2 Agosto 2013 ore 16:03
Lorenzo diventerà ingegnere, dal carcere di Iglesias un grido di speranza
Ha 37 anni e deve scontarne quindici di detenzione. Quest’anno, grazie a un progetto della Caritas, ha conseguito il diploma di geometra e si sta preparando per i test universitari

Si dice carcere e vengono alla mente immagini negative, sbagli, condizioni di vita precarie in strutture sovraffollate. Ma la storia di Lorenzo, 37 anni, nato a Nuoro, ha un risvolto di speranza: detenuto nel carcere di Iglesias, quest’anno ha conseguito il diploma di geometra da privatista e si sta preparando al test di ammissione in Ingegneria Edile.
Ex impresario, spera che i titoli di studio gli garantiscano una possibilità di rinascita una volta uscito: in prigione dal 2007, deve scontare quindici anni di detenzione. Lorenzo è diventato così il protagonista di un progetto che vede coinvolte la Caritas diocesana e alcuni istituti secondari del territorio (Geometri E. Fermi e I.P.S.I.A.) volto a garantire quel diritto all’istruzione e alla formazione previsto dall’articolo 27 della costituzione che pone la riabilitazione della persona di pari livello rispetto alla punizione carceraria. Come spiega anche Raffaele Callia, presidente della Caritas di Iglesias, organo che, come ci tiene a precisare, fa riferimento alla Chiesa e non ha pertanto carattere di associazione: “La persona deve restare il centro di ogni progetto, e lo studio resta la via maestra per quest’obiettivo. Le carceri non devono essere intese come ‘discariche sociali’, i problemi legati ad esse che riguardano tutti. Noi con gli operatori volontari e il cappellano prestiamo un servizio di ascolto e supporto anche pratico, con donazioni di vestiario. Ma occorre sviluppare il servizio educativo e pedagogico nei confronti della comunità”.
Lorenzo è stato seguito nella preparazione all’esame dalla professoressa Carla Corona, volontaria Caritas dal 1997: “L’ho conosciuto quattro anni fa, ed è subito emersa la sua volontà di impegnarsi nello studio. Con altri colleghi dell’istituto Fermi abbiamo procurato i libri e ci siamo alternati per le lezioni, tutte al pomeriggio in una piccola stanza del carcere: ha svolto l’intero percorso scolastico in 3 anni anziché 5. Dobbiamo ringraziare il Magistrato di Sorveglianza, che gli ha permesso di sostenere l’esame a scuola, insieme agli altri studenti, regalandogli questa grande emozione”.

Carla Corona, Raffaele Callia, Ubaldo Scanu
Lorenzo infatti è arrivato in sede d’esame come un qualunque ragazzo, in jeans e maglietta, solo un po’ più adulto, ma soprattutto, senza le manette ai polsi. Così come è stato anche il giorno del primo test di ammissione all’università a giugno, non superato ma che non ha spento in lui il sogno di diventare un giorno ingegnere.
Il carcere di Iglesias rischia la chiusura a settembre, attualmente, come altri istituti di pena del territorio sardo il suo problema è il sovraffollamento: potrebbe ospitare circa sessanta detenuti, ma nelle sue celle se ne contano 107, tra cui altri tre studenti che ora sperano di seguire l’esempio di Lorenzo. A maggio i volontari della Caritas hanno raccolto circa 5000 firme per scongiurare il rischio di chiusura, visti anche i numerosi progetti che vorrebbero continuare a portare avanti a favore del recupero dei carcerati.
“Occorre fare rete – spiega Ubaldo Scanu, preside dell’Istituto Geometri Enrico Fermi e consigliere comunale – stiamo vagliando un protocollo di intesa col Comune per coinvolgere altre scuole, in modo da far scegliere agli studenti il percorso più adatto a loro. Sicuramente episodi come quello di Lorenzo danno una grande soddisfazione, tanto più che è stato uno degli alunni più meritevoli della sua classe, ma occorre fare di più: la scuola da sola non può fare molto, la Caritas ci da un grande aiuto, speriamo di poter continuare su questa strada e offrire sempre maggiori possibilità di riscatto a chi se lo merita”.
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