UN GROTTESCO LUNA PARK DELLE ILLUSIONI
"L’orto è una grande metafora della vita
spirituale”, scrive Bianchi Enzo nel suo libro “Il pane di ieri”. E continua,
“anche la nostra vita interiore abbisogna di essere coltivata e lavorata,
richiede semine, irrigazioni, cure continue e necessita di essere protetta,
difesa da intromissioni indebite. L’orto, come lo spazio interiore della nostra
vita, è luogo di lavoro e di delizia, luogo di semina e di raccolto, luogo di
attesa e di soddisfazione. Solo così, nell’attesa paziente e operosa, nella
custodia attenta, potrà dare frutti a suo tempo."
Quale stupido può ancora credere che sia la
fame di pane a ricompattare le masse occidentali consumiste e accendere rivolte
e sommosse contro il Sistema Bestia che, giorno dopo giorno, ha vampirizzato le
nostre vite e oscurato il futuro dei nostri figli? Non è forse più plausibile e
drammaticamente reale, pensare (visto il livello di omologazione e di
dipendenza), che l’inevitabile e imminente ribellione sociale sarà scandita al
grido di: “prendeteci tutto - ma non il cellulare, ridateci le fabbriche - non
fateci zappare”?.
Oggi tutto è anacronistico, fuori luogo,
equiparabile e relativizzabile. Per tanto, il pane ed il vino della modernità
(lontani dall’essere assunti a parametri di riferimento e di comparazione dei
nostri bisogni essenziali), non hanno più valore di un abbonamento a Sky, di un
derby calcistico, di una crema anti rughe, di una ricarica telefonica, di un
reality, di un condizionatore o di un aperitivo al bar.
Ogni cosa che rotea in questo grottesco Luna
Park delle illusioni (un paese dei balocchi progettato da Satana in persona), è
l’esatto contrario di come dovrebbe essere. E così, il pane non è il pane e il
vino, un intruglio chimico dagli effetti inquietanti. Ogni cosa è un’altra
cosa, manipolata, filtrata e contraffatta dall’ingegnosa opera di
multinazionali criminali che, per facilità di applicazione e mero profitto,
hanno anteposto la forma al contenuto e la licenza alla libertà. Niente oggi,
ha più sapore, odore, calore e colore!! Tutto è piatto e neutro come il grafico
delle nostre emozioni e della nostra conoscenza delle cose. Nessun atto d’amore
è contemplato nel Mercato del Grande Malfattore, ma solo brama di ricchezza e
di potere, volti alla soddisfazione di vizio e perversione.
La rabbia dei giovani, che presto esploderà
in tutta la sua potenza e violenza, non sarà, dunque, relativa alla richiesta
dei beni essenziali, ma degli effimeri. Un caso unico per eccezionalità nella
storia dell’uomo ma un classico del relativismo, dove ogni cosa è lecita e, le
attenuanti soggettive, vengono sdoganate come supremo atto di libertà.
Oggi nessuno sa zappare, seminare,
raccogliere, accendere un fuoco, cacciare, riconoscere le piante e le loro proprietà.
Nessuno sa interpretare i segnali provenienti dalla natura. L’uomo moderno è
privo di ogni tipo di intraprendenza e non è assolutamente in grado di potersi
adattare ad avvenimenti catastrofici di portata planetaria. Tutto quello che
rimane, siamo noi certi che sia cultura? Certo che no!! Solo arido, meccanico
apprendimento, fine a se stesso - pensieri geneticamente modificati (PGM) da un
meccanismo di contraffazione e da un’opera di mistificazione che, in questo
modo, li ha resi sterili e quindi improduttivi.
La vera cultura, all’opposto, è un manuale di
sopravvivenza, pratica, morale e spirituale che, nell’indipendenza, autonomia,
e nell’autosufficienza, conforta le ragioni dell’esistere e della libertà di
scelta.
Per tutti questi motivi, l’uomo monco di
questo secolo nefasto, soccomberà, schiacciato dal peso della sua ottusità,
ignoranza e stupidità, mettendo così fine alla sua apparizione sul pianeta
terra.
Gianni Tirelli
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