficiale palestinese ha rivelato che durante la prima metà del mese di ottobre le forze di occupazione israeliane hanno arrestato almeno una ventina di bambini palestinesi, nel corso delle campagne d’arresti effettuate in Cisgiordania e nella città occupata di Gerusalemme. Secondo il rapporto pubblicato dal Dipartimento di informazione sull’infanzia, a Ramallah, “Le forze di occupazione continuano a …Continua a leggere →
Vite sotto occupazione: “Violazione del diritto alla libertà di culto”

Pchr. La moschea al-Aqsa, a Gerusalemme Est, è considerata uno dei siti sacri dell’Islam, come indicato nella sura al-Isra’, il capitolo del Corano conosciuto come “Il viaggio notturno”: “Gloria a Colui che di notte trasportò il Suo servo dalla Santa Moschea alla Moschea remota, di cui benedicemmo i dintorni, per mostrargli qualcuno dei nostri segni. Egli è Colui che tutto ascolta …Continua a leggere →
Studio israeliano: i gazawi non siano denutriti, ma sottopeso

InfoPal. Non li facciamo morire di fame, ma li teniamo sottopeso. Questa è la logica dietro il blocco israeliano di Gaza. Una logica contraria a ogni principio legale internazionale, e degno di regimi del passato, noti per la loro crudeltà e discriminazione razziale. Ma Israele è Israele, e può fare ciò che vuole, attirando, sì, qualche critica, ma che non …Continua a leggere →
Nel primo anniversario dell’accordo di scambio, gli ex detenuti ne auspicano un altro per liberare i loro compagni

Gaza – Quds Press. Il 18 di ottobre non è più un giorno qualunque nella storia del popolo palestinese: in quel giorno la vita di centinaia di famiglie palestinesi è cambiata. Sono le famiglie i cui figli sono stati rilasciati nell’ambito dell’accordo di scambio tra la resistenza palestinese e l’occupazione, che ha visto l’attuazione della sua prima fase proprio il 18 …Continua a leggere →
Fonte ufficiale palestinese: Israele ha trasformato Gaza in un campo di sperimentazione per armi vietate a livello globale

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11 Video di Bani Walid el: Aggressione e resistenza
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Bani Walid assediata e sotto le bombe ancora resiste eroicamente ~ Bani Walid assediata e Sotto le bombe eroicamente resiste Ancora ~ (Eng-Ita)
* Bani Walid assediata e sotto le bombe ancora resiste eroicamente Le bande di Misurata e Bengasi, dopo aver assediato Bani Walid e, dopo aver negato l'accesso al cibo, bevande, carburante e medicine, e dopo avere ottenuto dalla NTC del ... Continua a leggere →
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Inviato 19 ottobre 2012
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La UNESCO rivela che Cuba è tra i paesi che ha investito di più nell’educazione
Cuba si colloca al 16º posto nella lista elaborata dalla UNESCO, nella quale si valutano gli investimenti nell’educazione a livello globale e l’indice di sviluppo del settore. L’Isola si colloca al di sopra degli Stati Uniti, che occupano il 25º posto.
Cuba si colloca al 16º posto nella lista elaborata dalla UNESCO, nella quale si valutano gli investimenti nell’educazione a livello globale e l’indice di sviluppo del settore. L’Isola si colloca al di sopra degli Stati Uniti, che occupano il 25º posto.
Cuba attualizza la Legge sull’emigrazione • Per garantire legalità e sicurezza, rafforzando così e attualizzando il processo socialista
Mentre Cuba avanza nel processo di perfezionamento del modello economico e sociale del paese, gli Stati Uniti continuano imperterriti nella loro immutata politica di ingerenza e destabilizzazione del governo cubano.
Lo scorso 16 ottobre La Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Cuba ha pubblicato il decreto legge n° 302, emesso dal Consiglio di Stato a parziale ma sostanziale modifica della Legge sull’emigrazione n° 1312 del 20 settembre 1976, per “garantire che i movimenti migratori continuino a realizzarsi in forma legale, ordinata e sicura”.
Tale decreto prevede l’eliminazione del procedimento di richiesta del permesso di uscita per i viaggi all'estero, derogando così l'obbligo della Lettera di Invito: per viaggiare all’estero dal 14 gennaio 2013 sarà necessario soltanto il passaporto valido e il visto, in caso venga richiesto dal paese di destinazione. Il decreto dispone, inoltre, l’estensione a 24 mesi del soggiorno all'estero dei residenti a Cuba, che potrà essere prorogato sul passaporto stesso da un consolato cubano.
Ma, come si legge nel decreto, a causa della politica del Governo degli Stati Uniti che mantiene il genocida e illegale (pluricondannato dall’ONU, aggiungiamo noi) embargo economico, commerciale e finanziario contro Cuba; che ha utilizzato la sua politica migratoria verso Cuba al fine di sovvertirne e destabilizzarne il governo; che ha incoraggiato, tramite la Legge di Accomodamento Cubano e la Politica dei Piedi Asciutti-Piedi Bagnati, l’emigrazione illegale e insicura che ha provocato la perdita di vite umane, atti violenti e il furto di cervelli con obiettivi politici; a causa di tutto ciò, è necessario mantenere determinate normative che limitino gli effetti di questa politica e preservino la forza lavoro qualificata del paese, il capitale umano creato dalla Rivoluzione.
La Legge di Accomodamento Cubano del 1966 permette ai cubani, arrivati illegalmente negli USA e solo a quelli, di ottenere dopo un anno la residenza permanente, prerogativa che non si offre ai cittadini di nessun’altra nazionalità; questa legge ha consentito agli Stati Uniti di derubare, a pochi anni dalla Rivoluzione, scienziati, professionisti, medici col proposito di ostacolare lo sviluppo economico e sociale di Cuba.
Ugualmente la Politica dei Piedi Asciutti-Piedi Bagnati, attuata durante la presidenza di Bill Clinton nel 1995, si applica solo ai cittadini cubani che tentano di entrare illegalmente negli USA e prevede che se questi vengono intercettati prima dalla guardia costiera, debbano essere rinviati sull’isola (piedi bagnati), ma se chiedono asilo, possono essere inviati a un terzo paese. Se, invece, i cubani riescono a raggiungere il suolo nordamericano (piedi asciutti) si permette loro di restare e chiedere la green card.
Questa politica del Governo statunitense non solo ha incoraggiato negli anni l’emigrazione illegale e insicura, causa di tante morti nella traversata delle 100 miglia che separano l’isola rebelde dall’impero nordamericano, ma ha anche preteso di trasformare gli emigrati, che poi tornano tranquillamente a Cuba per rivedere la famiglia o trascorrere le vacanze, in rifugiati politici che fuggono in cerca di libertà, per provocare destabilizzazione interna, favorita e sostenuta da campagne mass mediatiche false e infamanti.
L’elezione del democratico Barack Obama, a cui è stato conferito preventivamente all’inizio del mandato il premio Nobel per la pace, per accreditare l’idea ingannevole di una svolta nella politica statunitense dopo la screditata presidenza Bush, non ha portato nessun mutamento nella politica del Governo americano nei confronti della nazione cubana. Obama non ha esercitato le prerogative che ha il Presidente degli USA, mediante l’uso delle sue facoltà esecutive senza dover sottostare al Congresso, per realizzare cambiamenti concreti nelle relazioni con Cuba, nell’applicazione del bloqueo, nella proibizione ai cittadini nordamericani di viaggiare nell’isola caraibica e nella liberazione dei cinque agenti cubani dell’antiterrorismo che soffrono ormai da 14 anni l’ingiusta detenzione negli Stati Uniti. Obama ha le prerogative costituzionali per metterli in libertà, come atto di giustizia e di impegno del suo governo nella lotta al terrorismo, ma si guarda bene dal farlo, specialmente prima delle elezioni del 6 novembre.
Per cui fino a quando esisteranno queste leggi nordamericane che dagli anni ’60 a oggi incoraggiano la “fuga dei cervelli”, il Governo cubano manterrà le normative per difendersi anche sul terreno dell’emigrazione dalle ingerenze statunitensi, finalizzate al furto di risorse umane indispensabili per lo sviluppo economico, scientifico e sociale del paese.
Cuba, però durante tutti questi anni ha sempre cercato di avanzare verso la normalizzazione dei rapporti con l’emigrazione e di facilitare i contatti e la comunicazione tra i cubani che risiedono all’estero e le loro famiglie a Cuba. Questo processo ha contribuito all’organizzazione degli emigrati che, oggi, sono strutturati in più di cento associazioni nei paesi di residenza all’estero, e che apertamente condannano il bloqueo e sostengono e difendono Cuba dalle aggressioni esterne.
Abbiamo sentito commenti alquanto inverosimili sui media italiani, in merito alla modifica apportata alla legge cubana sull’emigrazione, c’è chi si spinge a individuare in ciò una conferma della volontà del governo cubano di avviare il capitalismo di stato, chi continua a sottolineare le differenze e il distacco di Raul Castro dal fratello Fidel. Forse, prima di avventurarsi in tali maldestre analisi politiche, bisognerebbe tener conto del quadro storico, economico e politico in cui ha vissuto Cuba negli ultimi decenni.
Non bisogna dimenticare, ad esempio, che nei primi anni ’90, con la disgregazione dell’Unione Sovietica e dei paesi del blocco socialista dell’est-Europa (COMECON) che le garantivano l’85% del commercio estero, Cuba si è trovata all’improvviso senza risorse e beni primari di consumo.
Per di più le ripercussioni della caduta del campo socialista si sono andate a sommare ai già disastrosi effetti causati dal bloqueo nordamericano. Il cosiddetto periodo speciale ha rappresentato per Cuba forse il momento peggiore per la qualità della vita della popolazione; ma è proprio in quel momento che sono venute fuori le qualità migliori del popolo cubano, la sua grande capacità di resistenza e l’orgoglio di essere un piccolo popolo capace però di sapersi opporre al gigante imperialista.
Grazie poi ai rapporti di solidarietà, di sostegno, di cooperazione e di complementarità allacciati prima con il Venezuela di Chávez, eletto nel 1999, e poi con gli altri 7 paesi che partecipano all’ALBA Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America, a Cuba si è avviata una ripresa economica e politica che le ha consentito di recuperare il ruolo di paese punto di riferimento sia per i governi socialisti dei paesi aderenti all’Alba che per quelli progressisti come l’Argentina, il Brasile.
Con il VI Congresso del Partito Comunista di Cuba, che si è tenuto ad aprile del 2011, si è aperta una fase nuova, non nel senso diffuso e auspicato dai mass media di una trasformazione e apertura dell’economia cubana al capitalismo; ma nel senso di un mantenimento della pianificazione e programmazione economica socialista, con la correzione però degli errori che si sono verificati e prodotti nel tempo.
Il nuovo decreto legge sull’emigrazione non è un fatto isolato, ma rientra nel quadro più generale del processo di applicazione dei Lineamenti della politica economica e sociale del VI Congresso del PCC, che sono espressione della volontà “di attualizzare il modello economico cubano con l’obiettivo di garantire la continuità e l’irreversibilità del socialismo, lo sviluppo economico del paese e l’innalzamento del livello di vita della popolazione, coniugato alla necessaria formazione dei valori etici e politici dei nostri cittadini”.
La pianificazione socialista è, oggi, l’unica alternativa al mercato selvaggio proposto dal modo di produzione capitalista che oggi si dibatte in una crisi sistemica che sta mettendo in ginocchio gli Stati Uniti e l’Europa; ma che comunque pesa ancor più duramente nei paesi cosiddetti sottosviluppati e in particolare a Cuba che ha saputo mantenere per oltre 50 anni un sistema sociale basato sull’eguaglianza, con il lavoro per tutti e un sistema sanitario, dell’istruzione, dei trasporti, della cultura e dello sport gratuiti.
Infatti il governo cubano sta facendo sì che questo impatto della crisi venga condiviso in termini di equità sociale e di protezione dei più deboli, contrariamente a quanto stanno facendo i governi europei che fanno pagare la crisi alla classe lavoratrice e agli strati più poveri della popolazione.
Oggi assistiamo in America Latina al rafforzamento dell’ALBA-Alleanza Bolivariana dei Popoli di Nuestra America e del processo di integrazione del continente, grazie anche alla recente vittoria del Presidente Hugo Chavez Frías in Venezuela, che darà nuova forza ed energia alla resistenza antimperialista, alla lotta per il superamento del modo di produzione capitalistico e alla costruzione del socialismo del secolo XXI.
Commissione Internazionale della Rete dei Comunisti



































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