sabato 28 novembre 2015

gianni tirelli LA TARI - UNA TASSA FUORILEGGE

LA TARI - UNA TASSA FUORILEGGE
La gente non se ne rende conto ma a noi, la spazzatura che buttiamo, ci è costata soldi… l’abbiamo pagata! Un mucchio di soldi… e se facessimo un calcolo sull’arco di un anno, si tratta di alcune centinaia di euro. Oltretutto siamo costretti a differenziarla, per facilitare questi furbastri e parassiti di poterla smerciare a prezzi maggiori! In questo modo ci fottono due volte! La prima quando acquistiamo il prodotto e quindi, anche il contenitore - la seconda volta pagando la Tari. La tassa sulla spazzatura è la più grande truffa legalizzata dell’era moderna.
La risposta va ricercata nella nostra stupidità - nella supina accettazione di norme e regole imposte ad hoc (a fine di estorsivo) e in una vile e totale sudditanza di noi cittadini verso il Sistema Potere – noi, che come automi accettiamo qualsiasi sopruso senza battere ciglio e ben lontani da valutarne la legittimità.
Ci troviamo così costretti a pagare una tassa su qualcosa che non abbiamo mai prodotto, né commercializzato, né propagandato - siamo ritenuti colpevoli per avere consumato e, pertanto, costretti a pagare il prezzo per un tale “crimine”, mentre loro, i Grandi Spacciatori di monnezza, godono di un’impunità totale.  Siamo stati raggirati per
decenni, e come nel gioco delle tre carte, ci hanno fatto credere di essere gli autori di una tale sciagura, e colpevolizzato dei disastri biblici che la stessa ha causato, causa, e che in futuro provocherà. Ma oggi è arrivato il momento che i consumatori aprano gli occhi e inseriscano il cervello, per dare a Cesare le responsabilità di Cesare.
Alla luce della verità, è l’industria (Cesare) e non noi, a doversi accollare tutti costi riguardanti la produzione dei rifiuti e del loro smaltimento! Non puoi “buttare il sasso e nascondere la mano!” Tu li produci e tu li smaltisci, tanto più se l’industria ha già incassato il denaro del contenitore o imballaggio che il cittadino a pagato al momento dell’acquisto del bene; diversamente, ti adegui e non li produci!
Assolvere l’industria, sempre e in ogni caso, esimendola ed escludendola a priori da ogni addebito (perché si afferma, essere presupposto di sviluppo, occupazione e di benessere), è il più infame atto di ingiustizia, di ipocrisia e di raggiro sociale, del quale un paese che si definisca civile si può macchiare. È dunque triste e penoso, vedere che il consumatore accetti senza obiettare il pagamento dell’onere relativo alla tassa sulla “monnezza”, ritenendolo giustificato e doveroso.
Questa, è una dimostrazione di illusionismo applicato alla realtà, indotto dal Sistema, che gioca sulla percezione falsata che ha il consumatore di ritenersi responsabile (in prima persona) del problema dei rifiuti, per avere “impunemente” soddisfatto il suo bisogno di acquisto, e le sue necessità. Il contenitore, che in seguito trasfigurerà la sua originale funzione in quella di rifiuto, è il paradigma della colpa, e l’onere di pagarne lo smaltimento, interviene nel cittadino/consumatore, come elemento di espiazione catartica. Un bel giochino di illusionismo davvero! Se vogliamo combattere il consumo di sostanze stupefacenti, dobbiamo risalire alla fonte e arrestare lo spacciatore - se ci limitiamo a penalizzare il consumatore, il problema rimarrà tale. Così l’industria, come lo spacciatore in questo caso, non può esimersi dalle sue colpe accusando e puntando il dito contro il consumatore, per avere soddisfatto le sue necessità!  Noi, non siamo altro che dei semplici “consumatori” (clienti), ma gli “spacciatori”, sono loro: Industriali e imprenditori! Loro che producono tutta questa montagna di monnezza infetta, con il beneplacito delle istituzioni e delle organizzazioni deputate al controllo e a fare rispettare le regole.  A questo punto l’industria si deve attenere a tre regole fondamentali e ineludibili, che rientrano nelle logiche di un mercato etico e responsabile:
a) - Concepire e realizzare contenitori biodegradabili.
b) - Diversamente farsi carico dei costi riguardanti la loro produzione e conseguente smaltimento.
c) - Assumersi l’onere concernente, la realizzazione di inceneritori, discariche, trasporto dei rifiuti, bonifica del territorio e di tutto l’indotto.
Ergo, non possiamo più accettare il fatto di essere trattati alla pari di “bestie ammaestrate” e annuire ad ogni ordine del padrone! Tu li produci e tu li smaltisci; altrimenti, o ti adegui o chiudi bottega!
Inoltre, lo stato, i comuni e le regioni dovranno restituire alla cittadinanza tutto il mal tolto estorto in questi decenni, per averli obbligati al pagamento di una tassa che, per le ragioni sopra descritte, è fuorilegge, e non è pertinente con le logiche dello stato di diritto, della giustizia sociale e del concetto di civiltà.  

gianni tirelli




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