lunedì 9 febbraio 2015

La guerra imperialista avanza a grandi passi.....MA NOI ABBIAMO L'OMBRELLO DELLA NATO.....PRRRRRRRRRR

La guerra imperialista avanza a grandi passi




La guerra imperialista avanza a grandi passi
Solo la 
mobilitazione
 operaia e 
popolare 
può fermarla!
La situazione che
 si sta sviluppando
 attualmente in 
Ucraina minaccia
 di degenerare in conflitto militare di grande ampiezza. I negoziati trilaterali, svolti 
sotto la crescente pressione degli USA che mirano al pieno controllo dell’Ucraina 
dopo aver realizzato il golpe per mezzo di forze fasciste, non hanno portato a un 
cessate il fuoco stabile.   
All’origine dello scontro vi sono le contraddizioni interimperialiste, che la crisi 
economica e politica capitalistica continua a inasprire.
Queste contraddizioni si esprimono principalmente: a) nella politica 
bellicista dell’imperialismo USA, che rimane  la prima potenza imperialista, 
soprattutto sul piano delle capacità militari, e che mira a conservare la sua 
egemonia in declino; b) nel tentativo impresso dall’imperialismo tedesco per 
rafforzare la sua leadership nell’UE e sviluppare una politica estera più decisa; c)
 nella risposta aggressiva dell’imperialismo russo che si vede assediato e privato
 della sua sfera di influenza in Ucraina, paese che ha una posizione chiave, 
vaste risorse naturali ed è attraversato da vie di transito energetiche.
La realtà dimostra che l’inevitabilità della guerra fra i paesi imperialisti e capitalisti 
continua a sussistere.  
Il mutamento dei rapporti di forza fra potenze imperialiste, l’implacabile 
concorrenza per i mercati e il saccheggio delle materie prime, il controllo 
delle fonti di energia e delle sfere di influenza, i conflitti commerciali, hanno 
come logica conseguenza un adattamento delle strategie belliche delle potenze 
imperialiste, per preparare la guerra.
In questo scenario, si spiega la decisione USA/NATO di alzare un nuovo 

muro in Europa, con lo spiegamento di 30 mila militari della «Forza di 
risposta» nei paesi dell’Europa orientale, la creazione di nuove basi, il varo di
 una «Forza di punta» dispiegabile in pochi giorni e l’assistenza militare 
diretta al governo ucraino.
Si tratta di una escalation militare funzionale allo spostamento degli interessi
strategici nordamericani verso est, a sostegno dei loro vasalli nel Baltico, 
in Polonia, in Ucraina, in Georgia, in Moldova, per circondare e minacciare 
la Russia, così come per bloccare le ambizioni tedesche.
Allo stesso tempo, la NATO estende la sua azione nel Meditteraneo
 (dove sono previste grandi manovre navali), in Nordfrica e in Medio Oriente, 
zona in cui l'ISIS, notoriamente finanziato, armato e addestrato da Zio Sam e dai
 suoi alleati, svolge una duplice funzione:  smembrare gli stati della regione 
(Siria, Iraq) e essere usato come pretesto per lo scatenamento della guerra 
imperialista.
Mentre in Europa si torna ad un “guerra fredda”, sempre più accompagnata 
da quella calda, aumentano le spese militari e si accelera la corsa al riarmo 
convenzionale e all’ammodernamento di quello nucleare, sotto la spinta 
dai monopoli del settore militar-industriale, battistrada della politica 
bellicita e della reazione politica.
I crescenti pericoli di guerra riguardano chiaramente il nostro paese, 
considerato dagli USA come una piattaforma geostrategica e un tassello
 fondamentale della strategia militare che punta a un aumento del confronto 
militare con la Russia.
I piani aggressivi della NATO godono dell'appoggio del governo Renzi, 
che prosegue la politica borghese di vassallaggio e di sottomissione agli 
Stati Uniti e alla UE dei monopoli.
La politica di guerra e l’interventismo militare all’estero si traducono 
sul "fronte interno" nell’aumento dello sfruttamento e dell’oppressione 
della classe operaia, nei tagli alle spese sociali per finanziare l’aumento 
del “contributo” alla NATO, nei mezzi di “distrazione di massa” per 
deviare il crescente malcontento popolare, nella repressione e 
nelle trasformazioni reazionarie e livello politico-istituzionale.
La denuncia del carattere imperialista dei conflitti e delle guerre locali in 
corso, che servono gli interessi delle classi dominanti, la denuncia 
della partecipazione servile dell'imperialismo italiano, lo smascheramento 
delle menzogne e degli inganni della borghesia e degli opportunisti, sono 
per noi questioni ineludibili e legate alla lotta per abbattere l’imperialismo
 e costruire il socialismo.
Nella pericolosa situazione attuale, chiamiamo tutte le forze comuniste, 
rivoluzionarie, antimperialiste, gli amanti della pace a intensificare la lotta 
contro la politica di guerra dell'imperialismo, per il ritiro immediato delle
 truppe all’estero, per gettare a mare le basi USA e NATO, per dire no agli
 F-35 e al MUOS, per la drastica riduzione delle spese militari e l’aumento 
di quelle sociali, per la solidarietà ai popoli in lotta contro l'imperialismo 
e la reazione, per una politica di pace e collaborazione fra i popoli.
Denunciamo la presenza militare statunitense in Italia, esigiamo lo 
smantellamento delle centinaia basi USA e NATO e la chiusura delle servitù 
militari, l'uscita dalla NATO e il suo scioglimento!
E’ su queste fondamentali questioni che va sviluppato il dibattito e 
rilanciata l’iniziativa politica per la formazione di un’ampia coalizione 
popolare, di sinistra, antimperialista e antifascista, più che mai necessaria 
per sviluppare la mobilitazione rivoluzionaria di massa contro l’offensiva
 capitalista, la reazione politica e le minacce di guerra.
7 febbraio 2015
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del
 Proletariato d’Italia

Nessun commento: