lunedì 15 dicembre 2014

Novorossija: tregua a Donetsk, assalto a Groznij, crisi a Kiev

Novorossija: tregua a Donetsk, assalto a Groznij, crisi a Kiev

by sitoaurora
Alessandro Lattanzio, 15/12/20141074646Il 23 novembre si svolgevano scontri a Marjupol, Gorlovka, Enakievo, Dzerzhinsk, Granitnoe e Marinka, mentre i majdanisti bombardavano Donetsk, uccidendo due civili, Nikishino, Maloorlovka, Dokuchaevsk, uccidendo un altro civile, Fashevka, Vesjolaja Gora, Stepnoe, Stozhkovo e Stanitsa Luganskaja. Il 24 novembre si ebbero scontri a Donetsk, Dokuchaevsk e Novotrojtskoe. Il 25 novembre i majdanisti bombardavano Donetsk, uccidendo due civili, Gorlovka, Elenovka (un altro civile ucciso), Vesjolaja Gora. Combattimenti ad Avdeevka, Enakievo, Krasnogorovka, Berjozovoe, Debaltsevo, Novotrojtskoe, Nikolaevka, Stozhkovo, Petropavlovka, Kamenka, Tonenkoe, Vesjoloe, Krasnij Partizan, Trjokhizbjonka, Krjakovka, Frunze, Stanitsa Luganskaja, Verkhnjaja Olkhovaja, Makarovo e Nizhnetjoploe. A Debaltsevo le FAN distruggevano 2 autocarriUral carichi di munizioni, 1 BTR e 1 cannone senza rinculo SPG-9 da 73mm degli ucraini. A Orlovka l'artiglieria delle FAN distruggeva un deposito di munizioni e colpiva una compagnia meccanizzata degli ucraini. Il 26 novembre, i majdanisti continuavano a bombardare Donetsk, Kirovskoe, uccidendo un civile, Jasinovataja e Stanitsa Luganskaja. Inoltre, i majdanisti tentavano una puntata verso l'aeroporto, perdendo 1 carro armato e 1 BMP. Combattimenti ad Avdeevka ed Enakievo. Scontri a Debaltsevo, Nikishino, Fashevka, Chernukhino, Elenovka, Kalinovka, Opitnoe, Slavnoe, Peski, Novoajdar, Popasnaja, Krasnij Liman, Trjokhizbjonka, Krjakovka, Makarovo, Verkhnaja Olkhovoe, Stanitsa Luganskaja, Nizhnetjoploe e Shastie. Il 27 novembre, scontri a Krimskoe, Stanitsa Luganskaja, Lisichansk, Shastie e Debaltsevo. I majdanisti bombardavano Naberezhnoe, Donetsk, Vesjoloe, Nikishino e a Stanitsa Luganskaja i majdanisti sparavano ad un autobus, uccidendo due civili. Gli ucraini attaccarono verso l'aeroporto di Donetsk, da Avdeevka e da nord-ovest, perdendo 2 BTR e quindi ritirandosi. Il 28 novembre, scontri si svolgevano a Lisichansk, Shastie, Rajgorodka, Popasnaja, Zolotoe, Slavjanoserbsk, Prichepilivka, Trjokhizbjonka, Nikolaevka, Verkhnjaja e Nizhnjaja Olkhovaja, Valujskoe, Makarovo, Geevka, Artjoma, Krukhovo, Berjozovoe, Novomikhajlovka, Slavnoe, Dzerzhinsk, Shumij, Artjomovo, Nikishin e Orlovo Ivanovka. I majdanisti bombardavano Donetsk, Stanitsa Luganskaja (uccidendo un civile), Gorlovka, dove uccidevano un altro civile. A Severskij Donets le naziguardie sparavano sulle auto private uccidendo un civile, un altro civile veniva ucciso nel bombardamento di un autobus da parte delle naziguardie ucraine. Il 29 novembre, i majdanisti bombardavano e attaccavano ancora l'aeroporto di Donetsk. Scontri a Opitnoe, Novobakhmutovka, Novonikolaevka, Maloorlovka, Redkodub, Mjus, Stanitsa Luganskaja, Shastie, Olkhovo, Geevka, Donetskij, Trjokhizbjonka, Krimskoe, Novogrigorevka, Pervomajsk e Zolotoe. A Nikishino la milizia distruggeva 1 BTR ucraino. Il 30 novembre, si avevano scontri a Stanitsa Luganskaja, Peski, Umanskoe, Orlovka. I majdanisti bombardavano Donetsk, Dokuchaevsk, Ostroe, Sokolniki, Krasnij Liman. Nei combattimenti a Chernukhino i majdanisti persero 11 soldati delle 79.ma93.ma e 95.ma brigate, ritirandosi da Opitnoe. A Sokolniki, un distaccamento ucraino veniva attaccato perdendo 12 soldati, 1 BMP e 2 autocarri Ural carichi di munizioni. Presso Krjakovka venivano distrutti 2 autocarri Uralucraini che trainavano mortai ed erano carichi di munizioni.
slavyansk-bloody-battle-ceasefire_siIl 1 dicembre 2014, i majdanisti bombardavano Donetsk e l'aeroporto, dove gli ucraini distrussero il vecchio terminal prima di ritirarsi e di aver subito 3 morti e 18 feriti. Scontri a Gorlovka, Bakhmutka e Lisichansk. A Krasnogorovka un'operazione delle Forze Armate della Nuova Russia distruggeva un gruppo motorizzato majdanista composto da 1 carro armato, 4 blindati, 5 obici, diversi autocarri e 70 naziguardie. Il 2 dicembre, due civili venivano uccisi dai majdanisti a Stanitsa Luganskaja e Vesjolaja Gora. A Telmanovo i majdanisti uccidevano un altro civile e un altro a Raevka. I majdanisti bombardavano Donetsk, Debaltsevo, Nikishino, Makeevka e Dokuchaevsk. A Kharkov si registrava un'esplosione nella base dell'unità militare ucraina 3017, mentre a Bogdanovka l'artiglieria federalista distruggeva un'altra base ucraina. Il 2 dicembre, i majdanisti bombardavano Donetsk, Orlovka, Dokuchaevsk, Fashevka, Spartak e Nikishino. Combattimenti a Novobakhmutovka, Tonenkoe, Peski, Stanitsa Luganskaja, Vesjolaja Gora e Novotrojtskoe. Il 4 dicembre, presso Donetsk, si svolgevano gravi combattimenti nei quartieri Petrovka e Trudovskikh, dove i majdanisti cercavano di rompere le difese federaliste di Marinka, Georgievka e Maksimeljanovka dalla zona di Kurakhovo, e bombardarono Petrovka, Tikhi, Briketnaja e Trudovskikh. Combattimenti a Trjokhizbjonka e Slavjanoserbsk. I majdanisti bombardavano Nikishino, Telmanovo, Orlovka e Marjupol. Il 5 dicembre, i majdanisti bombardavano Donetsk, Enakievo, Marinka, Shastie. Scontri a Gorlovka, Majorsk, Dzerzhinsk, Debaltsevo, Bakhmutka e Stanitsa Luganskaja. Gli ucraini avevano perso nei combattimenti, dal 29 novembre al 5 Dicembre, circa 500 effettivi, di cui 140 nella zona dell'aeroporto, oltre a 7 carri armati, 15 BTR, 10 obici D-30 da 122 mm, 1 obice semovente 2S19 Msta-S da 152 mm, 6 MLRS Grad e diversi autoveicoli pesanti Kraz e Ural.
Il 6 e 7 dicembre, i majdanisti bombardavano Donetsk, uccidendo tredici civili, Dokuchaevsk, Enakievo, Nikishino, Tsentralnij, Pervomajsk, uccidendo due civili, Telmanovo, Stila, Spartak, Elenovka e Debaltsevo. Combattimenti a Gorlovka e scontri a Peski, Stanitsa Luganskaja, Novomikhajlovka, Trjokhizbjonka, Krimskoe, Shastie, Popasnaja e Redkodub. L'8 dicembre, i majdanisti bombardavano Donetsk, Gorlovka, Enakievo e Dokuchaevsk. Combattimenti in prossimità dell'aeroporto di Donetsk, e scontri a Opitnoe, Avdeevka, Peski, Jasinovataja, Marinka, Kranogorovka, Ostroe, Staromikhailovka, Majorsk e Shumy. Il 9 dicembre, si registravano scontri a Stanitsa Luganskaja, Olkhovoe, Gorlovka, Frunze e Donetsk. A Peski 6 soldati del 90.mo battaglione Zhitomir della 95.ma brigata aeromobile ucraina venivano eliminati in un attacco dei federalisti. Il 10 dicembre entrava in vigore un nuovo cessate-il-fuoco, ma si avevano scontri a Vesjolaja Gora, Sokolniki, Smeloe ed Enakievo. Scontri anche presso Avdeevka, Opitnoe, Tonenkoe e Gorlovka. Intensi combattimenti presso l'aeroporto di Kramatorsk. I majdanisti bombardavano ancora Donetsk. La Russia inviava un gruppo di specialisti militari, guidato dal Tenente-Generale Aleksandr Lentsov, nel Donetsk e su richiesta dello stato maggiore ucraino. Il Generale Valerij Gerasimov, capo di Stato Maggiore delle forze armate russe, dichiarava "I rappresentanti delle forze armate russe guidate dal Generale Aleksandr Lentsov sono stati inviati a Debaltsevo, nel Donetsk in Ucraina, su richiesta del Capo di Stato Maggiore delle forze armate ucraine Colonnello-Generale Viktor Muzhenko. La missione è incaricata, insieme all'OSCE, di aiutare le parti in conflitto, e cioè le forze ucraine e la milizia locale, a trovare un compromesso sulla de-escalation delle tensioni e il ritiro delle truppe dalla linea di contatto".
L'11 dicembre si avevano scontri a Tsentralnij, Kirovskoe, Vesjolaja Gora. Il 12 dicembre si verificarono scontri a Chernukhino, Enakievo, Frunze, Gorlovka, Stanitsa Luganskaja e Vesjolaja Gora. Due convogli di 130 camion umanitari del Ministero delle Emergenze russo arrivavano a Lugansk e a Donetsk, consegnando più di 1200 tonnellate di carico, soprattutto alimentari e attrezzature per i servizi sociali. Si trattava del 9.no convoglio di aiuti umanitari russo per il Donbas. I precedenti 8 convogli avevano consegnato al Donbas oltre 10700 tonnellate di aiuti umanitari. Il 13 dicembre, vi era uno scontro a Kolesnikovo e Valujskoe, dove i miliziani subivano 1 caduto mentre i majdanisti persero 2 naziguardie e altre 10 furono ferite. Il 14 dicembre, ad Olkhovaja si svolgevano pesanti combattimenti, comportando la distruzione di 1 BTR e 2 autocarri Ural e l'eliminazione di 5 naziguardie dal lato ucraino. La milizia subiva 3 caduti.
Il 3 dicembre, a Groznij, capitale della Cecenia, un commando di 9 taqfiriti a bordo di tre autovetture veniva bloccato ad un posto di blocco. I wahhabiti uccisero i poliziotti e si nascosero in un edificio vicino, una tipografia, dove furono circondati e sottoposti al tiro delle forze di sicurezza cecene. I terroristi tentarono di nascondersi in una vicina scuola, ma furono 1ntercettati ed abbattuti dalla polizia cecena, che aveva subito 14 caduti. A novembre la Russia aveva abbattuto numerosi droni ucraini diretti sulla Crimea.
tankGli USA inviavano al governo golpista di Kiev 400 fucili di precisione, 2000 fucili d'assalto, 720 lanciagranate MGL-140, 60 mortai da 81mm e da 120mm, 150 lanciamissili portatili Stinger, 420 missili anticarro Javelin, 12 radar controbatteria: 3 AN-TPQ-48A, 5 Lockheed Martin EQ-36 AN/TPS-53 e 4 Hughes AN/TPQ-37. Il ministero della Difesa della Lituania firmava un contratto per vendere munizioni all'Ucraina per 17,8 milioni di dollari. La maggior parte erano munizioni per fucili d'assalto tedeschi G36, mortai da 120 mm e lanciagranate anticarro Carl Gustav. Le forze majdaniste soffrivano di serie carenze di materiale meccanizzato e di forze speciali. Le poche a disposizione degli ucraini venivano concentrati su Donetsk e Lugansk, e venivano integrate o sostituite, per mancanza di personale (il 3.zo reggimento Spetsnaz e l'80.ma brigata indipendente furono distrutti in estate), dai nazibattaglioni Dnepr-1,Donbass e Kiev-1. Il Canada inviava 11 milioni di aiuti militari a Kiev come dispositivi di protezione, apparecchiature per comunicazioni, dispositivi per la visione notturna, binocoli e addestramento delle naziguardie ucraine che operano nel Donbas. Inoltre, a settembre, il ministero della Difesa ucraino aveva ricevuto sei tonnellate di aiuti umanitari dalla Lituania, tra cui razioni, medicinali e attrezzature mediche e 2 trattori corazzati per la costruzione di fortificazioni. Ad aprile la Francia aveva fornito un migliaio di giubbotti antiproiettili, e la Norvegia due mesi dopo inviava 60 tonnellate di aiuti, tra cui 77500 razioni da combattimento. Ad agosto la Gran Bretagna inviava alle forze ucraine 180 giubbotti antiproiettile ed elmetti, la Spagna 300 caschi e 500 giubbotti, la Slovacchia 2,5 tonnellate di aiuti per le guardie di frontiera ucraine. Infine, ad ottobre, la Danimarca ha fornito a Kiev 15 sistemi GPS Tipo 695 Atlantic. Washington ha inviato aiuti militari per 320 milioni di dollari, di cui 118 milioni in attrezzature e addestramento di guardie di frontiera, guardia nazionale e soldati, e 20 milioni in armi. A marzo, la junta ucraina aveva ricevuto 330000 razioni da combattimento, elmetti, giubbotti antiproiettile, visori notturni e altre attrezzature. Un gruppo di militari statunitensi aveva visitato l'Ucraina a giugno, per "valutare e sviluppare programmi di coordinamento tra le forze armate". A dicembre, il ministro della Difesa ucraino Stepan Poltorak chiedeva di raddoppiare la spesa militare per consentire all'esercito ucraino di acquistare armi all'estero per combattere contro la Novorossija, e di aumentare anche il numero di soldati concentrati nell'est da 232000 a 250000. Poltorak aveva detto che le forze armate ucraine dovrebbero spendere circa 110 milioni di dollari per acquistare armi all'estero, oltre ai 365 milioni di dollari spesi per armamenti locali. Il primo ministro ucraino Arsenij Jatsenjuk affermava che aveva cercato aiuto all'estero per evitare il default, e che deve aumentare le spese per la difesa a scapito di quelle sociali. Kiev inviava sue unità militari vicino la Moldavia, minacciando la regione filo-russa della Transnistria, Poltorak aveva detto, "Affrontiamo una minaccia al confine orientale. Ma c'è anche una minaccia dalla Transnistria e da sud, dove le nostre unità aumenteranno". Infine, l'11 dicembre, il Senato statunitense approvava l'Ukraine Freedom Support Act per imporre ulteriori sanzioni contro la Russia e sostenere militarmente l'Ucraina, garantendo lo status di maggiore alleato non-NATO degli Stati Uniti a Ucraina, Georgia e Moldavia. Negli aeroporti di Kramatorsk, Kharkov e Zaporozhe aerei da trasporto statunitensi C-130 Hercules sbarcavano diverso materiale, probabilmente i promessi radar controbatteria, e 50 soldati polacchi venivano avvistati a Chuguev, presso Kharkov.
16074Nel frattempo, Kiev non riesce ad assicurarsi le provviste energetiche per l'inverno 2015. La società British Steel Mont Trading si rifiutava di continuare a fornire carbone all'Ucraina, mentre la Novorossija si rifiuta di fornire il suo e la Russia annullava il contratto per la consegna di carbone a Kiev. In Ucraina si verificano sempre più interruzioni dell'attività delle centrale elettriche, mentre nel Donbas si erano accumulati almeno 2 milioni di tonnellate di carbone estratto. Il ministero dell'Energia ucraino stimava necessario importare 1,2 milioni di tonnellate di carbone al mese. Kiev cercò vanamente anche d'importare dal Sud Africa 250 mila tonnellate di carbone. Il ministero dell'Energia ucraino concludeva di poter acquistare solo antracite scadente, mentre le autorità di Novorossija si dichiarano pronte ad esportare in qualsiasi Paese, tranne che in Ucraina.
Riguardo la Novorossija, il Kazakhstan decideva d'inviarvi 4 blindati, cereali e vestivi. Il 3 dicembre, le forze russe di Crimea ricevevano i nuovi sistemi missilistici antiaerei S-300PMU Favorit per la protezione dello spazio aereo della penisola. "Con la comparsa dei complessi S-300PMU, si può dire con certezza che uno scudo missilistico vero e proprio è stato creato sulla penisola, proteggendo la Flotta del Mar Nero dalle minacce aeree". Inoltre, il 62.mo Stormo della RVVS, dotato di 10 cacciabombardieri Sukhoj Su-30M2 e 10 caccia-intercettori Sukhoj Su-27SM, s'insediava nella base aerea crimeana di Belbek. Il 28 novembre, una squadra navale della Flotta del Nord russa, guidata dal cacciatorpediniere Severomorsk, svolgeva delle manovre nello Stretto di Dover e nel Seine Bay, "Mentre è ancorata, l'equipaggio conduce una serie di esercitazioni su come affrontare l'infiltrazione di forze sottomarine e su tecniche di sopravvivenza in caso di incidenti", spaventando Londra e Parigi.

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