sabato 18 settembre 2010

I COLPEVOLI E CONDANNATI PER REATI PEGGIORI, STANNO COMODI IN PARLAMENTO, I COMPAGNI DI CUI ANCORA NON SI RIESCE A PROVARE NULLA DI NULLA, STANNO IN GALERA. MENTRE A NOI, DOPO IL TEMPO CHE DEDICHIAMO A MISTER B. CI SFUGGE UN PARTICOLARE IMPORTANTE "IL VUOTO MENTALE"


processo 16 settembre








“Caso” Bellomonte. In 60 a Roma dalla Sardegna per la prima udienza del processo. Avvocato Calia: “Perché vi fa tanta paura la perizia sulle intercettazioni?”
IlMinuto) – Cagliari, 17 settembre -  Un numero di telefono in un calzino, una intercettazione ambientale, frequenti viaggi a Roma. Sono queste le prove “schiaccianti” per cui Bruno Bellomonte ha già passato 14 mesi in carcere con l’accusa di avere partecipato, all’interno di una presunta organizzazione (le nuove Br-Pcc) composta da ben sette persone, alla preparazione di un’azione per “colpire l’imperialismo e i suoi simboli” in occasione del G8 della Maddalena del 2009 (poi spostato all’Aquila).
Sette persone, sette “detenuti politici” nelle parole della pubblica accusa, contro i capi di Governo delle otto principali potenze capitalistiche mondiali blindate nell’Isola.Elementi che ieri sono stati ribaditi dal p.m. in occasione della prima udienza. Bruno Bellomonte non affronta da solo questo processo. Ieri mattina a Roma erano infatti almeno 60 le persone arrivate dalla Sardegna per portare la loro solidarietà al comunista indipendentista di aMpI: un folto gruppo di militanti di A Manca (la formazione indipendentista ha organizzato la trasferta), presenze di Sardigna Natzione, dell’Irs, de Su Sindacadu de Sa Natzione Sarda, del Prc, Sinistra Critica e diversi “cani sciolti”. Presenti anche i fratelli di Bellomonte, dalla Sicilia, e la moglie Caterina Tani.
Un breve sit in a Piazzale Clodio ha preceduto l’ingresso nell’aula giudiziaria. Diversamente dai comuni cittadini, quelli “solidali a Bellomonte” hanno dovuto attendere – secondo quanto spiegato dal Dirigente dell’Ordine pubblico Bova – il consenso del presidente della Corte, Anna Argento, per fare ingresso in aula, dopo la perquisizione – riservata solo a loro – di borse, portafogli e quant’altro.
“Sardigna libera!”. Bellomonte ha fatto ingresso nella gabbia dell’aula gridando queste parole. Da quel momento è cominciato un silenzioso scambio di gesti di incoraggiamento, di pugni chiusi e di sorrisi tra Bellomonte e i suoi compagni e amici.
L’avvocato Simonetta Crisci – che, con Gianfranco Sollai, difende il candidato sindaco di aMpI alle ultime elezioni comunali di Sassari – ha chiesto l’acquisizione dell’hard disk del computer di Bellomonte come elemento di prova. Caterina Calia (che assiste il presunto capo della presunta organizzazione, Luigi Fallico) ha chiesto una perizia fonica, che faccia corrispondere identità certe alle voci intercettate. I pm si sono opposti alla richiesta. “Ma perché vi fa tanta paura questa perizia?”, ha commentato l’avvocato di Lula.
Al termine della prima udienza – concentrata soprattutto su aspetti tecnico-giuridici -  alcuni poliziotti hanno impedito a Caterina Tani, la moglie di Bellomonte, di avvicinarsi al vetro per salutare da vicino il marito. Ma nessuno ha potuto impedire ai compagni presenti di salutare l’indipendentista presoneri (e gli altri imputati con lui dentro la gabbia) a pugno chiuso. Prossima udienza il 21 settembre.







Blogger Angie ha detto...



Aggiungo, dahttp://www.arbeschidasarda.org/:
"I termini della carcerazione preventiva scadono ora e Bruno dovrebbe essere rilasciato. Presumibilmente questo è l'unico motivo della celebrazione del processo.
I collegamenti praticamente inesistenti rendono anche una semplice visita della moglie e dei familiari una vera e propria odissea di spese e stress. In più ne sono concesse solo due al mese.
Da tempo viene negato a Bruno il trasferimento in un carcere Sardo, in barba al rispetto della legge sulla territorialità della pena."







Blogger Francesco Zaffuto ha detto...




Certo fare paragoni è difficile , ma salta agli occhi che chi dice “Sardigna libera” sta in carcere e chi dice “Padania libera” sta in Parlamento. Forse perché la Sardegna è una antica e reale regione mentre la Padania è una invenzione moderna. Sono le parole che ho riportato sul mio blog in un gadget per diffondere questa notizia poco diffusa con un link al vostro post.
Caneliberonline risponde :
GRAZIE Francesco per la tua ospitalita' nel blog. Noi non intendiamo fare pubblicita' all'indipendentismo,   sia Sardo che Padano (nonostante le differenze storiche-sociali), ma vogliamo mettere in risalto ancora una volta le storture di una legge che permette in modo repressivo che 1° tiene in galera degli  innocenti,                           2°fa in modo  che si spinga ancora di piu'  un popolo all'indipendenza. E qui mi fermo. Grazie ancora.




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