lunedì 2 dicembre 2013

DA UOMO A ROBOT – L’EVOLUZIONE CONTINUA


DA UOMO A ROBOT – L’EVOLUZIONE CONTINUA

“Quando la terra era piatta, il buio governava le notti, e meravigliose creature alate di altri mondi, scendevano sulla terra per abitare i sogni degli uomini - oggi, accecati dalla luce rovente della modernità, ci hanno lasciato soli per sempre”.
Sull’onda dell’entusiasmo e di una novità fatta di, promesse, aspettative e speranze, per una qualità di vita migliore e più felice, è stata definito, rivoluzionario, quel processo di industrializzazione che nel solo arco di un secolo, ha sbaragliato dal campo le società contadine per imporsi come parametro assoluto di riferimento. Ma le rivoluzioni, sono portatrici di fratellanza, uguaglianza e libertà (sinonimi di felicità), in netta antitesi con quella “industriale”, equivalente di, omologazione, licenza, schiavitù e catastrofe ambientale.
Tutte le promesse e le speranze, sbandierate in questo secolo, sono state disattese e umiliate.
Quel processo di semplificazione che ha traghettato l’uomo da un passato industrioso a un presente industriale, è dunque miseramente fallito. L’autonomia di un tempo, fonte di libertà e decoro, è degenerata in dipendenza dal Sistema e la salutare e appagante fatica dell’uomo contadino, in lavoro
meccanico, frustrante e senza dignità. Per tali motivi, l’individuo umano, cosciente e responsabile di un tempo, si è involuto in umanoide robotizzato; un automa che si attiene alle regole stereotipate di un libretto di istruzioni che il Sistema gli consegna al momento della sua venuta al mondo. A un tale uomo è negata la felicità. L’uomo tecnologico è una forma di vita che si sta atrofizzando, nella materia e nello spirito - un elemento inutile, superfluo – un corpo estraneo che a breve la Madre Terra cercherà di espellere, come un cancro che rischia di contaminare l’universo.
Tutta quella montagna di denaro in circolazione derivante dalla speculazione finanziaria, dall'usura, dall'evasione fiscale, dalla corruzione, dal degrado ambientale e dalla sottrazione di gas petrolio e minerali dal sottosuolo terrestre, non é che "farina del diavolo", che non produrrà alcun benessere e barlume di felicità, ma solo dolore, morte e distruzione.
Il tempo stringe, e tutto volge al peggio! Per tanto, alla retorica e sterile indignazione deve seguire l’azione, perché la rabbia, si trasformi in vendetta e la schiavitù in libertà.
Questa guerra tra poveri che ci divide sul Nulla, deve giungere al termine! La stessa, consolida il potere criminale che ci opprime e corrobora il suo progetto di omologazione.
Solo uniti, si vince - solo uniti si cambia - solo uniti si spera; oltre ogni bandiera, retaggio, personalismo e insulsa dipendenza.
La sola e vera manovra che può cambiare le sorti questo mondo alla deriva, deve nascere dal profondo, del cuore dei suoi cittadini e dalla consapevolezza che ogni conquista di civiltà e di libertà, contemplano l’azione e un prezzo.
Che cosa racconteremo, e come spiegheremo di questo mondo alle nuove generazioni, quando la terra non sarà più coltivabile, l’acqua imbevibile, e l’aria irrespirabile? Diremo loro che è stato fatto nel nome del bene comune, o mentiremo, affermando che è l’opera di Dio? O meglio ancora: “Cari giovani, questa è la scienza - tecnologia avanzata di ultima generazione”. Sicuramente l’ultima!
L’uomo di quest’epoca dissennata si deve ribellare, e riappropriare dell’unica cosa che è capace di produrre miracoli, e in grado di riesumare autentiche passioni e vere motivazioni: la Terra.


GJTirelli

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