lunedì 16 novembre 2015

pc 16 novembre - Attacchi in Francia: i padroni gettano benzina sul fuoco, vogliono l'Esercito europeo e più spese militari

pc 16 novembre - Attacchi in Francia: i padroni gettano benzina sul fuoco, vogliono l'Esercito europeo e più spese militari

I fatti di Parigi hanno scatenato gli istinti guerrafondai, spesso repressi per motivi di opportunità politica e sociale, di tanta “bella gente” e dei padroni che più che alle tragedie di migliaia di morti, feriti e lutti familiari guardano con preoccupazione alle possibili implicazioni sull’economia.
Già questa mattina tutti ad osservare le Borse per vedere come reagiscono i “mercati”.
I padroni sono arrabbiati e dicono con forza al proprio governo, e quelli europei in generale, di darsi una mossa per rilanciare il dossier sulla creazione di un Esercito europeo. E inoltre accusano i governi europei di non spendere abbastanza in armamenti riportando un grafico per mettere a confronto le spese dei vari paesi.
Solo gli Stati Uniti, con a capo il premier nobel per la "pace" Obama, spendono ogni anno 460 MILIARDI DI EURO, poi c’è l’Europa con una spesa di 210 MILIARDI DI EURO…
“Nel complesso, la Ue è seconda solo agli Usa per spesa militare. Ma è ben lungi dall’essere la seconda potenza militare” si lamenta lo scribacchino in un articolo apparso ieri sul Sole24Ore. E aggiunge i diversi motivi perché questo esercito si faccia: “La forte instabilità geopolitica nel Mediterraneo e in Medio Oriente, dove Stati sostanzialmente falliti sono nelle mani di gruppi terroristici come l’Isis in grado di colpire nel cuore delle capitali europee, è solo una – e forse neppure la principale – delle ragioni che impongono all’Unione europea di dotarsi di una capacità di difesa comune, integrando le forze armate di quegli Stati membri che se la sentiranno di fare questo ulteriore passo di condivisione di sovranità, sul modello della moneta unica.” Un altro motivo è dato dalla “aggressività di cui Vladimir Putin ha dato prova con l'annessione della Crimea”.
Da bravi economisti i padroni non dimenticano che questa unità sul piano militare significherebbe anche “risparmiare decine di miliardi di euro all’anno (20,6 secondo lo Iai) mettendo in comune le forze armate ed eliminando duplicazioni e inefficienze darebbe un contributo molto importante all’equilibrio dei conti.”
Già, i conti! che nonostante la crisi devono prevedere le “spese per la difesa” visto soprattutto che, grida preoccupato il giornalista, “altrove gli investimenti in armi ed eserciti crescono a ritmo incalzante: +97% in Russia, +167% in Cina, +112% in Arabia Saudita, + 39% in India.”

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