THE END
La terra, è un tutt’uno con l’universo
(visibile e invisibile che sia), e ogni cosa interagisce con il resto secondo
il principio di “causa effetto”. Questo principio non si applica solo alle
leggi della fisica, ma anche alla sequenza di azioni e situazioni che
costellano la nostra vita. Per tanto, la nostra situazione attuale, dipende
dalle cause che abbiamo posto nel passato, così, come dalle cause che poniamo
nel presente, dipenderà la nostra situazione futura. Naturalmente, il risultato
della nostra attuale condizione non sarà solo relativo a ciò che noi abbiamo
fatto in passato, ma anche dipendente da ciò che altri hanno fatto. I
comportamenti degli altri, dunque, sono condizionati dai nostri – da quelli di
tutti noi. In breve, siamo il riflesso di ciò che siamo stati e, dal nostro
presente, dipenderà il nostro futuro.
Se intendiamo riparare ad una azione
negativa del passato, dovremmo domandarci cosa possiamo fare ora, sia per
correggere la situazione creata, sia per migliorare le nostre azioni future. Il
presente, dunque, è il nostro terreno di coltura, dove mettere a dimora gli
insegnamenti del passato per poi raccogliere i frutti, del prossimo futuro.
Modificando il nostro pensiero, l’atteggiamento e, quindi, le nostre azioni,
l’ambiente che ci circonda, si adeguerà a sua volta.
L’uomo deve rivoluzionare se stesso, il
proprio pensiero e riaccordarsi a quel ritmo cosmico sincrono, per mettersi a
passo con l’armonia dell’universo. Dovrà comprendere che il tutto è vivo e che
egli, è parte del tutto, nonostante l’impresa (visti i presupposti) appaia
inattuabile e impraticabile.
Il nostro pianeta, oggi, è più simile a un
infinito campo minato, disseminato di bombe atomiche e centrali nucleari –armi
batteriologiche e chimiche – raggi laser e chissà quali altre migliaia di
diavolerie tecnologiche. La possibilità che questo luna park dell’orrore
(presto o tardi e per i motivi più stupidi e banali) possa esplodere, è una
circostanza reale. Sommata poi, a tutta quella montagna di nefandezze e contaminazioni
che quotidianamente minano la nostra esistenza, viene comprensibile e ragionevole
pensare come “la profezia della fine” abbia così suggestionato e allarmato gli
uomini di oggi.
Nell’arco di un solo secolo, i fanatici
della Rivoluzione Industriale, sono stati in grado di produrre un tale scempio
e orrore, da dovere interpretare la fine del mondo come un atto dovuto; un evento
catartico, di purificazione e di espiazione, auspicabile e necessario.
In verità, ci siamo già dentro
l’apocalisse, al centro di un’esplosione senza precedenti che azzererà, per
sempre, la storia/non storia, dell’era tecnologica, atea e pagana. Tutti noi,
oggi, in virtù della tecnologia, potremo assistere alla totale distruzione del
pianeta, in tempo reale, standocene comodamente seduti nel salotto di casa, con
un cellulare nella mano destra, e una merendina velenosa nella sinistra.
LE CAUSE -
L’Energia profonda che ci
ostiniamo (contro ogni logica) ad estrarre dal sottosuolo, è di natura maligna
e quindi distruttiva. L’Energia Alta, è di natura divina: creatrice e
salvifica. I maya avevano sviluppato la conoscenza pura, attraverso le arti
(ormai estinte) dell’osservazione didattica, della contemplazione trascende e
dell’intuizione profetica.
Come tante altre, illuminate civiltà
passate, erano tesi all’espansione spirituale e universale verso fuori, dalla
quale attingevano forza, ingegno e la consapevolezza della necessità della
morte, come momento di congiunzione con l’infinito.
L’inferno quotidiano che oggi sta divorando
i residui barlumi di felicità e di speranza di un’umanità smarrita (defraudata
da ogni principio, etico e morale, e avvolta dalle tenebre di un persistente
disagio esistenziale), è l’ovvia conseguenza indotta dal superamento dei
ragionevoli limiti, etici oltre i quali, ogni felicità e conoscenza
trasfigurano in follia e paura.
Questa subdola “modernità “ ne è la
conferma inopinabile – la prova del nove che prescinde da ogni altra
considerazione. Petrolio, gas, carbone e minerali/materiali radioattivi che,
come in preda ad un’arsura nevrotica, abbiamo sottratto (senza sosta), al
sottosuolo terrestre, sono la rappresentazione iconografica della nostra Fine.
Si, abbiamo scoperchiato il “vaso di
Pandora” e liberato quella maledetta energia che, la Volontà creatrice aveva,
da sempre, sotterrato e imprigionato sotto i nostri piedi. Così ogni cosa è
stata contaminata e violata; ogni acqua, ogni terra, ogni aria e ogni filo
d’erba. Il cuore dell’uomo si è incenerito sotto la luce rovente della
modernità e, le passioni, i sogni, i sentimenti, atmosfere ed emozioni, si sono
dissolte come fumo nel vento.
Avremmo dovuto rivolgere il nostro sguardo
al cielo, sull’esempio delle grandi e profetiche civiltà del passato, e
seguirne il cammino intrapreso, con la necessaria umiltà, deferenza e il dovuto
timore.
Così, la Rivoluzione Industriale si è
presto trasformata in una rovente fucina, dove Satana in persona ha forgiato a
sua immagine e somiglianza, l’originaria natura umana, depotenziandola da ogni
slancio creativo, trascendente e passionale.
Se avessimo l’onestà, la consapevolezza e
il rigore morale, per riconoscere tutte le atrocità inferte dall’uomo moderno
alla Madre Terra in questi due secoli, non ci sarebbe da stupirsi della
prossima Fine. Questo perché il
pianeta è vivo; ha una sua anima e un suo cuore – una coscienza e un suo onore
da preservare.
Il pianeta soffre e gioisce, si rasserena e
si spaventa, perdona e grida vendetta. E come qualsiasi altra cellula pulsante,
reagisce agli attacchi esterni che intendono violare, profanare e
destabilizzare il suo progetto primigenio, previa la sopprressione.
Per tutto
questo, l’ipotesi di un collasso terrestre, è più che probabile.
Gianni Tirelli
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