lunedì 21 ottobre 2013

UN GROTTESCO LUNA PARK DELLE ILLUSIONI



UN GROTTESCO LUNA PARK DELLE ILLUSIONI

"L’orto è una grande metafora della vita spirituale”, scrive Bianchi Enzo nel suo libro “Il pane di ieri”. E continua, “anche la nostra vita interiore abbisogna di essere coltivata e lavorata, richiede semine, irrigazioni, cure continue e necessita di essere protetta, difesa da intromissioni indebite. L’orto, come lo spazio interiore della nostra vita, è luogo di lavoro e di delizia, luogo di semina e di raccolto, luogo di attesa e di soddisfazione. Solo così, nell’attesa paziente e operosa, nella custodia attenta, potrà dare frutti a suo tempo."

Quale stupido può ancora credere che sia la fame di pane a ricompattare le masse occidentali consumiste e accendere rivolte e sommosse contro il Sistema Bestia che, giorno dopo giorno, ha vampirizzato le nostre vite e oscurato il futuro dei nostri figli? Non è forse più plausibile e drammaticamente reale, pensare (visto il livello di omologazione e di dipendenza), che l’inevitabile e imminente ribellione sociale sarà scandita al grido di: “prendeteci tutto - ma non il cellulare, ridateci le fabbriche - non fateci zappare”?.     
Oggi tutto è anacronistico, fuori luogo, equiparabile e relativizzabile. Per tanto, il pane ed il vino della modernità (lontani dall’essere assunti a parametri di riferimento e di comparazione dei nostri bisogni essenziali), non hanno più valore di un abbonamento a Sky, di un derby calcistico, di una crema anti rughe, di una ricarica telefonica, di un reality, di un condizionatore o di un aperitivo al bar.
Ogni cosa che rotea in questo grottesco Luna Park delle illusioni (un paese dei balocchi progettato da Satana in persona), è l’esatto contrario di come dovrebbe essere. E così, il pane non è il pane e il vino, un intruglio chimico dagli effetti inquietanti. Ogni cosa è un’altra cosa, manipolata, filtrata e contraffatta dall’ingegnosa opera di multinazionali criminali che, per facilità di applicazione e mero profitto, hanno anteposto la forma al contenuto e la licenza alla libertà. Niente oggi, ha più sapore, odore, calore e colore!! Tutto è piatto e neutro come il grafico delle nostre emozioni e della nostra conoscenza delle cose. Nessun atto d’amore è contemplato nel Mercato del Grande Malfattore, ma solo brama di ricchezza e di potere, volti alla soddisfazione di vizio e perversione.
      
La rabbia dei giovani, che presto esploderà in tutta la sua potenza e violenza, non sarà, dunque, relativa alla richiesta dei beni essenziali, ma degli effimeri. Un caso unico per eccezionalità nella storia dell’uomo ma un classico del relativismo, dove ogni cosa è lecita e, le attenuanti soggettive, vengono sdoganate come supremo atto di libertà.  

Oggi nessuno sa zappare, seminare, raccogliere, accendere un fuoco, cacciare, riconoscere le piante e le loro proprietà. Nessuno sa interpretare i segnali provenienti dalla natura. L’uomo moderno è privo di ogni tipo di intraprendenza e non è assolutamente in grado di potersi adattare ad avvenimenti catastrofici di portata planetaria. Tutto quello che rimane, siamo noi certi che sia cultura? Certo che no!! Solo arido, meccanico apprendimento, fine a se stesso - pensieri geneticamente modificati (PGM) da un meccanismo di contraffazione e da un’opera di mistificazione che, in questo modo, li ha resi sterili e quindi improduttivi.
La vera cultura, all’opposto, è un manuale di sopravvivenza, pratica, morale e spirituale che, nell’indipendenza, autonomia, e nell’autosufficienza, conforta le ragioni dell’esistere e della libertà di scelta.
Per tutti questi motivi, l’uomo monco di questo secolo nefasto, soccomberà, schiacciato dal peso della sua ottusità, ignoranza e stupidità, mettendo così fine alla sua apparizione sul pianeta terra.


Gianni Tirelli

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