SOLO COSI’ SI SALVA IL PAESE PIU’ BELLO DEL
MONDO!
Il mondo sta andando a rotoli, il Sistema si
sta spegnendo, e nessuna fantomatica crescita e ipotetico sviluppo potrà mai
rianimarlo. C’è un solo modo per uscire dall’euro e dall’eurozona, e renderci
competitivi sui mercati fino al punto di dettarne le regole ed essere presi ad
esempio: l’AUTONOMIA.
L’Italia à uno fra i pochi paesi al mondo in
grado di compiere questo passo, in virtù di alcune prerogative ed eccellenze
che la rendono unica fra tutti. La sua ubicazione geografica al centro del
mediterraneo, la varietà del territorio e del clima, il patrimonio storico e
culturale, gli 8.000 km di coste, la molteplicità delle sue tradizioni,
l’artigianato, la cucina, l’arte, le sue foreste e montagne, il suo patrimonio
idrico, il calore umano dei suoi abitanti e, più in generale, l’unicità della
sua bellezza, sono tutti elementi che ci inducono a considerare la seria
possibilità di liberarci da ogni altro soggetto esterno di natura
economica/finanziaria e politica, che non solo ci condiziona, ma che ci pone in
uno stato di subalternità e di dipendenza rispetto ad altri stati, che non
possono in alcun modo competere con noi, per risorse naturali e storiche.
possono in alcun modo competere con noi, per risorse naturali e storiche.
Come possiamo noi italiani, vivere da poveri,
quando calpestiamo il suolo di uno fra i paesi più ricchi e straordinari della
terra, per tutti i motivi sopra elencati? Quale altra nazione europea (per
restare nei paraggi), può concorrere con l’Italia e vantarsi di una tale e così
straordinaria eredità? Dimentichiamoci del debito, dello spread, del Pil, di
banche, finanzia, e della Germania! Una guerra che non potremo mai vincere!
Lasciamo invece che questa terra dia il meglio dei suoi frutti, delle sue
potenzialità e capacità! Non abbiamo niente da importare – abbiamo tutto e di
più! Chiudiamo i battenti al mondo per fare ciò che veramente sappiamo fare, e
lasciamo ad altri quel lavoro sporco di cui tanto vanno fieri.
Dichiariamoci dunque “NAZIONE BIOLOGICA”, per
liberarci dalle migliaia di fabbriche fumanti, malsane e inquinanti.
Chiudiamola con la globalizzazione dei mercati e delle merci, per
commercializzare i nostri di prodotti limitandoci alla quantità che siamo in
grado di produrre e di consumare, o in caso di esportare. Consumiamo il nostro
olio, il nostro vino, le nostre arance. Liberiamo le strade dal caos, dal fumo
e dal frastuono di migliaia di camion, mezzi pesanti e affini che come una
giostra impazzita si muovono avanti e indietro senza sosta e ragione per
assecondare i bisogni effimeri di un consumismo demenziale e schizofrenico. Il
mare è la nostra via di commercio – una opportunità che non abbiamo mai voluto
cogliere, per dare in pasto il nostro territorio agli appetiti di
multinazionali e gruppi di potere, che sulla nostra pelle hanno costruito le
loro perverse fortune. Basta con le scorie e i rifiuti tossici dispersi in ogni
dove, e con tutto ciò che mette a rischio la nostra salute, la qualità della
vita dei nostri figli, e ipoteca il loro futuro. Va fatta pulizia, adesso,
perché questo nostro paese torni a splendere di quella luce che un tempo, come
un faro, illuminava il mondo. E perché Dio ci perdoni di tutte le ferite che
gli abbiamo inferto per dare forma alla nostra eccezionale stupidità.
Milioni di turisti si riverserebbero sulle
nostre coste, sui laghi, fiumi, valli e montagne, e altrettanti in coda per gli
anni a venire. Perché questa è la realtà! Questo è il prossimo futuro: luoghi
incontaminati dallo sterco industriale, dove l’acqua scorre pura dalla sorgente
fino al mare, dove l’aria profuma di fiori e di terra, e dove il cibo e il vino
ci raccontano la storia di questo grande paese.
Dobbiamo pertanto renderci autonomi,
auto/sufficienti, liberi – e va fatto ora, riconvertendo industria in
agricoltura biologica, tecnologia in artigianato, e lavoro in passione. In
questo modo possiamo aspirare alla felicità e prendere consapevolezza dei veri
bisogni e diritti dell’uomo.
Un tale ipotetico paese, susciterebbe
l’invidia generale, e a breve, molti altri ne seguirebbero l’esempio.
GJTirelli
Nessun commento:
Posta un commento