sabato 9 aprile 2011

LE GRANDIOSE TRUFFE FINANZIARIE DI STATO .



esistono parecchi tipi di truffe, a questo mondo, quasi tutte attraverso l'uso spregiudicato del denaro, certificato di scambio impiegato dalla quasi totalità dei terrestri (per foruna, però, solo quasi).

ma poche menti riescono a concepire truffe organizzate così esetese e profonde come quelle di stato.

vediamone alcune.

1) la creazione del denaro segue un metodo che si direbbe sbalorditivo. l'economista john kenneth galbrait diceva che la mente umana si rifiuta, a tutta prima, di crederlo.

qualcvuno deve pur stamparlo, all'inizio, quel foglietto che vale n euro. la banca centrale lo fa, al costo di circa tre euro a foglio. poi lo vende allo stato, al suo valore nominale: per esempio, a cento euro, con un guadagno di 97 euro per un biglietto da 100. creazione di ricchezza dal nulla, per l'istituto di emissione.

ma lo stato come fa a comperarlo, questo denaro? semplice: fa un debito, a vantaggio della banca centrale, che guadagna quasi dal nulla cifre favolose, e a svantaggio dei cittadini, che quelle cifre favolose dovranno pagare attraverso le tasse.

si tratta di una forma di truffa e usura da vertigine detta "signoraggio".

si ha un bel dire che comunque, poi, il valore effettivo del denaro sarà determinato dalla quantità di lavoro reale che esso rappresenta: ciò non muta la sostanza della situazione, perchè sì, quei foglietti rappresentano lavoro reale: faticoso lavoro che noi svolgiamo, a vantaggio dell'istituto di emissione che se lo intasca attraverso il pagamento statale del signoraggio.facile: lavoriamo per loro, come gli schiavi che lavorano per il padrone.

2) dunque, il governo assume un debito, ma non lo paga (anzi, è pagato per assumerlo e scaricarlo ad altri). e chi paga? pagano i cittadini, con il sudore della loro fronte, mentre i membri del governo se ne tornano a casa con pensioni da nababbi. ma come raccoglie il denaro dalle nostre tasche, il governo? con le tasse, in primo luogo. e se non bastano? in effetti non bastano mai: il governo, pur essendo perennemente affamato di denaro, non è mai contento del volume delle entrate finanziarie. tuttavia, non può aumentare le tasse a piacere: non occorre conoscere la curva di laffer per sapere che se si toglie tutto allo schiavo costui muore di fame e non risulta più utilizzabile. e anche senza raggiungere tali estremi, le tasse rendono impopolare qualunque governo, il quale non lo desidera, sapendo quanti concorrenti siano prontissimi a scalzarlo per prendere il suo posto. quindi, coniglio dal cilindro del prestigiatore,invece di alzare insopportabilmente le tasse (che, tanto, insopportabili già sono) inventa il modo di dilazionare nel tempo i pagamenti, istituendo dei titoli di credito. chi compera titoli di stato presta soldi al governo, che li usa per pagare i debiti attuali. ma, naturalmente, a scadenza del titolo dovrà rendere gli interessi, sicchè il debito sarà aumentato. niente paura, si emettono altri titoli di stato per coprire il vuoti creato dagli interessi dei precedenti, e si procede così all'infinito, con una mostruosa catena di sant'antonio concepita per spendere quel che si vuole, tanto pagano i cittadini con le tasse e quelli che comperano titoli. peccato che, tra gli altri effetti, ciò produca l'inconveniente di scaricare sempre più la quota debitoria sul futuro, sulle successive generazioni. il governo intasca, mangia e spende ora, pagheranno figli, nipoti e pronipoti, echissenefrega, osserva il governo, io incasso subito, poi vado in pensione (da nababbi). i governi hanno dunque imparato bene la lezione della banca centrale: costruire denaro dal nulla e intascarlo, scaricandone i costi ad altri, anche a futura memoria.

3) nel caso italiano, da tempo gran parte del debito si trova oltreconfine. poichè fruttiferi di rendimenti certi, i titoli di stato fanno gola a molti, e il 50% del debito italiano, in questo modo, è finito all'estero. i francesi ne hanno il 30%, ovvero loro hanno comperato i titoli, gli italiani pagano gli interessi che gli acquirenti francesi intascano.

naturalmente i francesi hanno fatto un favore al governo, che ha intascato subito il prezzo di vendita dei titoli (al governo piace sempre spendere e spandere) e lascia il pagamento degli interessi ai cittadini, presenti e futuri.i favori, si sa, sono oggetto di scambio, e si restituiscono sempre, non solo per buona educazione (merce, in verità, governativamente assai rara) ma sopratutto in quanto "offerte che non si possono rifiutare".

la francia ha fatto un favore al governo italiano comperandogli titoli di stato che ha procurato denaro fresco al governo, e in cambio della gentilezza esige l'acquisto di prodotti francesi, per esempio le centrali nucleari che in italia nessuno vuole, e probabilmente nessun altro neanche in giro per il mondo, visto che sono modelli vecchi e obsoleti, però in cambio del favore di acquistare redditizi titoli (tanto il loro reddito lo pagherà il bilancio pubblico, cioè i cittadini) vendono le loro centrali atomiche vecchie e fuori uso a noi. ora sapete come mai i nuclearisti vorrebbero dei ferrivecchi francesi.

4) ma, obiettano a questo punto gli illusi, non è detto che fare debiti sia un male: molti genitori fanno un mutuo per acquistare una casa il cui pagamento sarà da loro iniziato e successivamente esaurito dai figli, che però avranno ereditatoun bene primario, la casa, pagandola solo in parte poichè la primaparte la hanno pagata babbo e mamma, facendo loro un favore. questi obiettori non dovrebbero confondere il governo con il babbo, e men che meno con babbo natale: non lo è.

il ragionamento avrebbe senso se lo stato con i soldi acquisiti comperasse case da dare ai cittadini (i quali, in fondo, sono i veri proprietari del denaro usato dal governo, che come si vede sempre meglio non è babbo natale, bensì un rapinatore a mano armata). invece lo usa per lasciare le scuole senza gessi o senza fotocopie didattiche, mentre spende (italia, 2011, finora) 250 milioni di euro in armamenti (l'industria di morte delle armi fila sempre, perchè gli stati le comprano, le vendono in giro per il globo terracqueo, così poi scatenano guerre a destra e a manca aumentando il proprio volume di affari). paga il cittadino, come al solito.

5) a suo modo è una piccola truffa, se pur solo verbale, anche l'espressione "piove, governo ladro!".

ma quale piove e piove? dovrebbe almeno grandinare con tempesta, di fronte a simile scempio multiplo! dietro la retorica patriottarda come le barzellette delle celebrazioni di stato, che so, dell'unità, dei 150esimi, delle ricorrenze, si cela una macchina da truffa organizzata che non ha pari.la banca centrale e lo stato sono raffinate e complesse macchine idrovore di rapina per risucchiare lavoro dai cittadini convertendolo in denaro da spartire tra grandi industriali e governanti: gli schiavi lavorano, gli schiavisti guadagnano. tanto, ci saranno nuovi schiavi a sostituire i vecchi, visto che la gente comune ha anche la caratteristica di amarsi e figliare.

la sopraffina stato & truffatori complici vi attende anche domani per una nuova giornata di schiavismo collettivo.

finchè durerà la dabbenaggine umana.

di vincenzo Zamboni


       angie ha detto...

"... qualcuno deve pur stamparlo, all'inizio, quel foglietto che vale un euro. la banca centrale lo fa, al costo di circa tre euro a foglio. poi lo vende allo stato, al suo valore nominale: per esempio, a cento euro, con un guadagno di 97 euro per un biglietto da 100. creazione di ricchezza dal nulla, per l'istituto di emissione..."

Il signoraggio derivante dall'emissione di moneta da parte della Banca Centrale (in parte prelevato dallo Stato, sotto forma d'imposta) per il rimanente resta alla Banca Centrale sì... però: viene utilizzato per coprire i costi di funzionamento e, per l'eventuale parte eccedente, costituisce utile netto, ma poiché la Banca Centrale è un ente pubblico (le modalità di redistribuzione sono ora contenute nella Decisione ECB/2005/11), anche tale utile finisce per essere incassato dallo Stato. La Banca d'Italia è un ente pubblico (lo statuto parla di istituto di diritto pubblico) i cui partecipanti possono anche essere dei privati, ma una volta pagate le imposte, lo statuto concede di distribuire ai partecipanti solo una minima parte degli utili netti annuali, da spartirsi tra tutti in base alle quote possedute. Quindi praticamente degli utili netti, dal 20 al 40% viene aggiunto alle riserve valutarie ordinarie e/o straordinarie dell'istituto (perdita d'esercizio o assegnazione al Fondo di accantonamento a fronte dei rischi di cambio, di tasso d'interesse e di prezzo sull'oro) e la parte restante (dal 60% all'80%) viene trasferita al pubblico erario.
Quello che voglio dire, anche se non mi riferisco a chi ha scritto il post (che comunque vede come lo Stato non spenda i soldi per i cittadini), è che bisogna fare attenzione: in questo link si parla di chi sono i "difensori dei consumatori" che cercano di infiltrarsi nei nuovi movimenti propagandando idee populiste, frequentando forum non politicizzati con post del tipo: "Guarda come ci truffano..." (e prova ne è il fatto che tanti di quei post - e video - sono stati poi fatti sparire!)
ciao ciao.

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