martedì 23 luglio 2013

UNA CIVILTA’ DEI SENZA DIO


UNA CIVILTA’ DEI SENZA DIO

Se quelli che oggi, sono i disoccupati, i cassaintegrati, i disperati, gli emarginati, i suicidi, avessero potuto disporre - per diritto di nascita - di un pezzo di terra, di una dimora, delll’accesso all’acqua, come beni irrinunciabili per una sopravvivenza dignitosa e libera, non saremmo qui a disperarci per la Crisi, ma ancor di più, avremmo evitato quella catastrofe ambientale, umana e di valori, che presto sommergerà le nostre vite - e la nostra, sarebbe una Libertà compiuta.
Ci vuole dunque una legge, che al primo articolo della costituzione, sancisca l’inderogabilità per l’individuo, di possedere un appezzamento di terreno coltivabile, dato in uso dallo Stato per trarne sussistenza nei sempre più ricorrenti momenti di crisi economica,  specificando che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro… della Terra.
Il denaro, non è  mai la soluzione – il denaro è il problema.
La soluzione è qui, sosso i nostri piedi, oltre questo spesso strato di asfalto: la Terra.

Era un giorno dell’anno 4013 
Allora, passeremo alla storia come la “civiltà dei senza Dio” – Una specie aliena di invertebrati cerebrolesi, da tempo estinta, che aveva contaminato il proprio habitat, le acque, l’aria, il territorio, e ricoperto la terra di uno spesso strato di cemento per fare correre le loro macchinette a combustione tossica, senza alcun reale e comprensibile motivo. Una specie “termite” che ha bucherellato il pianeta, per estrarne un liquido nero e oleoso, per poi trasformarlo in fumi, gas, e oggetti da discarica.
Una singolare civiltà, della quale non è rimasto nulla, tranne scorie, rifiuti tossici e plastica, e che ancora oggi, dopo 2000 anni, il nuovo mondo, risorto dalle ceneri dell’apocalisse, intende occultare, vergognandosi di quell’oscuro periodo demoniaco, dentro il quale si era persa un’umanità senza Dio.

In un tempo oramai passato e defunto e attraverso un meccanismo di autoconservazione, connaturato e perennemente attivo, l’individuo era in grado di discernere il giusto dall’iniquo e poi decidere per il suo meglio, o per il suo peggio. Oggi, ogni nostra scelta e personalismo, sono delegati al Sistema Bestia, relegando lo spirito dell’uomo in un limbo gelatinoso di paura e i vuoto.


Gianni Tirelli 

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