"E’ tutto falso, e ci stanno ammazzando."
commento -
Francesco Zaffuto ha detto... Barnard cita Alan Greenspan, che ha detto “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”. Se a comportarsi in questo modo sono paesi potenti come USA, Gran Bretagna e Giappone, poco male: perché sono loro stessi i capisaldi del capitalismo; se si tratta di paesi deboli verranno schiacciati dalla speculazione internazionale sulle valute.Tecnicamente non esiste una bancarotta per uno stato che può stampare denaro, ma quel denaro avrà sempre meno valore, si produrrà una forte inflazione interna ed un aumento di tutti i tassi di interesse; si può anche produrre un beneficio sulle esportazioni, ma questo dipende sempre se i capitalisti esteri sono disposti a comprare beni prodotti dal paese inflazionato.Un debito pubblico che aumenta, secondo Bannard, non è un problema se è la moglie che presta al marito. Credo intenda riferirsi a quel debito sostenuto dagli stessi cittadini di uno stato. Ma se il debito è sostento da investitori esteri, va pagato e in qualche modo una nuova emissione del debito comporterà interessi sempre più elevati. Anche il debito interno comporta rischi: il crollo della fiducia potrebbe comportare un mancato rinnovo, il mancato rinnovo potrebbe portare a scelte di conversione in debito forzoso senza scadenza; scelte che comporterebbero reazioni a catena a danno di tutto il sistema creditizio.Il danno dell’inflazione lo pagano sempre le classi povere, in special modo i lavoratori che non possono alzare il prezzo delle proprie prestazioni. L’Italia, negli inizia anni ‘80 , l’inflazione galoppava a inauditi, ricordo che ebbi bisogno di un prestito ed era il 1983, me lo diedero con il 27% di interessi + gli oneri per la pratica. Alla base della fondazione dell’Euro, c’era un ragionamento: frenare il fenomeno inflazione, rassicurare i mercati sul pagamento dei debiti. La regola di conseguenza era che gli stati non potevano barare e che dovevano contenere il loro debito. In tutta una prima fase dell’Euro abbiamo assistito al suo costante apprezzamento nei confronti di un dollaro che giocava al ribasso e speculava sul suo debito: gli USA sono diventate una nazione che speculava sul debito pubblico, sul debito delle banche e sul debito dei singoli cittadini. La crisi 2008/2009 è nata in USA. Noi stiamo pagando il disastro del debito americano e non la prudenza dell’Euro. Rivendicare oggi un comportamento all’americana non mi pare il caso. In Italia in questo momento abbiamo bisogno un governo capace di combattere la disoccupazione, anche al costo di farsi fare dai cittadini un debito d’onore su questo problema, ma poi l’onore va mantenuto. Qui non si tratta di fare il tifo per l’Euro, si tratta di puntualizzare che i meccanismi dell’economia capitalistica sono selvaggi. Il selvaggiume capitalistico/bancario va messo sotto controllo, un controllo che non può essere affidato ai singoli stati che spesso sono gabinetti di affari di capitalisti nazionali.Cosa fare? Il capitalismo va messo sotto il controllo di una politica umanista e internazionalista. La politica va ispirata da una cultura libertaria ed egualitaria. Sul piano economico, vi direi addirittura: moneta unica mondiale sotto l’egida dell’ONU, poi potete chiamare l’ambulanza per chiudermi al manicomio. saluti, francesco zaffuto
Paolo Rossi Barnard a me mostra dettagli
Barnard cita Alan Greenspan, che ha detto "un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana".Se a comportarsi in questo modo sono paesi potenti come USA, Gran Bretagna e Giappone, poco male: perché sono loro stessi i capisaldi del capitalismo; se si tratta di paesi deboli verranno schiacciati dalla speculazione internazionale sulle valute.
Non necessariamente, perché la piena occupazione che può essere generata dalla spesa a deficit dello Stato a moneta sovrana fa crescere l'economia e la produzione nazionale per cui cala il bisogno di importare e la moneta nazionale non si svaluta, nel senso che non invade i mercati esteri. Inoltre con la piena occupazione a spese dello Stato si diventa oggetto appetibile di investimenti esteri per cui i dollari entrano nella casse.
Tecnicamente non esiste una bancarotta per uno stato che può stampare denaro, ma quel denaro avrà sempre meno valore, si produrrà una forte inflazione interna ed un aumento di tutti i tassi di interesse;
No, se la spesa a deficit è diretta ad aumentare la produttività interna aumentano i prodotti assieme alla massa monetaria per cui l'inflazione sta giù (inflazione = troppa moneta con troppi pochi prodotti).
si può anche produrre un beneficio sulle esportazioni, ma questo dipende sempre se i capitalisti esteri sono disposti a comprare beni prodotti dal paese inflazionato.
In genere accade.Un debito pubblico che aumenta, secondo Bannard, non è un problema se è la moglie che presta al marito. Credo intenda riferirsi a quel debito sostenuto dagli stessi cittadini di uno stato.
No, il debito dello Stato a moneta sovrana non è mai il debito dei cittadini, al contrario è l'attivo dei cittadini. I governi a mon sovr spendono accreditando conti correnti dei cittadini e questo crea per loro ricchezza finanziaria al netto. Lo Stato a mon sovr non ripaga mai il proprio debito, non deve farlo.
Ma se il debito è sostento da investitori esteri, va pagato e in qualche modo una nuova emissione del debito comporterà interessi sempre più elevati.
Se è emesso in moneta sovrana, se cioè la Cina detiene dollari o sterline, i gov USA o GB dovranno solo emettere altra moneta e onorare i debiti, punto, non hanno limiti di spesa. Se è emesso in moneta estera, è più un problema, ma il gov può sempre rinegoziare il suo debito estero nella propria moneta e quindi pagarlo senza problemi. Alla fine in queste cose è il debitore che tiene per le palle il creditore. In ogni caso il debito estero dei paesi ricchi è un'inezia confronto a quello interno.
Anche il debito interno comporta rischi: il crollo della fiducia potrebbe comportare un mancato rinnovo, il mancato rinnovo potrebbe portare a scelte di conversione in debito forzoso senza scadenza; scelte che comporterebbero reazioni a catena a danno di tutto il sistema creditizio.
Impossibile che ci sia un crollo di fiducia in un debito emesso in mon sovr, il caso del Giappone col 200% debito PIL insegna.
Il danno dell'inflazione lo pagano sempre le classi povere, in special modo i lavoratori che non possono alzare il prezzo delle proprie prestazioni.
Molto molto peggio per i lavoratori avere la moneta nazionale troppo forte con inflazione troppo bassa. Crolla tutto l'export, e molti altri settori come turismo o il commercio al dettaglio (effetto deflazione). La GB del 1992 aveva la sterlina fortissima e una povertà interna oscena, ci vivevo.
L'Italia, negli inizia anni '80 , l'inflazione galoppava a inauditi, ricordo che ebbi bisogno di un prestito ed era il 1983, me lo diedero con il 27% di interessi + gli oneri per la pratica.
Ed era l'Italia più ricca della nostra storia, oggi con un 1,3% di inflazione siamo al massimo della povertà ufficiale da almeno 30 anni, vedere i dati.
Alla base della fondazione dell'Euro, c'era un ragionamento: frenare il fenomeno inflazione, rassicurare i mercati sul pagamento dei debiti.
No, tutte balle, sto scrivendo la vera storia dell'euro UME e UE, e il piano era di distruggere gli Stati, le leggi e i cittaidini, e ci sono riusciti. Pubblico a settembre.
La crisi 2008/2009 è nata in USA. Noi stiamo pagando il disastro del debito americano e non la prudenza dell'Euro.
Noi paghiamo 2 disastri: la crisi USA, ma soprattutto il fatto che l'Unione Monetaria EU ci ha ridotti a Stati che oggi non possono più emettere moneta sovrana e che per pagare anche le matite delle scuole devono andare a prestito dai capitali privati. Non possono più spendere un euro senza farselo prestare dai privati, ti rendi conto? Oggi il nostro debito è veramente un problema perché lo dobbiamo tutto ai privati, e i mercati se ne sono accorti, sfiduciandoci.
Rivendicare oggi un comportamento all'americana non mi pare il caso.In Italia in questo momento abbiamo bisogno un governo capace di combattere la disoccupazione, anche al costo di farsi fare dai cittadini un debito d'onore su questo problema, ma poi l'onore va mantenuto.
Ma no, il nostro governo non può più fare nulla, lo volete capire che siamo oggi ineteramente nelle mani dei mercati di capitali? Ripeto: oggi gli Stati dell'UME non possono più spendere neppure un euro per nulla senza farselo prestare dai privati ai tassi decisi da loro, una catastrofe. Prima con mon sovr potevamo fare quello che ci pareva in teoria, come fanno gli USA. Con moneta sovrana la disoccupazione si poteva far sparire del tutto, non lo fecero SOLO per motivi politici, ma si poteva. Oggi senza mon sovr lo Stato non può più fare nulla.
Qui non si tratta di fare il tifo per l'Euro, si tratta di puntualizzare che i meccanismi dell'economia capitalistica sono selvaggi. Il selvaggiume capitalistico/bancario va messo sotto controllo, un controllo che non può essere affidato ai singoli stati che spesso sono gabinetti di affari di capitalisti nazionali.Cosa fare? Il capitalismo va messo sotto il controllo di una politica umanista e internazionalista. La politica va ispirata da una cultura libertaria ed egualitaria. Sul piano economico, vi direi addirittura: moneta unica mondiale sotto l'egida dell'ONU, poi potete chiamare l'ambulanza per chiudermi al manicomio.saluti, francesco zaffuto1L'aveva già detto Keynes, condivido. B.
Francesco Zaffuto ha detto...
Barnard cita Alan Greenspan, che ha detto "un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana".Se a comportarsi in questo modo sono paesi potenti come USA, Gran Bretagna e Giappone, poco male: perché sono loro stessi i capisaldi del capitalismo; se si tratta di paesi deboli verranno schiacciati dalla speculazione internazionale sulle valute.
Non necessariamente, perché la piena occupazione che può essere generata dalla spesa a deficit dello Stato a moneta sovrana fa crescere l'economia e la produzione nazionale per cui cala il bisogno di importare e la moneta nazionale non si svaluta, nel senso che non invade i mercati esteri. Inoltre con la piena occupazione a spese dello Stato si diventa oggetto appetibile di investimenti esteri per cui i dollari entrano nella casse.
Tecnicamente non esiste una bancarotta per uno stato che può stampare denaro, ma quel denaro avrà sempre meno valore, si produrrà una forte inflazione interna ed un aumento di tutti i tassi di interesse;
No, se la spesa a deficit è diretta ad aumentare la produttività interna aumentano i prodotti assieme alla massa monetaria per cui l'inflazione sta giù (inflazione = troppa moneta con troppi pochi prodotti).
si può anche produrre un beneficio sulle esportazioni, ma questo dipende sempre se i capitalisti esteri sono disposti a comprare beni prodotti dal paese inflazionato.
In genere accade.Un debito pubblico che aumenta, secondo Bannard, non è un problema se è la moglie che presta al marito. Credo intenda riferirsi a quel debito sostenuto dagli stessi cittadini di uno stato.
No, il debito dello Stato a moneta sovrana non è mai il debito dei cittadini, al contrario è l'attivo dei cittadini. I governi a mon sovr spendono accreditando conti correnti dei cittadini e questo crea per loro ricchezza finanziaria al netto. Lo Stato a mon sovr non ripaga mai il proprio debito, non deve farlo.
Ma se il debito è sostento da investitori esteri, va pagato e in qualche modo una nuova emissione del debito comporterà interessi sempre più elevati.
Se è emesso in moneta sovrana, se cioè la Cina detiene dollari o sterline, i gov USA o GB dovranno solo emettere altra moneta e onorare i debiti, punto, non hanno limiti di spesa. Se è emesso in moneta estera, è più un problema, ma il gov può sempre rinegoziare il suo debito estero nella propria moneta e quindi pagarlo senza problemi. Alla fine in queste cose è il debitore che tiene per le palle il creditore. In ogni caso il debito estero dei paesi ricchi è un'inezia confronto a quello interno.
Anche il debito interno comporta rischi: il crollo della fiducia potrebbe comportare un mancato rinnovo, il mancato rinnovo potrebbe portare a scelte di conversione in debito forzoso senza scadenza; scelte che comporterebbero reazioni a catena a danno di tutto il sistema creditizio.
Impossibile che ci sia un crollo di fiducia in un debito emesso in mon sovr, il caso del Giappone col 200% debito PIL insegna.
Il danno dell'inflazione lo pagano sempre le classi povere, in special modo i lavoratori che non possono alzare il prezzo delle proprie prestazioni.
Molto molto peggio per i lavoratori avere la moneta nazionale troppo forte con inflazione troppo bassa. Crolla tutto l'export, e molti altri settori come turismo o il commercio al dettaglio (effetto deflazione). La GB del 1992 aveva la sterlina fortissima e una povertà interna oscena, ci vivevo.
L'Italia, negli inizia anni '80 , l'inflazione galoppava a inauditi, ricordo che ebbi bisogno di un prestito ed era il 1983, me lo diedero con il 27% di interessi + gli oneri per la pratica.
Ed era l'Italia più ricca della nostra storia, oggi con un 1,3% di inflazione siamo al massimo della povertà ufficiale da almeno 30 anni, vedere i dati.
Alla base della fondazione dell'Euro, c'era un ragionamento: frenare il fenomeno inflazione, rassicurare i mercati sul pagamento dei debiti.
No, tutte balle, sto scrivendo la vera storia dell'euro UME e UE, e il piano era di distruggere gli Stati, le leggi e i cittaidini, e ci sono riusciti. Pubblico a settembre.
La crisi 2008/2009 è nata in USA. Noi stiamo pagando il disastro del debito americano e non la prudenza dell'Euro.
Noi paghiamo 2 disastri: la crisi USA, ma soprattutto il fatto che l'Unione Monetaria EU ci ha ridotti a Stati che oggi non possono più emettere moneta sovrana e che per pagare anche le matite delle scuole devono andare a prestito dai capitali privati. Non possono più spendere un euro senza farselo prestare dai privati, ti rendi conto? Oggi il nostro debito è veramente un problema perché lo dobbiamo tutto ai privati, e i mercati se ne sono accorti, sfiduciandoci.
Rivendicare oggi un comportamento all'americana non mi pare il caso.In Italia in questo momento abbiamo bisogno un governo capace di combattere la disoccupazione, anche al costo di farsi fare dai cittadini un debito d'onore su questo problema, ma poi l'onore va mantenuto.
Ma no, il nostro governo non può più fare nulla, lo volete capire che siamo oggi ineteramente nelle mani dei mercati di capitali? Ripeto: oggi gli Stati dell'UME non possono più spendere neppure un euro per nulla senza farselo prestare dai privati ai tassi decisi da loro, una catastrofe. Prima con mon sovr potevamo fare quello che ci pareva in teoria, come fanno gli USA. Con moneta sovrana la disoccupazione si poteva far sparire del tutto, non lo fecero SOLO per motivi politici, ma si poteva. Oggi senza mon sovr lo Stato non può più fare nulla.
Qui non si tratta di fare il tifo per l'Euro, si tratta di puntualizzare che i meccanismi dell'economia capitalistica sono selvaggi. Il selvaggiume capitalistico/bancario va messo sotto controllo, un controllo che non può essere affidato ai singoli stati che spesso sono gabinetti di affari di capitalisti nazionali.Cosa fare? Il capitalismo va messo sotto il controllo di una politica umanista e internazionalista. La politica va ispirata da una cultura libertaria ed egualitaria. Sul piano economico, vi direi addirittura: moneta unica mondiale sotto l'egida dell'ONU, poi potete chiamare l'ambulanza per chiudermi al manicomio.saluti, francesco zaffuto1L'aveva già detto Keynes, condivido. B.
Francesco Zaffuto ha detto...Mi sento un po’ in disagio per il tanto spazio dato al mio commento, in ogni caso ringrazio Canelibero per l’ospitalità e Barnard per l’intervento. Rispondo non tanto per avere la solita voglia dell’ultima parola, ma per evidenziare alcune preoccupazioni.
Non intendo fare il tifo per l’eurocapitalismo, ma non mi tranquillizza per niente la sovranità capitalista nazionale.
Certo che si possono ipotizzare tutte le operazioni di cui parla Bannard, ma tutti gli esempi sono sempre di gonfiamento del debito in paesi che stanno dentro le dinamiche capitaliste e in posizioni ottimali: Giappone, USA e G.B.. Per un paese di medio o piccolo calibro i tassi dei creditori esteri saranno sempre più alti e non avrà possibilità di tenere per le palle il creditore. Potrà tenere per le palle il creditore interno in parte composto dai piccoli risparmiatori. Il creditore interno in BOT annuali, spesso è formato da lavoratori che hanno percepito la liquidazione e non hanno modi per investirla, non ci comprano neanche un garage.
Inflazione e deflazione sono due brutte bestie e sempre ai danni dei lavoratori.
Posso convenire con Bannard su una cosa: i vincoli di legame internazionale nella UE stanno per diventare strozzanti per le ipotesi di sviluppo politico dei singoli paesi. La mancanza di una politica monetaria sovrana incide anche sul percorso politico. Nei fatti, in un ambito monetario UE, il percorso di lotta dei lavoratori dovrebbe avere di conseguenza un respiro europeo, e siamo ben lontani da questo respiro.
saluti
Non intendo fare il tifo per l’eurocapitalismo, ma non mi tranquillizza per niente la sovranità capitalista nazionale.
Certo che si possono ipotizzare tutte le operazioni di cui parla Bannard, ma tutti gli esempi sono sempre di gonfiamento del debito in paesi che stanno dentro le dinamiche capitaliste e in posizioni ottimali: Giappone, USA e G.B.. Per un paese di medio o piccolo calibro i tassi dei creditori esteri saranno sempre più alti e non avrà possibilità di tenere per le palle il creditore. Potrà tenere per le palle il creditore interno in parte composto dai piccoli risparmiatori. Il creditore interno in BOT annuali, spesso è formato da lavoratori che hanno percepito la liquidazione e non hanno modi per investirla, non ci comprano neanche un garage.
Inflazione e deflazione sono due brutte bestie e sempre ai danni dei lavoratori.
Posso convenire con Bannard su una cosa: i vincoli di legame internazionale nella UE stanno per diventare strozzanti per le ipotesi di sviluppo politico dei singoli paesi. La mancanza di una politica monetaria sovrana incide anche sul percorso politico. Nei fatti, in un ambito monetario UE, il percorso di lotta dei lavoratori dovrebbe avere di conseguenza un respiro europeo, e siamo ben lontani da questo respiro.
saluti
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