mercoledì 3 novembre 2010

non accettare più le linfe del capitalismo: compromesso e paura.

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La questione culturale

(17 Ottobre 2010)

Dove c'è un abuso c'è sofferenza.Dalla sofferenza nasce la consapevolezza del proprio stato.

Da questo nasce la consapevolezza della propria collocazione sociale e da qui la coscienza

della propria classe sociale.Dopo di ciò non può verificarsi altro che conflitto.


Dall'inizio degli anni novanta parevano essersi spente le componenti della movimentazione

di massa.Conseguenza questa che della fine di quella contrapposizione che aveva visto

i due blocchi politici raffrontarsi a livello mondiale senza trascurare la forte rappresentanza

anche in Italia.Vedi per esempio la potenza abnorme che aveva acquisito il partito comunista

italiano:al vertice fra le organizzazioni della sinistra occidentale.Ma come ho detto alla

fine ha vinto la" non cultura",li dove invece per cultura intendo Quella della coscienza

del proprio stato all'interno d'un sistema.La non cultura è capitalismo. Ma comunque

ad oggi risulta inutile analizzare le determinanti della vittoria del capitalismo ed è invece

più costruttivo anzi essenziale porsi nel presente.La realtà attuale infatti ci pone dinanzi

ad un contesto semplice da comprendere ma difficile da accettare almeno che non si voglia

entrare a farne parte:ma questo risulta impossibile a chi ha memoria e a chi subisce lo stato

vigente di cose.In sostanza la realtà politica attuale è sintetizzabile con un unico termine

ossia:compromesso.Ed è inaccettabile osservare quanto questo compromesso abbia

contagiato anche le componenti organizzate di sinistra la quale pur di ottenere un proprio"

posto nel mondo" sia disposta a vendere per poco o niente,alle mani del padronato,ogni

pretesa di rappresentare il movimento popolare.In questo modo nascono i

movimenti pseudo antagonisti alla destra,si imbastiscono tavoli di trattative,alleanze

,federazioni,rincorse al voto.Ma con l'unico risultato di ottenere meno che un buco

nell'acqua :risultato è un buco nel vuoto.E' la politica delle bandiere a doppia

facciata!Che compaiono alle manifestazioni della fiom ma che non fomentano la movimentazione

studentesca.Il processo culturale di cui ci si pone la necessità concreta è un processo

che deve nascere dal basso quindi dall'interno,dalle viscere,dagli organismi del popolo in

contestazione.Perciò NON avvicinarsi a quella classe sociale in contestazione ma

originare da questa in modo tale che non si concludi tutto al termine di una manifestazione

sindacale.In modo tale che si possa riaccendere la scintilla che ci renda coscienti della

nostra classe d'appartenenza e della difesa della dignità in contrasto al padronato.Il processo

culturale deve avere un'origine ma anche e soprattutto una prosecuzione che però sia

organizzata,uno sviluppo che sia spontaneo.Spontaneo perché chi ne fa parte si identifichi

con chi lo dirige anzi,chi ne fa parte deve identificarsi con chi gli sta di fianco e regge la

bandiera senza doppia facciata;non ponendosi dubbio alcuno sul Compagno di fianco.

Fortunatamente la storia non è scarsa d'esempi di chi ha aperto gli occhi al proprio

fratello,di chi da un campo arido e dimenticato sia riuscito a fare germogliare e crescere

la coscienza del proprio popolo.Fortunatamente tutto questo quando capita non nasce mai

da un solo uomo per poi morire con questo perché questo uomo è strumento della massa ,

non strumentalizzatore.Basti per esempio andare un po indietro,ad osservare quello che

capitò come farse la più grande contestazione che la capitale del capitalismo abbia sofferto:

l'incidente razziale al vertice del quale Malcolm X.Fu un processo culturale ed attenzione

rapportabile al contesto attuale perché se non ci si limita a vedere quell'episodio storico

solo come la contestazione degli afro americani ai bianchi,se non ci si limita a vedere

solo questo:ma si osserva più in profondità si comprende che fu una disputa di carattere

culturale.Appunto la cultura dell'appartenenza,della coscienza,della dignità contro la non

cultura dello sfruttamento.Forse si rende necessario nient'altro che un atto di fiducia,un atto

di coraggio,il coraggio di mantenere una scelta che ci si è posti:quella di non cambiare,di

non volere reggere con una mano due bandiere.Noi siamo le componenti di un processo

logico che si venga a creare:siamo gli emarginati come erano emarginati appunto gli

afro americani di Malcolm X:siamo gli operai della fiat,gli studenti,i precari,i morti sul

lavoro,i pensionati,chi non si vende,chi sa quale è la propria storia.Un giorno finirà

la politica dei leaders e ritornerà la politica dell?ideologia,avverrà presto ,forse tardi:

di sicuro ci sono dei prezzi da pagare:il più importante è non accettare più le linfe del capitalismo:

compromesso e paura.

FONTE ......luigiacone@teletu.it

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