UN SACRIFICIO INDEROGABILE
Sento spesso dire: “Ma cosa ho fatto per
meritarmi tutto questo?” Il più delle volte la nostra condizione, non è
relativa a ciò che abbiamo fatto, ma è il risultato di tutto ciò che avremmo
dovuto fare, e non abbiamo fatto”
Siamo noi i primi, oggi, nella storia
dell’umanità, a dovere rinunciare con un’azione radicale, pragmatica e senza
alcun indugio, a quella folle avventura che ha caratterizzato quest’epoca
liberista e che, con una leggerezza disarmante, abbiamo licenziato come
modernità. Un complesso labirintico, un garbuglio inestricabile di bugie, di
vergogne, di dipendenze, illusioni e supposte promesse di libertà, che ha
destabilizzato e relativizzato ogni convinzione, parametro comparativo, scelta
e capacità di giudizio dei nostri giovani, e oscurato il loro futuro.
Oggi la vita, ci chiede disperatamente di
ottemperare a quell’irrinunciabile sacrificio che non c’é più concesso di
eludere o di rimandare. Siamo con le spalle al muro - messi di fronte
all’oggettività delle nostre responsabilità, di quei doveri e
obblighi
inderogabili, in ragione dei quali non è concessa più alcuna attenuante.
E se in questo preciso momento (anche se
fuori tempo massimo) non daremo inizio, tutti uniti, ad un’opera di
smantellamento programmatico di tutta la struttura capital/liberista, in virtù
della quale il Sistema si alimenta e si ingrassa, scordiamoci le parole, futuro
e libertà.
Dobbiamo liberare le nuove generazioni da
quelle catene mediatiche che condizionano la loro capacità di intendere e
volere, costringendoli così alla dipenenza e all’assuefazione di ogni
turpitudine e nefandezza che il Sistema Potere sdogana come libertà e diritti,
per facilitarne il commercio.
Pertanto i nostri figli non devono (ed è
imperativo) ereditare fabbriche fumanti, territori inquinati, mari radioattivi
e deforestazione. Potremo mai dire loro, che questo mondo è l’opera di Dio e
che, l’orrore morale e ambientale che avvolgerà la loro vita, è frutto del
progresso e della civiltà? Con quale faccia e coraggio, potremo affermare ciò?
Non sarebbe meglio per loro che non fossero mai nati? Dobbiamo consegnare loro
la bellezza, la giustizia e la verità; strumenti oramai consunti ma i soli, in
grado di scalzare i parametri relativistici e consumistici, che hanno caratterizzato
le moderne società occidentali, per sostituirli con criteri di giudizio reali,
e inossidabili, irriducibili punti fermi. Dobbiamo condurli per mano verso la
consapevolezza, perché sappiano distinguere la libertà dalla licenza, la verità
dalla contraffazione e il progresso dalla catastrofe ambientale.
Così non bastano le buone intenzioni, le
opinioni, le parole, l’indignazione e il disprezzo, se poi tutto ciò a cui
aspiriamo, non si traduce in fatti concreti. E’ l’azione individuale, l’idea
vincente.
Questo mondo insensato si può cambiare
rinunciando a questo mondo, e a tutto quel baraccone (luna park delle follie)
di cose inutili, effimere ed illusorie che sommergono la nostra quotidianità e
devastano la nostra esistenza materiale e spirituale.
La dipendenza da questo Sistema, che
specula sui bisogni e le debolezze degli individui (facendo leva sui loro lati
peggiori), è totale.
GJTirelli
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