LA “CRESCITA”… DELLA STUPIDITA’ UMANA
“Oggi abbiamo toccato il picco massimo di
ogni bene prodotto e più fantasiosa aberrazione, e qualsiasi tentativo a
proseguire e perseverare in questa direzione, si è reso impraticabile e
suicida. La nostra relativa salvezza, diversamente, sta nella “decrescita”: una
riduzione netta e pragmatica dell’attività economica industriale e tecnologica,
fino al suo azzeramento.
Non c’è nulla al mondo che possa crescere
oltre un certo limite, che non sia la stupidità dell’uomo moderno! Ne tanto
meno questo Sistema marcio che non è più in grado neppure di smaltire ciò che
produce, ingolfando depositi e magazzini di merce invenduta. Quale decerebrato
può ancora credere in un aumento della produzione e conseguente ripresa dell’economia,
che non siano gli stessi che l’economia hanno affossata? Loro, comodi e ben pasciuti, che non
hanno la più pallida idea di cosa realmente accada oltre i confini dei loro
interessi particolari”
Gli "autorevoli" economisti,
affermano che nel 2014 la domanda mondiale crescerà, e tutti noi, allora, ci potremo
agganciare alla ripresa. Le balle di sempre – retoriche, nauseabonde e
rivoltanti!
La gente non vuole più consumare, e non solo
per motivi legati al potere d’acquisto e alla scarsità di denaro, ma perché, la
stessa, ha preso coscienza del fatto che tutto questo consumismo imperante, non
si è tradotto in felicità e benessere. Al contrario, ha reso le persone
fragili, insicure, povere e frustrate e, di contro, riempito gli stomaci senza
fondo, di imprenditori e politicanti senza scrupoli e senza vergogna che, come
buchi neri, travolgono nel loro vortice di profitto e di potere, le nostre
vite.
Una società vera, coerente, ragionevole e
solida, basa il suo tasso di civiltà sul risparmio e, in gran parte, sul
consumo di beni di prima necessità.
Le nostre, in totale contro tendenza, hanno
puntato la loro sopravvivenza sul commercio dell’effimero e del falso.
Quanto può reggere, ancora, un sistema del
genere? Già da tempo se ne avvertono gli allarmanti scricchiolii, premonitori
di una sua prossima e imminente implosione.
Non dimentichiamoci, poi, che più consumismo,
sta a più rifiuti e spazzatura. E questo, non è un problema da poco, ma una
vera emergenza planetaria, che se non contrastata in tempo vanificherà ogni
ipotetica e supposta ripresa e benessere.
Per questi ovvi motivi, io credo che non ci
sarà alcuna domanda che possa innescare una ben che minima crescita, e produrre
quello sviluppo sempre invocato.
Secondo il concetto di crescita tanto
auspicato dal Sistema Bestia, i cittadini dovrebbero consumare e comprare a
credito, beni inutili, voluttuari, dannosi e inquinanti, per mettere in moto
l’INDUSTRIA dell’EFFIMERO che, parallelamente, dovrà assumere personale a
salari da fame – lavoratori che, a loro volta, sono costretti ad acquistare i
beni da loro stessi prodotti alla catena di montaggio, perché la fabbrica non
chiuda, i padroni si ingrassino, e la crescita riparta.
La cosa
diabolica e al tempo stesso straordinaria del Capital/liberismo, sta nell’avere
prodotto negli individui una depressione profonda, un vuoto incolmabile,
illudendoli, parallelamente, di poterlo riempire, acquistando e consumando
tutto quel Luna Park dell’orrore che lo stesso Sistema genera senza sosta.
Dobbiamo, per questo, riconvertire al più
presto le nostre abitudini ed esigenze, in altre, più attinenti e consone alla
vera natura dell’uomo ragionevole.
Se il popolo di un paese accetta senza
ribellarsi un governo ladro, mafioso, omertoso e corrotto, è segno che lo
stesso popolo, ne condivide i costumi.
Il pedofilo che nega la sua colpa, avrà il
sostegno unanime di tutti pedofili potenziali e non, che ne affermeranno la sua
innocenza, ritenendolo vittima di un complotto.
Questo vuole intendere che, oggi, le scelte
individuali di una gran parte dei cittadini, rifuggono ogni codice etico,
deontologico e buon senso, e sono incredibilmente la proiezione dei loro lati e
comportamenti peggiori, che diversamente dal rimuoverli, tendono a
consolidarli, attestandoli a virtù da ostentare, sinonimi di carattere, personalità
e di nuova libertà. In questo modo, si rendono complici e responsabili del
degrado umano, di valori ed economico, della società che dovrebbero
rappresentare, ipotecando in questo modo il futuro delle nuove generazioni.
Appartengono a quella categoria di persone
che nel tempo ha sostenuto le dittature, rinnegandole poi, un istante dopo la
loro caduta.
Oggi, è giunto
il tempo per i grandi facoltosi imprenditori e finanzieri, detentori di
patrimoni incalcolabili, di mettere mano al portafogli per salvare un paese
depredato dall’ingordigia di interessi particolari. E non come gesto di
cristiana generosità compassionevole, ma per restituire agli italiani il mal
tolto, frutto di corruzione, di spartizione, estorsione, evasione e collusione,
e a fronte di tutti quei danni ambientali, etici e morali, che hanno
imbarbarito la qualità della nostra vita, e ipotecato il futuro delle nuove
generazioni.
Si è liberi
quando si è responsabili delle proprie azioni. Diversamente si è schiavi, servi
ed oppressori.
Gianni Tirelli
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