domenica 9 dicembre 2012

IL SUICIDA”


IL SUICIDA”

“Il ritorno in campo di Berlusconi, è un’operazione, che analizzata nel profondo, la PSICHIATRIA definirebbe SUICIDA - c’è una tangibile infelicità e grande solitudine alla base di una tale scelta, dove il soggetto in causa, cerca di mitigare la sua “disperazione, desolazione, e fallimento umano”, coinvolgendo nel suo doloroso e masochistico precipitare, il più alto numero possibile di individui – che siano amici, servi, cortigiani, o tutto il popolo italiano. “Che muoia dunque Sansone con tutti i filistei”

Quando la buon anima di Giorgio Bocca affermava - fino a poco tempo fa - che in Italia non cambierà mai nulla, per via di una mentalità ideologica fascistoide mai debellata, aveva ragione da vendere.
Chi ha votato Silvio Berlusconi per quasi un ventennio? Chi sono coloro ad averlo sostenuto, mitizzato, osannato e acclamato, condividendo con lui lo sprezzo per le istituzione, la menzogna, la volgarità, l’illegalità e la totale assenza dei concetti di vergogna, di etica e di morale? No, non erano solo taxisti, farmacisti, benzinai, notai, avvocati, dentisti, e tutta quella categoria di professionisti parassiti e opportunisti che antepongono i loro vantaggi e privilegi di casta al bene comune, ma anche milioni di pensionati rincoglioniti e lavoratori dipendenti con tanto di tessera sindacale, senza l’apporto dei quali, questo losco e laido individuo (STERCO DELLA SOCIETA' dall’indole maligna e contraffatto come una puttana di quart’ordine), non sarebbe mai e poi mai approdato al parlamento italiano, svergognando e ridicolizzando l’Italia e gli italiani agli occhi del mondo. Si! parlo di “lavoratori dipendenti e pensionati”, e ripeto, venduti al nemico! Loro che prima lo hanno santificato e poi ridotto a martire - loro che ne hanno condiviso virtualmente i privilegi, la sregolatezza e il clamore, sull’onda di un fanatismo autolesionista tipico dei regimi autoritari. Lo so, è una realtà dura da accettare, ma basta fare i conti della serva!!
“Con Berlusconi – affermava Montanelli - la parola “destra” diventerà impronunciabile per almeno 50 anni, per ragioni di decenza”.
Può dunque questo stuolo di figuri alla mercé di un Impostore, rappresentare la destra europea (liberista liberale libertaria e progressista) e i suoi valori, sulla base di una democrazia trasfigurata in stalinismo che, alla libera concorrenza, predilige le consorterie, le logge e le corporazioni? Una gang del malaffare, che per consolidare privilegi, impunità e potere, ha condotto l’Italia e gli italiani dentro un abisso senza fine e che, oggi, si appresta a rientrare in gioco per salvaguardare i loschi e particolari interessi di uno psicopatico disperato e schizofrenico, con il quale hanno mercificato l’onore e la dignità, a fronte di denaro sporco, poltrone, impunità e visibilità !
E dopo avere lasciato a Monti la responsabilità del lavoro sporco e dell’impopolarità, dopo quell’atto di codardia che aveva sancito le dimissioni di Berlusconi, da capo del governo (e che i berluscones avevano ipocritamente interpretato come un gesto di “amor di patria”),  oggi si accingono (come è nella loro natura), a strumentalizzare l’operato dei “professori”, allo scopo di ricavarne vantaggi politici e consenso popolare. Un’operazione, che analizzata nel profondo, la PSICHIATRIA definirebbe SUICIDA. C’è una tangibile infelicità e grande solitudine alla base di una tale scelta,
dove il soggetto in causa, cerca di mitigare la sua “disperazione, desolazione, e fallimento umano”, coinvolgendo nel suo doloroso e masochistico precipitare, il più alto numero possibile di individui – che siano amici, servi, cortigiani, o tutto il popolo italiano. “Che muoia dunque Sansone con tutti i filistei”
Nel frattempo, l’Impostore, perso nel vuoto, della sua incommensurabile follia, annuncia il nuovo inno del partito, certo che questa “strategica riforma canora” ricompatterà la massa di tifosi invasati che un tempo, lo avevano sostenuto e acclamato - contro ogni logica e buon senso.

Il berlusconismo è ufficialmente defunto, e di tutti i lacché, i servi e i traditori che fino a ieri ne avevano condiviso le perverse ragioni, non resterà traccia.
Le ideologie populistiche e straccione, del resto, si sono sempre rivelate un cancro e, di ventennio in ventennio, oggi siamo a questo punto.
Quest’ennesima e finale farsa, relativa alla ridiscesa in campo del Cavaliere, è l’ultimo atto di una grottesca messinscena tragi/comica carnevalesca, che sancirà per sempre la disfatta, il tracollo, la caporetto, di una fra le formazioni politiche più inquietanti e vergognose che, un parlamento, abbia mai potuto ospitare in tempo di pace. E per una logica di causa effetto, travolgerà nel suo crollo l’impero mediatico del Grande Impostore trascinandosi dietro ogni altra attività, legata in un modo o in un altro, o facente capo, all’ex Presidente del Consiglio.

Oggi è’ tempo di regole, cari signori, di sobrietà e di concretezza - perché questo popolo dalle mille risorse, intraprendente e creativo, entri finalmente per diritto di merito, nella fase della maturità, tramutando le sue eccellenze umane e culturali, in vero benessere e autentica civiltà.
“In questo paese c’è, prima di ogni cosa, un grande bisogno di verità e di moralità: il Paese deve essere al corrente di come stiano realmente le cose con assoluta trasparenza, e deve potersi fidare dell'impegno etico e professionale di chi lo governa. Questo esige una tensione morale alta, costante e vigile, che metta l'equità al primo posto, cerchi in tutto la giustizia e induca chi governa a dare l'esempio, chiedendo anzitutto a chi è chiamato a legiferare di rinunciare a privilegi e di fare sacrifici in misura anche più alta rispetto a quanto domandato a tutti - arrivando a volte perfino a esigere il coraggio della solitudine: non di una solitudine sprezzante o immotivata, ma di quell'assumersi fino in fondo le proprie responsabilità davanti alla coscienza e alle urgenze del bene comune, che può avvenire solo nel crogiuolo di convinzioni profonde e di un'assoluta libertà da pressioni e interessi forti, e di natura particolare”.

Una solitudine
 che va peraltro chiesta a tutti coloro che hanno responsabilità per la casa comune, nella certezza che, quando la nave rischia di affondare, ognuno deve fare la sua parte senza mascherarsi dietro logiche faziose o interessi personali. Senza una simile tensione etica affonderemo tutti.

Che cosa resterà ai posteri, dunque, di un tale esemplare umano?
Un monumento al centro di una piazza, un busto bronzeo a Palazzo Madama, il nome in calce ad una via del centro, o cos’altro? No! Niente di tutto questo! Solo l’imbarazzante insegna di un bordello di lusso (Palacio Berlusconi) nella città di Rosario patria natia di Ernesto Che Guevara, a memoria del fallimento umano, morale e politico di un uomo che si è perso dentro il vaneggiamento vanesio di un potere rubato.

Un uomo triste, solo e disperato, che nella luce soffusa della sua alcova, si appresta a calare il sipario sull’ultimo atto di una commedia, tragica e grottesca, fra i glutei in affitto di una giovincella depravata, nella spasmodica ricerca, di quell’orgasmo tradito che sancirà, per sempre, la sua sconfitta umana e morale.

Gianni Tirelli

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