mercoledì 4 giugno 2014

UN SACRIFICIO INDEROGABILE


UN SACRIFICIO INDEROGABILE

Sento spesso dire: “Ma cosa ho fatto per meritarmi tutto questo?” Il più delle volte la nostra condizione, non è relativa a ciò che abbiamo fatto, ma è il risultato di tutto ciò che avremmo dovuto fare, e non abbiamo fatto”

Siamo noi i primi, oggi, nella storia dell’umanità, a dovere rinunciare con un’azione radicale, pragmatica e senza alcun indugio, a quella folle avventura che ha caratterizzato quest’epoca liberista e che, con una leggerezza disarmante, abbiamo licenziato come modernità. Un complesso labirintico, un garbuglio inestricabile di bugie, di vergogne, di dipendenze, illusioni e supposte promesse di libertà, che ha destabilizzato e relativizzato ogni convinzione, parametro comparativo, scelta e capacità di giudizio dei nostri giovani, e oscurato il loro futuro.

Oggi la vita, ci chiede disperatamente di ottemperare a quell’irrinunciabile sacrificio che non c’é più concesso di eludere o di rimandare. Siamo con le spalle al muro - messi di fronte all’oggettività delle nostre responsabilità, di quei doveri e
obblighi inderogabili, in ragione dei quali non è concessa più alcuna attenuante.
E se in questo preciso momento (anche se fuori tempo massimo) non daremo inizio, tutti uniti, ad un’opera di smantellamento programmatico di tutta la struttura capital/liberista, in virtù della quale il Sistema si alimenta e si ingrassa, scordiamoci le parole, futuro e libertà.
Dobbiamo liberare le nuove generazioni da quelle catene mediatiche che condizionano la loro capacità di intendere e volere, costringendoli così alla dipenenza e all’assuefazione di ogni turpitudine e nefandezza che il Sistema Potere sdogana come libertà e diritti, per facilitarne il commercio.

Pertanto i nostri figli non devono (ed è imperativo) ereditare fabbriche fumanti, territori inquinati, mari radioattivi e deforestazione. Potremo mai dire loro, che questo mondo è l’opera di Dio e che, l’orrore morale e ambientale che avvolgerà la loro vita, è frutto del progresso e della civiltà? Con quale faccia e coraggio, potremo affermare ciò? Non sarebbe meglio per loro che non fossero mai nati? Dobbiamo consegnare loro la bellezza, la giustizia e la verità; strumenti oramai consunti ma i soli, in grado di scalzare i parametri relativistici e consumistici, che hanno caratterizzato le moderne società occidentali, per sostituirli con criteri di giudizio reali, e inossidabili, irriducibili punti fermi. Dobbiamo condurli per mano verso la consapevolezza, perché sappiano distinguere la libertà dalla licenza, la verità dalla contraffazione e il progresso dalla catastrofe ambientale.
Così non bastano le buone intenzioni, le opinioni, le parole, l’indignazione e il disprezzo, se poi tutto ciò a cui aspiriamo, non si traduce in fatti concreti. E’ l’azione individuale, l’idea vincente.
Questo mondo insensato si può cambiare rinunciando a questo mondo, e a tutto quel baraccone (luna park delle follie) di cose inutili, effimere ed illusorie che sommergono la nostra quotidianità e devastano la nostra esistenza materiale e spirituale.
La dipendenza da questo Sistema, che specula sui bisogni e le debolezze degli individui (facendo leva sui loro lati peggiori), è totale.


GJTirelli

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