La guerra imperialista avanza a grandi passi
Solo la
mobilitazione
operaia e
popolare
può fermarla!
mobilitazione
operaia e
popolare
può fermarla!
La situazione che
si sta sviluppando
attualmente in
Ucraina minaccia
di degenerare in conflitto militare di grande ampiezza. I negoziati trilaterali, svolti
sotto la crescente pressione degli USA che mirano al pieno controllo dell’Ucraina
dopo aver realizzato il golpe per mezzo di forze fasciste, non hanno portato a un
cessate il fuoco stabile.
si sta sviluppando
attualmente in
Ucraina minaccia
di degenerare in conflitto militare di grande ampiezza. I negoziati trilaterali, svolti
sotto la crescente pressione degli USA che mirano al pieno controllo dell’Ucraina
dopo aver realizzato il golpe per mezzo di forze fasciste, non hanno portato a un
cessate il fuoco stabile.
All’origine dello scontro vi sono le contraddizioni interimperialiste, che la crisi
economica e politica capitalistica continua a inasprire.
economica e politica capitalistica continua a inasprire.
Queste contraddizioni si esprimono principalmente: a) nella politica
bellicista dell’imperialismo USA, che rimane la prima potenza imperialista,
soprattutto sul piano delle capacità militari, e che mira a conservare la sua
egemonia in declino; b) nel tentativo impresso dall’imperialismo tedesco per
rafforzare la sua leadership nell’UE e sviluppare una politica estera più decisa; c)
nella risposta aggressiva dell’imperialismo russo che si vede assediato e privato
della sua sfera di influenza in Ucraina, paese che ha una posizione chiave,
vaste risorse naturali ed è attraversato da vie di transito energetiche.
bellicista dell’imperialismo USA, che rimane la prima potenza imperialista,
soprattutto sul piano delle capacità militari, e che mira a conservare la sua
egemonia in declino; b) nel tentativo impresso dall’imperialismo tedesco per
rafforzare la sua leadership nell’UE e sviluppare una politica estera più decisa; c)
nella risposta aggressiva dell’imperialismo russo che si vede assediato e privato
della sua sfera di influenza in Ucraina, paese che ha una posizione chiave,
vaste risorse naturali ed è attraversato da vie di transito energetiche.
La realtà dimostra che l’inevitabilità della guerra fra i paesi imperialisti e capitalisti
continua a sussistere.
continua a sussistere.
Il mutamento dei rapporti di forza fra potenze imperialiste, l’implacabile
concorrenza per i mercati e il saccheggio delle materie prime, il controllo
delle fonti di energia e delle sfere di influenza, i conflitti commerciali, hanno
come logica conseguenza un adattamento delle strategie belliche delle potenze
imperialiste, per preparare la guerra.
concorrenza per i mercati e il saccheggio delle materie prime, il controllo
delle fonti di energia e delle sfere di influenza, i conflitti commerciali, hanno
come logica conseguenza un adattamento delle strategie belliche delle potenze
imperialiste, per preparare la guerra.
In questo scenario, si spiega la decisione USA/NATO di alzare un nuovo
muro in Europa, con lo spiegamento di 30 mila militari della «Forza di
risposta» nei paesi dell’Europa orientale, la creazione di nuove basi, il varo di
una «Forza di punta» dispiegabile in pochi giorni e l’assistenza militare
diretta al governo ucraino.
muro in Europa, con lo spiegamento di 30 mila militari della «Forza di
risposta» nei paesi dell’Europa orientale, la creazione di nuove basi, il varo di
una «Forza di punta» dispiegabile in pochi giorni e l’assistenza militare
diretta al governo ucraino.
Si tratta di una escalation militare funzionale allo spostamento degli interessi
strategici nordamericani verso est, a sostegno dei loro vasalli nel Baltico,
in Polonia, in Ucraina, in Georgia, in Moldova, per circondare e minacciare
la Russia, così come per bloccare le ambizioni tedesche.
strategici nordamericani verso est, a sostegno dei loro vasalli nel Baltico,
in Polonia, in Ucraina, in Georgia, in Moldova, per circondare e minacciare
la Russia, così come per bloccare le ambizioni tedesche.
Allo stesso tempo, la NATO estende la sua azione nel Meditteraneo
(dove sono previste grandi manovre navali), in Nordfrica e in Medio Oriente,
zona in cui l'ISIS, notoriamente finanziato, armato e addestrato da Zio Sam e dai
suoi alleati, svolge una duplice funzione: smembrare gli stati della regione
(Siria, Iraq) e essere usato come pretesto per lo scatenamento della guerra
imperialista.
(dove sono previste grandi manovre navali), in Nordfrica e in Medio Oriente,
zona in cui l'ISIS, notoriamente finanziato, armato e addestrato da Zio Sam e dai
suoi alleati, svolge una duplice funzione: smembrare gli stati della regione
(Siria, Iraq) e essere usato come pretesto per lo scatenamento della guerra
imperialista.
Mentre in Europa si torna ad un “guerra fredda”, sempre più accompagnata
da quella calda, aumentano le spese militari e si accelera la corsa al riarmo
convenzionale e all’ammodernamento di quello nucleare, sotto la spinta
dai monopoli del settore militar-industriale, battistrada della politica
bellicita e della reazione politica.
da quella calda, aumentano le spese militari e si accelera la corsa al riarmo
convenzionale e all’ammodernamento di quello nucleare, sotto la spinta
dai monopoli del settore militar-industriale, battistrada della politica
bellicita e della reazione politica.
I crescenti pericoli di guerra riguardano chiaramente il nostro paese,
considerato dagli USA come una piattaforma geostrategica e un tassello
fondamentale della strategia militare che punta a un aumento del confronto
militare con la Russia.
considerato dagli USA come una piattaforma geostrategica e un tassello
fondamentale della strategia militare che punta a un aumento del confronto
militare con la Russia.
I piani aggressivi della NATO godono dell'appoggio del governo Renzi,
che prosegue la politica borghese di vassallaggio e di sottomissione agli
Stati Uniti e alla UE dei monopoli.
che prosegue la politica borghese di vassallaggio e di sottomissione agli
Stati Uniti e alla UE dei monopoli.
La politica di guerra e l’interventismo militare all’estero si traducono
sul "fronte interno" nell’aumento dello sfruttamento e dell’oppressione
della classe operaia, nei tagli alle spese sociali per finanziare l’aumento
del “contributo” alla NATO, nei mezzi di “distrazione di massa” per
deviare il crescente malcontento popolare, nella repressione e
nelle trasformazioni reazionarie e livello politico-istituzionale.
sul "fronte interno" nell’aumento dello sfruttamento e dell’oppressione
della classe operaia, nei tagli alle spese sociali per finanziare l’aumento
del “contributo” alla NATO, nei mezzi di “distrazione di massa” per
deviare il crescente malcontento popolare, nella repressione e
nelle trasformazioni reazionarie e livello politico-istituzionale.
La denuncia del carattere imperialista dei conflitti e delle guerre locali in
corso, che servono gli interessi delle classi dominanti, la denuncia
della partecipazione servile dell'imperialismo italiano, lo smascheramento
delle menzogne e degli inganni della borghesia e degli opportunisti, sono
per noi questioni ineludibili e legate alla lotta per abbattere l’imperialismo
e costruire il socialismo.
corso, che servono gli interessi delle classi dominanti, la denuncia
della partecipazione servile dell'imperialismo italiano, lo smascheramento
delle menzogne e degli inganni della borghesia e degli opportunisti, sono
per noi questioni ineludibili e legate alla lotta per abbattere l’imperialismo
e costruire il socialismo.
Nella pericolosa situazione attuale, chiamiamo tutte le forze comuniste,
rivoluzionarie, antimperialiste, gli amanti della pace a intensificare la lotta
contro la politica di guerra dell'imperialismo, per il ritiro immediato delle
truppe all’estero, per gettare a mare le basi USA e NATO, per dire no agli
F-35 e al MUOS, per la drastica riduzione delle spese militari e l’aumento
di quelle sociali, per la solidarietà ai popoli in lotta contro l'imperialismo
e la reazione, per una politica di pace e collaborazione fra i popoli.
rivoluzionarie, antimperialiste, gli amanti della pace a intensificare la lotta
contro la politica di guerra dell'imperialismo, per il ritiro immediato delle
truppe all’estero, per gettare a mare le basi USA e NATO, per dire no agli
F-35 e al MUOS, per la drastica riduzione delle spese militari e l’aumento
di quelle sociali, per la solidarietà ai popoli in lotta contro l'imperialismo
e la reazione, per una politica di pace e collaborazione fra i popoli.
Denunciamo la presenza militare statunitense in Italia, esigiamo lo
smantellamento delle centinaia basi USA e NATO e la chiusura delle servitù
militari, l'uscita dalla NATO e il suo scioglimento!
smantellamento delle centinaia basi USA e NATO e la chiusura delle servitù
militari, l'uscita dalla NATO e il suo scioglimento!
E’ su queste fondamentali questioni che va sviluppato il dibattito e
rilanciata l’iniziativa politica per la formazione di un’ampia coalizione
popolare, di sinistra, antimperialista e antifascista, più che mai necessaria
per sviluppare la mobilitazione rivoluzionaria di massa contro l’offensiva
capitalista, la reazione politica e le minacce di guerra.
rilanciata l’iniziativa politica per la formazione di un’ampia coalizione
popolare, di sinistra, antimperialista e antifascista, più che mai necessaria
per sviluppare la mobilitazione rivoluzionaria di massa contro l’offensiva
capitalista, la reazione politica e le minacce di guerra.
7 febbraio 2015
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del
Proletariato d’Italia
Proletariato d’Italia

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