IL POTERE DI UNA POETESSA
Loro sono due operai comunali addetti alla pulizia stradale notturna. Due tori di 50 anni, barbuti, che incontro alle 3 della mattina a un bar di Bologna sotto i portici.
Lei si chiama Ilaria Muccetti. Scrive poesie da 15 anni, e le straccia perché non ci crede.
Poco tempo fa ha scritto questi versi: "Fuori è il mondo, senza di noi”.
Dio, sa, Dio, come questo è vero. Dio, sa, Dio, come ha fatto a chiudere una catastrofe esistenziale di milioni di persone in 7 parole, Ilaria Muccetti.
Sono alle 3 del mattino sotto a un portico bolognese, e i due energumeni mi fermano. “Lei è Barnard”
mi dicono, sì rispondo io con la faccia come un culo. Adesso questi mi chiedono della TV e altre porcate di una banalità straziante, penso io e mi rassegno.
Prima cosa vogliono la foto con me. Ok. Seconda cosa… La poesia.
EHHH??????????
La poesia??? Sì, mi dice quello con gli occhiali. Lei, Barnard, ha scritto di una poesia nel suo ultimo articolo, non la ricordiamo, ce la ripete?
Non sono sconvolto, di più. La ripesco dal telefonino, gliela rileggo:"Fuori è il mondo, senza di noi”.
Il barbuto dei due energumeni spazzini guarda l’altro, e, mesto, ma mesto, gli dice “Sì, è così, noi ci sentiamo così”, dice.
Si allontanano dopo avermi stretto la mano. Quando sono a 20 metri da me quello con la barba si gira verso l’altro e ripete:"Fuori è il mondo, senza di noi”.
Volevo piangere. C’è speranza, c’è, non è vero che tutti siamo scimmie cani, non è vero.
Non è vero.
La poesia di quella ragazza è arrivata a loro, i due energumeni che spazzano le strade, due uomini con una grande anima nascosta dentro un giubbotto giallo fosforescente. Posso morire con meno pena ora. Grazie alla poesia.

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