venerdì 15 marzo 2013

THE END


THE END

La terra, è un tutt’uno con l’universo (visibile e invisibile che sia), e ogni cosa interagisce con il resto secondo il principio di “causa effetto”. Questo principio non si applica solo alle leggi della fisica, ma anche alla sequenza di azioni e situazioni che costellano la nostra vita. Per tanto, la nostra situazione attuale, dipende dalle cause che abbiamo posto nel passato, così, come dalle cause che poniamo nel presente, dipenderà la nostra situazione futura. Naturalmente, il risultato della nostra attuale condizione non sarà solo relativo a ciò che noi abbiamo fatto in passato, ma anche dipendente da ciò che altri hanno fatto. I comportamenti degli altri, dunque, sono condizionati dai nostri – da quelli di tutti noi. In breve, siamo il riflesso di ciò che siamo stati e, dal nostro presente, dipenderà il nostro futuro.
Se intendiamo riparare ad una azione negativa del passato, dovremmo domandarci cosa possiamo fare ora, sia per correggere la situazione creata, sia per migliorare le nostre azioni future. Il presente, dunque, è il nostro terreno di coltura, dove mettere a dimora gli insegnamenti del passato per poi raccogliere i frutti, del prossimo futuro. Modificando il nostro pensiero, l’atteggiamento e, quindi, le nostre azioni, l’ambiente che ci circonda, si adeguerà a sua volta.


L’uomo deve rivoluzionare se stesso, il proprio pensiero e riaccordarsi a quel ritmo cosmico sincrono, per mettersi a passo con l’armonia dell’universo. Dovrà comprendere che il tutto è vivo e che egli, è parte del tutto, nonostante l’impresa (visti i presupposti) appaia inattuabile e impraticabile.


Il nostro pianeta, oggi, è più simile a un infinito campo minato, disseminato di bombe atomiche e centrali nucleari –armi batteriologiche e chimiche – raggi laser e chissà quali altre migliaia di diavolerie tecnologiche. La possibilità che questo luna park dell’orrore (presto o tardi e per i motivi più stupidi e banali) possa esplodere, è una circostanza reale. Sommata poi, a tutta quella montagna di nefandezze e contaminazioni che quotidianamente minano la nostra esistenza, viene comprensibile e ragionevole pensare come “la profezia della fine” abbia così suggestionato e allarmato gli uomini di oggi.
Nell’arco di un solo secolo, i fanatici della Rivoluzione Industriale, sono stati in grado di produrre un tale scempio e orrore, da dovere interpretare la fine del mondo come un atto dovuto; un evento catartico, di purificazione e di espiazione, auspicabile e necessario.
In verità, ci siamo già dentro l’apocalisse, al centro di un’esplosione senza precedenti che azzererà, per sempre, la storia/non storia, dell’era tecnologica, atea e pagana. Tutti noi, oggi, in virtù della tecnologia, potremo assistere alla totale distruzione del pianeta, in tempo reale, standocene comodamente seduti nel salotto di casa, con un cellulare nella mano destra, e una merendina velenosa nella sinistra.

LE CAUSE -
L’Energia profonda che ci ostiniamo (contro ogni logica) ad estrarre dal sottosuolo, è di natura maligna e quindi distruttiva. L’Energia Alta, è di natura divina: creatrice e salvifica. I maya avevano sviluppato la conoscenza pura, attraverso le arti (ormai estinte) dell’osservazione didattica, della contemplazione trascende e dell’intuizione profetica.
Come tante altre, illuminate civiltà passate, erano tesi all’espansione spirituale e universale verso fuori, dalla quale attingevano forza, ingegno e la consapevolezza della necessità della morte, come momento di congiunzione con l’infinito.

L’inferno quotidiano che oggi sta divorando i residui barlumi di felicità e di speranza di un’umanità smarrita (defraudata da ogni principio, etico e morale, e avvolta dalle tenebre di un persistente disagio esistenziale), è l’ovvia conseguenza indotta dal superamento dei ragionevoli limiti, etici oltre i quali, ogni felicità e conoscenza trasfigurano in follia e paura.

Questa subdola “modernità “ ne è la conferma inopinabile – la prova del nove che prescinde da ogni altra considerazione. Petrolio, gas, carbone e minerali/materiali radioattivi che, come in preda ad un’arsura nevrotica, abbiamo sottratto (senza sosta), al sottosuolo terrestre, sono la rappresentazione iconografica della nostra Fine.

Si, abbiamo scoperchiato il “vaso di Pandora” e liberato quella maledetta energia che, la Volontà creatrice aveva, da sempre, sotterrato e imprigionato sotto i nostri piedi. Così ogni cosa è stata contaminata e violata; ogni acqua, ogni terra, ogni aria e ogni filo d’erba. Il cuore dell’uomo si è incenerito sotto la luce rovente della modernità e, le passioni, i sogni, i sentimenti, atmosfere ed emozioni, si sono dissolte come fumo nel vento.
Avremmo dovuto rivolgere il nostro sguardo al cielo, sull’esempio delle grandi e profetiche civiltà del passato, e seguirne il cammino intrapreso, con la necessaria umiltà, deferenza e il dovuto timore.


Così, la Rivoluzione Industriale si è presto trasformata in una rovente fucina, dove Satana in persona ha forgiato a sua immagine e somiglianza, l’originaria natura umana, depotenziandola da ogni slancio creativo, trascendente e passionale.
Se avessimo l’onestà, la consapevolezza e il rigore morale, per riconoscere tutte le atrocità inferte dall’uomo moderno alla Madre Terra in questi due secoli, non ci sarebbe da stupirsi della prossima Fine. Questo perché  il pianeta è vivo; ha una sua anima e un suo cuore – una coscienza e un suo onore da preservare.
Il pianeta soffre e gioisce, si rasserena e si spaventa, perdona e grida vendetta. E come qualsiasi altra cellula pulsante, reagisce agli attacchi esterni che intendono violare, profanare e destabilizzare il suo progetto primigenio, previa la sopprressione.
Per tutto questo, l’ipotesi di un collasso terrestre, è più che probabile.


Gianni Tirelli

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